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Art. 117 Costituzione — Anno 2024

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680 provvedimenti

Altri anni per Art. 117 Costituzione

Rescissione del giudicato: onere della prova
La Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per rescissione del giudicato. L'istanza è stata presentata oltre i 30 giorni, decorrenti dalla conoscenza del procedimento, avvenuta tramite notifica del mandato d'arresto europeo. La Corte ribadisce che l'onere della prova sulla tempestività spetta al richiedente.
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Indennità risarcitoria forfettaria: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6381/2024, ha stabilito la legittimità dell'applicazione retroattiva della legge n. 183/2010, che introduce un'indennità risarcitoria forfettaria per i contratti a termine illegittimi. La Corte ha rigettato il ricorso di una lavoratrice, confermando che la nuova disciplina si applica anche ai giudizi in corso al momento della sua entrata in vigore. Di conseguenza, la lavoratrice è stata condannata a restituire le somme percepite in eccesso in base a una precedente sentenza, poi riformata.
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Confisca Cannabis: legittima anche se assolti
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un'imprenditrice, assolta per detenzione di un ingente quantitativo di cannabis con THC medio dello 0,49% per errore scusabile sulla legge. L'imprenditrice contestava la confisca e distruzione della sostanza. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che la confisca cannabis non è una pena, ma una misura di sicurezza obbligatoria. Tale misura si applica a prescindere dalla colpevolezza dell'imputato, data la pericolosità intrinseca della sostanza per la salute pubblica.
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Contraddittorio endoprocedimentale: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6114/2024, ha rigettato il ricorso di una società contro un avviso di accertamento. La decisione chiarisce l'applicazione del contraddittorio endoprocedimentale, specificando che per i tributi non armonizzati (Ires, Irap) non è sempre obbligatorio negli accertamenti 'a tavolino', a differenza dei tributi armonizzati (IVA) dove è un requisito di derivazione europea. In quest'ultimo caso, l'annullamento dell'atto per la sua omissione è subordinato alla cosiddetta 'prova di resistenza' da parte del contribuente, che deve dimostrare come il dialogo avrebbe potuto cambiare l'esito dell'accertamento. La Corte ha inoltre ribadito che l'onere di provare l'inerenza dei costi dedotti grava interamente sul contribuente.
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Impugnazione estratto di ruolo: i limiti dal 2021
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6032/2024, ha ribadito l'inammissibilità dell'impugnazione dell'estratto di ruolo per cartelle di pagamento non notificate, applicando retroattivamente le nuove norme introdotte nel 2021. Il ricorso è consentito solo se il contribuente dimostra un pregiudizio specifico e concreto, come la perdita di un appalto pubblico. In assenza di tale prova, l'azione è inammissibile per carenza di interesse ad agire, ma il contribuente potrà difendersi impugnando il successivo atto della riscossione.
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Espulsione e legami familiari: quando il ricorso è nullo
Un cittadino straniero impugnava un decreto di espulsione lamentando la mancata valutazione dei suoi legami familiari e sociali in Italia. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che non è possibile utilizzare l'appello per ottenere una nuova valutazione dei fatti già esaminati dal giudice di merito. La decisione sottolinea come l'espulsione e i legami familiari debbano essere valutati nel merito, e il ricorso in Cassazione può vertere solo su errori di diritto.
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Permesso in sanatoria: quando il giudice può annullarlo
La Corte di Cassazione conferma che il giudice penale ha il potere di disapplicare un permesso in sanatoria se lo ritiene illegittimo, anche se rilasciato dalla Pubblica Amministrazione. Nel caso specifico, un ampliamento alberghiero di 2210 mc aveva ottenuto una sanatoria nonostante superasse il limite legale di 750 mc. La Corte ha stabilito che tale limite si applica a tutti gli immobili, residenziali e non, e che un permesso rilasciato in violazione di legge non estingue il reato edilizio né l'ordine di demolizione.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Un contribuente impugnava due estratti di ruolo, lamentando la mancata notifica delle cartelle di pagamento. I giudici di merito dichiaravano il ricorso inammissibile per tardività. La Corte di Cassazione, applicando una nuova legge (jus superveniens), cassa la sentenza e dichiara inammissibile il ricorso originario. La decisione stabilisce che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è possibile solo se il contribuente dimostra di subire un pregiudizio specifico e attuale, requisito non provato nel caso di specie.
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Obbligo di informativa: Cassazione annulla trattenimento
La Corte di Cassazione ha annullato due decreti di trattenimento nei confronti di un cittadino straniero, evidenziando la violazione dell'obbligo di informativa. L'ordinanza stabilisce che il giudice della convalida deve verificare d'ufficio che lo straniero sia stato compiutamente informato sulla possibilità di richiedere protezione internazionale prima di poter legittimare la sua detenzione, anche in assenza di una specifica richiesta. La mancata prova di tale adempimento rende illegittimo il provvedimento restrittivo della libertà personale.
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Diritto all’informativa: Cassazione annulla trattenuto
Un cittadino straniero, giunto in Italia via mare, veniva trattenuto in un CPR sulla base di un decreto di respingimento. La Corte di Cassazione ha annullato il provvedimento di convalida del trattenimento perché al cittadino non era stato garantito il fondamentale diritto all'informativa sulla possibilità di richiedere protezione internazionale. La mancanza di tale informativa rende illegittimo il provvedimento presupposto e, di conseguenza, la stessa misura restrittiva della libertà personale.
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Informativa migranti: obbligo inderogabile per la P.A.
La Corte di Cassazione ha annullato un provvedimento di trattenimento di un cittadino straniero, sbarcato in Italia dopo un'operazione di soccorso, a causa della mancata comunicazione dei suoi diritti in materia di protezione internazionale. La sentenza stabilisce che l'obbligo di fornire una completa informativa migranti è un adempimento essenziale e non una mera formalità. L'assenza di tale informativa rende illegittimi i successivi atti di respingimento e trattenimento, anche se la persona non ha manifestato esplicitamente la volontà di chiedere asilo.
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Imposta unica scommesse: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5857/2024, ha definito una controversia sull'imposta unica scommesse per l'anno 2009. Ha stabilito che una ricevitoria (CTD) che opera per un bookmaker estero non è soggetta all'imposta per i periodi antecedenti al 2011, accogliendo il suo ricorso sulla base di una precedente sentenza della Corte Costituzionale. Per il bookmaker estero, invece, la Corte ha confermato la debenza del tributo, ma ha annullato le sanzioni a causa dell'obiettiva incertezza normativa esistente all'epoca dei fatti.
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Obbligo di informativa: la Cassazione accoglie ricorso
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di un Giudice di Pace che convalidava un decreto di respingimento nei confronti di un cittadino straniero. Il caso verteva sul mancato rispetto dell'obbligo di informativa riguardo la possibilità di richiedere protezione internazionale. La Suprema Corte ha stabilito che una generica affermazione nel decreto non è sufficiente; l'amministrazione deve provare concretamente di aver fornito un'informativa completa, effettiva e comprensibile, anche tramite interprete. La mancata verifica di questo adempimento fondamentale rende illegittimo il provvedimento di respingimento.
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Obbligo di informativa: la Cassazione tutela lo straniero
La Corte di Cassazione ha annullato la convalida di un trattenimento di un cittadino straniero, stabilendo che l'obbligo di informativa sul diritto di chiedere protezione internazionale è un requisito fondamentale e inderogabile. La Corte ha chiarito che tale dovere sussiste anche quando lo straniero dichiara di essere arrivato in Italia per motivi economici. La semplice dicitura burocratica di 'aver informato' non è sufficiente a provare l'adempimento di tale obbligo, rendendo illegittimo il conseguente decreto di respingimento e il trattenimento.
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Dovere di informativa: nullo il trattenimento straniero
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di convalida del trattenimento di un cittadino straniero, stabilendo un principio fondamentale sul dovere di informativa. La Corte ha chiarito che l'autorità amministrativa deve fornire prova concreta di aver informato lo straniero del suo diritto a richiedere protezione internazionale. Una motivazione generica e stereotipata da parte del giudice di pace e la mancanza di tale informativa rendono il decreto di respingimento manifestamente illegittimo e, di conseguenza, invalido anche il successivo trattenimento nel Centro di Permanenza per i Rimpatri (C.P.R.).
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Credibilità vittima: la rinnovazione della prova
La Corte di Cassazione conferma la condanna per abusi su minore, dichiarando inammissibile il ricorso dell'imputato. La sentenza stabilisce che la rinnovazione della prova in appello è obbligatoria solo per le testimonianze decisive per l'assoluzione in primo grado. La valutazione della credibilità della vittima, se supportata da un quadro probatorio complessivo e coerente, come messaggi auto-incriminanti, spetta ai giudici di merito e non è sindacabile in sede di legittimità, anche in presenza di piccole incongruenze su dettagli secondari.
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Pena illegale: la Cassazione fa chiarezza
Un individuo, condannato per stalking e violenza sessuale, si è visto estinguere il reato di stalking in seguito a remissione di querela. La Corte d'Appello, nel ricalcolare la pena per la sola violenza sessuale, ha irrogato una sanzione inferiore al minimo di legge, nel tentativo di rispettare il divieto di peggioramento della pena in appello (reformatio in peius). La Cassazione ha rigettato il successivo ricorso dell'imputato, che chiedeva un'ulteriore riduzione, definendo la sanzione già applicata come "pena illegale" in quanto al di sotto del minimo edittale. La Corte ha stabilito che, pur in presenza del divieto di reformatio in peius, la pena non può mai scendere sotto la soglia minima prevista dalla legge per quel reato.
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Retribuzione dirigenziale: CCNL prevale su piani rientro
Una dirigente sanitaria ha ottenuto il riconoscimento della corretta retribuzione dirigenziale prevista dal CCNL. La Cassazione ha stabilito che le normative regionali sui piani di rientro dal disavanzo sanitario non possono derogare alla contrattazione collettiva nazionale, che disciplina il trattamento economico dei dipendenti pubblici, rientrando nella competenza esclusiva dello Stato in materia di ordinamento civile. L'appello dell'Azienda Sanitaria è stato respinto.
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Ricorso inammissibile: Cassazione su espulsione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un cittadino straniero contro un decreto di espulsione. Il ricorrente sosteneva di aver tentato di presentare domanda di protezione internazionale, ma la Corte ha stabilito che i motivi del ricorso erano troppo generici e non supportati da prove concrete, configurando un tentativo inammissibile di rivalutare i fatti già giudicati in primo grado.
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Dovere d’informazione: la tutela dello straniero
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto di respingimento emesso nei confronti di una cittadina straniera, stabilendo che il dovere d'informazione sulla procedura di protezione internazionale è un obbligo inderogabile per le autorità. Anche se la persona dichiara di essere arrivata per motivi di lavoro, deve essere messa nelle condizioni di fare una scelta consapevole sulla richiesta d'asilo. La mancata fornitura di un'informativa completa e chiara vizia la legittimità del provvedimento di allontanamento.
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