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Art. 117 Costituzione — Anno 2024

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680 provvedimenti

Altri anni per Art. 117 Costituzione

Licenza NCC: Stop a restrizioni ZTL del Comune
Una società di trasporto persone con motoscafo, titolare di una licenza NCC rilasciata da un comune esterno, è stata multata per aver operato nella Zona a Traffico Limitato (ZTL) di Venezia. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, annullando le sanzioni. Ha stabilito che l'ordinanza comunale, che imponeva restrizioni diverse agli operatori a seconda del comune che aveva rilasciato la licenza NCC, è illegittima perché discriminatoria, viola la concorrenza e supera i poteri regolamentari del Comune.
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Licenza NCC: Stop alle restrizioni del Comune di Venezia
La Corte di Cassazione ha annullato le sanzioni amministrative emesse dal Comune di Venezia contro una società di trasporto acqueo e un operatore individuale. La controversia riguardava le restrizioni imposte agli operatori con licenza NCC rilasciata da altri comuni per la circolazione nelle acque interne di Venezia. La Corte ha ritenuto l'ordinanza comunale illegittima per eccesso di potere, in quanto creava una discriminazione ingiustificata, violando i principi di libera concorrenza e libera circolazione dei servizi. Di conseguenza, le multe sono state annullate.
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Risoluzione anticipata: obbligo di motivazione per la PA
Un dirigente pubblico ha subito la risoluzione anticipata del suo contratto biennale a causa del raggiungimento dell'anzianità contributiva massima. La Corte di Cassazione ha stabilito l'illegittimità del provvedimento per mancanza di motivazione. La sentenza sottolinea che, specialmente per i casi antecedenti alla riforma del 2011, la Pubblica Amministrazione ha l'obbligo di spiegare le ragioni organizzative alla base della risoluzione anticipata rapporto di lavoro, a tutela dei principi di buona fede e correttezza.
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Inquadramento contributivo: la Cassazione sulla rettifica
Una società ha contestato una richiesta di pagamento di contributi derivante da una rettifica retroattiva del suo inquadramento contributivo da parte di un ente previdenziale. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso dell'azienda, ha affermato il principio secondo cui la variazione della classificazione ha effetto solo dal giorno successivo alla comunicazione, e non retroattivamente, salvo che l'errore iniziale sia imputabile al datore di lavoro. La sentenza rafforza il principio di irretroattività a tutela della certezza del diritto per le imprese.
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Credito d’imposta esteri: la Cassazione chiarisce
Una società si è vista negare il credito d'imposta per tasse pagate in Kazakistan su canoni per il noleggio di attrezzature. L'Amministrazione Finanziaria sosteneva che, in assenza di stabile organizzazione, la società avrebbe dovuto chiedere il rimborso allo Stato estero. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che la Convenzione Italia-Kazakistan permette la tassazione alla fonte dei canoni. Di conseguenza, per evitare la doppia imposizione, l'Italia deve riconoscere il credito d'imposta per redditi esteri, come richiesto dalla società.
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Inserimento GAE: titolo estero e graduatorie chiuse
Una docente con abilitazione all'insegnamento ottenuta in un altro Stato UE ha richiesto l'inserimento nelle Graduatorie ad Esaurimento (GAE) italiane. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la chiusura normativa delle GAE si applica a tutti, senza eccezioni per i titoli esteri. La decisione sottolinea che ammettere la docente creerebbe una discriminazione inversa nei confronti dei cittadini italiani. Il fattore decisivo è stata la presentazione della domanda dopo la chiusura delle graduatorie, non la validità del titolo estero.
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Regime 41-bis: Cassazione conferma la proroga
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto contro la proroga del regime 41-bis. I giudici hanno ritenuto manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale sollevata, che contestava la competenza del Ministro della Giustizia ad emettere il provvedimento. La Corte ha ribadito che il sistema prevede un adeguato controllo giurisdizionale. Inoltre, le altre censure sono state giudicate inammissibili perché tendevano a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità, confermando la sussistenza dei presupposti per il mantenimento del regime carcerario speciale, data la persistente pericolosità del soggetto e i suoi legami con l'organizzazione criminale.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Un contribuente ha contestato un estratto di ruolo per una cartella non notificata. La Cassazione, applicando la nuova normativa sull'impugnazione estratto di ruolo, ha respinto il ricorso. La Corte ha chiarito che l'azione è ammissibile solo se il debitore dimostra un pregiudizio specifico (es. esclusione da appalti), cosa non avvenuta nel caso di specie, rendendo il ricorso inammissibile per carenza di interesse ad agire.
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Trattamento economico lettori: Cassazione chiarisce
Due ex lettori di lingua straniera hanno citato in giudizio un'università per ottenere la ricostruzione della carriera e il trattamento economico equiparato a quello di un ricercatore confermato. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha respinto il ricorso. Ha chiarito che la normativa nazionale (art. 26, L. 240/2010) va applicata nella sua parte interpretativa, garantendo la conservazione dei diritti economici già maturati (assegno ad personam) ma non una piena equiparazione retributiva per il futuro, ritenendo tale disciplina conforme al diritto europeo e non discriminatoria.
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Ordine di esibizione bancario: onere della prova
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due clienti contro un istituto di credito, confermando che l'onere della prova spetta al correntista. Un ordine di esibizione bancario per ottenere la documentazione può essere concesso solo se il cliente ha già richiesto i documenti alla banca ai sensi dell'art. 119 T.U.B. e quest'ultima non li ha forniti senza giustificato motivo. L'istanza al giudice non può essere uno strumento per eludere il proprio onere probatorio.
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Contestazione suppletiva: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di non doversi procedere per furto di energia. Il caso verteva sull'impatto della Riforma Cartabia, che ha reso il reato procedibile a querela. Il tribunale aveva dichiarato l'improcedibilità per mancata querela nei termini. La Cassazione ha stabilito che la contestazione suppletiva di un'aggravante che ripristina la procedibilità d'ufficio, effettuata dal PM alla prima udienza utile, è pienamente efficace, anche se successiva alla scadenza del termine per la querela. Inoltre, la Corte ha specificato che la descrizione del furto di energia dalla rete pubblica conteneva già implicitamente l'aggravante del bene destinato a pubblico servizio, rendendo il reato procedibile d'ufficio fin dall'origine.
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Conversione pena ergastolo: solo se ammesso il rito
Un condannato alla pena dell'ergastolo ha richiesto più volte la conversione della sua pena in 30 anni di reclusione, basandosi su una tempestiva richiesta di giudizio abbreviato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo un principio consolidato: per la conversione pena ergastolo non è sufficiente la sola richiesta del rito speciale, ma è necessaria l'effettiva ammissione a tale rito da parte del giudice. Poiché il condannato non era mai stato ammesso al giudizio abbreviato, la sua richiesta è stata respinta.
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Esenzione ICI per fabbricati rurali: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9724/2024, ha negato l'esenzione ICI per un fabbricato rurale per l'anno 2007. La richiesta di variazione catastale (docfa) presentata nel 2012 non può avere efficacia retroattiva quinquennale, ma solo dalla data della domanda. La Corte ha inoltre confermato che l'adesione dei Comuni alla definizione agevolata delle liti è una facoltà discrezionale, non un obbligo.
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Definizione Agevolata: facoltà e non obbligo per i Comuni
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9718/2024, chiarisce due punti cruciali in materia tributaria. In primo luogo, stabilisce che l'adesione alla definizione agevolata delle liti pendenti è una mera facoltà per gli enti territoriali e non un obbligo, preservando la loro autonomia impositiva. In secondo luogo, affronta il tema della retroattività delle variazioni catastali, precisando che la richiesta di cambio di classificazione di un immobile (da D/8 a rurale), presentata nel 2012, non può avere effetto per annualità d'imposta precedenti, come il 2009. La Corte ha quindi respinto il ricorso del contribuente, confermando la legittimità sia del diniego alla definizione agevolata sia dell'avviso di accertamento ICI per l'anno 2009 basato sulla classificazione catastale allora vigente.
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Definizione agevolata: è una facoltà degli Enti locali
Un contribuente ha contestato il diniego di una definizione agevolata da parte di un Comune per una lite sull'ICI relativa alla classificazione rurale di alcune serre. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'adesione alla definizione agevolata è una facoltà discrezionale per gli enti locali, non un obbligo. Ha inoltre chiarito che la riclassificazione catastale ottenuta dal contribuente non era retroattiva all'anno d'imposta in questione (2008), poiché la specifica procedura utilizzata non conferiva la retroattività quinquennale. Il ricorso del contribuente è stato quindi respinto.
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Regime 41-bis: Cassazione su proroga e motivazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto contro la proroga del regime 41-bis. La Corte ha stabilito che la motivazione basata sul ruolo apicale del soggetto all'interno dell'associazione criminale, sulla sua pericolosità sociale e sul rischio concreto di ripristino dei contatti con i sodali è sufficiente e congrua. È stata inoltre respinta la questione di legittimità costituzionale relativa alla competenza del Ministro della giustizia nel disporre tale misura, ribadendo la natura amministrativa del provvedimento, seppur soggetto a pieno controllo giurisdizionale.
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Revoca sorveglianza speciale e 41-bis: la Cassazione
Un soggetto, attualmente in esecuzione di una pena detentiva a vita in regime speciale, ha richiesto la revoca della sorveglianza speciale, misura sospesa a causa della sua detenzione. Ha sostenuto che il lungo tempo trascorso in carcere e la buona condotta dimostrassero il venir meno della sua pericolosità sociale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, affermando che il mero decorso del tempo non è sufficiente per giustificare una rivalutazione della pericolosità. È necessario un 'interesse concreto e attuale' supportato da prove specifiche, requisito non soddisfatto dalle argomentazioni del ricorrente. La Corte ha collegato questo principio ai requisiti altrettanto stringenti per la revoca del regime detentivo speciale.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento per omessa notifica, venendone a conoscenza solo tramite un estratto di ruolo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'impugnazione estratto di ruolo non è ammissibile se il ricorrente non dimostra di subire un pregiudizio concreto e attuale, come l'esclusione da appalti pubblici. Viene così confermata la mancanza di interesse ad agire in assenza di tale prova.
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Mandato Arresto Europeo: Rifiuto se le carceri violano i diritti
La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di consegna di un cittadino rumeno basata su un Mandato Arresto Europeo. La sentenza stabilisce che le assicurazioni generiche fornite dallo Stato richiedente sulle condizioni di detenzione non sono sufficienti di fronte a prove specifiche di sovraffollamento e trattamento inumano. Il giudice nazionale ha il dovere di condurre un'indagine approfondita per verificare il rispetto dei diritti fondamentali del consegnando.
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Concorso in bancarotta fraudolenta: la guida completa
Un consulente è stato condannato per concorso in bancarotta fraudolenta per aver ricevuto 35.000 euro da una società, poi fallita, a fronte di prestazioni professionali ritenute inesistenti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: per la responsabilità del concorrente esterno (extraneus), non è necessaria la conoscenza dello stato di insolvenza dell'azienda. È sufficiente la consapevolezza che l'atto depaupera il patrimonio sociale a danno dei creditori. La sentenza conferma inoltre la piena utilizzabilità nel processo penale delle dichiarazioni rese al curatore fallimentare.
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