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Art. 117 Costituzione — Anno 2024

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680 provvedimenti

Altri anni per Art. 117 Costituzione

Accertamento presuntivo: legittimo se basato su dati noti
Una società del settore gaming ha impugnato un avviso di accertamento per maggiori imposte, sostenendo vizi procedurali e di motivazione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che un accertamento presuntivo è legittimo se fondato su dati già a conoscenza del contribuente, come i dati analitici trasmessi dai concessionari di gioco. La Corte ha inoltre sanzionato la società per abuso del processo, avendo insistito nel giudizio nonostante la palese infondatezza del ricorso.
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Calcolo TFS: valido il servizio pre-ruolo in convenzione
La Corte di Cassazione ha stabilito che, ai fini del calcolo TFS (Trattamento di Fine Servizio), deve essere considerato anche il periodo di lavoro svolto da un dipendente del settore sanitario in regime di convenzione, prima della sua immissione formale nei ruoli dell'Azienda Sanitaria. La decisione si fonda sul principio della continuità del rapporto di lavoro e sull'automatismo delle prestazioni previdenziali, respingendo la tesi dell'istituto previdenziale che voleva escludere tale periodo dal conteggio.
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TFS servizio in convenzione: diritto al ricalcolo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un ente previdenziale, confermando il diritto degli eredi di un lavoratore del settore sanitario al ricalcolo del Trattamento di Fine Servizio (TFS) includendo l'intero periodo lavorativo, anche quello prestato in regime di convenzione presso un policlinico universitario prima dell'immissione in ruolo. La decisione si fonda sul principio di automatismo delle prestazioni previdenziali e sulla continuità del rapporto di lavoro, stabilendo che il TFS matura sull'intera carriera del dipendente.
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Pro rata IVA: quando si applica alle attività miste?
Una società di gestione del risparmio immobiliare si è vista applicare il pro rata IVA per la sua attività di locazione, nonostante la considerasse meramente occasionale rispetto alla prevalente attività di compravendita. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il volume significativo e continuativo dei ricavi da locazione configura una vera e propria attività economica distinta, giustificando così l'applicazione del pro rata generale per la detrazione dell'IVA sui costi promiscui, e non di un pro rata specifico.
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Prescrizione bollo auto: quando inizia a decorrere?
Un contribuente ha impugnato una cartella esattoriale per un bollo auto non pagato, eccependo l'intervenuta prescrizione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo un punto fondamentale sulla prescrizione bollo auto: dopo la notifica di un avviso di accertamento, il nuovo termine di prescrizione triennale non decorre dalla data di notifica, ma dal momento in cui l'accertamento stesso diventa definitivo, ovvero 60 giorni dopo. Di conseguenza, l'azione di riscossione dell'ente è stata ritenuta tempestiva.
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Pericolosità sociale: confisca e limiti temporali
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione della Corte d'Appello che confermava la confisca di beni a due soggetti. Il motivo risiede nell'errata determinazione del periodo di pericolosità sociale, basata su reati solo tentati e procedimenti archiviati, senza una prova concreta del profitto illecito. La Corte ha rinviato il caso per una nuova valutazione, imponendo un'analisi più rigorosa e il rispetto dei principi sulla redditività effettiva delle condotte e sulla tutela del domicilio familiare.
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Prescrizione bollo auto: quando inizia a decorrere?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13516/2024, ha stabilito un principio fondamentale sulla prescrizione del bollo auto. Il caso riguardava un automobilista che aveva impugnato una cartella esattoriale ritenendola notificata oltre i termini. La Suprema Corte ha chiarito che il termine di prescrizione triennale non decorre dalla data di notifica dell'avviso di accertamento, bensì dalla scadenza del sessantesimo giorno successivo. Questo periodo di 60 giorni, concesso al contribuente per impugnare l'atto, rende il credito non ancora definitivo. Solo alla sua scadenza, il diritto dell'ente può essere esercitato e, di conseguenza, può iniziare a decorrere la prescrizione.
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Trattamento retributivo C.E.L.: No a parità con ricercatore
Una collaboratrice esperta linguistica (C.E.L.) assunta dopo il 1995 ha richiesto il medesimo trattamento retributivo C.E.L. di un ricercatore universitario, lamentando una discriminazione. La Corte di Cassazione ha rigettato la domanda, chiarendo che la normativa più favorevole si applica esclusivamente agli "ex lettori" per tutelare diritti pregressi. Per i C.E.L. di nuova assunzione, la retribuzione è correttamente definita dalla contrattazione collettiva, senza che ciò costituisca discriminazione. La Corte ha inoltre accolto il ricorso dell'Università sul divieto di cumulo tra interessi e rivalutazione monetaria.
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Ferie non godute docenti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che i docenti a tempo determinato hanno diritto al pagamento delle ferie non godute al termine del contratto, a meno che l'amministrazione scolastica non dimostri di averli formalmente invitati a goderne, avvisandoli della possibile perdita. Ribaltando la decisione della Corte d'Appello, la Suprema Corte ha affermato che il divieto di monetizzazione non è automatico e va interpretato alla luce del diritto europeo, che tutela il diritto irrinunciabile alle ferie. L'onere di provare di aver messo il lavoratore in condizione di fruire delle ferie spetta al datore di lavoro.
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Ferie non godute: il diritto all’indennità
Alcuni insegnanti a tempo determinato hanno richiesto il pagamento per le loro ferie non godute alla scadenza del contratto. La Corte d'Appello aveva negato tale diritto. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, stabilendo che il diritto all'indennità per le ferie non godute si perde solo se il datore di lavoro dimostra di aver formalmente invitato il dipendente a usufruirne, avvisandolo della loro perdita in caso contrario. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Valutazione servizio a termine: parità in carriera
La Corte di Cassazione ha stabilito che, nelle procedure di progressione di carriera nel pubblico impiego, il servizio prestato con contratto a tempo determinato presso altre amministrazioni deve essere valutato al pari di quello di ruolo, a meno che non sussistano specifiche 'ragioni oggettive' per un trattamento differenziato. La sentenza ribadisce il principio di non discriminazione sancito dal diritto dell'Unione Europea, rendendo illegittima l'esclusione di tale esperienza professionale basata unicamente sulla natura a termine del precedente rapporto di lavoro. La decisione si fonda sull'importanza della valutazione servizio a termine.
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Rendita vitalizia: legittima revoca per legge nuova
Un dipendente comunale si è visto revocare una rendita vitalizia, precedentemente concessa per infermità da causa di servizio, a seguito di una nuova legge. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13236/2024, ha stabilito che la revoca è legittima. La nuova norma, pur non potendo cancellare il diritto sorto in passato (fatto generatore), può disciplinare diversamente gli effetti futuri del rapporto, come l'erogazione delle somme. Pertanto, l'interruzione dei pagamenti a partire dall'entrata in vigore della nuova legge non viola il principio di irretroattività.
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Impugnazione estratto di ruolo: Cassazione chiarisce
Una società ha contestato un estratto di ruolo per la presunta mancata notifica delle cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione, applicando una recente modifica legislativa, ha stabilito che l'impugnazione estratto di ruolo è generalmente inammissibile. L'azione legale è consentita solo se il contribuente dimostra di subire un pregiudizio specifico e attuale. Di conseguenza, la Corte ha accolto il ricorso dell'Agente della Riscossione e dichiarato inammissibile l'azione originaria del contribuente, chiudendo il caso.
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Decadenza alloggio popolare per seconda casa: il caso
La Corte di Cassazione ha confermato la decadenza alloggio popolare per un'assegnataria che possedeva un'altra proprietà immobiliare. Il ricorso, basato sull'inapplicabilità della legge regionale e sulla presunta inadeguatezza dell'immobile, è stato respinto. La Corte ha stabilito che le Regioni possono legittimamente disciplinare i requisiti di permanenza nel rapporto, anche per i contratti in corso, senza violare i principi nazionali o il divieto di retroattività.
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Diffamazione a mezzo stampa: la Cassazione decide
Un medico ha citato in giudizio un quotidiano per diffamazione, a causa di articoli che riportavano inesattezze su una sua radiazione e una condanna penale. Dopo un lungo iter processuale, la Corte di Cassazione ha stabilito che la liceità di un articolo va valutata sulla base dei fatti noti al momento della pubblicazione, non di eventi successivi. In tema di diffamazione a mezzo stampa, un'inesattezza è diffamatoria solo se rende la narrazione significativamente più offensiva rispetto alla verità. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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NCC Venezia: Cassazione annulla sanzioni discriminatorie
Una società di noleggio con conducente (NCC) è stata multata dal Comune di Venezia per aver operato nel centro storico con un'autorizzazione rilasciata da un altro Comune. La Corte di Cassazione ha annullato le sanzioni, giudicando l'ordinanza comunale illegittima e discriminatoria. La Corte ha stabilito che limitare l'accesso agli operatori NCC a Venezia in base alla provenienza della licenza viola i principi di concorrenza e costituisce un eccesso di potere, disapplicando la norma locale.
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Licenza NCC: illegittima la ZTL discriminatoria
Una società di Noleggio Con Conducente (NCC) veniva sanzionata per aver operato con un motoscafo nella Zona a Traffico Limitato (ZTL) del Comune di Venezia, pur essendo titolare di una licenza rilasciata da un altro Comune. La Corte di Cassazione ha annullato la sanzione, ritenendo l'ordinanza comunale che imponeva tali restrizioni illegittima per eccesso di potere. La Corte ha stabilito che il regolamento creava una discriminazione ingiustificata tra gli operatori locali e quelli esterni, violando i principi di libera concorrenza. Di conseguenza, l'ordinanza è stata disapplicata e l'illecito è venuto meno.
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Lex mitior e sanzioni: guida alla sentenza 13071/2024
La Corte di Cassazione, con la sentenza 13071/2024, affronta il caso di un amministratore di un istituto scolastico sanzionato per lavoro nero e appalto illecito. La Corte stabilisce due principi chiave: primo, un processo penale concluso per prescrizione non impedisce l'applicazione di sanzioni amministrative per gli stessi fatti (principio del 'ne bis in idem' non violato). Secondo, e più importante, alle sanzioni amministrative di natura punitiva si deve applicare la legge più favorevole (lex mitior), anche se successiva alla violazione. La sentenza è stata quindi cassata con rinvio per il ricalcolo delle sanzioni.
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Regolamentazione NCC: Stop a norme discriminatorie
Una società di noleggio con conducente ha contestato delle sanzioni emesse da un importante Comune italiano, basate su una regolamentazione locale che limitava l'accesso al proprio territorio acquatico (ZTL) ai soli operatori NCC con licenza rilasciata da altri comuni. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità di tale regolamentazione NCC, stabilendo che i Comuni non possono creare barriere discriminatorie basate sulla provenienza della licenza, in quanto ciò eccede le loro competenze e viola i principi di concorrenza. La Corte ha rigettato il ricorso del Comune, disapplicando la normativa locale e annullando le sanzioni.
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Licenza NCC: Stop a restrizioni comunali illegittime
La Corte di Cassazione ha stabilito che un Comune non può imporre restrizioni discriminatorie agli operatori con licenza NCC rilasciata da altri comuni, giudicando illegittima un'ordinanza del Comune di Venezia che limitava l'accesso a una zona a traffico limitato (ZTL) acquea. La Corte ha ritenuto tale provvedimento un eccesso di potere, in violazione dei principi di concorrenza. Al contempo, ha chiarito che le norme del Codice della Strada, come la pre-segnalazione degli autovelox, non si applicano per analogia alla navigazione, che è regolata da un corpus normativo speciale e autonomo.
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