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Art. 111 Costituzione — Sezione Settima Penale

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605 provvedimenti

Altri anni per Art. 111 Costituzione

Ricorso per cassazione personale: quando è inammissibile
Un soggetto, condannato in appello per reati legati agli stupefacenti, presenta un ricorso per cassazione personale. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che, a seguito della riforma del 2017, l'impugnazione deve essere obbligatoriamente sottoscritta da un difensore iscritto all'albo speciale, a pena di inammissibilità. La decisione conferma la legittimità costituzionale di tale norma, volta a garantire un'adeguata qualificazione tecnica nella difesa davanti alla Corte di Cassazione.
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Ricorso personale Cassazione: perché è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso personale in Cassazione presentato da un imputato. La decisione si basa sulla L. 103/2017, che richiede obbligatoriamente la firma di un avvocato cassazionista, pena l'inammissibilità dell'atto, confermando che tale requisito non viola i diritti di difesa.
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Ricorso in Cassazione: l’avvocato è obbligatorio
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6655/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso in Cassazione presentato personalmente da un imputato. La decisione si fonda sulla modifica dell'art. 613 del codice di procedura penale, che dal 2017 esclude la facoltà per l'imputato di proporre personalmente il ricorso, rendendo obbligatoria l'assistenza di un legale. La Corte ha ribadito che tale obbligo non viola il diritto di difesa, data l'alta specializzazione tecnica richiesta in questa sede e la disponibilità del patrocinio a spese dello Stato.
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Ricorso in Cassazione: inammissibile se personale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato personalmente da un imputato condannato per un reato di droga. L'ordinanza ribadisce che, a seguito della riforma del 2017, la legge richiede obbligatoriamente l'assistenza di un avvocato per il ricorso in cassazione, eliminando la facoltà per l'imputato di agire in proprio. La Corte ha ritenuto tale norma non incostituzionale, data la tecnicità del giudizio di legittimità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: Cassazione e difesa tecnica
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile perché proposto personalmente dall'imputato. La legge, a seguito della riforma del 2017, richiede l'obbligatoria difesa tecnica di un avvocato per questo grado di giudizio, escludendo la facoltà per l'imputato di agire da solo. La Corte ribadisce la legittimità costituzionale di tale norma, sottolineando l'elevato livello di specializzazione richiesto.
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Ricorso personale in Cassazione: inammissibilità sicura
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso personale presentato da un soggetto avverso il diniego di patrocinio a spese dello Stato. La decisione si fonda sulla modifica dell'art. 613 c.p.p., che ha eliminato la facoltà per l'interessato di proporre personalmente ricorso, riservandola ai difensori abilitati. La Corte conferma la legittimità costituzionale della norma e condanna il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione di 4.000 euro.
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Ricorso per Cassazione: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un Ricorso per Cassazione presentato personalmente da un imputato. La decisione ribadisce che, a seguito della riforma del 2017 (Legge n. 103/2017), solo un avvocato qualificato può sottoscrivere tale atto, pena l'inammissibilità e la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione: l’inammissibilità personale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5810/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione presentato personalmente dall'imputato. La decisione si fonda sulla legge n. 103/2017, che richiede obbligatoriamente la firma di un difensore abilitato, a pena di inammissibilità, escludendo la facoltà di agire in proprio. La Corte ha ribadito che questa regola non viola il diritto di difesa.
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Ricorso cassazione personale: la firma dell’avvocato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5811/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso cassazione personale presentato da un imputato. La legge richiede, a pena di inammissibilità, la firma di un avvocato iscritto all'albo speciale, statuendo che tale requisito non viola il diritto di difesa.
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Ricorso per cassazione personale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato personalmente da un individuo senza l'assistenza di un avvocato. La decisione si basa sulla modifica dell'art. 613 c.p.p. introdotta dalla Legge n. 103/2017, che ha reso obbligatoria la firma di un difensore abilitato per tutti i ricorsi in Cassazione. La Corte ha ribadito che tale obbligo non viola i diritti di difesa, essendo giustificato dall'elevata tecnicità del giudizio di legittimità. Di conseguenza, l'autore del ricorso per cassazione personale è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione personale: è inammissibile
Un soggetto ha proposto un ricorso per cassazione personale avverso un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La motivazione risiede nella modifica dell'art. 613 c.p.p. ad opera della legge n. 103/2017, che ha reso obbligatoria la sottoscrizione del ricorso da parte di un avvocato iscritto all'albo speciale, eliminando la possibilità per la parte di agire personalmente. La Corte ha confermato la legittimità di tale requisito, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Avvocato in Cassazione: difesa personale esclusa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato personalmente da un individuo contro una decisione del Tribunale di Sorveglianza. La Corte ha ribadito che, a seguito della riforma del 2017, è obbligatorio il patrocinio di un avvocato in cassazione iscritto all'apposito albo. Questa regola, giudicata non incostituzionale, mira a garantire un'adeguata qualità tecnica della difesa nel giudizio di legittimità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato personalmente da un individuo. La decisione si fonda sulla modifica normativa introdotta dalla Legge n. 103/2017, che ha reso obbligatoria, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione del ricorso da parte di un avvocato iscritto all'albo speciale. Il ricorso per cassazione personale non è più consentito, e la sua presentazione comporta la condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Ricorso Cassazione Difensore: quando è obbligatorio
Un cittadino ha presentato un ricorso personale alla Corte di Cassazione contro un'ordinanza del Giudice di Sorveglianza. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che, a seguito della riforma legislativa del 2017, il ricorso Cassazione con difensore è un requisito imprescindibile. La decisione conferma che l'obbligo di assistenza legale tecnica non viola i principi costituzionali, data la complessità del giudizio di legittimità. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso presentato personalmente da un individuo contro una decisione del Tribunale di Sorveglianza. La Corte ribadisce che, a seguito della riforma del 2017, il ricorso per cassazione personale non è più consentito nel processo penale, essendo necessaria la sottoscrizione di un avvocato specializzato. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso cassazione personale: l’avvocato è obbligatorio
Un cittadino presenta un ricorso cassazione personale contro un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza. La Corte di Cassazione lo dichiara inammissibile, poiché la legge, dopo la riforma del 2017 (L. 103/2017), impone l'obbligatoria assistenza di un avvocato iscritto all'albo speciale, eliminando la possibilità per la parte di agire personalmente. La Corte condanna il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Ricorso cassazione personale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione personale presentato direttamente da un cittadino. La decisione riafferma che, a seguito della riforma del 2017 (Legge n. 103/2017), tale impugnazione deve essere obbligatoriamente sottoscritta da un difensore iscritto all'albo speciale, pena l'inammissibilità. La Corte ha ritenuto la norma costituzionalmente legittima, in quanto la complessità del giudizio di legittimità giustifica la necessità di una difesa tecnica qualificata. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Difensore non abilitato: ricorso in Cassazione nullo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso poiché presentato da un difensore non abilitato a patrocinare dinanzi alle giurisdizioni superiori. La Corte ha ribadito che la normativa che impone tale requisito non viola il diritto di difesa, data l'alta specializzazione richiesta in sede di legittimità. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso cassazione avvocato: l’obbligo di difesa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato personalmente da un individuo contro una decisione del Tribunale di Sorveglianza. La Corte ha ribadito che, a seguito della riforma del 2017, il ricorso cassazione avvocato è un requisito indispensabile, poiché l'atto deve essere sottoscritto da un difensore abilitato. L'assenza di tale sottoscrizione comporta l'inammissibilità dell'impugnazione, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile avvocato: Cassazione e requisiti
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile perché l'avvocato del ricorrente non era iscritto all'albo speciale per il patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori. La Corte conferma che la qualifica del difensore è un requisito essenziale, non sanabile, ai sensi dell'art. 613 c.p.p., condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione.
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