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Art. 111 Costituzione — Sezione Settima Penale

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605 provvedimenti

Altri anni per Art. 111 Costituzione

Giudicato parziale: limiti del giudizio di rinvio
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per lesioni stradali gravi. La Corte stabilisce che la qualificazione giuridica del reato non poteva essere rimessa in discussione nel giudizio di rinvio, poiché su di essa si era già formato un giudicato parziale a seguito di una precedente pronuncia della stessa Corte, che aveva limitato il nuovo esame alla sola valutazione di una circostanza attenuante.
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Appropriazione di cose smarrite: quando è furto?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto aggravato. La sentenza ribadisce il principio secondo cui non si configura l'appropriazione di cose smarrite quando il proprietario può facilmente rintracciare il bene, consolidando la distinzione tra le due fattispecie di reato e confermando la condanna per furto.
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Bancarotta: valide le dichiarazioni al curatore
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per bancarotta fraudolenta. Il punto centrale riguarda l'utilizzabilità delle dichiarazioni al curatore fallimentare. La Corte ha stabilito che tali dichiarazioni sono pienamente valide come prova nel processo penale, poiché il curatore agisce come pubblico ufficiale e non svolge attività di indagine. La questione di incostituzionalità sollevata è stata ritenuta manifestamente infondata.
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Imputazione coatta: GIP può riqualificare il reato
La Corte di Cassazione ha stabilito che non è abnorme il provvedimento con cui il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP), nel rigettare una richiesta di archiviazione, ordina al Pubblico Ministero l'imputazione coatta per il medesimo fatto, ma con una diversa qualificazione giuridica. Il ricorso di un indagato, che lamentava tale provvedimento, è stato dichiarato inammissibile poiché la diversa qualificazione non costituisce una "nuova contestazione" ma rientra nei poteri del giudice.
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Colloqui telefonici detenuto: limiti e diritti
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un detenuto che chiedeva l'aumento dei colloqui telefonici con il proprio avvocato. L'ordinanza stabilisce che il diritto del detenuto deve essere bilanciato con le esigenze organizzative dell'amministrazione penitenziaria, e il numero di dodici chiamate mensili senza limiti di durata non è ritenuto insufficiente.
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Inammissibilità appello penale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro l'ordinanza della Corte d'Appello che aveva, a sua volta, dichiarato inammissibile l'appello per tardività. La Suprema Corte ha confermato che l'inammissibilità dell'appello penale può essere dichiarata 'de plano', cioè senza un'udienza in contraddittorio, e ha rigettato le doglianze generiche relative a un presunto impedimento del difensore, in quanto non supportate da prove concrete.
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Inammissibilità ricorso cassazione: le nuove regole
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso in materia di stupefacenti. La decisione si fonda su due pilastri: la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale delle nuove norme procedurali per l'impugnazione e il divieto per la Corte di riesaminare i fatti del processo. Questo caso ribadisce i limiti del giudizio di legittimità e le conseguenze della proposizione di un'impugnazione con motivi non consentiti, portando a una condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità appello penale: negligenza e termini
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro un'ordinanza che a sua volta aveva dichiarato l'inammissibilità dell'appello penale. L'appello era stato presentato fuori termine e senza elezione di domicilio. La Corte ha stabilito che la negligenza del precedente avvocato non costituisce caso fortuito o forza maggiore per la restituzione in termini, ribadendo l'onere dell'imputato di vigilare sull'operato del proprio difensore.
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Ricorso patteggiamento: quando è inammissibile
Due imputati hanno proposto ricorso contro una sentenza di patteggiamento, lamentando vizi di motivazione e inadeguatezza della pena. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso patteggiamento inammissibile, ribadendo che, dopo la riforma del 2017, i motivi di impugnazione sono tassativi e non includono le doglianze sollevate. L'erronea qualificazione del fatto, per essere valida, deve essere palese ed eccentrica, non solo enunciata.
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Furto aggravato: telecamere non escludono l’aggravante
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto aggravato di alcune telecamere di sorveglianza. La sentenza chiarisce che la presenza di un sistema di videosorveglianza non esclude l'aggravante dell'esposizione della cosa alla pubblica fede, in quanto tale sistema è un mero ausilio all'identificazione dei colpevoli e non impedisce l'azione criminosa. La Corte ha inoltre rigettato gli altri motivi, confermando la decisione dei giudici di merito.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione personale presentato da un imputato avverso una sentenza della Corte d'Appello. La Corte ribadisce che, dopo la riforma del 2017, l'atto deve essere obbligatoriamente sottoscritto da un avvocato abilitato, pena l'inammissibilità. Viene inoltre respinta la questione di legittimità costituzionale sollevata dal ricorrente.
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Ricorso personale cassazione: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata per guida in stato di ebbrezza, poiché presentato personalmente. La decisione si fonda sulla modifica dell'art. 613 c.p.p. introdotta dalla Legge n. 103/2017, che ha eliminato la possibilità di un ricorso personale cassazione in ambito penale, rendendo obbligatoria l'assistenza di un avvocato cassazionista. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Elezione di domicilio: appello penale inammissibile
La Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per furto a causa della mancata elezione di domicilio contestuale all'atto di appello. La Corte ribadisce che, dopo la Riforma Cartabia, tale adempimento è obbligatorio e la sua omissione non è sanabile, respingendo le questioni di legittimità costituzionale.
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Ricorso per cassazione avvocato: l’autodifesa è out
Un avvocato presenta personalmente ricorso avverso un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che, a seguito della riforma del 2017, il ricorso per cassazione avvocato deve essere obbligatoriamente sottoscritto da un difensore terzo iscritto all'albo speciale, escludendo la possibilità di autodifesa tecnica anche per l'imputato che sia egli stesso un legale.
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Ricorso in Cassazione: avvocato non abilitato?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in cassazione avverso un provvedimento del Magistrato di Sorveglianza. La causa dell'inammissibilità risiede nel fatto che il difensore che ha presentato l'atto non era iscritto all'albo speciale degli avvocati abilitati a patrocinare dinanzi alle giurisdizioni superiori. La Corte ribadisce la legittimità di tale requisito, condannando la ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per Cassazione personale: inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione personale presentato da un detenuto contro la proroga del regime 41-bis. La decisione si fonda sulla modifica dell'art. 613 c.p.p., che impone l'assistenza di un avvocato cassazionista per questo tipo di impugnazione, escludendo la possibilità di agire personalmente.
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Ricorso per cassazione personale: sempre inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato personalmente da un soggetto senza l'assistenza di un avvocato. La decisione si fonda sulla modifica legislativa che ha reso obbligatoria, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione del ricorso da parte di un difensore iscritto all'albo speciale, confermando la legittimità costituzionale di tale requisito.
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Ricorso per cassazione: l’obbligo del difensore
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto in affidamento in prova, poiché presentato personalmente e senza l'assistenza di un avvocato. La decisione si fonda sulla modifica normativa del 2017 che ha reso obbligatoria la difesa tecnica per il ricorso per cassazione, eliminando la possibilità per la parte di agire in proprio. La Corte ha ribadito la legittimità costituzionale di tale requisito.
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Riqualificazione del reato: quando è legittima?
Un imputato ricorre in Cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello che aveva operato una riqualificazione del reato in una fattispecie meno grave, lamentando una violazione del diritto di difesa. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo il principio secondo cui la riqualificazione del reato da parte del giudice d'appello è legittima qualora la nuova definizione fosse prevedibile per l'imputato e non determini una lesione concreta dei suoi diritti difensivi, specialmente se la modifica è a lui favorevole.
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Omesso versamento ritenute: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imprenditrice condannata per omesso versamento ritenute previdenziali. La Corte ha ribadito che il reato si perfeziona al superamento della soglia annua di 10.000 euro, configurandosi come un reato unitario. Pertanto, tutte le omissioni dell'anno concorrono al calcolo, anche quelle che, singolarmente, sarebbero prescritte. È stata inoltre respinta la questione di legittimità costituzionale sulla non applicabilità della riforma Cartabia ai reati antecedenti al 2020.
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