Un cittadino straniero, accusato di tentato omicidio, riceve un'ordinanza di custodia cautelare in carcere scritta esclusivamente in italiano, nonostante non conosca la lingua. La traduzione dell'ordinanza cautelare viene notificata solo dopo quasi tre mesi. La difesa eccepisce la perdita di efficacia della misura per il grave ritardo, ma i giudici di merito respingono l'istanza, ritenendo che il ritardo sposti solo i termini per l'impugnazione. La Corte di Cassazione, rilevando un profondo contrasto giurisprudenziale sulle conseguenze della tardiva traduzione dell'ordinanza cautelare (se comporti nullità, inefficacia o semplice differimento dei termini), rimette la questione alle Sezioni Unite per una decisione definitiva.
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