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Art. 109 TUIR — Sezione Quinta Civile

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906 provvedimenti

Altri anni per Art. 109 TUIR

Autotutela: stop al contenzioso fiscale in Cassazione
Un istituto bancario ha impugnato un avviso di accertamento IRES e IRAP relativo alla deducibilità di costi per operazioni di cartolarizzazione. Dopo i rigetti in primo e secondo grado, la banca ha proposto ricorso in Cassazione. Durante il giudizio di legittimità, l'Agenzia delle Entrate ha esercitato il potere di Autotutela, annullando integralmente l'atto impositivo. La Suprema Corte ha dunque dichiarato la cessazione della materia del contendere, disponendo la compensazione delle spese legali e l'esclusione del raddoppio del contributo unificato.
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Cumulo giuridico sanzioni: la guida della Cassazione
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una società immobiliare coinvolta in una disputa su costi non inerenti e pro-rata IVA. Sebbene la Corte abbia confermato il recupero d'imposta, ha accolto il ricorso relativo al calcolo delle sanzioni. La sentenza chiarisce che il fisco deve applicare correttamente il cumulo giuridico sanzioni quando si verificano più violazioni, evitando una somma matematica punitiva che ignori i benefici previsti dalla legge.
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Deduzione perdite su crediti: nuove regole Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la deduzione perdite su crediti derivante da cessione pro soluto a società di factoring è legittima se il contribuente dimostra ragioni economiche valide, come i lunghi tempi di pagamento degli enti pubblici. La sentenza chiarisce che il giudice deve valutare elementi certi e precisi, oltre alla mera inesigibilità, annullando decisioni basate su motivazioni carenti.
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Deduzione costi ASD: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che, anche in caso di perdita delle agevolazioni fiscali per mancanza di democraticità, la deduzione costi ASD per compensi e rimborsi agli sportivi deve essere ammessa. La decisione mira a evitare una doppia imposizione fiscale su somme già soggette a ritenuta d'acconto, garantendo che i costi effettivamente sostenuti siano sottratti dai ricavi dell'associazione.
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Operazioni soggettivamente inesistenti e onere prova
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 33620/2023, chiarisce la ripartizione dell'onere della prova nelle controversie su operazioni soggettivamente inesistenti. L'Amministrazione Finanziaria deve provare, anche con presunzioni, che il contribuente sapeva o avrebbe dovuto sapere, usando l'ordinaria diligenza, di essere parte di una frode. Spetta poi al contribuente dimostrare la propria buona fede e di aver adottato tutte le misure ragionevoli per evitare il coinvolgimento. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva erroneamente richiesto la prova di un pieno coinvolgimento doloso del contribuente, valorizzando in modo improprio l'assoluzione in sede penale.
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Onere della prova: operazioni inesistenti e fatture
Una società di servizi impugnava un avviso di accertamento per operazioni oggettivamente inesistenti. La Cassazione ha respinto il ricorso, ribadendo che in tema di onere della prova, una volta che l'Amministrazione Finanziaria dimostra, anche con presunzioni, la fittizietà delle operazioni, spetta al contribuente provare la loro effettiva esistenza. La sola esibizione della fattura o dei mezzi di pagamento non è sufficiente.
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Onere probatorio e costi: la prova spetta a te
Una società si è vista negare la deduzione di costi pubblicitari ritenuti fittizi. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che quando l'Agenzia delle Entrate fornisce elementi presuntivi sull'inesistenza delle operazioni, l'onere probatorio di dimostrare l'effettività dei costi si sposta sul contribuente. La sola presentazione delle fatture non è sufficiente; è necessario provare l'avvenuto pagamento e la reale esecuzione della prestazione.
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Accertamento Induttivo e Ripartizione Ricavi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32003/2023, ha stabilito un principio fondamentale in materia di accertamento induttivo per le imprese di gestione di apparecchi da gioco. Nel caso di specie, l'Agenzia delle Entrate aveva attribuito l'intero maggior ricavo accertato al solo gestore, ignorando la quota spettante agli esercenti. La Suprema Corte ha cassato la decisione, affermando che il modello di ripartizione dei ricavi dichiarato in contabilità deve essere presuntivamente applicato anche alla quota di ricavi non dichiarati, in ossequio al principio di capacità contributiva.
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Esenzione IVA trasporto turistico: la Cassazione decide
Una società cooperativa di trasporto marittimo ha contestato un avviso di accertamento che negava l'esenzione IVA per i suoi servizi. La Corte di Cassazione, a fronte di una nuova legge di interpretazione autentica sull'esenzione IVA trasporto turistico, ha emesso un'ordinanza interlocutoria, rinviando la causa a una pubblica udienza per approfondire le complesse questioni giuridiche sollevate dalla nuova normativa, senza decidere nel merito.
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Esenzione IVA trasporto turistico: la Cassazione rinvia
Una società cooperativa di trasporto marittimo turistico si oppone a un avviso di accertamento che nega l'esenzione IVA sulle sue prestazioni. La Corte di Cassazione, di fronte a una nuova norma di interpretazione autentica, non decide nel merito ma rinvia la causa a pubblica udienza per approfondire le complesse questioni giuridiche sollevate. Il caso riguarda l'esenzione IVA trasporto turistico, la natura del contratto e la deducibilità dei costi.
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Definizione agevolata controversie: la Cassazione
Una società di telecomunicazioni, impegnata in una lunga controversia fiscale con l'Amministrazione Finanziaria per accertamenti IRPEG e ILOR, ha visto il suo caso arrivare in Corte di Cassazione. Oggetto del contendere erano la deducibilità di costi, consulenze e ammortamenti. La Suprema Corte, con un'ordinanza interlocutoria, ha disposto la sospensione del giudizio. La decisione si basa sulla richiesta della società di accedere alla definizione agevolata controversie, uno strumento normativo che permette di chiudere le liti pendenti con il fisco. Il processo è quindi temporaneamente fermo in attesa dell'esito della procedura di sanatoria.
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Operazioni soggettivamente inesistenti: onere prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8137/2023, interviene sul tema delle operazioni soggettivamente inesistenti e sulla ripartizione dell'onere della prova. In un caso di indebita detrazione IVA, la Corte ha stabilito che, a fronte di indizi gravi, precisi e concordanti forniti dall'Amministrazione Finanziaria sulla consapevolezza della frode, spetta al contribuente dimostrare di aver agito con la massima diligenza per non essere coinvolto. La sentenza di merito è stata cassata con rinvio per non aver correttamente applicato tale principio.
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Accertamento induttivo: mutuo e ricavi non dichiarati
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4761/2023, ha stabilito che un accertamento induttivo per maggiori ricavi può legittimamente fondarsi su presunzioni semplici, come la differenza tra il prezzo di vendita di un immobile e il maggior valore del mutuo concesso all'acquirente. La Corte ha ribadito che spetta al contribuente l'onere di provare la veridicità dei ricavi dichiarati e l'inerenza dei costi portati in deduzione. Nel caso specifico, una società immobiliare aveva subito una rettifica fiscale per IRES, IVA e IRAP. La Suprema Corte ha cassato la decisione della commissione tributaria regionale che aveva erroneamente annullato l'avviso di accertamento, non valutando correttamente il quadro indiziario nel suo complesso.
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Spese di sponsorizzazione: presunzione assoluta di inerenza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4617/2023, ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando che le spese di sponsorizzazione a favore di associazioni sportive dilettantistiche sono assistite da una presunzione legale assoluta di inerenza e deducibilità fino a 200.000 euro. L'Amministrazione Finanziaria non può contestare tali costi sulla base di valutazioni di antieconomicità o di assenza di un ritorno commerciale diretto, poiché la norma speciale (art. 90, L. 289/2002) prevale sulle regole generali.
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Operazioni inesistenti: Cassazione e giudicato esterno
La Corte di Cassazione si pronuncia su un caso di operazioni inesistenti, accogliendo parzialmente il ricorso di un'impresa individuale. La Corte ha annullato l'accertamento fiscale per un'annualità specifica a causa di un giudicato esterno favorevole al contribuente formatosi successivamente. Tuttavia, ha confermato gli accertamenti per le altre annualità, ribadendo i principi sull'onere della prova a carico del contribuente e rigettando gli altri motivi di ricorso basati su presunzioni, vizi di motivazione e sentenze di assoluzione penale.
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Specificità motivi appello: quando l’atto è valido
Una società si è vista dichiarare inammissibile l'appello in sede tributaria per mancanza di specificità dei motivi. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che per la validità dell'atto è sufficiente che le censure siano formulate in modo da contestare chiaramente il percorso logico-giuridico della sentenza di primo grado. La Corte ha ribadito che la regola sulla specificità dei motivi di appello non deve tradursi in un ostacolo ingiustificato all'accesso alla giustizia, annullando la sentenza e rinviando il caso per un esame nel merito.
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Onere della prova accertamento: la Cassazione decide
La Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando la decisione di merito. Il caso riguardava un accertamento fiscale su una società di trasporti. La Corte ha stabilito che spetta all'Amministrazione Finanziaria l'onere della prova riguardo l'incasso di un credito e la fondatezza dei rilievi, respingendo le censure di ultrapetizione e carenza di motivazione.
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Deducibilità dei costi: la svolta della Cassazione
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito un principio fondamentale in materia di accertamenti fiscali. In un caso riguardante una società a cui l'Amministrazione Finanziaria aveva contestato maggiori ricavi, disconoscendo però totalmente i costi correlati, la Corte ha accolto il ricorso del contribuente. È stato affermato che la deducibilità dei costi deve essere sempre riconosciuta, anche in via presuntiva o forfettaria, per non violare il principio costituzionale della capacità contributiva. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio, segnando un'importante evoluzione giurisprudenziale a favore del contribuente.
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Regime fiscale ASD: quando viene disconosciuto
La Cassazione analizza il caso di una ASD a cui è stato revocato il regime fiscale agevolato. Pur confermando la natura commerciale dell'attività, la Corte cassa la sentenza per omessa pronuncia sulla detrazione dei costi, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Omesso esame fatto decisivo: Cassazione cassa sentenza
Una società si è vista negare la deducibilità di costi e la detrazione IVA per fatture ritenute soggettivamente inesistenti. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di merito per omesso esame di un fatto decisivo, poiché il giudice di secondo grado non aveva analizzato le prove cruciali fornite dal contribuente (contratti, pagamenti, testimonianze), violando il principio di completezza. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
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