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Sezioni Unite

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1069 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Ricorso per cassazione: l’obbligo del difensore
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31236/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione presentato personalmente da un detenuto. La decisione ribadisce il principio inderogabile, stabilito dall'art. 613 c.p.p. e confermato dalle Sezioni Unite, secondo cui tale impugnazione deve essere sottoscritta da un difensore iscritto all'albo speciale, pena l'inammissibilità e la condanna a sanzioni pecuniarie.
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Epidemia colposa per omissione: la Cassazione al bivio
La Corte di Cassazione ha rimesso alle Sezioni Unite la questione sulla configurabilità del reato di epidemia colposa per omissione. Il caso nasce dal ricorso della Procura contro l'assoluzione di un dirigente sanitario, accusato di aver causato un'epidemia in un ospedale per non aver fornito adeguate protezioni durante la pandemia di Sars-CoV2. Il nodo cruciale è interpretare se la norma che punisce chi 'diffonde' germi patogeni si applichi solo a un'azione positiva o anche a chi omette di impedire la diffusione, come nel caso di specie. Data la presenza di orientamenti giurisprudenziali contrastanti, la Sezione IV ha ritenuto necessario un intervento chiarificatore del massimo organo nomofilattico.
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Responsabilità soci società estinta: la Cassazione attende
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha sospeso un giudizio riguardante un accertamento fiscale per Ires, Irap e IVA a carico di una società, poi cancellata dal registro imprese. Il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria era stato proposto contro l'ex socio unico. La Corte ha rinviato il caso, in attesa della pronuncia delle Sezioni Unite sulla questione fondamentale della responsabilità soci società estinta per le obbligazioni tributarie, ritenuta questione di massima importanza e oggetto di un precedente rinvio.
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Rinvio a nuovo ruolo: attesa delle Sezioni Unite
La Corte di Cassazione ha ordinato il rinvio a nuovo ruolo di un ricorso tra una società e un privato. La decisione è motivata dalla pendenza di un caso analogo, che è stato rimesso al vaglio delle Sezioni Unite per risolvere una questione di massima importanza. La Corte ha ritenuto opportuno sospendere il giudizio in attesa di tale pronuncia per garantire coerenza giurisprudenziale.
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Notifica appello: quando il ricorso è inammissibile
Una persona, condannata per evasione, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando vizi nella notifica dell'atto di appello. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che la notifica all'imputato detenuto è valida anche se questi si rifiuta di ricevere l'atto, e che nel giudizio d'appello cartolare la partecipazione fisica dell'imputato non è obbligatoria se non espressamente richiesta. L'inammissibilità ha impedito di valutare l'eventuale prescrizione del reato.
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Beni confiscati: lo Stato paga i debiti d’impresa?
Un'ordinanza della Corte di Cassazione affronta il tema della responsabilità dello Stato per i debiti di un'impresa oggetto di beni confiscati. A seguito del sequestro e della confisca di una società, l'amministratore giudiziario ha contratto un debito con un fornitore. La Corte d'Appello aveva ritenuto lo Stato responsabile, ma la Cassazione, data la rilevanza della questione, ha rimesso la decisione alle Sezioni Unite per chiarire se l'obbligo dello Stato di anticipare le spese si estenda anche ai debiti operativi dell'azienda.
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Rinnovo della notifica: i termini per riattivarsi
Una società creditrice contesta la validità di un'opposizione a decreto ingiuntivo, sostenendo che il rinnovo della notifica non sia avvenuto tempestivamente. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso, chiarendo che il termine per il rinnovo della notifica, pur dovendo essere immediato, non è inderogabile. Può essere superato in presenza di circostanze eccezionali e comprovate, come l'aver ricevuto informazioni contrastanti sull'indirizzo del destinatario, che hanno reso più complesso il perfezionamento della notifica stessa.
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Ordine Europeo di Indagine: la Cassazione sulle chat
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato in stato di custodia cautelare, la cui posizione era basata su prove derivanti da chat criptate. Tali prove erano state ottenute dalle autorità francesi e trasmesse all'Italia tramite un Ordine Europeo di Indagine. La Corte ha confermato la piena utilizzabilità di questi dati, specificando che l'acquisizione di prove già legalmente raccolte da un altro Stato membro dell'UE non necessita di una preventiva autorizzazione del giudice italiano, rientrando nella disciplina della cooperazione giudiziaria.
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Inammissibilità ricorso: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso proposto da due imputati contro una sentenza di patteggiamento. I motivi sollevati non rientravano tra quelli tassativamente previsti dalla legge. La Corte ha inoltre stabilito che la declaratoria di inammissibilità del ricorso impedisce di valutare la sopravvenuta procedibilità a querela del reato, confermando un principio consolidato. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Prove da chat criptate: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato per narcotraffico, la cui misura cautelare si basava su prove da chat criptate ottenute dalla Francia tramite Ordine di Indagine Europeo (O.E.I.). La Corte ha stabilito la piena utilizzabilità di tali prove, conformandosi ai recenti principi espressi dalle Sezioni Unite e dalla Corte di Giustizia UE. È stato chiarito che si tratta di acquisizione di prove preesistenti, non di intercettazioni, e che la legalità della raccolta originaria è presunta, con l'onere per la difesa di dimostrare specifiche violazioni dei diritti fondamentali.
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Ricorso in Cassazione personale: è inammissibile
Un imputato propone personalmente ricorso avverso una sentenza della Corte d'Appello. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che, a seguito della riforma del 2017, per il ricorso in Cassazione è obbligatoria la sottoscrizione da parte di un difensore iscritto all'apposito albo speciale. La Corte ha ritenuto la norma costituzionalmente legittima e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria per la manifesta infondatezza del ricorso.
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Fatto di lieve entità e concorso: la Cassazione chiarisce
Un imputato, condannato in appello per detenzione di cocaina in concorso, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando la mancata applicazione dell'ipotesi di reato di 'fatto di lieve entità'. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, annullando la sentenza con rinvio. La decisione si basa su un recente principio delle Sezioni Unite, sottolineando che il ruolo marginale dell'imputato in un singolo episodio, a fronte della sua assoluzione da accuse più gravi, impone una nuova valutazione per verificare se la sua condotta rientri nell'ipotesi attenuata, anche se altri concorrenti rispondono del reato ordinario.
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Clausola di giurisdizione: rinvio alle Sezioni Unite
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rinviato alle Sezioni Unite la decisione su una controversia relativa a una clausola di giurisdizione in un contratto di leasing nautico tra una società italiana e una banca francese. Il caso verte sulla validità della clausola che designa un foro francese esclusivo, contestata dalla società italiana per vizi di forma e consenso. La Corte d'Appello aveva confermato la giurisdizione francese, ma la questione, per sua natura, è stata ritenuta di competenza delle Sezioni Unite.
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Clausola di giurisdizione: volo nazionale e foro estero
A seguito di una richiesta di risarcimento per ritardo di un volo nazionale, una compagnia aerea ha invocato una clausola di giurisdizione che designava i tribunali del proprio paese. Il giudice d'appello ha accolto questa tesi, negando la giurisdizione italiana. La Corte di Cassazione, investita della questione, ha rilevato la novità del caso, poiché riguarda un volo interno e non internazionale. Data l'importanza della questione, che implica il coordinamento tra diritto interno, UE e convenzionale, la Corte ha rimesso la decisione alle Sezioni Unite per un pronunciamento definitivo sulla validità di tale clausola di giurisdizione.
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Crediti società estinta: la Cassazione attende le SU
Un ex socio agisce per recuperare un credito assegnatogli durante lo scioglimento di una società di persone. I tribunali di merito negano la sua legittimazione, sostenendo una rinuncia tacita al credito con l'estinzione della società. La Corte di Cassazione, rilevando un contrasto giurisprudenziale sul tema dei crediti società estinta, sospende il giudizio in attesa di una decisione chiarificatrice da parte delle Sezioni Unite.
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Risparmio di spesa e reato: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rimesso alle Sezioni Unite la questione sulla qualificazione giuridica del cosiddetto 'risparmio di spesa'. Il caso riguarda un'impresa che ha ottenuto sgravi contributivi per l'assunzione di lavoratori in mobilità, omettendo di comunicare all'INPS l'esistenza di un collegamento societario ostativo al beneficio. La Corte d'Appello aveva qualificato il fatto come indebita percezione di erogazioni pubbliche (art. 316-ter c.p.). La Cassazione dubita che un mancato versamento di somme dovute possa equivalere a una 'percezione' di una 'erogazione' e chiede alle Sezioni Unite di chiarire se il risparmio di spesa rientri in tale fattispecie e, in caso affermativo, se il reato si configuri come unico a consumazione prolungata o come una pluralità di illeciti.
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Mutuo solutorio: valido o nullo? La Cassazione decide
L'ordinanza interlocutoria esamina il caso di un 'mutuo solutorio', un finanziamento concesso da una banca per estinguere un debito preesistente dello stesso cliente. I debitori sostenevano la nullità del contratto, ritenendolo una mera operazione contabile senza effettivo trasferimento di denaro. A fronte di un contrasto giurisprudenziale sul tema, la Corte di Cassazione ha ritenuto la questione di massima importanza e ha rimesso la decisione alle Sezioni Unite per ottenere un verdetto definitivo sulla validità e natura di tale contratto.
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Termine impugnazione concordato: 30 giorni, non 60
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro un decreto di omologa di concordato preventivo, poiché proposto oltre il termine perentorio di 30 giorni dalla comunicazione del provvedimento. La decisione ribadisce che il termine impugnazione concordato è quello breve previsto dalla legge fallimentare (art. 18), e non quello ordinario di 60 giorni, per garantire uniformità e celerità processuale.
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Pena illegale e rito abbreviato: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27094/2024, ha stabilito che l'omessa applicazione della riduzione di pena per il rito abbreviato non costituisce una 'pena illegale' se non specificamente contestata nei gradi di merito. Il caso riguardava un imputato per evasione la cui pena non era stata ridotta di un terzo, come previsto dal rito. La Corte ha chiarito che la pena illegale è solo quella non prevista dalla legge per specie o quantità, e non un mero errore di calcolo. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto poiché la questione non era stata sollevata in appello.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato personalmente da un detenuto contro un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza. La decisione si fonda sulla violazione dell'art. 613 del codice di procedura penale, come modificato dalla legge n. 103/2017, che impone la sottoscrizione del ricorso da parte di un difensore abilitato. Il caso ribadisce che un ricorso per cassazione personale è nullo, comportando per il ricorrente la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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