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Sezioni Unite

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1069 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Efficacia giudicato penale: Cassazione alle Sezioni Unite
L'Agenzia delle Entrate ricorre contro una società. La controversia verte sull'efficacia del giudicato penale di assoluzione nel processo tributario, alla luce di una nuova norma (art. 21-bis D.Lgs. 74/2000). A causa di interpretazioni contrastanti all'interno della stessa Corte di Cassazione - una che estende l'efficacia del giudicato all'imposta e una che la limita alle sole sanzioni - i giudici hanno emesso un'ordinanza interlocutoria. La causa è stata rinviata a nuovo ruolo, in attesa della pronuncia delle Sezioni Unite, già investite di una questione analoga, al fine di garantire certezza del diritto.
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Giudicato penale tributario: la Cassazione attende le SU
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha sospeso la decisione su un ricorso dell'Agenzia Fiscale contro una società. Il cuore della questione è l'efficacia di una sentenza penale di assoluzione nel processo tributario, alla luce di una nuova norma. A causa di un profondo contrasto giurisprudenziale sul tema del giudicato penale tributario, la Corte ha deciso di attendere la pronuncia delle Sezioni Unite, già investite della medesima questione, rinviando la causa a nuovo ruolo.
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Estinzione giudizio tributario: rinvio Sezioni Unite
Un contribuente impugna in Cassazione una sentenza relativa a cartelle di pagamento. Durante il processo, aderisce alla rottamazione delle cartelle, con pagamenti ancora in corso. La Corte di Cassazione, rilevando che la questione sull'estinzione del giudizio tributario in questa circostanza è già stata rimessa alle Sezioni Unite, decide di sospendere il giudizio e rinviare la causa a nuovo ruolo in attesa della pronuncia.
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Conguagli regolatori: la Cassazione attende le Sezioni Unite
Una società fornitrice del servizio idrico ha impugnato una sentenza di merito relativa alla legittimità dei conguagli regolatori addebitati a un condominio. La Corte di Cassazione, rilevando che le stesse questioni di diritto sono già state rimesse alle proprie Sezioni Unite per risolvere un contrasto giurisprudenziale, ha emesso un'ordinanza interlocutoria. La Corte ha quindi disposto la sospensione del giudizio, rinviando la causa a nuovo ruolo in attesa della pronuncia chiarificatrice delle Sezioni Unite.
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Reato continuato: come si calcola la pena più grave?
La Corte di Cassazione chiarisce i criteri per il calcolo della pena nel reato continuato in fase esecutiva. Un individuo aveva impugnato la rideterminazione della sua condanna, sostenendo un errore nell'individuazione della violazione più grave tra due sentenze, una delle quali definita con rito abbreviato. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che la 'pena più grave' è quella concretamente inflitta dal giudice, anche se ridotta per effetto di un rito speciale. La decisione si allinea a un recente principio delle Sezioni Unite, consolidando l'orientamento giurisprudenziale in materia.
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Prescrizione reato: la Cassazione e la Legge 103/2017
La Corte di Cassazione ha rigettato un ricorso basato sulla presunta prescrizione del reato di abuso edilizio. La Corte ha chiarito che, per i reati commessi tra il 3 agosto 2017 e il 31 dicembre 2019, si applica la disciplina della Legge n. 103/2017 (Riforma Orlando). Questa legge prevede una specifica sospensione della prescrizione del reato dopo le sentenze di primo e secondo grado, impedendo così l'estinzione del reato nel caso di specie.
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Confisca per equivalente: no alla solidarietà tra coautori
Con la sentenza n. 14038/2025, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale in materia di confisca per equivalente in caso di concorso di persone nel reato. Accogliendo il ricorso di un indagato per truffa aggravata legata al 'superbonus', la Corte ha annullato un sequestro preventivo basato sul principio solidaristico. Le Sezioni Unite hanno chiarito che ogni concorrente risponde solo per la quota di profitto effettivamente conseguita, superando il precedente orientamento che permetteva di aggredire il patrimonio di un singolo coautore per l'intero importo illecito.
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Ricorso inammissibile: condanna a spese e ammenda
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi presentati da due imputati avverso una sentenza della Corte d'Appello. La decisione, basata sulla genericità di un motivo di ricorso e sul consolidato orientamento delle Sezioni Unite in materia di calcolo della pena per reati in continuazione, comporta la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di una somma di tremila euro ciascuno alla cassa delle ammende. Viene sottolineato che il ricorso inammissibile presuppone una colpa nella sua proposizione.
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Elezione di domicilio appello: requisiti di validità
La Corte di Cassazione conferma l'inammissibilità di un ricorso a causa di una non corretta elezione di domicilio appello. La sentenza chiarisce che la semplice indicazione della residenza nell'atto di nomina del difensore non è sufficiente. È necessario un atto formale di elezione di domicilio o un richiamo espresso a una dichiarazione precedente nel fascicolo, secondo quanto stabilito dalle Sezioni Unite, per garantire la validità dell'impugnazione.
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Revoca sentenza passata in giudicato: il limite
La Corte di Cassazione ha stabilito che la revoca di una sentenza passata in giudicato non è ammissibile in fase esecutiva a seguito di un mutamento di interpretazione giurisprudenziale, anche se proveniente dalle Sezioni Unite. Il caso riguardava una confisca per equivalente per un reato tributario. La Corte ha chiarito che l'imputato avrebbe dovuto sollevare la questione durante il processo di cognizione, poiché la sentenza era diventata definitiva dopo la pronuncia delle Sezioni Unite. La revoca in fase esecutiva è limitata ai soli casi di abrogazione della legge o di dichiarazione di incostituzionalità.
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Responsabilità soci società cancellata: la Cassazione
Una società creditrice ha citato in giudizio gli ex soci di una società estinta per il pagamento di un debito. La Corte d'Appello ha limitato la responsabilità di questi ultimi alle somme percepite in fase di liquidazione. La Corte di Cassazione, investita della questione sulla responsabilità soci società cancellata, ha sospeso il giudizio in attesa di una pronuncia delle Sezioni Unite sullo stesso fondamentale principio di diritto.
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Contratto nullo PA: quando spetta l’indennizzo?
Una società si opponeva a un'ingiunzione di pagamento per una fornitura d'acqua da parte di un Comune, basata su un contratto nullo per difetto di forma. La Corte d'Appello aveva condannato la società a pagare un indennizzo per arricchimento senza causa. La Corte di Cassazione, rilevando complesse questioni giuridiche sull'ammissibilità di tale azione quando un contratto nullo con la PA viola norme imperative, ha sospeso la decisione e ha rimesso la questione alle Sezioni Unite per un pronunciamento definitivo.
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Impugnazione penale: onere elezione domicilio
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di una impugnazione penale per il mancato deposito della dichiarazione di domicilio contestualmente all'atto. La sentenza chiarisce che la norma, sebbene abrogata, si applica agli atti depositati prima del 25 agosto 2024 e che una precedente elezione di domicilio già presente nel fascicolo non è sufficiente a sanare la mancanza.
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Ricorso inammissibile: quando non si paga la multa?
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce un importante principio sul ricorso inammissibile. Sebbene l'appello sia stato dichiarato inammissibile per manifesta infondatezza, la Corte ha escluso la condanna al pagamento della sanzione pecuniaria alla cassa delle ammende. La motivazione risiede nell'assenza di colpa del ricorrente, desunta dal fatto che la questione legale era già stata oggetto di una decisione delle Sezioni Unite, indicando una complessità che giustifica il tentativo di ricorso.
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Inammissibilità ricorso: quando si evitano le sanzioni
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile perché manifestamente infondato. Nonostante l'inammissibilità del ricorso, il ricorrente è stato condannato solo al pagamento delle spese processuali, ma non alla sanzione pecuniaria. La Corte ha motivato questa scelta evidenziando che una recente decisione delle Sezioni Unite aveva risolto la questione giuridica, escludendo così la colpa del ricorrente nel proporre l'impugnazione.
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Sospensione processo tributario: il rinvio alle Sezioni Unite
Una società, in lite con l'Agenzia di Riscossione per cartelle di pagamento, ha aderito alla definizione agevolata. La Corte di Cassazione, di fronte alla richiesta di sospensione del processo tributario, ha deciso di rinviare la causa. Si attende una pronuncia delle Sezioni Unite sulla corretta interpretazione della legge: se il giudizio debba essere sospeso fino al completo pagamento o se possa essere definito immediatamente.
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Assoluzione penale e Fisco: rinvio alle Sezioni Unite
Una contribuente, destinataria di un avviso di accertamento per redditi da scommesse non autorizzate, è stata assolta in sede penale con la formula "perché il fatto non sussiste". La Corte di Cassazione, investita del ricorso fiscale, ha sospeso il giudizio. L'ordinanza interlocutoria rinvia la causa a nuovo ruolo, in attesa che le Sezioni Unite si pronuncino sulla questione di massima riguardante gli effetti vincolanti dell'assoluzione penale nel processo tributario.
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Reddito da scommesse: il caso attende le Sezioni Unite
Un'impresa individuale, operante nel settore delle scommesse, ha ricevuto un avviso di accertamento per redditi non dichiarati derivanti dalla raccolta di giocate per un bookmaker estero non autorizzato. Dopo decisioni contrastanti nei primi due gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha esaminato il caso. Rilevando la sopravvenuta assoluzione penale della contribuente "perché il fatto non sussiste" e la pendenza di una questione analoga dinanzi alle Sezioni Unite, la Corte ha deciso di sospendere il procedimento (rinvio a nuovo ruolo) in attesa della pronuncia nomofilattica sul vincolo tra giudicato penale e processo tributario.
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Assoluzione penale e tasse: stop al processo tributario
Un'imprenditrice, titolare di un centro scommesse, riceve un accertamento fiscale per redditi non dichiarati derivanti da un'attività di raccolta gioco per un bookmaker estero non autorizzato. Dopo essere stata assolta in sede penale con la formula 'perché il fatto non sussiste', la Corte di Cassazione, chiamata a decidere sul ricorso dell'Agenzia delle Entrate, sospende il giudizio. L'ordinanza interlocutoria rinvia la causa a nuovo ruolo, in attesa che le Sezioni Unite si pronuncino sulla questione di massima riguardante il valore vincolante dell'assoluzione penale nel processo tributario.
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Assoluzione penale e accertamento fiscale: il rinvio
Un'imprenditrice, titolare di un centro scommesse, riceve un accertamento fiscale per ricavi non dichiarati derivanti da giocate raccolte per un bookmaker estero non autorizzato. Dopo essere stata assolta in sede penale con la formula "perché il fatto non sussiste", la Corte di Cassazione, chiamata a decidere sul ricorso fiscale, sospende il giudizio. L'ordinanza interlocutoria rinvia la causa in attesa della pronuncia delle Sezioni Unite sul tema del vincolo tra giudicato penale e processo tributario. La questione centrale è se l'assoluzione penale possa invalidare l'accertamento fiscale basato sugli stessi fatti.
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