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Sezioni Unite

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1069 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Ricorso per cassazione personale: inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione personale presentato da un detenuto senza l'assistenza di un avvocato. La decisione si fonda sull'art. 613 c.p.p., come modificato dalla L. 103/2017, che impone la firma di un difensore iscritto all'albo speciale, a pena di inammissibilità.
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Abitazione principale ICI: rinvio alle Sezioni Unite
Un Comune ricorre in Cassazione contro una sentenza che aveva concesso a una contribuente l'agevolazione ICI per l'abitazione principale, nonostante i familiari non vi risiedessero. La Corte, rilevando che la definizione di abitazione principale ICI in caso di residenze coniugali separate è una questione controversa, ha sospeso il giudizio in attesa della pronuncia delle Sezioni Unite.
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Abitazione principale ICI: Sospeso il giudizio in Cassazione
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento ICI relativo alla sua abitazione principale. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha deciso di sospendere il giudizio. La ragione è che la questione centrale, ovvero la definizione di abitazione principale ICI per coniugi con residenze in comuni diversi, è attualmente al vaglio delle Sezioni Unite. La Corte ha ritenuto opportuno attendere questa pronuncia fondamentale per garantire un'interpretazione uniforme della legge.
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Obbligo comunicazione eredità: la Cassazione dubita
Un soggetto, precedentemente condannato per reati gravi, eredita un patrimonio ma omette di comunicarlo alle autorità, violando una specifica norma di legge. Condannato in primo e secondo grado, ricorre in Cassazione. La Suprema Corte, riscontrando un forte contrasto giurisprudenziale, solleva il dubbio se l'obbligo di comunicazione patrimoniale si applichi anche a un'eredità, fonte di arricchimento lecita e pubblica. Per dirimere la questione, il caso è stato rimesso alle Sezioni Unite.
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Coltivazione cannabis: quando è reato? Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un agricoltore accusato di coltivazione cannabis su larga scala. Nonostante l'uso di semi certificati, la Corte ha stabilito che la finalità di spaccio, provata dalle ingenti quantità, dalle attrezzature professionali e dai livelli di THC in alcuni campioni, integra il reato previsto dall'art. 73 d.P.R. 309/1990. La sentenza chiarisce che la legge sulla canapa industriale (L. 242/2016) non legalizza la produzione di derivati con efficacia drogante.
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Estinzione del processo: la rinuncia chiude il caso
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha dichiarato l'estinzione del processo relativo al pagamento di un canone per le acque pubbliche. La decisione deriva dalla rinuncia reciproca agli atti del giudizio presentata da tutte le parti coinvolte, una società privata e due enti pubblici. Di conseguenza, il caso si è concluso senza una pronuncia nel merito, evidenziando l'efficacia della rinuncia come strumento di definizione delle liti.
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Estinzione del giudizio: rinuncia reciproca al ricorso
Una società ha impugnato una sentenza del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche relativa al pagamento di un canone. Gli enti pubblici resistenti hanno proposto ricorso incidentale. Tuttavia, prima della decisione nel merito, tutte le parti hanno reciprocamente rinunciato ai propri ricorsi, portando la Corte di Cassazione a Sezioni Unite a dichiarare l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere.
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Correzione errore materiale: quando è ordinanza?
La Corte di Cassazione interviene per correggere un errore materiale in un proprio provvedimento. Un atto di rimessione alle Sezioni Unite era stato erroneamente intestato come "sentenza" anziché "ordinanza". La Corte ha disposto la correzione dell'errore materiale, chiarendo che tale svista non incide sulla validità o sulla sostanza dell'atto, essendo un mero lapsus calami sanabile con l'apposita procedura.
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Remunerazione medici specializzandi: Cassazione rinvia
Un gruppo di medici specializzatisi tra il 1991 e il 2005 ha citato in giudizio lo Stato per ottenere una remunerazione adeguata, lamentando il tardivo recepimento delle direttive europee. Dopo la sconfitta nei primi due gradi di giudizio, il caso è giunto in Cassazione. La Corte, con ordinanza interlocutoria, ha deciso di sospendere la decisione e rinviare la causa a nuovo ruolo. Il motivo è l'attesa di una pronuncia delle Sezioni Unite su una questione di massima importanza strettamente connessa: l'adeguamento triennale delle borse di studio. La questione sulla corretta remunerazione medici specializzandi resta quindi aperta.
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Remunerazione medici specializzandi: attesa per la Corte
Un gruppo di medici specializzandi tra il 1991 e il 2005 ha citato in giudizio lo Stato per ottenere un'adeguata remunerazione, lamentando il mancato adeguamento all'inflazione delle borse di studio previsto dalla normativa europea e nazionale. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha sospeso la decisione in attesa del pronunciamento delle Sezioni Unite su una questione di diritto fondamentale per il caso, relativa alla rivalutazione triennale degli importi.
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Elezione di domicilio: la Cassazione alle Sezioni Unite
La Corte di Cassazione ha rimesso alle Sezioni Unite la questione sull'interpretazione dell'art. 581, comma 1-ter, c.p.p. A seguito della Riforma Cartabia, è sorto un contrasto giurisprudenziale sulla necessità, a pena di inammissibilità, di depositare una nuova elezione di domicilio con l'atto di appello, anche se una precedente dichiarazione è già presente agli atti. Il caso nasce da un ricorso contro un'ordinanza che dichiarava inammissibile un appello proprio per tale omissione. La decisione delle Sezioni Unite chiarirà se la precedente dichiarazione sia sufficiente o se ne serva una nuova.
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Appello cautelare: inammissibile per chat su telefono
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto terzo che chiedeva la restituzione di conversazioni chat presenti sul telefono di un imputato, sottoposto a sequestro. La Corte ha stabilito che, una volta iniziato il dibattimento, l'ordinanza che rigetta la restituzione di beni in sequestro non è immediatamente impugnabile con appello cautelare, ma può essere contestata solo unitamente alla sentenza finale. Questa decisione riafferma un principio stabilito dalle Sezioni Unite, sottolineando che l'inammissibilità dell'appello iniziale si ripercuote sul successivo ricorso per cassazione.
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Termine riassunzione processo: decorrenza e novità
Una società aveva ripreso una causa dopo la messa in liquidazione della banca convenuta. La Corte d'Appello aveva dichiarato il processo estinto, ritenendo superato il termine per la riassunzione. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, specificando che il termine riassunzione processo decorre non dalla conoscenza dell'evento, ma dalla dichiarazione formale di interruzione da parte del giudice, in linea con un principio di certezza del diritto stabilito dalle Sezioni Unite.
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Utilizzabilità chat criptate: la Cassazione decide
La Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato contro la custodia cautelare basata su chat criptate (di un noto servizio di messaggistica) acquisite dalla Francia tramite Ordine Europeo di Indagine. La Corte ha stabilito la piena utilizzabilità chat criptate, seguendo i principi delle Sezioni Unite. Si è chiarito che tale acquisizione non viola le garanzie sulla segretezza della corrispondenza, poiché l'atto investigativo sarebbe stato ammissibile anche in un caso puramente interno.
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Conguagli regolatori: la Cassazione attende le S.U.
Un utente ha contestato l'addebito di conguagli regolatori retroattivi in una bolletta del servizio idrico. I tribunali di merito hanno accolto la sua domanda, ritenendo la pretesa illegittima. La società fornitrice ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, con ordinanza interlocutoria, ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo, in attesa della decisione delle Sezioni Unite su una questione di diritto analoga, al fine di garantire uniformità di giudizio.
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Conguaglio retroattivo: la Cassazione attende le Sezioni Unite
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria sospendendo la decisione su un caso di conguaglio retroattivo applicato da una società idrica. I giudici di merito avevano dato ragione agli utenti, ritenendo la pretesa illegittima per violazione dei principi di buona fede e irretroattività, oltre che prescritta. La Suprema Corte ha ritenuto necessario attendere la decisione delle Sezioni Unite, chiamate a pronunciarsi su una questione analoga, data la rilevanza del principio di diritto da stabilire.
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Conguagli regolatori: la Cassazione rinvia la decisione
Una società fornitrice del servizio idrico ha richiesto a un utente il pagamento di conguagli regolatori per consumi risalenti a diversi anni prima. Il Tribunale ha ritenuto illegittima tale richiesta retroattiva. La Corte di Cassazione, investita del caso, ha sospeso la decisione (rinvio a nuovo ruolo), ritenendo necessario attendere la pronuncia delle Sezioni Unite su una questione analoga e di fondamentale importanza.
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Conguagli regolatori: legittimi gli arretrati?
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rimesso alle Sezioni Unite la questione sulla legittimità dei conguagli regolatori richiesti retroattivamente da una società di gestione idrica. Il caso nasce dalla contestazione di alcuni utenti riguardo a fatture per consumi risalenti a diversi anni prima. La Corte ha evidenziato un contrasto giurisprudenziale e la necessità di un intervento chiarificatore sulla possibilità di applicare tariffe integrative a consumi già effettuati, bilanciando il principio europeo del recupero dei costi con la tutela dell'affidamento degli utenti.
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Giudicato implicito interno: la Cassazione alle Sezioni Unite
Una società immobiliare chiede un risarcimento per lite temeraria. La Corte d'Appello dichiara la domanda inammissibile. In Cassazione, sorge un contrasto giurisprudenziale sul concetto di giudicato implicito interno: può il giudice d'appello rilevare d'ufficio l'inammissibilità se il primo giudice ha deciso nel merito senza pronunciarsi sul punto? La questione è rimessa alle Sezioni Unite per risolvere il conflitto e stabilire i poteri del giudice del gravame.
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Competenza acque pubbliche: rinvio alle Sezioni Unite
Una società agricola ha citato in giudizio un consorzio di bonifica per i danni subiti a causa di un'interruzione nella fornitura d'acqua. Il tribunale di primo grado si è dichiarato incompetente, indicando il Tribunale regionale delle acque pubbliche come foro corretto. La Corte di Cassazione, investita della questione sulla competenza acque pubbliche, ha riscontrato un contrasto giurisprudenziale sul tema e ha disposto il rinvio della decisione, in attesa di un pronunciamento chiarificatore da parte delle Sezioni Unite.
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