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Rogito

149 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Atto pubblico redatto da un notaio che formalizza il trasferimento di proprietà di un immobile.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Usucapione abbreviata: Cassazione annulla sentenza per mancata analisi atto chiave
Due proprietari hanno chiesto l'estinzione di una servitù di passaggio e la rimozione di opere sul confine, mentre i vicini hanno chiesto un'indennità. La Corte d'Appello ha rigettato la richiesta principale. La Cassazione ha accolto il ricorso dei primi proprietari. La Corte d'Appello aveva interpretato erroneamente gli atti di compravendita, non considerando un atto successivo fondamentale per valutare l'usucapione abbreviata di una striscia di terreno contesa. La Suprema Corte ha annullato la sentenza, richiedendo un nuovo esame dell'atto del 1983 per verificare la sussistenza dei requisiti per l'usucapione abbreviata.
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Inadempimento Preliminare: Nessun Risarcimento del Danno senza Pieno Pagamento
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di **risarcimento del danno da inadempimento** di un contratto preliminare di compravendita immobiliare. La Società Acquirente aveva versato un anticipo ma la Società Venditrice si era rifiutata di stipulare il rogito. L'Acquirente chiedeva i danni per la mancata disponibilità dell'immobile, che la Venditrice continuava a locare. La Cassazione ha rigettato la richiesta di risarcimento. Ha ribadito che il danno da occupazione illegittima (danno figurativo o in re ipsa) non si applica se l'acquirente non ha ancora versato l'intero prezzo e, quindi, non ha diritto al possesso materiale del bene. Per ottenere il risarcimento, è necessaria una prova concreta del danno subito.
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Confini Contesi: L’Interpretazione del Contratto Prevale sulla Revocazione
Una proprietaria ha contestato i confini del suo terreno, sostenendo che l'area fosse delimitata da una specifica 'Strada Provinciale' e non da una 'via privata', come indicato dai venditori. La disputa si è incentrata sull'**interpretazione del contratto** di compravendita e sul significato da attribuire all'espressione 'via pubblica' in esso contenuta. La Corte d'Appello aveva già ritenuto che le parti avessero usato il termine in senso generico, non tecnico-giuridico. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso per revocazione, confermando che la questione riguardava l'interpretazione contrattuale e non un errore di fatto nella lettura degli atti.
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Accertamento valore immobile: O.M.I. e prelievi bancari non giustificati
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un **accertamento valore immobile** contro una Contribuente, contestando il prezzo dichiarato per l'acquisto di un bene nel 2011. L'Agenzia si basava sui valori O.M.I. e su prelievi bancari non giustificati, ipotizzando pagamenti in nero. La Commissione Tributaria Regionale aveva annullato l'accertamento, ritenendo insufficienti le prove dell'Agenzia. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'Agenzia, stabilendo che i valori O.M.I., se corroborati da altri indizi gravi e precisi come prelievi ingiustificati, possono fondare un **accertamento valore immobile**. La sentenza è stata cassata e rinviata per una nuova valutazione.
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Inadempimento Contratto Preliminare: Lavori Incompiuti Bloccano Trasferimento
Una promissaria acquirente ha agito in giudizio per ottenere il trasferimento di proprietà di un immobile, basandosi su un contratto preliminare che prevedeva anche l'esecuzione di lavori di ristrutturazione. La Corte d'Appello ha negato il trasferimento, ritenendo che la promissaria acquirente non avesse provato il completo adempimento dei lavori pattuiti e avesse limitato l'offerta del prezzo residuo. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione. Ha stabilito che la mancata prova dell'integrale esecuzione dei lavori giustificava il rigetto della domanda di esecuzione specifica, nonostante il promittente venditore avesse inizialmente contestato l'inizio anticipato dei lavori. L'appello della promissaria acquirente è stato respinto.
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Abusi Edilizi: Vendita Immobile con Vincoli Nascosti o Conoscibili?
Un acquirente ha comprato un appartamento con abusi edilizi, per i quali il venditore aveva dichiarato una domanda di sanatoria in corso e garantito il pagamento degli oneri. Anni dopo, l'acquirente ha scoperto che la sanatoria era solo parziale e che l'immobile ricadeva in un'area con vincoli paesaggistici assoluti, rendendo gli abusi irsanabili. Ha demolito la parte abusiva e venduto l'immobile a un prezzo inferiore, chiedendo i danni. La Corte d'Appello aveva dato ragione all'acquirente. La Corte di Cassazione, invece, ha cassato la sentenza, stabilendo che i vincoli urbanistici generali sono di pubblica conoscenza. Pertanto, la responsabilità del venditore per la vendita immobile con abusi edilizi dipende dalla concreta conoscenza o conoscibilità di tali vincoli da parte dell'acquirente al momento del rogito. La causa torna in appello per una nuova valutazione.
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Rideterminazione valore immobile: il rogito non annulla la perizia
Un Contribuente ha venduto un terreno edificabile, dichiarando nel rogito un prezzo inferiore al valore precedentemente rideterminato tramite perizia giurata, come previsto dall'Art. 7 della L. n. 448 del 2001. L'Agenzia delle Entrate ha contestato questa operazione, cercando di calcolare la plusvalenza (guadagno sulla vendita) con i criteri ordinari, ignorando la rideterminazione del valore immobile. La Corte di Cassazione ha stabilito che indicare un prezzo più basso nel rogito rispetto alla perizia giurata non fa perdere al Contribuente il beneficio dell'imposta sostitutiva già versata. L'Agenzia non può quindi accertare la plusvalenza basandosi sul valore storico del bene. Il ricorso dell'Agenzia è stato rigettato.
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Accertamento valore immobiliare: lite fiscale finisce senza vincitori
I proprietari hanno venduto dei terreni, ma l'Agenzia delle Entrate ha contestato il valore dichiarato, ritenendolo inferiore a quello reale e procedendo all'accertamento del valore immobiliare, in particolare per una presunta area edificabile. Dopo vari gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha rilevato che l'Agenzia aveva parzialmente annullato in autotutela gli avvisi di accertamento e che una precedente sentenza aveva già annullato la pretesa impositiva su parte del valore. Di conseguenza, è stata dichiarata la cessazione della materia del contendere, poiché non c'era più nulla da decidere.
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Tassazione atti traslativi immobiliari: Fisco vs Notaio, un rinvio procedurale
Un Notaio ha trasferito la proprietà di un immobile commerciale. L'Agenzia delle Entrate ha rideterminato le imposte ipotecaria e catastale da fisse a proporzionali, contestando la `Tassazione atti traslativi immobiliari`. Il Notaio e il Gruppo acquirente hanno impugnato l'accertamento. La Commissione Tributaria Regionale ha dato ragione all'Agenzia. La Corte di Cassazione, senza entrare nel merito della `Tassazione atti traslativi immobiliari`, ha rinviato la causa per integrare il contraddittorio nei confronti del Gruppo acquirente, ritenuto parte necessaria del processo.
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Accertamento valore immobili: il Fisco perde contro il rogito
L'Amministrazione finanziaria ha contestato a una società la vendita di due immobili a un prezzo presunto superiore a quanto dichiarato nel rogito. L'Ufficio ha emesso due avvisi di accertamento per maggiori ricavi ai fini IRES, IRAP e IVA. La società e i propri soci hanno impugnato gli atti dimostrando che i prezzi dichiarati erano in linea con immobili analoghi del territorio. I giudici di merito hanno annullato l'atto ritenendo inattendibili le stime del fisco. La Corte di Cassazione ha confermato il verdetto rigettando il ricorso dell'Agenzia. In tema di accertamento valore immobili, il giudice di merito può valutare liberamente le prove e ritenere prevalenti gli indizi del contribuente rispetto ai calcoli del Fisco. L'Amministrazione è stata condannata a pagare le spese legali.
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Fisco vs Aziende: La Definizione Agevolata Chiude la Controversia
Due aziende hanno venduto un ramo d'azienda e un terreno. L'Amministrazione Fiscale ha contestato il valore dichiarato, chiedendo maggiori imposte di registro. Le aziende hanno fatto ricorso, ma i primi gradi di giudizio hanno parzialmente confermato la pretesa fiscale. Durante il ricorso in Cassazione, una delle aziende ha aderito alla procedura di definizione agevolata, saldando il dovuto. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, riconoscendo la validità della definizione agevolata e compensando le spese legali tra le parti.
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Plusvalenza Terreni Edificabili: Prezzo Inferiore non Annulla Perizia
La Corte di Cassazione ha chiarito un importante principio in materia di plusvalenza terreni edificabili. Un Contribuente aveva venduto un terreno dichiarando un prezzo inferiore al valore precedentemente rideterminato con perizia giurata. L'Agenzia delle Entrate ha tentato di disconoscere tale rideterminazione, basandosi sul prezzo di vendita più basso. La Cassazione, richiamando un precedente delle Sezioni Unite, ha stabilito che indicare un corrispettivo inferiore nell'atto di vendita non fa perdere al Contribuente il beneficio della rideterminazione del valore tramite perizia giurata. Di conseguenza, l'Amministrazione finanziaria non può accertare la plusvalenza usando il valore storico del bene. Il ricorso dell'Agenzia è stato rigettato, confermando la vittoria del Contribuente.
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Cortile Conteso: La Proprietà Esclusiva nel Condominio Prevale
Nel 1987, i proprietari di un palazzo a Vicenza frazionarono l'immobile. Un atto di vendita stabilì che un cortile interno era di **proprietà esclusiva nel condominio** di una specifica unità immobiliare, pur essendo gravato da una servitù di passaggio per tutti gli altri condomini. Successivamente, questa unità e il cortile furono rivenduti. Alcuni condomini contestarono la natura esclusiva del cortile, sostenendo fosse comune. La Corte di Cassazione ha confermato che la volontà originaria dei venditori, chiaramente espressa nell'atto del 1987, poteva validamente escludere il cortile dalle parti comuni, riconoscendone la proprietà esclusiva. Il ricorso è stato rigettato, con condanna alle spese per i ricorrenti.
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Acconto incassato da terzi: lite sull’indebito nella vendita
Una controversia immobiliare nasce dalla richiesta di restituzione di ventimila euro versati dall'acquirente come deposito cauzionale per l'acquisto di una casa. Una società terza incassa il denaro per computarlo nel prezzo finale del rogito, ma la vendita non si perfeziona. I giudici di secondo grado condannano il promittente venditore a rimborsare l'intera somma. L'uomo contesta la decisione e ricorre davanti ai giudici di legittimità, denunciando la violazione delle regole sull'indebito oggettivo nella compravendita. La Corte di Cassazione accerta che il caso presenta aspetti complessi e privi di evidenza immediata. I giudici rimandano quindi la trattazione del procedimento alla pubblica udienza ordinaria della seconda sezione civile per un necessario esame di merito.
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Responsabilità del Notaio: Danno da Ipoteca e Risarcimento Arbitrario
Due acquirenti hanno citato in giudizio un notaio e i venditori per danni. Il notaio non aveva effettuato complete visure sull'immobile, omettendo di rilevare un'ipoteca giudiziale. I venditori avevano taciuto l'esistenza di tale gravame. La Corte d'Appello ha riconosciuto la responsabilità del notaio per le visure incomplete, ma ha ridotto arbitrariamente il risarcimento del danno, basandosi su una presunzione non supportata da prove. La Cassazione ha accolto il ricorso degli acquirenti, stabilendo che la riduzione del danno per la responsabilità del notaio non poteva fondarsi su mere supposizioni di 'comune esperienza' senza elementi gravi, precisi e concordanti.
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Responsabilità del Notaio: Dovere di Consiglio vs. Scelta del Cliente
Un gruppo di acquirenti ha comprato immobili gravati da ipoteche e pignoramenti. Il venditore si era impegnato a cancellare tali formalità. Scoperta la persistenza dei gravami, gli acquirenti hanno citato il notaio rogante, sostenendo una sua responsabilità del notaio per omessa informazione sull'entità dei debiti e mancato consiglio. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ribadito che il notaio deve informare sulle conseguenze giuridiche e sulle formalità pregiudizievoli. Tuttavia, non risponde dell'inadempimento del venditore né della convenienza economica dell'affare, se gli acquirenti erano a conoscenza dei gravami e hanno accettato l'impegno del venditore.
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Regolamento di Confini: Planimetria Contro Ipotesi, Chi Vince?
Il caso riguarda un `Regolamento di confini` tra due proprietari. Un proprietario ha contestato la decisione della Corte d'Appello, che aveva stabilito il confine basandosi su un vecchio rogito e la sua planimetria allegata. Il ricorrente sosteneva un'errata interpretazione del contratto e un travisamento delle prove, inclusa una presunta vecchia scala. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso `inammissibile`. Ha ritenuto che l'interpretazione del rogito fosse un accertamento di fatto insindacabile e che la consulenza tecnica d'ufficio (CTU) sulla scala fosse solo una congettura, non una prova concreta. Il ricorrente dovrà anche pagare un importo aggiuntivo per le spese processuali.
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Prescrizione risarcimento danni notaio: il conteggio dei tempi
Gli Acquirenti scoprivano che la casa acquistata dai Venditori tramite il Notaio era gravata da un vecchio pignoramento. Per liberare il bene, gli Acquirenti pagavano una somma ingente e citavano in giudizio il professionista e i Venditori. La Corte d'Appello rigettava la domanda ritenendo maturata la prescrizione risarcimento danni notaio, presumendo che le parti sapessero del vincolo già dalle vecchie pratiche edilizie. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza. La richiesta di concessioni edilizie o frazionamenti catastali non richiede il controllo dei pignoramenti sui registri immobiliari. Di conseguenza, non si può presumere la conoscenza del danno da semplici pratiche burocratiche. Il conteggio dei tempi di prescrizione partiva erratamente. La Suprema Corte ha accolto il ricorso e rinviato la causa per un nuovo esame dei fatti.
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Presunzione di condominialità: cortile comune batte pizzeria
Alcuni condomini hanno citato in giudizio i proprietari di un locale commerciale che aveva realizzato una pizzeria su un'area esterna adiacente allo stabile, chiedendone la rimozione. I proprietari del locale sostenevano che l'area fosse di loro proprietà esclusiva in forza di un vecchio rogito. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, dichiarando l'area di natura comune. La Corte ha ribadito il principio della presunzione di condominialità dei cortili e delle aree esterne limitrofe al fabbricato, stabilendo che, in mancanza di un'espressa e inequivocabile indicazione contraria nel titolo d'acquisto (come l'indicazione delle specifiche particelle catastali), tali spazi appartengono a tutti i condomini. I ricorrenti hanno perso la causa e sono stati condannati al pagamento delle spese legali.
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Agevolazioni fiscali agricoltura: il ritardo non cancella il bonus
Una contribuente ha acquistato un fabbricato rurale e un terreno usufruendo delle agevolazioni fiscali agricoltura per gli imprenditori agricoli professionali (IAP). L'Agenzia delle Entrate ha revocato i benefici perché la contribuente non ha presentato la certificazione provinciale di qualifica entro il termine di tre anni. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della contribuente, stabilendo che la legge non prevede la decadenza dai benefici in caso di mancata o tardiva presentazione del certificato. È sufficiente possedere i requisiti sostanziali al momento dell'acquisto, che l'amministrazione finanziaria può verificare in seguito. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato l'avviso di liquidazione del fisco, confermando definitivamente il diritto della contribuente alle agevolazioni fiscali agricoltura.
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