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Rogito

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149 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Atto Nullo con ID Falsi: Confermata la Responsabilità del Notaio
Una compravendita immobiliare e un mutuo vengono annullati perché basati su una procura e documenti d'identità falsi. La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità professionale del notaio che ha redatto gli atti. Secondo i giudici, il notaio non può limitarsi a un esame superficiale dei documenti, come la carta d'identità, ma deve raggiungere una certezza soggettiva sull'identità delle parti. Questo obbligo di diligenza impone di utilizzare tutti gli strumenti a disposizione, anche presuntivi, per evitare frodi. Affidarsi alla presenza di funzionari di banca o a documenti poi rivelatisi falsi non è sufficiente a escludere la sua colpa.
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Annullamento contratto per dolo: compratore esperto inganna venditore
Un professionista, in qualità di acquirente, stipula un contratto preliminare per un immobile, tacendo deliberatamente al venditore alcune complessità giuridiche di cui era a conoscenza grazie alla sua professione. Tali difficoltà rendevano impossibile per il venditore rispettare i tempi stretti per la stipula del contratto definitivo. L'acquirente chiede quindi la restituzione del doppio della caparra per inadempimento. La Corte di Cassazione, tuttavia, conferma la decisione dei giudici di merito, sancendo l'annullamento del contratto per dolo. Il silenzio dell'acquirente su informazioni essenziali è stato considerato un raggiro determinante per viziare il consenso del venditore, che quindi vince la causa.
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Responsabilità del notaio: donazione a rischio ma il danno va provato
Un padre dona un immobile alla figlia, ma i suoi creditori lo pignorano a causa di un debito precedente. Padre e figlia citano in giudizio il notaio, invocando la sua responsabilità professionale per non averli avvisati. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta di risarcimento. Il principio sancito è che la colpa del professionista non genera un danno automatico. Chi chiede il risarcimento deve fornire la prova specifica delle perdite economiche subite. Nel caso di una donazione, il danno non può essere equiparato al valore dell'immobile, a differenza di una vendita. La conoscenza del debito da parte del donante ha ulteriormente indebolito la posizione dei ricorrenti.
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Identità Falsa: la responsabilità professionale del notaio ha limiti
Una banca ha concesso un mutuo di 90.000 euro a un individuo che, dopo essere diventato insolvente, si è rivelato legalmente inesistente. L'istituto di credito ha quindi citato in giudizio il notaio che aveva redatto l'atto di compravendita e di mutuo, accusandolo di negligenza. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta di risarcimento, escludendo la responsabilità professionale del notaio. I giudici hanno stabilito che il professionista aveva agito con la dovuta diligenza, basando la sua certezza sull'identità della parte su un insieme di elementi convergenti: la presentazione da parte di un agente immobiliare noto, documenti apparentemente validi e la preliminare istruttoria positiva condotta dalla stessa banca. La banca ha perso la causa.
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Truffa immobiliare: la responsabilità del notaio è esclusa
Un acquirente versa una caparra di 190.000 euro per un immobile, ma scopre di essere stato truffato da un finto venditore. L'acquirente cita in giudizio il notaio che ha redatto il contratto preliminare, contestandone la negligenza nell'identificazione del truffatore. La Corte di Cassazione ha escluso la responsabilità professionale del notaio. Il professionista aveva infatti verificato i documenti d'identità (carta d'identità e tessera sanitaria) che non apparivano visibilmente contraffatti e aveva visionato i documenti di proprietà dell'immobile. Secondo la Corte, il notaio ha agito con la diligenza richiesta e non poteva pretendere controlli più approfonditi, come una telefonata al notaio che aveva curato la successione del vero proprietario.
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Tassazione Atti Enunciati: Notaio Paga Tasse per Atti Altrui
La Corte di Cassazione ha stabilito che il notaio è responsabile in solido con le parti per il pagamento dell'imposta di registro su accordi non registrati, se questi vengono menzionati in un atto da lui rogato. Il caso riguardava un verbale di assemblea per un aumento di capitale che enunciava un precedente finanziamento di un socio e la sua parziale rinuncia al credito. L'Agenzia delle Entrate ha richiesto il pagamento dell'imposta al notaio. La Corte ha confermato la legittimità della Tassazione atti enunciati, qualificando l'imposta come 'principale' e quindi rientrante nella responsabilità solidale del pubblico ufficiale. La decisione chiarisce che il notaio deve garantire il pagamento anche per questi atti collegati.
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Errore del Notaio: il cliente non è obbligato a fargli causa
Un notaio, ritenuto responsabile per la perdita di un'agevolazione fiscale da parte di una sua cliente in una compravendita, viene condannato a risarcire il danno. Il professionista si difende invocando il concorso di colpa del danneggiato, sostenendo che la cliente avrebbe dovuto agire legalmente contro l'avviso dell'Agenzia delle Entrate per limitare il danno. La Corte di Cassazione respinge questa tesi, stabilendo un principio fondamentale: l'obbligo di diligenza del danneggiato per evitare l'aggravarsi del danno non si estende fino a imporgli di intraprendere un'azione giudiziaria, considerata un'attività gravosa, rischiosa e dall'esito incerto. Di conseguenza, la responsabilità del notaio viene confermata.
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Casa Nuova con Difetti? La Responsabilità del Costruttore Venditore
La Corte di Cassazione ha chiarito la responsabilità del costruttore venditore per gravi difetti negli immobili. Alcuni acquirenti avevano scoperto vizi costruttivi (irregolarità urbanistiche, impianti non a norma) nei loro nuovi appartamenti. Il costruttore sosteneva che il diritto al risarcimento fosse scaduto, applicando i termini brevi della garanzia sulla vendita. La Corte ha invece stabilito che si applica la norma speciale per i costruttori (art. 1669 c.c.), che prevede una garanzia di dieci anni. Questa tutela, di natura extracontrattuale, spetta all'acquirente finale anche se non ha un contratto di appalto diretto con il costruttore, perché protegge l'interesse pubblico alla sicurezza degli edifici. Di conseguenza, la richiesta degli acquirenti è stata accolta.
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Planimetria allegata al contratto: non basta a provare la proprietà
Una proprietaria rivendicava la comproprietà di un portico basandosi sulla dicitura 'portico comune' presente sulla planimetria allegata al suo contratto di acquisto. Un vicino, che aveva acquistato la sua porzione successivamente, aveva installato una staccionata impedendone l'uso. La Corte di Cassazione ha dato torto alla proprietaria. Ha stabilito un principio cruciale: la planimetria allegata al contratto ha valore legale per identificare il bene solo se il testo del contratto la richiama espressamente come parte integrante. In assenza di tale richiamo, prevale la descrizione testuale dell'atto, che in questo caso non menzionava la comproprietà del portico ma solo un diritto di passaggio. Di conseguenza, la richiesta di rimozione della staccionata è stata respinta.
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Vendita a misura: immobile più grande, prezzo più alto. Vince il costruttore
Un'azienda acquirente e una costruttrice stipulano un contratto preliminare per un immobile con una chiara clausola di vendita a misura. Alla consegna, l'immobile risulta più grande del previsto. L'acquirente si rifiuta di pagare il supplemento di prezzo corrispondente alla superficie extra, offrendo solo la cifra pattuita inizialmente. La costruttrice recede dal contratto. La Corte di Cassazione interviene e stabilisce un principio fondamentale: nella vendita a misura, se la dimensione effettiva dell'immobile è superiore a quella indicata nel contratto, il compratore è obbligato a pagare la differenza. La pretesa dell'acquirente di pagare un prezzo inferiore è quindi illegittima. Vince l'azienda costruttrice.
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Falso ideologico del notaio: condannato chi usa un finto venditore
La Corte di Cassazione conferma la condanna per un complice in una truffa immobiliare. Il caso riguarda una finta venditrice che, usando un documento d'identità falso, ha ingannato un notaio durante un rogito. La Corte ha stabilito che tale condotta integra il reato di falso ideologico del notaio per induzione. L'attestazione del notaio sull'identità delle parti non è una mera registrazione, ma un atto con 'fede privilegiata', frutto della sua verifica professionale. Ingannarlo su questo punto significa ledere la fiducia pubblica e commettere il reato più grave. L'imputato, che ha partecipato all'inganno, perde il ricorso e la sua condanna diventa definitiva.
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Assegno post-rogito non basta: l’onere della prova del contribuente
Un contribuente ha cercato di giustificare l'acquisto di un immobile, contestato dal Fisco tramite redditometro, sostenendo di aver ricevuto un prestito di 50.000 euro dalla compagna. Tuttavia, ha fornito come prova solo la copia di un assegno emesso dopo la data del rogito. La Cassazione ha stabilito che tale documento non è sufficiente a soddisfare l'onere della prova del contribuente. Manca infatti la dimostrazione del collegamento certo tra la somma e l'acquisto. Di conseguenza, l'accertamento fiscale è stato confermato e il ricorso del contribuente respinto.
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Termine Essenziale Contratto Preliminare: Scade ma Vince il Venditore
Un promissario acquirente cita in giudizio il venditore per non aver rispettato la data del rogito, chiedendo il doppio della caparra. La Cassazione, però, dà ragione al venditore. La Corte stabilisce che il termine non era essenziale, poiché lo stesso acquirente, dopo la scadenza, aveva inviato una diffida ad adempiere, dimostrando di avere ancora interesse all'affare. Il successivo rifiuto dell'acquirente di presentarsi al rogito, fissato entro il nuovo termine, costituisce inadempimento. Di conseguenza, il venditore ha il diritto di trattenere la caparra. La sentenza chiarisce l'importanza del comportamento delle parti nel definire la natura di un termine essenziale nel contratto preliminare.
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Obbligazione solidale notaio: paghi a lui, ma il Fisco vince
Dei contribuenti ricevono un avviso di liquidazione per l'imposta di registro su una donazione, nonostante avessero già versato la somma al notaio rogante. Il professionista, però, non aveva pagato il Fisco. La Cassazione chiarisce il principio dell'obbligazione solidale notaio: il notaio è un 'responsabile d'imposta' e la sua responsabilità si aggiunge, non sostituisce, quella del contribuente. Pertanto, il pagamento fatto al notaio non libera il cittadino dal suo debito verso l'Erario. I contribuenti perdono il ricorso e sono tenuti a pagare nuovamente l'imposta, salvo potersi poi rivalere sul notaio inadempiente.
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Atti propri del GEIE: acquisto immobile con imposta fissa? No
La Corte di Cassazione ha chiarito il perimetro degli 'atti propri del GEIE' ai fini delle agevolazioni fiscali. Un Gruppo Europeo di Interesse Economico aveva acquistato un immobile, sostenendo di dover pagare le imposte di registro, ipotecaria e catastale in misura fissa. L'Agenzia delle Entrate, invece, aveva applicato le imposte in misura proporzionale. La Corte ha dato ragione all'Agenzia, stabilendo un principio importante: il regime fiscale di favore previsto per gli 'atti propri del GEIE' si applica solo agli atti relativi alla vita interna e all'organizzazione del gruppo (come la costituzione o i conferimenti), non alle ordinarie operazioni commerciali con terzi, come l'acquisto di un immobile. Di conseguenza, la compravendita sconta le imposte ordinarie proporzionali al valore del bene.
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Bozza di atto e lite: la responsabilità del notaio è esclusa
Una coppia di acquirenti cita in giudizio un notaio, chiedendo un risarcimento. Sostengono che la bozza di un atto di vendita, predisposta dal professionista per un immobile con irregolarità edilizie, abbia causato una lite con la società venditrice. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta. Ha stabilito che la responsabilità professionale del notaio non sorge per la semplice attività preparatoria, come la stesura di una minuta, se poi non segue la stipula dell'atto definitivo (rogito). Il dovere di consiglio del notaio è legato alla prestazione professionale effettivamente svolta, che in questo caso non si è mai concretizzata.
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Agevolazioni fiscali agricoltura: tra realtà e progetti futuri
Un contribuente ha impugnato la revoca delle agevolazioni fiscali agricoltura applicate all'acquisto di un fabbricato. L'Ufficio sosteneva la perdita del beneficio poiché il terreno, pur essendo agricolo al momento del rogito, era oggetto di un imminente progetto di urbanizzazione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del contribuente, stabilendo che la natura edificabile di un'area deve risultare da uno strumento urbanistico già approvato o adottato al momento della cessione. Inoltre, la Corte ha chiarito che il vincolo di pertinenza tra fabbricato e terreno non dipende dall'ordine cronologico degli acquisti, ma dal legame funzionale durevole tra i beni, confermando la validità delle agevolazioni richieste.
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Omessa dichiarazione: quando scatta il dolo
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un amministratore di società accusato di **omessa dichiarazione**. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché generico e basato su questioni di merito già risolte. La Corte ha evidenziato che il dolo è provato dalla partecipazione diretta dell'imputato alla vendita di un immobile aziendale, di cui era pienamente consapevole, rendendo ingiustificata la mancata presentazione della dichiarazione fiscale.
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Contratto preliminare: guida al recesso legittimo
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello relativa a un contratto preliminare di compravendita immobiliare. Il caso riguardava il legittimo esercizio del diritto di recesso da parte della promissaria acquirente a causa dell'assenza dei venditori al rogito, della mancanza del certificato di destinazione urbanistica e della presenza di abusi edilizi. La Suprema Corte ha stabilito che l'inadempimento può essere considerato grave anche se il termine per la stipula non è essenziale. Inoltre, ha chiarito che la presenza di vizi e difformità strutturali, che rendono l'immobile diverso da quello pattuito, impedisce l'esecuzione in forma specifica del contratto.
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Corrispettivo effettivo: come provarlo al Fisco
L'Agenzia delle Entrate contestava un corrispettivo effettivo più alto per una vendita immobiliare, basandosi sul rogito e sul valore di una partecipazione societaria. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il corrispettivo effettivo può essere provato attraverso un insieme di elementi presuntivi gravi, precisi e concordanti (dichiarazioni, sentenze penali), che prevalgono sulla sola forma dell'atto notarile.
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