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Riparto Di Giurisdizione

30 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

L'insieme delle regole che stabilisce se una causa debba essere decisa dal giudice ordinario (es. Tribunale) o da quello amministrativo (es. T.A.R.). La scelta dipende dalla natura della posizione giuridica fatta valere: diritto soggettivo o interesse legittimo.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Ammissione al passivo del credito tributario e vizi della cartella
L'Agente della Riscossione ha chiesto l'ammissione al passivo del credito tributario vantato verso una cooperativa in liquidazione coatta amministrativa, presentando cartelle esattoriali notificate prima della procedura e mai contestate dalla società. Il Tribunale ordinario ha respinto la richiesta rilevando d'ufficio la tardiva notifica delle cartelle e la conseguente decadenza dell'ente creditore. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione accogliendo il ricorso del concessionario. I giudici hanno chiarito che il Tribunale concorsuale non possiede la giurisdizione per valutare l'esistenza o la tempestività del debito d'imposta. Poiché le cartelle notificate al debitore in bonis non hanno subìto impugnazione davanti ai giudici tributari, il debito fiscale è divenuto definitivo e vincolante per la procedura concorsuale.
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Tutela dei creditori ipotecari: la banca perde contro lo Stato
Un Istituto Bancario, titolare di un'ipoteca su immobili confiscati alla criminalità organizzata, ha chiesto all'Agenzia Nazionale per i Beni Sequestrati e Confiscati (ANBSC) il pagamento del proprio credito, già riconosciuto dal Tribunale. Di fronte al silenzio dell'Agenzia, la banca ha fatto ricorso al TAR. Sia il TAR sia il Consiglio di Stato hanno dichiarato il difetto di giurisdizione. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno confermato questa decisione, stabilendo che la giurisdizione spetta al giudice ordinario. La tutela dei creditori ipotecari di buona fede si configura infatti come un diritto soggettivo di natura indennitaria. L'attività dell'Agenzia non è espressione di discrezionalità amministrativa, ma ha natura puramente tecnica e ausiliaria del giudice ordinario. L'Istituto Bancario perde quindi il ricorso in Cassazione, dovendo riassumere la causa davanti al tribunale civile ordinario.
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Riparto di giurisdizione: nuovo concorso o graduatoria?
Una lavoratrice ha impugnato la decisione del Comune di assegnare un incarico direttivo a un altro candidato tramite lo scorrimento di una vecchia graduatoria, anziché indire un nuovo concorso. La Corte di Cassazione ha chiarito le regole sul riparto di giurisdizione nel pubblico impiego. Quando si contesta la scelta discrezionale della Pubblica Amministrazione di utilizzare una graduatoria esistente invece di avviare una nuova selezione, la controversia spetta al giudice amministrativo e non a quello ordinario. La ricorrente ha quindi perso il ricorso ed è stata condannata a pagare le spese legali.
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Riparto di giurisdizione: Comune contro allevatori per i pascoli
Un Comune ha chiesto la condanna di alcuni Allevatori al rilascio di un terreno pubblico e al pagamento dei canoni arretrati per l'occupazione. Gli Allevatori si sono difesi sostenendo di possedere regolari concessioni amministrative e hanno eccepito il difetto di giurisdizione del giudice ordinario a favore del giudice amministrativo. Dopo le decisioni dei primi due gradi di giudizio, la Corte di Cassazione, rilevando la complessità della questione relativa al riparto di giurisdizione tra giudice ordinario e amministrativo in materia di concessioni di beni demaniali, ha deciso di rimettere la causa alle Sezioni Unite. Saranno queste ultime a stabilire quale giudice sia competente a decidere sulla validità delle concessioni e sulla richiesta di rilascio dei terreni.
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Riparto di giurisdizione: Comune ritorsivo perde in Cassazione
Un professionista ha chiesto al Tribunale civile il risarcimento dei danni contro un Comune. Il professionista sosteneva che l'ente pubblico, con un comportamento ritorsivo legato a precedenti liti giudiziarie, lo avesse dissuaso dal partecipare a future gare d'appalto, dichiarando eticamente inopportuno affidargli incarichi. Il Comune eccepiva il difetto di giurisdizione a favore del giudice amministrativo. Le Sezioni Unite della Cassazione, risolvendo il riparto di giurisdizione, hanno stabilito che la causa spetta al giudice ordinario. La condotta del Comune non costituisce infatti esercizio di un potere pubblico autoritativo, ma un comportamento di mero fatto basato su valutazioni soggettive ed etiche. Di conseguenza, la tutela del professionista riguarda un diritto soggettivo leso da un comportamento ritorsivo, la cui cognizione spetta interamente al giudice civile ordinario.
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Riparto di giurisdizione: pensione contro fisco
Un ex militare ha richiesto al Ministero della Difesa il pagamento degli interessi per il ritardo nell'erogazione della sua pensione privilegiata. Il Ministero si è opposto, eccependo un pignoramento da parte dell'Agenzia delle Entrate sulle somme richieste. La Corte dei conti ha sollevato il conflitto di giurisdizione, ritenendo che la presenza del pignoramento spostasse la competenza al giudice ordinario. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno risolto il riparto di giurisdizione stabilendo che la competenza spetta alla Corte dei conti. La giurisdizione si determina infatti sulla base della domanda iniziale del cittadino (il pagamento degli accessori della pensione pubblica) e non dalle difese o eccezioni sollevate dall'amministrazione pubblica.
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Riparto di giurisdizione: sì al giudice civile per i contributi
L'Erede del Danneggiato ha chiesto all'Amministrazione Regionale il pagamento del residuo di un contributo per calamità naturali, già quantificato dal Comune. I giudici di merito avevano dichiarato il difetto di giurisdizione a favore del giudice amministrativo, ritenendo che la procedura non fosse conclusa. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno invece accolto il ricorso, chiarendo le regole sul riparto di giurisdizione. Secondo la Corte, una volta che il Comune ha concluso l'istruttoria e determinato l'importo senza obiezioni da parte della Provincia, il potere discrezionale pubblico si esaurisce. La posizione del cittadino si trasforma così da interesse legittimo a diritto soggettivo al pagamento. Di conseguenza, la giurisdizione spetta al giudice ordinario. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio al Tribunale.
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Contributi per calamità naturali: agricoltore batte la Regione
Un'azienda agricola ha richiesto alla Regione il pagamento di indennizzi per i danni subiti a causa di piogge torrenziali e gelate. Il Comune competente ha completato l'istruttoria e quantificato la somma spettante. Tuttavia, la Regione ha contestato la giurisdizione del giudice ordinario, sostenendo che il procedimento non fosse concluso in assenza di un provvedimento formale della Provincia. La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha accolto il ricorso dell'azienda. I giudici hanno stabilito che, una volta esaurita la fase istruttoria comunale senza interventi difformi della Provincia, la posizione del privato si consolida in un diritto soggettivo. Di conseguenza, la controversia sui contributi per calamità naturali spetta alla giurisdizione del giudice ordinario. L'azienda agricola ottiene così il diritto di far valere le proprie pretese davanti al tribunale civile ordinario.
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Riparto di giurisdizione: Comune contro società dei rifiuti
Un Comune ha avviato una causa contro una società a partecipazione pubblica per ottenere il risarcimento dei danni derivanti dal mancato rispetto del contratto di gestione dei rifiuti. La società non aveva attivato la raccolta differenziata e altri servizi concordati, causando gravi perdite economiche all'ente locale. Il Tribunale civile e il Tribunale Amministrativo Regionale dissentivano su chi dovesse decidere la causa. Le Sezioni Unite della Cassazione, risolvendo il conflitto sul riparto di giurisdizione, hanno stabilito che la competenza spetta al giudice ordinario. La controversia riguarda infatti l'esecuzione di un contratto privato e aspetti puramente economici, senza che vengano in rilievo poteri autoritativi pubblici. Il Comune può quindi proseguire la richiesta di risarcimento davanti al tribunale civile.
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Riparto di giurisdizione: danni da discarica al TAR o al civile?
I Proprietari di un terreno agricolo subiscono gravi danni a causa del crollo della diga di una discarica consortile, che riversa fango e rifiuti sulla loro proprietà. Chiedono il risarcimento dei danni alla Regione e al Comune. La Corte d'Appello condanna entrambi gli enti davanti al giudice ordinario. La Regione ricorre in Cassazione contestando la giurisdizione. Le Sezioni Unite accolgono il ricorso, stabilendo che la contestazione sulla scelta del sito della discarica investe il potere autoritativo della pubblica amministrazione. Di conseguenza, in tema di riparto di giurisdizione, la competenza spetta al giudice amministrativo e non a quello ordinario, poiché la domanda contesta il "se" e il "come" dell'opera pubblica. La sentenza viene cassata con rinvio al TAR.
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Riparto di giurisdizione: scontro tra giudici sulla prescrizione
Il Contribuente ha proposto opposizione contro un avviso di intimazione per il pagamento della tassa rifiuti, eccependo la prescrizione del credito. Il Tribunale e la Corte d'Appello hanno dichiarato la giurisdizione del giudice tributario. Il Contribuente ha quindi proposto ricorso in Cassazione, sostenendo la competenza del giudice ordinario civile. La Terza Sezione Civile ha rilevato un contrasto interno alla giurisprudenza: una tesi attribuisce al giudice tributario le questioni fino alla notifica della cartella, mentre un'altra assegna al giudice ordinario i fatti estintivi successivi alla notifica. Per risolvere l'incertezza sul riparto di giurisdizione, la Corte ha rimesso la questione alle Sezioni Unite.
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Riparto di giurisdizione: cittadini contro Consorzio di Bonifica
Il Consorzio di Bonifica ha impugnato la decisione del Consiglio di Stato che confermava la giurisdizione del giudice amministrativo sul ricorso di alcuni proprietari terrieri e Comuni. Questi ultimi contestavano il potere del Commissario straordinario di adottare un nuovo piano di classifica degli immobili per il calcolo dei contributi. Il Consorzio sosteneva invece la competenza del giudice tributario. Le Sezioni Unite hanno rigettato il ricorso, confermando che la controversia sul riparto di giurisdizione spetta al giudice amministrativo quando si contesta direttamente la validità dell'atto amministrativo generale a monte (il piano di classifica) per incompetenza dell'organo che lo ha emanato. Al contrario, il giudice tributario si occupa delle contestazioni sulle singole cartelle di pagamento a valle.
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Revoca di finanziamenti pubblici: decide il giudice civile
Un'azienda ottiene in via provvisoria delle agevolazioni finanziarie. A causa di un'iniziale informativa antimafia negativa, poi smentita da successive liberatorie, il Ministero ritarda l'erogazione per oltre quindici anni, giungendo a una tardiva revoca di finanziamenti pubblici, poi annullata dal giudice amministrativo. L'azienda si rivolge quindi al giudice ordinario per chiedere il risarcimento dei danni causati dal colpevole ritardo nell'erogazione del saldo. La Corte di Cassazione a Sezioni Unite stabilisce che la giurisdizione spetta al giudice ordinario. Infatti, una volta emesso il provvedimento di concessione e accertata la sussistenza dei requisiti legali (come la liberatoria antimafia), la Pubblica Amministrazione non ha più margini di discrezionalità, e la posizione del beneficiario si configura come un diritto soggettivo perfetto alla corretta esecuzione del rapporto finanziario.
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Portico privato o uso pubblico? Il riparto di giurisdizione
Un condominio ha citato in giudizio un Comune e una società privata per contestare l'occupazione di un portico privato, soggetto a passaggio pubblico, da parte di un'edicola e di tavolini da bar autorizzati dall'ente pubblico. Il Tribunale e la Corte d'Appello hanno dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice civile a favore di quello amministrativo per le domande contro il Comune, accogliendo l'usucapione dell'area dell'edicola da parte dell'ente pubblico. Il condominio ha proposto ricorso in Cassazione. La Seconda Sezione Civile, rilevando che il primo motivo di ricorso solleva una questione cruciale sul riparto di giurisdizione tra giudice ordinario e amministrativo, ha sospeso la decisione e ha rimesso gli atti al Primo Presidente per l'eventuale assegnazione alle Sezioni Unite.
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Contributo ridotto dall’Ente: Giudice Civile o TAR? Caso alle Sezioni Unite
Un'impresa ottiene un contributo pubblico per la sicurezza sul lavoro, ma l'ente erogatore lo riduce in fase di pagamento finale per una valutazione tecnica sul prezzo del macchinario. L'impresa si oppone, ma i giudici di merito negano la propria competenza, indicando quella del giudice amministrativo. La Corte di Cassazione, investita della questione, ritiene il problema del riparto di giurisdizione contributi pubblici particolarmente complesso e non ancora chiarito. Pertanto, invece di decidere, rimette il caso alle Sezioni Unite, il suo organo più autorevole, affinché stabiliscano un principio di diritto definitivo su quale giudice sia competente in queste situazioni.
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Restituzione incentivi: il GSE vince ma la causa va al Giudice Civile
Una società, dopo aver subito la revoca definitiva degli incentivi per i suoi impianti fotovoltaici da parte del Gestore dei Servizi Energetici (GSE), si è opposta alla richiesta di quest'ultimo di riavere indietro le somme già pagate. Il GSE aveva avviato la causa presso il Giudice Amministrativo. La Corte di Cassazione ha però chiarito la questione sulla restituzione incentivi e giurisdizione: una volta che l'atto di revoca è definitivo e non più contestabile, il potere della Pubblica Amministrazione si è esaurito. La successiva richiesta di denaro è una semplice azione di recupero di un pagamento non più dovuto (indebito oggettivo), che rientra nella competenza del Giudice Ordinario Civile. La causa deve quindi essere spostata dal TAR al Tribunale civile.
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Danni da suolo pubblico: la P.A. risponde al Giudice Ordinario
Un condominio cita in giudizio un Comune per danni da infiltrazioni provenienti da un'area pubblica sovrastante i box privati. Il Comune sostiene la competenza del giudice amministrativo, richiamando una vecchia convenzione urbanistica. La Corte di Cassazione, decidendo sul riparto di giurisdizione, stabilisce la competenza del giudice ordinario. La richiesta di risarcimento non riguarda un atto di potere della Pubblica Amministrazione, ma un danno causato dalla cattiva manutenzione di un bene. In questi casi, l'Ente pubblico agisce come un qualsiasi proprietario privato ed è soggetto alle stesse regole di responsabilità civile.
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Debiti fiscali e riparto di giurisdizione: chi decide sul pignoramento?
Un contribuente si oppone a un pignoramento sostenendo la mancata notifica delle cartelle e la prescrizione del debito. La Cassazione interviene sul tema del riparto di giurisdizione, stabilendo un criterio chiaro: le questioni sorte prima della notifica della cartella (o del pignoramento, se la notifica è invalida) sono di competenza del giudice tributario. Quelle successive, relative alla regolarità formale del pignoramento, spettano al giudice ordinario. Poiché il contribuente non ha specificato quando la prescrizione sarebbe maturata, rendendo impossibile determinare il giudice competente, la Corte ha dichiarato il suo ricorso inammissibile. La sentenza ribadisce la linea di demarcazione fondamentale per le opposizioni esecutive fiscali.
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Fondo Salva Opere: il Ministero revoca, ma la giurisdizione è civile
Una società subappaltatrice, esclusa dal 'Fondo Salva Opere' dal Ministero, ha dato il via a una causa sul corretto giudice competente. Il Ministero aveva revocato l'ammissione ritenendo il credito della società già soddisfatto. La Corte di Cassazione ha risolto la questione sul riparto di giurisdizione del Fondo Salva Opere, stabilendo che la competenza è del giudice ordinario. La decisione del Ministero, infatti, non deriva da un potere discrezionale, ma da una mera verifica dei requisiti di legge. Di conseguenza, la posizione della società è un diritto soggettivo (il diritto al pagamento) e non un interesse legittimo, radicando la controversia nella giurisdizione civile.
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Fondo pubblico negato: decide il Giudice Ordinario, non il TAR
Un'impresa subappaltatrice, inizialmente ammessa al 'Fondo Salva Opere' per recuperare un credito, viene poi esclusa dal Ministero. La motivazione è che il credito sarebbe stato soddisfatto tramite l'assegnazione di titoli nella procedura concorsuale dell'appaltatore principale. La Corte di Cassazione, decidendo sul riparto di giurisdizione per i contributi pubblici, stabilisce che la competenza non è del Giudice Amministrativo, ma del Giudice Ordinario. La Pubblica Amministrazione, infatti, non esercitava un potere discrezionale, ma si limitava a una verifica oggettiva dei requisiti di legge (l'esistenza di un credito insoddisfatto). Tale verifica riguarda un diritto soggettivo dell'impresa, non un interesse legittimo.
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