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Riparto Di Giurisdizione

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30 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Fondi Pubblici: esclusione non discrezionale e riparto di giurisdizione
Un'azienda subappaltatrice, esclusa dal 'Fondo Salva Opere' perché il suo credito era stato soddisfatto con strumenti finanziari, contesta la decisione. Sostiene che il Ministero abbia esercitato un potere discrezionale, rendendo competente il giudice amministrativo. La Cassazione, invece, chiarisce il riparto di giurisdizione: il Ministero ha svolto una mera verifica dei requisiti di legge, un'attività vincolata senza discrezionalità. La posizione dell'azienda è quindi un diritto soggettivo, la cui tutela spetta al giudice ordinario. L'azienda perde il ricorso sulla giurisdizione.
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Contributi pre-1998: il riparto di giurisdizione è del TAR
Un Ente Previdenziale ha richiesto a un'Azienda Ospedaliera e a un'Università il pagamento di contributi per alcuni medici, sostenendo che il loro fosse un lavoro subordinato. La questione centrale riguardava il corretto **riparto di giurisdizione**, poiché i rapporti di lavoro si erano svolti prima del 30 giugno 1998. La Corte di Cassazione ha stabilito che per le controversie di pubblico impiego relative a quel periodo, la competenza non è del giudice del lavoro (ordinario) ma del giudice amministrativo. Di conseguenza, ha respinto il ricorso dell'Ente Previdenziale, confermando che la causa era stata intentata davanti al giudice sbagliato.
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Contributo Pubblico Concesso ma non Pagato: Giudice Civile o no?
Un imprenditore agricolo, dopo aver ottenuto dal proprio Comune il riconoscimento di un contributo per danni da calamità naturale, non riceve il pagamento dalla Regione. Si rivolge al giudice ordinario, ma i tribunali negano la propria competenza. Il caso arriva in Cassazione, che si trova di fronte a un complesso problema di riparto di giurisdizione per contributi pubblici. Data la delicatezza della questione e l'assenza di precedenti specifici sulla legge regionale applicabile, la Corte non decide. Rimette la questione alle Sezioni Unite, il suo massimo organo, per stabilire una volta per tutte quale giudice, ordinario o amministrativo, abbia il potere di decidere su queste controversie.
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ASL nega pagamenti: la Cassazione decide sul riparto di giurisdizione
Una struttura sanitaria privata ha chiesto a un'Azienda Sanitaria Pubblica il pagamento di risonanze magnetiche eseguite su più tratti della colonna vertebrale, fatturandole come prestazioni distinte. L'Azienda Pubblica si è opposta, sostenendo che la tariffa coprisse un unico esame. La Corte di Cassazione ha risolto la questione sul riparto di giurisdizione, stabilendo un principio fondamentale: quando la richiesta principale è il pagamento di un credito basato su un accordo, la competenza spetta al giudice civile. Non importa se per decidere sia necessario interpretare un tariffario amministrativo. La causa, quindi, deve essere decisa dal Tribunale ordinario e non da quello amministrativo.
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Garanzia pubblica revocata: il riparto di giurisdizione ferma la banca
Una banca si vede revocare una garanzia pubblica perché l'impresa finanziata non possedeva i requisiti dimensionali richiesti. La banca contesta la decisione davanti al giudice amministrativo. Successivamente, in Cassazione, la banca lamenta un errore nel riparto di giurisdizione, sostenendo che la competenza fosse del giudice ordinario. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. La ragione è che la decisione del primo giudice (il T.A.R.) sulla propria giurisdizione amministrativa non era stata impugnata ed era quindi diventata definitiva ('giudicato'), impedendo ogni ulteriore discussione sul punto. La banca perde la causa.
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Riparto di giurisdizione: diritto di opzione e immobili
Una società conduttrice di un immobile, messo in vendita nell'ambito di una procedura di dismissione pubblica, ha agito in giudizio per far valere il proprio diritto di opzione all'acquisto, contestando le modalità della procedura che avevano portato alla vendita del bene a un'altra società. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7043/2023, ha stabilito il corretto riparto di giurisdizione, confermando la competenza del giudice ordinario. La Corte ha chiarito che, una volta che l'ente pubblico ha determinato il prezzo e formulato l'offerta, la posizione del conduttore titolare del diritto di opzione è quella di un diritto soggettivo perfetto, la cui violazione rientra nella giurisdizione ordinaria e non in quella amministrativa.
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Riparto di giurisdizione: inammissibile il ricorso
Un contribuente ha impugnato delle cartelle di pagamento dinanzi al giudice ordinario. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, poiché il ricorrente non ha contestato la 'ratio decidendi' della sentenza d'appello, la quale aveva già stabilito il difetto di giurisdizione del giudice ordinario in favore di quello tributario. La decisione sottolinea l'importanza del corretto riparto di giurisdizione in materia di riscossione.
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Riparto di giurisdizione: Ordinario vs Amministrativo
Un privato cittadino ha citato in giudizio un Comune, un suo funzionario e una società immobiliare per danni legati a un permesso di costruire e a errori di pianificazione urbanistica. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito un chiaro riparto di giurisdizione: le domande contro il funzionario (in proprio) e la società privata spettano al giudice ordinario, trattandosi di illecito tra privati. Le domande contro il Comune, che riguardano l'esercizio del potere pubblico, rientrano invece nella giurisdizione del giudice amministrativo.
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Riparto di giurisdizione: diritto e interesse legittimo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2481/2024, interviene su un complesso caso di riparto di giurisdizione riguardante la proprietà di un immobile storico. Una società rivendicava la proprietà del bene, contestando un atto di prelazione esercitato dallo Stato quasi un secolo prima. In subordine, chiedeva l'adempimento di una transazione successiva. La Corte ha stabilito che la domanda principale, che contesta l'esercizio di un potere autoritativo della P.A. (la prelazione), rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo, in quanto il diritto di proprietà è degradato a interesse legittimo. La domanda subordinata, relativa a un accordo transattivo di natura privatistica, spetta invece alla cognizione del giudice ordinario.
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Riparto di giurisdizione: PA e danni da opere pubbliche
A seguito di un'alluvione, una discarica pubblica crolla, causando ingenti danni a proprietà private. I proprietari citano in giudizio la Regione e il Comune per il risarcimento. Il caso giunge in Cassazione, che si trova a dover decidere la complessa questione del riparto di giurisdizione: la competenza è del giudice ordinario, in quanto si tratta di un comportamento illecito, o del giudice amministrativo, poiché il danno deriva da atti autoritativi della PA come la scelta del sito e l'approvazione del progetto? Data la complessità e i precedenti non univoci, la Corte ha rimesso la decisione alle Sezioni Unite.
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