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Rinuncia

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339 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Rinuncia al ricorso: stop a spese e sanzioni
Un imputato per reati tributari ha presentato ricorso contro il rigetto di un'istanza di dissequestro somme. Successivamente, tramite un nuovo difensore munito di procura speciale, ha depositato una formale rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità dell'impugnazione. Tuttavia, i giudici hanno stabilito che non sussistono i presupposti per la condanna alle spese processuali o alla Cassa delle Ammende. Tale decisione deriva dall'eccessivo ritardo nella trasmissione degli atti (quasi dieci anni), che ha determinato una sopravvenuta carenza di interesse non imputabile al ricorrente.
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Scorrimento graduatoria: regole su inquadramento
La Corte di Cassazione ha stabilito che lo scorrimento graduatoria per l'assunzione nel pubblico impiego non costituisce una prosecuzione della procedura concorsuale originaria. Nel caso esaminato, alcuni dipendenti assunti nel 2019 da una graduatoria del 2009 rivendicavano l'inquadramento nel livello D3 previsto dal bando iniziale. Tuttavia, la Corte ha confermato che l'entrata in vigore del nuovo CCNL nel 2018, che fissa il livello D1 come soglia d'accesso, prevale sulle vecchie disposizioni. Poiché la procedura concorsuale si era conclusa con l'approvazione della graduatoria, lo scorrimento successivo è soggetto alla normativa vigente al momento dell'assunzione effettiva.
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Rinuncia al ricorso: effetti sulle spese legali
Un imputato ha presentato ricorso per Cassazione contro il rigetto di una revoca di misura cautelare per reati di droga, contestando l'uso di intercettazioni. Dopo oltre dieci anni dal deposito, a causa del ritardo nella trasmissione degli atti, il difensore ha depositato una formale rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità per rinuncia al ricorso, escludendo però la condanna alle spese processuali e alla Cassa delle Ammende, poiché il venir meno dell'interesse dipendeva da cause esterne e non dalla volontà del ricorrente.
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Rinuncia all’impugnazione: guida agli effetti legali
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un ricorso presentato contro una sentenza di patteggiamento per reati legati agli stupefacenti. Il ricorrente ha successivamente depositato un atto formale di rinuncia all'impugnazione. La Suprema Corte ha stabilito che tale atto, avendo natura negoziale e abdicativa, determina l'inammissibilità del ricorso. Di conseguenza, oltre alla chiusura del procedimento, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende, poiché la legge non distingue tra le diverse cause di inammissibilità ai fini delle sanzioni pecuniarie.
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Rinuncia al ricorso: guida agli effetti legali
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento relativo a compensi per straordinari erroneamente qualificati come indennità di trasferta esenti da tassazione. Dopo la conferma della legittimità dell'atto in appello, il contribuente ha proposto ricorso in Cassazione, optando successivamente per la rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo la compensazione delle spese legali e l'esclusione del raddoppio del contributo unificato, poiché la rinuncia determina il passaggio in giudicato della sentenza impugnata e il venir meno dell'interesse processuale.
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Rinuncia al ricorso: effetti e sanzioni pecuniarie
Un indagato, accusato di detenzione di arma clandestina e ricettazione, ha impugnato l'ordinanza cautelare che disponeva gli arresti domiciliari. Durante il procedimento di legittimità, la difesa ha presentato una formale rinuncia al ricorso a seguito della modifica della misura cautelare in atto. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità dell'impugnazione per sopravvenuta rinuncia al ricorso, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle Ammende, ribadendo che la rinuncia non esime dalle sanzioni previste per l'inammissibilità.
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Concordato sulla pena: inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato contro una sentenza emessa a seguito di concordato sulla pena ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p. Il ricorrente aveva tentato di sollevare generiche cause di non punibilità, ignorando che l'adesione al concordato implica la rinuncia ai motivi di gravame. La Suprema Corte ha ribadito che tale condotta rende il ricorso radicalmente inammissibile, condannando il soggetto al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Rinuncia al ricorso: guida all’estinzione del giudizio
La vicenda nasce da una richiesta di pagamento per riparazioni meccaniche contestate per mancanza di qualifiche professionali. Dopo una complessa fase di merito e un primo rigetto in Cassazione, le parti hanno presentato un ricorso per revocazione. Tuttavia, prima della decisione, i soggetti coinvolti hanno raggiunto un accordo transattivo. La Suprema Corte ha dunque dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso accettata da tutte le parti, confermando che in tale ipotesi non si applicano né la condanna alle spese né il raddoppio del contributo unificato.
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Autotutela tributaria e costi da reato: la guida
L'Agenzia delle Entrate aveva impugnato una sentenza favorevole a una società in liquidazione, basando l'accertamento sul presunto recupero di costi da reato legati a canoni di locazione ritenuti eccessivi. Tuttavia, a seguito dell'assoluzione definitiva dei vertici societari in sede penale, l'Amministrazione ha esercitato l'autotutela tributaria annullando gli atti impositivi. Di conseguenza, l'Agenzia ha depositato rinuncia al ricorso in Cassazione, portando all'estinzione del giudizio e alla compensazione delle spese tra le parti.
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Rinuncia al ricorso: effetti e sanzioni pecuniarie
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato condannato per reati inerenti agli stupefacenti. Nonostante l'impugnazione originaria contestasse il trattamento sanzionatorio e le aggravanti, il difensore, munito di procura speciale, ha depositato una formale rinuncia al ricorso prima dell'udienza. Tale atto ha determinato l'arresto del procedimento e la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali, oltre a una sanzione pecuniaria di 500 euro in favore della Cassa delle ammende, in conformità con i principi di responsabilità processuale.
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Rinuncia al ricorso: effetti e conseguenze legali
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso presentato contro un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza a causa della sopravvenuta rinuncia al ricorso. La ricorrente, attraverso il proprio difensore munito di procura speciale, ha scelto di non proseguire l'azione legale. Tale decisione comporta l'estinzione immediata del rapporto processuale e la definitività della sentenza impugnata, oltre alla condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Trattenimento in Albania: stop al ricorso
Il Ministero dell'Interno ha rinunciato al ricorso contro il provvedimento del Tribunale di Roma che non aveva convalidato il trattenimento in Albania di un cittadino egiziano. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo, rilevando come la rinuncia determini la carenza di interesse anche per il ricorso incidentale. La decisione affronta il tema della sicurezza dei paesi di origine e compensa le spese legali in virtù della novità delle questioni giuridiche risolte dalla Corte di Giustizia UE durante la pendenza del giudizio.
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Rinuncia al ricorso: estinzione in Cassazione
Una società operante nel settore dei carburanti era stata coinvolta in un contenzioso relativo al mancato versamento di accise sul gasolio, accusata di aver destinato all'autotrazione del combustibile riservato all'uso domestico. Dopo una sentenza d'appello sfavorevole emessa in sede di rinvio, il liquidatore della società ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione, la parte ricorrente ha depositato un atto formale di **rinuncia al ricorso**. La Suprema Corte, preso atto della volontà della parte, ha dichiarato l'estinzione del giudizio senza procedere all'esame dei motivi di merito.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese compensate
Una società operante nel settore dei carburanti ha impugnato una sentenza riguardante il mancato versamento di accise sul gasolio, originato da una presunta destinazione d'uso irregolare del prodotto. Dopo aver presentato sei motivi di impugnazione, la parte ricorrente ha depositato un atto di rinuncia al ricorso prima della decisione finale. La Corte di Cassazione, verificata la regolarità della comunicazione alle controparti, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. In considerazione della condotta processuale, i giudici hanno disposto la compensazione integrale delle spese di lite tra le parti.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e costi
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso presentata dai ricorrenti e accettata dalla controparte. La vicenda originava da una condanna al pagamento di compensi professionali per un contratto d'opera intellettuale. Poiché la rinuncia è stata ritualmente notificata e accettata, la Corte non ha liquidato le spese di lite e ha confermato che non sussiste l'obbligo di versare il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso e spese processuali
Un indagato ha presentato ricorso in Cassazione contro il rigetto della revoca della custodia in carcere. Durante la pendenza del giudizio, la Corte d'Appello ha dichiarato la perdita di efficacia della misura, disponendo la scarcerazione. Di conseguenza, l'indagato ha presentato formale rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità per sopravvenuta carenza di interesse, stabilendo che non è dovuta la condanna alle spese processuali né alla sanzione pecuniaria, poiché la causa della rinuncia è emersa dopo la presentazione dell'impugnazione.
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Concordato in appello: limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver stipulato un concordato in appello ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p., ha tentato di contestare la propria responsabilità penale in sede di legittimità. La Corte ha ribadito che l'accordo sulla pena comporta la rinuncia ai motivi di gravame, determinando il passaggio in giudicato dei capi della sentenza non oggetto dell'accordo. Tale rinuncia preclude la possibilità di sollevare in Cassazione questioni relative alla colpevolezza o cause di non punibilità, trattandosi di un negozio processuale non modificabile unilateralmente.
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Rinuncia agli atti: estinzione del giudizio civile
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della formale rinuncia agli atti presentata dai ricorrenti. La decisione, basata sulla volontà delle parti di non proseguire la lite, ha comportato la chiusura del procedimento senza una valutazione del merito. Poiché le parti intimate non hanno svolto alcuna attività difensiva nel corso del giudizio di legittimità, la Corte non ha emesso alcuna statuizione relativa alla rifusione delle spese processuali, applicando rigorosamente le norme del codice di procedura civile.
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Estinzione del giudizio e rinuncia al ricorso
La Suprema Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia formale presentata dalla parte ricorrente. Nonostante la mancata accettazione della rinuncia da parte del controricorrente, la Corte ha valutato la particolare complessità della materia trattata, che ha richiesto anche il vaglio della Corte di Giustizia dell'Unione Europea. Per tali ragioni, i giudici hanno disposto la compensazione integrale delle spese processuali, chiudendo definitivamente il contenzioso senza una decisione nel merito.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio civile
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso presentata dalla parte ricorrente. Tale atto, depositato formalmente, è stato accettato dal controricorrente, includendo un accordo sulla regolamentazione delle spese di lite. La decisione conferma la validità della rinuncia quando rispetta i requisiti formali previsti dal codice di procedura civile, portando alla chiusura definitiva del contenzioso senza necessità di una sentenza di merito.
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