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Rinuncia

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339 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Rinuncia al ricorso: effetti sul sequestro penale
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un locatario che aveva impugnato il sequestro di un immobile utilizzato per il gioco d'azzardo. Durante il procedimento, il ricorrente ha presentato una formale **rinuncia al ricorso** poiché il proprietario dell'immobile aveva risolto il contratto di locazione, chiedendo la restituzione del bene. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse. Significativamente, i giudici hanno stabilito che non deve essere applicata alcuna condanna alle spese processuali o alla Cassa delle Ammende, in quanto la perdita di interesse non è dipesa da una condotta colposa del ricorrente, ma da un evento esterno come la risoluzione contrattuale operata dal terzo proprietario.
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Rinuncia al ricorso: conseguenze e costi legali
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un legale rappresentante che aveva impugnato un sequestro preventivo. Inizialmente, il tribunale territoriale aveva dichiarato inammissibile l'istanza per mancanza di procura speciale. Durante il giudizio di legittimità, il ricorrente ha presentato una formale rinuncia al ricorso, sottoscritta personalmente. La Suprema Corte, preso atto della volontà della parte, ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per rinuncia, condannando il soggetto al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria ridotta in virtù della tempestività dell'atto.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della formale rinuncia al ricorso presentata dai ricorrenti. Poiché il controricorrente ha espressamente accettato tale rinuncia, i giudici, in applicazione dell'art. 391 c.p.c., hanno stabilito che non debba essere pronunciata alcuna condanna alle spese di lite. La decisione conferma che la concorde volontà delle parti di porre fine alla controversia determina la chiusura del procedimento senza ulteriori oneri economici per le parti coinvolte.
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Rinuncia al ricorso: estinzione in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso presentata dai ricorrenti e accettata dalla società cooperativa in liquidazione. La decisione, basata sull'applicazione dell'art. 390 c.p.c., ha comportato la chiusura definitiva della lite con la compensazione delle spese tra le parti.
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Concordato fallimentare ed estinzione del giudizio
Un ricorrente ha presentato rinuncia al ricorso in Cassazione a seguito dell'intervenuta omologazione di un concordato fallimentare, che ha comportato la chiusura della procedura concorsuale e il conseguente difetto di interesse a proseguire la lite. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Nonostante la mancata accettazione della rinuncia da parte del controricorrente, i giudici hanno disposto la compensazione delle spese legali, motivata proprio dalla sopravvenuta chiusura della procedura fallimentare.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
Una società operante nel settore delle energie rinnovabili ha impugnato un provvedimento relativo a sanzioni per presunta indebita esenzione dall'accisa sull'energia prodotta. Dopo una sentenza sfavorevole in appello, la contribuente ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, a seguito dell'omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti e del saldo delle pendenze con l'Agenzia delle Dogane, la società ha presentato formale rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dunque dichiarato l'estinzione del giudizio, applicando le nuove norme procedurali che semplificano la chiusura dei processi in caso di rinuncia.
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Rinuncia al ricorso: effetti e spese legali
Una società acquirente ha impugnato la sentenza d'appello che dichiarava l'inefficacia dell'acquisto di uno stabilimento industriale appartenente a una società fallita. Durante il giudizio di legittimità, la ricorrente ha presentato formale rinuncia al ricorso a seguito di un accordo stragiudiziale. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, precisando che la rinuncia al ricorso non richiede l'accettazione della controparte per essere efficace e determina il passaggio in giudicato della sentenza impugnata. Le spese sono state compensate tra le parti e non è stato applicato il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso e definizione agevolata IVA
Una società ha proposto istanza di revocazione contro una sentenza della Cassazione relativa ad accertamenti IVA. Nel corso del giudizio, la contribuente ha aderito alla definizione agevolata delle pendenze tributarie, presentando successivamente una formale rinuncia al ricorso. La Suprema Corte, constatata la regolarità della rinuncia ai sensi del codice di procedura civile, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. La decisione sottolinea come la rinuncia al ricorso sia lo strumento idoneo per concludere il contenzioso a seguito di pace fiscale, portando alla compensazione delle spese tra le parti.
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Rinuncia al ricorso: le sanzioni pecuniarie
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un'impugnazione a seguito della formale rinuncia al ricorso presentata dalla parte. La decisione sottolinea che il ritiro volontario dell'atto non esenta il ricorrente dalle responsabilità economiche. Oltre alle spese del procedimento, la Corte ha disposto la condanna al pagamento di una somma in favore della Cassa delle ammende, poiché l'art. 616 c.p.p. non distingue tra le diverse cause di inammissibilità, includendo espressamente anche l'ipotesi di rinuncia.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio civile
Una società operante nel settore della logistica ha impugnato il diniego al rimborso della tassa di ancoraggio versata tra il 2012 e il 2013. Dopo i rigetti subiti nei primi due gradi di giudizio, la controversia è approdata in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo stragiudiziale, formalizzando la reciproca **rinuncia al ricorso** principale e incidentale. La Suprema Corte ha preso atto della volontà delle parti, dichiarando l'estinzione del giudizio e disponendo la compensazione delle spese, escludendo inoltre l'obbligo di versamento del raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio tributario
Una società operante nel settore della logistica marittima ha impugnato il diniego di rimborso della tassa di ancoraggio versata per un triennio. Dopo i rigetti in primo e secondo grado, la controversia è approdata in Cassazione. Durante il giudizio di legittimità, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo extragiudiziale, formalizzando la successiva rinuncia al ricorso principale e incidentale. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, rilevando che la rinuncia al ricorso esclude il raddoppio del contributo unificato e disponendo la compensazione delle spese di lite come richiesto dalle parti stesse.
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Estinzione del processo: rinuncia al ricorso
Una dipendente di un Ente Locale, con qualifica di architetto, ha impugnato la revoca del proprio incarico di posizione organizzativa e denunciato un demansionamento. Dopo una sentenza d'appello che ha parzialmente accolto le sue richieste, il caso è giunto dinanzi alla Suprema Corte. Tuttavia, prima della decisione di merito, entrambe le parti hanno depositato atti di rinuncia ai rispettivi ricorsi. La Corte di Cassazione ha dunque dichiarato l'estinzione del processo, prendendo atto dell'accordo tra le parti anche in merito alla compensazione delle spese legali, evitando così la prosecuzione di un lungo contenzioso.
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Estinzione del giudizio: accordo tra banca e garanti
La controversia nasce dall'opposizione a decreti ingiuntivi riguardanti debiti bancari garantiti da fideiussioni personali. I garanti contestavano la condotta della banca, lamentando la violazione dell'obbligo di informazione sul peggioramento delle condizioni economiche del debitore principale e l'invalidità delle clausole contrattuali per profili antitrust. Dopo i primi due gradi di giudizio, la causa è giunta in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione finale, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo. Il ricorrente ha depositato formale rinuncia al ricorso e la società creditrice ha accettato la proposta. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando la chiusura della lite senza esaminare i motivi di ricorso.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del processo civile
Un dipendente pubblico ha impugnato la revoca delle funzioni di Comandante della Polizia Municipale, lamentando un demansionamento. Dopo diverse fasi di giudizio e una sentenza di rinvio della Cassazione, la Corte d'Appello ha rigettato le pretese del lavoratore. Quest'ultimo ha proposto un nuovo ricorso per cassazione, ma ha successivamente depositato un atto di rinuncia al ricorso. La Suprema Corte, preso atto dell'accettazione della controparte e dell'accordo sulla compensazione delle spese, ha dichiarato l'estinzione del processo senza applicare il raddoppio del contributo unificato.
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Soccombenza virtuale: guida alle spese legali
La controversia riguarda un errore nel versamento di un'indennità di esproprio che ha portato a un lungo contenzioso. Dopo l'estinzione del giudizio di merito per una riassunzione incompleta, il ricorrente ha rinunciato al ricorso in Cassazione. La Corte ha applicato il principio della soccombenza virtuale per condannare il rinunciante al pagamento delle spese legali, valutando l'infondatezza dei motivi di ricorso originari.
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Rinuncia al ricorso tributario: effetti e costi
Una società operante nel settore del lusso ha impugnato un avviso di accertamento relativo a IRES e IRAP per l'anno 2003, contestando il recupero di minusvalenze ritenute indeducibili dall'Amministrazione Finanziaria. Dopo una sentenza d'appello favorevole all'Agenzia delle Entrate, la contribuente ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, la società ha depositato formale rinuncia al ricorso, accettata dalla controparte, determinando la cessazione della materia del contendere. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, escludendo l'obbligo del raddoppio del contributo unificato, in quanto la rinuncia non configura una soccombenza in senso tecnico.
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Rinuncia al ricorso: effetti e sanzioni pecuniarie
Un indagato, sottoposto a custodia cautelare in carcere, ha presentato ricorso in Cassazione contro la conferma della misura restrittiva. Successivamente, il difensore ha depositato una formale rinuncia al ricorso, munito di apposita procura speciale. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità dell'impugnazione, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di 500 euro. La decisione ribadisce che la rinuncia non esenta dal pagamento della sanzione alla Cassa delle ammende, poiché la legge non distingue tra le diverse cause di inammissibilità.
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Carenza d’interesse nel ricorso per cassazione
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un imputato condannato per gravi reati, tra cui omicidio preterintenzionale e traffico di stupefacenti, che aveva impugnato il diniego di revoca della custodia cautelare in carcere. Nonostante il ricorrente avesse evidenziato il proprio percorso riabilitativo e il conseguimento di un diploma, la difesa ha depositato atto di rinuncia all'impugnazione a seguito del passaggio in giudicato della sentenza di condanna. La Suprema Corte ha dunque dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza d'interesse, poiché la definitività della pena principale assorbe le questioni relative alla misura cautelare.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese in Cassazione
Una società di somministrazione lavoro ha impugnato una sentenza del Consiglio di Stato riguardante la suddivisione in lotti di un appalto sanitario. Durante il giudizio di legittimità, la ricorrente ha presentato formale rinuncia al ricorso, richiamando un recente orientamento delle Sezioni Unite. La Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, confermando che la rinuncia, se non accettata dalle controparti, comporta la condanna alle spese legali per chi desiste dall'azione.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Una società di capitali ha impugnato un avviso di accertamento relativo a incongruenze contabili emerse in sede di controllo. Dopo una sentenza d'appello sfavorevole, la contribuente ha presentato ricorso in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, la società ha aderito alla definizione agevolata dei carichi affidati all'agente della riscossione, provvedendo al pagamento integrale del debito e impegnandosi a rinunciare alla lite. La Suprema Corte, verificata la documentazione e la regolarità dei versamenti, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, stabilendo che la definizione agevolata assorbe anche le spese processuali.
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