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Rinuncia

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339 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Rinuncia al ricorso: guida all’estinzione del giudizio
Una società acquirente di un impianto industriale ha impugnato la sentenza d'appello che confermava il rigetto della sua domanda di risoluzione contrattuale. Il rigetto era basato sull'esistenza di un precedente giudicato relativo al pagamento del prezzo. Tuttavia, prima della decisione della Suprema Corte, la società ha presentato una formale rinuncia al ricorso, accettata dalla curatela fallimentare della controparte. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, chiarendo che in caso di rinuncia non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: effetti e costi processuali
Una società operante nel settore delle energie rinnovabili ha presentato rinuncia al ricorso in Cassazione dopo che i vincoli paesaggistici che ostacolavano il suo progetto eolico sono stati annullati in sede amministrativa. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, precisando che la rinuncia al ricorso non comporta l'obbligo di versare l'ulteriore importo del contributo unificato, trattandosi di una pronuncia di rito e non di un rigetto nel merito.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: guida pratica
Un condomino ha impugnato una delibera assembleare contestando vizi relativi al quorum, all'ordine del giorno e a un presunto conflitto di interessi dell'amministratore. Dopo i rigetti nei primi due gradi di giudizio, il caso è giunto in Cassazione. Tuttavia, a seguito del decesso del ricorrente, i suoi eredi hanno presentato una formale rinuncia al ricorso, alla quale il condominio ha aderito. La Suprema Corte ha dunque dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia al ricorso, senza procedere alla liquidazione delle spese legali.
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Rinuncia all’azione: validità e conseguenze
La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo di restituzione di somme indebitamente percepite da un ex messo notificatore, basandosi sulla validità della sua Rinuncia all'azione. Il ricorrente aveva inizialmente ottenuto sentenze favorevoli, ma aveva poi sottoscritto una dichiarazione interpretata dai giudici di merito come rinuncia al diritto sostanziale. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso poiché il ricorrente ha contestato solo i requisiti formali della rinuncia agli atti, senza scalfire la motivazione principale riguardante l'efficacia della rinuncia al diritto stesso, la quale non richiede l'accettazione della controparte né forme solenni.
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Rinuncia al ricorso: validità e firma del legale
Una società ha impugnato in Cassazione la sentenza che confermava l'obbligo di pagare forniture industriali a una procedura fallimentare, contestando il mancato riconoscimento di un controcredito. Tuttavia, prima dell'udienza, la ricorrente ha presentato formale rinuncia al ricorso tramite il proprio difensore munito di procura speciale. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che la firma del solo avvocato è sufficiente se autorizzato specificamente, senza necessità della sottoscrizione della parte.
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Regolamento di giurisdizione: guida alla rinuncia
Il caso analizzato riguarda un regolamento di giurisdizione promosso dagli eredi di un socio di una società estinta in merito a una controversia su una convenzione di lottizzazione. I ricorrenti sostenevano la competenza del giudice amministrativo, ma il procedimento si è concluso con una dichiarazione di estinzione a seguito della rinuncia al ricorso accettata dalla controparte.
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Rinuncia al ricorso: stop al raddoppio contributo
Una società cooperativa ha impugnato in Cassazione una sentenza relativa alla natura di un credito vantato verso una società in concordato preventivo. Durante il giudizio, la ricorrente ha presentato atto di rinuncia al ricorso, regolarmente accettato dalla controparte con accordo sulla compensazione delle spese. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, sottolineando che la rinuncia al ricorso non comporta l'obbligo di versare il raddoppio del contributo unificato, poiché tale sanzione fiscale si applica solo nei casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione.
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Regolamento di giurisdizione e Riforma Cartabia
Una società concessionaria autostradale ha promosso un Regolamento di giurisdizione dinanzi alle Sezioni Unite della Cassazione a seguito di una controversia riguardante investimenti ammissibili e adeguamenti tariffari. Nelle more del giudizio, il Tribunale Amministrativo Regionale ha emesso una sentenza favorevole alla società, portando quest'ultima a rinunciare formalmente al ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, applicando le nuove disposizioni della Riforma Cartabia che consentono la rinuncia fino all'udienza di discussione, senza necessità di notifica alla controparte se effettuata telematicamente.
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Rinuncia al ricorso: effetti e costi in Cassazione
Un imputato, precedentemente condannato per appropriazione indebita, ha presentato ricorso in Cassazione contestando la regolarità delle notifiche effettuate al difensore anziché al domicilio eletto. Tuttavia, prima della decisione, il difensore munito di procura speciale ha depositato una formale rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità dell'impugnazione, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende, confermando che la rinuncia al ricorso preclude ogni ulteriore esame dei motivi di doglianza.
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Estinzione del giudizio e raddoppio contributo
Una lavoratrice domestica ha impugnato in Cassazione la sentenza d'appello che, pur confermando la natura subordinata del rapporto di lavoro, aveva liquidato spese legali ritenute esigue. Durante il procedimento di legittimità, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo, portando la ricorrente a depositare formale rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, escludendo l'applicazione del raddoppio del contributo unificato, poiché tale sanzione è prevista solo per l'inammissibilità originaria e non per l'estinzione del giudizio sopravvenuta per volontà delle parti.
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Rinuncia al ricorso e definizione agevolata tributaria
Un contribuente ha presentato ricorso in Cassazione contro una decisione della Commissione Tributaria Regionale riguardante sanzioni per redditi non dichiarati negli anni '80. Durante il procedimento, il ricorrente ha depositato atto di rinuncia al ricorso avendo aderito alla definizione agevolata prevista dal D.L. n. 148/2017. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, rilevando che la rinuncia al ricorso, in questo contesto, esclude anche l'obbligo del versamento del doppio contributo unificato.
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Definizione agevolata: stop alle sanzioni CONSOB
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio relativo a sanzioni amministrative irrogate dalla CONSOB. La ricorrente, inizialmente sanzionata per abuso di informazioni privilegiate, ha scelto di avvalersi della definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023. Avendo aderito alla cosiddetta rottamazione-quater, la parte ha depositato formale rinuncia al ricorso, portando alla chiusura del procedimento senza una decisione nel merito e con la compensazione delle spese di lite tra le parti coinvolte.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
Un gruppo di ex amministratori di un istituto bancario ha impugnato la dichiarazione dello stato di insolvenza, lamentando la violazione del diritto al contraddittorio. Secondo i ricorrenti, il tribunale avrebbe dovuto sentire gli organi amministrativi cessati e non solo i commissari straordinari. Tuttavia, nelle more del giudizio di legittimità, i ricorrenti hanno presentato una formale rinuncia al ricorso, accettata dalla banca in liquidazione. La Suprema Corte ha dunque dichiarato l'estinzione del processo, confermando che l'adesione alla rinuncia preclude la condanna alle spese e l'applicazione del raddoppio del contributo unificato.
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Concorso di colpa: assegni e posta ordinaria
Una compagnia assicurativa ha impugnato la sentenza che riconosceva un concorso di colpa del 50% a suo carico per aver spedito un assegno di traenza tramite posta ordinaria, poi incassato illegittimamente. A seguito dell'evoluzione della giurisprudenza di legittimità, la ricorrente ha presentato rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio e ha disposto la compensazione delle spese legali tra le parti.
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Rinuncia al ricorso e definizione agevolata INPS
Una società ha presentato formale rinuncia al ricorso in Cassazione dopo aver impugnato una cartella esattoriale per crediti previdenziali. La decisione è maturata a seguito dell'adesione alla definizione agevolata dei carichi affidati all'agente della riscossione, prevista dalla Legge 197/2022. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio e la compensazione delle spese, rilevando la regolarità formale dell'atto di rinuncia sottoscritto dalla parte e dal difensore.
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Definizione agevolata: stop al ricorso in Cassazione
Una società ha impugnato un'intimazione di pagamento relativa a crediti previdenziali. Durante il giudizio di legittimità, la ricorrente ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla Legge 197/2022, decidendo di rinunciare formalmente al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo la compensazione delle spese tra le parti e confermando che la definizione agevolata estingue l'interesse alla prosecuzione della lite.
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Rinuncia al ricorso: costi e inammissibilità
Il caso esaminato riguarda un soggetto che, dopo aver proposto ricorso per cassazione contro un provvedimento del Tribunale di Sorveglianza, ha deciso di formalizzare la propria **rinuncia al ricorso**. Tale volontà è stata espressa sia personalmente presso l'ufficio matricola del carcere, sia tramite il proprio difensore. La Suprema Corte, preso atto della rinuncia, ha dichiarato l'inammissibilità dell'impugnazione, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.
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Estinzione del giudizio: rinuncia e spese legali
L'ordinanza n. 35553/2023 della Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso presentata da una fondazione in liquidazione. Poiché la società controricorrente ha formalmente accettato tale rinuncia, la Suprema Corte ha applicato l'art. 391 c.p.c., disponendo la chiusura del procedimento senza alcuna condanna alle spese legali per le parti coinvolte.
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Rinuncia al ricorso: stop al raddoppio tasse
La controversia riguardava un avviso di accertamento ICI emesso da un Ente locale contro una società sub-concessionaria di un albergo in area aeroportuale. Dopo i gradi di merito favorevoli alla società, il Comune ha proposto ricorso in Cassazione, salvo poi presentare una formale rinuncia al ricorso a seguito di un accordo transattivo. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che la rinuncia non comporta il raddoppio del contributo unificato, trattandosi di una misura sanzionatoria non applicabile in caso di cessazione volontaria della lite.
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Rinuncia all’impugnazione: guida alla Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un detenuto agli arresti domiciliari che contestava il diniego all'autorizzazione per attività lavorativa. La decisione è scaturita dalla sopravvenuta rinuncia all'impugnazione, formalizzata dal ricorrente tramite posta elettronica certificata con firma autenticata dal difensore. Tale atto, espressione di una volontà inequivocabile, ha precluso l'esame del merito, comportando la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.
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