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Rinuncia

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339 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Estinzione del giudizio: la rinuncia in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso presentata dai ricorrenti. La controversia, avviata da due soggetti contro una società di gestione del risparmio, si è conclusa prima dell'udienza grazie a un accordo transattivo tra le parti. La Corte ha verificato la regolarità della rinuncia e, conformemente all'art. 391 c.p.c., non ha emesso una pronuncia sulle spese, chiudendo definitivamente il procedimento.
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Rinuncia al ricorso: l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso presentato avverso una sentenza di patteggiamento per reati di furto. La decisione si basa sulla successiva rinuncia al ricorso, presentata personalmente dall'imputato, che preclude l'esame nel merito e comporta la condanna al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della cassa delle ammende.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: conseguenze
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso a seguito della sua formale rinuncia. L'imputato, condannato in primo grado con patteggiamento per tentato omicidio e porto d'armi, aveva inizialmente impugnato la sentenza. Successivamente, tramite il suo legale, ha presentato un atto di rinuncia. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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Estinzione giudizio di cassazione: effetti rinuncia
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio di cassazione a seguito della rinuncia al ricorso da parte del ricorrente. Tale rinuncia è stata formalmente accettata dalla controparte, esonerando così la Corte da una pronuncia sulle spese processuali e chiudendo definitivamente la controversia.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato avverso il diniego di sostituzione della custodia in carcere con gli arresti domiciliari. La decisione si fonda sulla sopravvenuta rinuncia al ricorso da parte dell'imputato stesso, motivata dal fatto che nel frattempo la misura era già stata sostituita. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
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Impresa familiare: onere della prova sugli utili
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15026/2024, ha chiarito importanti principi sull'onere della prova nell'impresa familiare. In una controversia tra ex coniugi per la liquidazione degli utili, la Corte ha stabilito che spetta all'imprenditore dimostrare di aver pagato il collaboratore familiare, una volta che quest'ultimo abbia fornito prove presuntive del suo diritto, come le dichiarazioni fiscali. La Corte ha anche ribadito che l'eccezione di decadenza dall'impugnazione di una rinuncia deve essere sollevata dalla parte e non può essere rilevata d'ufficio dal giudice. La sentenza d'appello è stata cassata con rinvio.
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Rinuncia istanza correzione: l’inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per la correzione di un errore materiale a seguito della rinuncia all'istanza di correzione da parte dei ricorrenti. Il caso verteva sulla presunta errata individuazione del giudice del rinvio, ma la rinuncia ha precluso ogni valutazione nel merito.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in un caso avviato da un istituto di credito contro alcuni privati. La decisione è seguita alla rinuncia al ricorso da parte della banca, accettata dalle controparti. In conformità con il codice di procedura civile, la Corte ha estinto il processo senza emettere una pronuncia sulle spese legali, chiudendo così la controversia in via definitiva a livello procedurale.
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Rinuncia motivi appello: quando il ricorso è perso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato. La decisione si fonda sul principio che la rinuncia ai motivi di appello in un precedente grado di giudizio è un atto definitivo che preclude la possibilità di riproporre le stesse questioni in Cassazione. L'imputato, dopo aver rinunciato ai motivi sulla responsabilità e sulla pena in Appello, non può più contestarli. Questa decisione chiarisce che la rinuncia non può essere revocata implicitamente, portando alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Rinuncia motivi appello: Cassazione inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per ricettazione e porto d'armi. La decisione si fonda sulla rinuncia ai motivi di appello relativi al porto d'armi, espressa dalla difesa in udienza. Di conseguenza, la doglianza per omessa motivazione su quel punto è stata ritenuta manifestamente infondata, con condanna dell'imputato al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Ricorso inammissibile: la rinuncia a comparire
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per violazione della legge sugli stupefacenti. Il ricorso era basato su un presunto legittimo impedimento a comparire, ma la Corte ha confermato la validità della precedente rinuncia dell'imputato a presenziare all'udienza, ritenendo i motivi del ricorso manifestamente infondati e non consentiti dalla legge. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Rinuncia ricorso penale: inammissibilità e sanzioni
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso a seguito della rinuncia del proponente. L'ordinanza sottolinea come la rinuncia al ricorso penale determini non solo l'impossibilità di esaminare il merito della questione, ma anche la condanna automatica del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende, come previsto dalla legge.
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Rinuncia ricorso penale: quando è inammissibile
Un soggetto, sottoposto a detenzione domiciliare, aveva impugnato un richiamo del Giudice di sorveglianza. Successivamente, ha presentato una formale rinuncia ricorso penale tramite il suo difensore. La Corte di Cassazione, accertata la validità della rinuncia, ha dichiarato il ricorso inammissibile, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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Estinzione del giudizio: il ruolo della rinuncia
Una società ha rinunciato al proprio ricorso per Cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello. La controparte ha accettato formalmente la rinuncia. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, specificando che l'accettazione esonera dalla decisione sulle spese processuali, chiudendo così definitivamente la controversia.
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Rinuncia migliorie: valida se la concessione prosegue
Una società cooperativa, concessionaria di un'area comunale, aveva effettuato delle migliorie rinunciando al relativo indennizzo a condizione che la concessione fosse rinnovata. La Corte di Cassazione ha stabilito che, nonostante la mancanza di un rinnovo formale, la prosecuzione di fatto del rapporto per diversi anni ha concretizzato la condizione, rendendo valida la rinuncia migliorie. La Corte ha inoltre precisato che le sentenze del giudice amministrativo sulla legittimità degli atti comunali non costituivano un giudicato vincolante sul diritto al compenso in sede civile.
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Rinuncia riserva appalto: è irrevocabile? Cassazione
Una curatela fallimentare ha agito contro una pubblica amministrazione per ottenere il pagamento di somme iscritte in alcune riserve di un contratto d'appalto. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che la rinuncia riserva appalto è un atto irrevocabile. Una volta comunicata alla stazione appaltante, la rinuncia estingue definitivamente il diritto dell'appaltatore, in linea con il principio di certezza della spesa pubblica che caratterizza la disciplina degli appalti pubblici.
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Rinuncia impugnazione avvocato: serve procura speciale
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che dichiarava inammissibile un appello a seguito della rinuncia del difensore. La Suprema Corte ha ribadito che la rinuncia impugnazione avvocato è valida solo se il legale è munito di procura speciale o se l'imputato, presente in udienza, non si oppone alla dichiarazione del difensore. Poiché tali condizioni mancavano, l'ordinanza è stata annullata e il procedimento deve proseguire.
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Rinuncia istanza di rimessione: le conseguenze
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze della rinuncia all'istanza di rimessione. Il provvedimento dichiara inammissibile la richiesta a seguito della rinuncia del proponente, ma stabilisce un principio importante: non è prevista la condanna alle spese processuali, bensì solo il pagamento di una somma in favore della Cassa delle ammende. La Corte ha quantificato tale somma in misura quasi minima, tenendo conto della volontaria rinuncia.
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Rinuncia TFR: la Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione ha stabilito che una rinuncia onnicomprensiva, firmata da un lavoratore in un accordo transattivo dopo la cessazione del rapporto, preclude qualsiasi pretesa futura, inclusa quella relativa a presunti omessi versamenti al fondo pensione. L'ampiezza della rinuncia TFR e ad ogni altra azione risarcitoria è stata ritenuta decisiva, rendendo irrilevante che l'accordo non menzionasse specificamente tali versamenti. La Corte ha rigettato il ricorso del lavoratore, confermando la validità della transazione che chiudeva ogni pendenza con il datore di lavoro.
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