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Ricorrenti

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322 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Correzione errore materiale: quando è ammessa in Cassazione
La Corte di Cassazione ha accolto un'istanza per la correzione di errore materiale in una propria ordinanza, disponendo l'inserimento del nominativo di una ricorrente che era stato omesso per mera svista. Il caso evidenzia l'importanza del rimedio previsto per emendare sviste formali che non incidono sulla sostanza della decisione, ma garantiscono la corretta rappresentazione processuale delle parti. La Corte ha riconosciuto che la parte era stata regolarmente parte del giudizio e che la sua esclusione dall'intestazione del provvedimento era un palese errore da correggere.
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Collaborazioni eterorganizzate: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni lavoratori che chiedevano il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato, basandosi sulla disciplina delle collaborazioni eterorganizzate (art. 2 D.Lgs. 81/2015). La Corte ha stabilito che i lavoratori non avevano fornito prova sufficiente che le modalità di esecuzione della prestazione, come tempi e luoghi, fossero organizzate unilateralmente dal committente. La sentenza chiarisce che l'onere della prova spetta al lavoratore.
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Actio negatoria: prova della titolarità del diritto
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di merito che inibiva il transito di mezzi pesanti su una strada ritenuta privata. Il motivo è la mancata e insufficiente prova della legittimazione attiva dei proprietari frontisti che avevano intentato l'azione. La Suprema Corte ha ribadito che, pur non richiedendo la prova rigorosa della proprietà, l'actio negatoria esige che l'attore dimostri, anche in via presuntiva, di possedere il bene in forza di un titolo valido, non essendo sufficiente una generica affermazione di comunione d'uso.
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Mutuo solutorio: la Cassazione attende le Sezioni Unite
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha sospeso un giudizio relativo a un contratto di mutuo solutorio. La decisione è stata rinviata in attesa che le Sezioni Unite si pronuncino sulla questione di massima importanza, già sollevata in un altro procedimento, circa la validità di questa tipologia di finanziamento.
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Litisconsorzio necessario: processo nullo senza soci
La Corte di Cassazione ha annullato un intero processo fiscale, riaffermando il principio del litisconsorzio necessario. In caso di accertamento del reddito di una società di persone, un ricorso presentato anche da un solo socio deve coinvolgere obbligatoriamente la società e tutti gli altri soci. La mancata partecipazione di tutte le parti necessarie rende il giudizio nullo, indipendentemente dal fatto che l'accertamento societario non sia stato impugnato.
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Remunerazione medici specializzandi: no retroattività
Un gruppo di medici specializzandi ha richiesto un adeguamento della propria remunerazione, invocando l'applicazione retroattiva di una legge più favorevole successiva al loro periodo di formazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la normativa precedente (D.Lgs. 257/1991) costituiva già un'adeguata attuazione delle direttive europee sulla remunerazione medici specializzandi. La Corte ha chiarito che la legge successiva (D.Lgs. 368/1999) rappresenta una scelta discrezionale del legislatore e non può essere applicata a periodi antecedenti la sua entrata in vigore. È stata inoltre negata la richiesta di indicizzazione della borsa di studio, in linea con la giurisprudenza consolidata.
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Rinuncia al ricorso: come estingue il processo
Un gruppo di appellanti ha presentato una rinuncia al ricorso in Cassazione. La controparte ha accettato la rinuncia. Di conseguenza, la Corte di Cassazione, applicando l'art. 391 c.p.c., ha dichiarato estinto il processo senza decidere sulle spese legali, confermando l'effetto della rinuncia al ricorso.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un processo tributario a seguito dell'adesione dei contribuenti alla definizione agevolata prevista da una specifica normativa. Avendo i ricorrenti pagato gli importi dovuti per la sanatoria, il contenzioso è stato considerato concluso, con spese legali a carico di ciascuna parte.
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Prescrizione risarcimento medici: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici che chiedevano il risarcimento per la mancata remunerazione durante la specializzazione tra il 1978 e il 1986. La Corte ha confermato la prescrizione del risarcimento, stabilendo che il termine decennale per agire è iniziato a decorrere dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999. Secondo la Corte, da quel momento l'inadempimento dello Stato era chiaro e definito, rendendo il diritto azionabile e facendo partire il conto alla rovescia per la prescrizione.
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Prescrizione risarcimento medici: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici che chiedevano il risarcimento dei danni per la mancata corresponsione di un compenso durante la specializzazione tra il 1982 e il 1994. La Corte ha confermato il proprio orientamento consolidato, stabilendo che la prescrizione risarcimento medici, di durata decennale, decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999, che ha cristallizzato l'inadempimento dello Stato.
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Ricorso inammissibile: motivi generici e ripetitivi
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per furto pluriaggravato. La decisione si fonda sul fatto che i motivi di ricorso erano una mera ripetizione di argomentazioni già respinte in appello, senza una critica specifica alla sentenza impugnata. Le ricorrenti sono state condannate al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Violazione distanze legali: la Cassazione decide
Una lunga controversia immobiliare riguardante la violazione delle distanze legali tra fabbricati, la creazione di vedute e la costituzione di servitù di passaggio giunge in Cassazione. Il caso si era complicato a seguito di una sentenza non definitiva e una definitiva emesse dalla Corte d'Appello, entrambe impugnate separatamente. La Suprema Corte, con questa ordinanza, dispone la riunione dei due ricorsi, stabilendo che devono essere trattati congiuntamente per garantire una decisione coerente e unitaria, in applicazione del principio processuale di economia e concentrazione.
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Rimborso spese sanitarie: no senza posto in lista
Due familiari chiedevano il rimborso spese sanitarie per la degenza della loro congiunta in una RSA, sostenendo che l'ASL dovesse coprire i costi. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che il diritto al contributo è subordinato al raggiungimento di una posizione utile nella graduatoria pubblica, bilanciando il diritto alla salute con le risorse finanziarie disponibili.
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Appello tardivo: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione conferma l'inammissibilità di un appello depositato oltre il termine semestrale. Il caso evidenzia l'importanza cruciale della data di pubblicazione della sentenza di primo grado per il corretto calcolo dei termini. Un errore su questo punto, come un appello tardivo, rende l'impugnazione non esaminabile nel merito, come stabilito dalla Corte sulla base delle prove documentali fornite dagli stessi ricorrenti.
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Rinvio causa a ruolo per rinuncia parziale al ricorso
In un processo con più ricorrenti, due di essi hanno rinunciato al ricorso dopo aver raggiunto un accordo transattivo. La Corte di Cassazione, non potendo determinare se l'accordo coinvolgesse anche gli altri ricorrenti e se questi avessero ancora interesse a proseguire, ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo. Questa ordinanza interlocutoria sospende il giudizio per consentire alla cancelleria di fare le necessarie verifiche.
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Notifica udienza Cassazione: le conseguenze del difetto
La Corte di Cassazione, a causa di un difetto nella notifica dell'udienza al difensore dei ricorrenti, ha rinviato la causa. L'ordinanza interlocutoria ha disposto verifiche sull'iscrizione dell'avvocato all'albo speciale e la corretta notifica della nuova udienza, sospendendo la decisione nel merito della controversia su distanze tra costruzioni.
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Rinnovazione notifica: l’ordine della Cassazione
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria che impone la rinnovazione della notifica di un ricorso. La Corte ha riscontrato che l'atto non era stato correttamente notificato all'Avvocatura Generale dello Stato, difensore del Ministero convenuto. Invece di dichiarare l'inammissibilità, è stato concesso un termine di 60 giorni ai ricorrenti per sanare il vizio procedurale, rinviando la causa a nuovo ruolo.
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Piccolo spaccio: quando è esclusa l’ipotesi lieve?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di quattro familiari condannati per spaccio di stupefacenti. La richiesta di qualificare il reato come 'piccolo spaccio' (ipotesi lieve) è stata respinta a causa della natura organizzata e continuativa dell'attività, assimilabile a un vero e proprio 'market della droga', nonostante fosse a gestione familiare. La Corte ha sottolineato che l'elevato numero di cessioni e le modalità operative strutturate sono decisive per escludere la lieve entità del fatto.
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Particolare tenuità del fatto: No per recidiva
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di due imputate condannate per tentato furto. La Corte chiarisce che un errore materiale sulla data del reato non ne determina la prescrizione se la data corretta risulta da altri atti. Inoltre, viene negata l'applicazione della particolare tenuità del fatto a una delle imputate a causa dei suoi numerosi precedenti penali specifici, che configurano l'abitualità della condotta, condizione ostativa al beneficio.
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Notifica ricorso Cassazione: errore e rinnovazione
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha affrontato un caso di risarcimento danni per le vittime di un attentato. L'analisi si è concentrata su un vizio procedurale: l'errata notifica del ricorso Cassazione agli enti statali coinvolti, effettuata presso l'Avvocatura Distrettuale anziché quella Generale. Di conseguenza, la Corte ha ordinato la rinnovazione della notifica entro 60 giorni, rinviando la causa per la successiva trattazione nel merito.
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