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Ricorrenti

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322 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Distanze legali: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un proprietario il cui immobile violava le distanze legali dal confine. La Corte ha ribadito che, dopo la riforma del 2012, il vizio di motivazione di una sentenza può essere contestato solo in casi di grave anomalia, non per semplice insufficienza. È stata confermata la condanna all'arretramento della costruzione per ripristinare le corrette distanze legali.
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Integrazione contraddittorio: Cassazione ordina
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha disposto l'integrazione del contraddittorio nei confronti di due litisconsorti non costituiti nel giudizio. La decisione è motivata dalla presenza di una questione di particolare importanza giuridica, che richiede un apprezzamento nomofilattico. La causa è stata rimessa alla pubblica udienza per la discussione dopo che gli appellanti avranno notificato l'atto alle parti mancanti.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce gli effetti della rinuncia al ricorso. A seguito della formale rinuncia da parte degli appellanti, accettata dai resistenti, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, senza provvedere sulle spese. Questo caso evidenzia come l'accordo tra le parti possa determinare la conclusione anticipata del processo di legittimità.
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Minimale contributivo: CCNL per attività effettiva
La Corte di Cassazione rigetta il ricorso di due amministratori contro un avviso di addebito dell'INPS. La sentenza stabilisce che per il calcolo del minimale contributivo si deve applicare il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) corrispondente all'attività effettivamente svolta dall'impresa (in questo caso, industriale) e non quello (artigianale) scelto dalle parti. La Corte chiarisce che l'inquadramento ai fini previdenziali è oggettivo e non dipende da accordi privati, né può essere ridotto da assenze concordate non previste dalla legge.
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Decadenza indennità agricola: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni lavoratori agricoli contro l'ente previdenziale, confermando la richiesta di restituzione dell'indennità di disoccupazione. La decisione si fonda sulla mancata impugnazione della cancellazione dagli elenchi nei termini di legge. La Corte ha chiarito che, nonostante una temporanea abrogazione della norma, la decadenza indennità agricola è un principio applicabile, con termini che hanno ripreso a decorrere dal 6 luglio 2011, rendendo tardiva qualsiasi successiva contestazione.
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Estinzione del processo: rinuncia e spese legali
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo in una controversia di lavoro relativa a un trasferimento d'azienda. A seguito della rinuncia al ricorso da parte delle società appellanti e dell'accettazione da parte dei lavoratori, la Corte ha stabilito che non vi fosse luogo a provvedere sulle spese processuali. Inoltre, ha chiarito che l'obbligo di versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato non si applica nei casi di estinzione del processo, ma solo in caso di rigetto o inammissibilità del ricorso.
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Onere di contestazione: quando è troppo tardi?
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso degli eredi di un lavoratore relativo al risarcimento per un contratto a termine illegittimo. Il punto cruciale della decisione è la tardività con cui gli eredi hanno messo in discussione un pagamento che l'azienda sosteneva di aver già effettuato. La Corte ha chiarito che l'onere di contestazione va esercitato nel primo atto difensivo utile, in questo caso l'atto di appello, e non successivamente. Anche la richiesta di TFR è stata respinta perché non inclusa nella causa originaria.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: le motivazioni
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di due imputati contro una sentenza della Corte d'Appello di Torino. La decisione si fonda sulla motivazione inadeguata del giudice di merito riguardo alla valutazione delle circostanze, portando alla condanna degli appellanti al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Immobile abusivo: niente risarcimento per allagamento
La Corte di Cassazione ha negato il risarcimento dei danni per l'allagamento di un locale seminterrato, poiché l'immobile è risultato essere totalmente abusivo. Secondo la Corte, la condizione di completa illegalità del fabbricato, costruito senza alcuna licenza edilizia, interrompe il nesso di causalità tra il danno e la presunta omessa manutenzione della rete fognaria da parte dell'ente pubblico. Di conseguenza, il proprietario di un immobile abusivo non può pretendere un risarcimento per i danni subiti.
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Estinzione giudizio Cassazione: rinuncia e accordo
L'ordinanza analizza un caso di estinzione giudizio Cassazione a seguito della rinuncia al ricorso da parte degli appellanti e della contestuale accettazione da parte della controparte. La Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del processo, stabilendo che, in virtù dell'accordo tra le parti, non si procede alla condanna alle spese legali, applicando l'articolo 391 del codice di procedura civile.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
L'ordinanza analizza il caso di due medici che, dopo aver impugnato in Cassazione una sentenza sfavorevole relativa al mancato compenso per corsi di specializzazione, hanno presentato una rinuncia al ricorso. La Suprema Corte, verificata la regolarità della rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, condannando i ricorrenti al pagamento di due terzi delle spese legali a favore delle amministrazioni statali resistenti.
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Sospensione processo: quando il giudice può decidere?
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sospensione di un processo civile, stabilendo che la sospensione facoltativa, a differenza di quella obbligatoria, richiede una motivazione esplicita e dettagliata da parte del giudice. Nel caso specifico, il tribunale aveva erroneamente sospeso un giudizio in attesa della definizione di un processo penale per falsa testimonianza che non costituiva un presupposto indispensabile per la decisione e non aveva fornito le ragioni per cui riteneva di non riconoscere l'autorità di un precedente provvedimento. Questa decisione riafferma l'importanza di una motivazione rigorosa per la sospensione processo, distinguendo nettamente i presupposti della sospensione obbligatoria da quelli della sospensione facoltativa.
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Clausola sociale: non si applica senza gara d’appalto
Dei lavoratori del settore ecologico si sono visti negare il passaggio diretto alla nuova società di gestione rifiuti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il loro ricorso inammissibile, confermando che la clausola sociale, che garantisce l'assunzione, non si applica quando il subentro avviene tramite ordinanze temporanee e urgenti, e non a seguito di una regolare gara d'appalto.
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Inquadramento Polizia Municipale: i requisiti
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni agenti di polizia municipale che chiedevano l'inquadramento nella categoria superiore (D) sulla base delle mansioni di coordinamento svolte. La Corte ha stabilito che, per l'inquadramento polizia municipale in categoria D, non è sufficiente lo svolgimento di fatto di mansioni superiori, ma è necessario il possesso di tutti i requisiti formali previsti dal Contratto Collettivo, in particolare l'accesso alla qualifica precedente tramite concorso pubblico, requisito mancante nel caso di specie.
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Correzione errore materiale: la Cassazione si corregge
La Corte di Cassazione interviene con una procedura di correzione errore materiale per emendare una precedente ordinanza. Nel dispositivo di una sentenza, la Corte aveva erroneamente indicato un ente previdenziale come beneficiario del pagamento delle spese legali, anziché la società di servizi idrici, reale controparte nel giudizio. Riconoscendo la svista come una mera disattenzione, la Corte ha ordinato la rettifica del provvedimento, sostituendo il nome del soggetto errato con quello corretto, senza disporre sulle spese per il procedimento di correzione.
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Estinzione del giudizio: chi paga le spese legali?
La Corte di Cassazione affronta un caso di estinzione del giudizio in una controversia condominiale. I ricorrenti avevano chiesto di chiudere il procedimento, ma i controricorrenti si sono opposti per ottenere il rimborso delle spese legali. La Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ma ha condannato i ricorrenti a pagare integralmente le spese processuali, chiarendo che la rinuncia all'impugnazione comporta l'obbligo di rimborsare i costi sostenuti dalla controparte.
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Doppio sconto acquisto casa: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che due diversi sconti sul prezzo di acquisto di un immobile da un ente previdenziale possono essere cumulati. Il caso riguardava degli inquilini che, dopo aver acquistato le loro case, si sono visti negare l'applicazione congiunta di una riduzione dell'8% (concordata localmente per le cattive condizioni degli immobili) e di una successiva riduzione prevista per legge (per contrastare l'aumento dei valori di mercato). L'ente sosteneva che la seconda assorbisse la prima. La Cassazione ha dato ragione agli acquirenti, affermando che il doppio sconto sull'acquisto di casa è legittimo poiché i due benefici hanno finalità diverse e operano su piani distinti.
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Definizione agevolata: quando si perfeziona?
L'ordinanza interlocutoria in esame riguarda un ricorso per cassazione in materia tributaria. Gli eredi di una contribuente, a cui era stato notificato un avviso di accertamento, hanno aderito a una procedura di definizione agevolata (rottamazione quater) durante il giudizio. Poiché la questione sul momento esatto in cui tale procedura si considera perfezionata e sui suoi effetti è stata rimessa alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, la Sezione Tributaria ha deciso di rinviare la trattazione dell'affare, sospendendo il giudizio in attesa della decisione nomofilattica.
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Estinzione giudizio Cassazione: rinuncia al ricorso
Una società e il suo rappresentante legale, dopo aver presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza tributaria, hanno formalmente rinunciato all'impugnazione. La Corte Suprema ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, stabilendo che le spese legali restino a carico di ciascuna parte per la quota da essa anticipata, in applicazione delle norme procedurali vigenti in caso di rinuncia.
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Remunerazione medici specializzandi: la Cassazione
Un gruppo di medici ha citato in giudizio lo Stato per ottenere una remunerazione adeguata durante la specializzazione pre-2007. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che una serie di blocchi legislativi ha impedito l'adeguamento triennale e per l'inflazione della borsa di studio per il periodo 1992-2006. La Corte ha inoltre ribadito che le direttive comunitarie all'epoca vigenti non imponevano un importo minimo per la remunerazione dei medici specializzandi, cristallizzando così la disciplina applicabile a quel periodo.
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