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Ricorrenti

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322 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Servitù di passaggio: limiti all’uso del viale comune
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1710/2024, ha stabilito i limiti della servitù di passaggio su un viale in comproprietà. Il caso riguardava l'utilizzo di un viale, originariamente destinato al servizio di due fondi specifici, per l'accesso di mezzi pesanti a un opificio industriale situato su un terzo fondo, non contemplato nell'atto costitutivo. La Corte ha confermato la decisione d'appello, ribadendo che tale utilizzo costituisce un'illegittima imposizione di una nuova servitù, eccedendo i limiti del diritto di comunione. È stato inoltre respinto il ricorso per l'acquisizione del diritto per usucapione, mancando il presupposto temporale ventennale.
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Querela di falso: testamento e testimoni assenti
La Corte di Cassazione conferma la decisione di merito che ha dichiarato parzialmente falso un testamento pubblico. La controversia riguardava una querela di falso promossa per l'assenza dei testimoni al momento della dichiarazione delle volontà del testatore al notaio. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo che l'interesse ad agire nella querela di falso sussiste per la sola necessità di rimuovere l'incertezza sulla veridicità di un atto pubblico, a prescindere dalle conseguenze sulla validità del testamento. Ha inoltre dichiarato inammissibili i motivi relativi alla valutazione delle prove, ribadendo che tale compito spetta esclusivamente ai giudici di merito.
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Responsabilità del committente: appalto e danni a terzi
Un gruppo di società commerciali ha subito danni a seguito della costruzione di una galleria per l'alta velocità. La Corte d'Appello aveva escluso la responsabilità del committente e del progettista, addebitandola solo all'impresa appaltatrice. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha ritenuto la questione di diritto di particolare importanza, in particolare se la progettazione e committenza di un'opera pubblica possa configurarsi come attività pericolosa ai sensi dell'art. 2050 c.c. Pertanto, ha rinviato la causa a una pubblica udienza per una decisione approfondita.
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Società in house: la Cassazione valuta i requisiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza interlocutoria n. 984/2024, ha disposto la trattazione in pubblica udienza di un ricorso che solleva questioni sulla qualificazione e liceità delle attività di analisi e certificazione delle acque condotte da una società in house. A causa della rilevanza della materia e dell'assenza di precedenti specifici, la Corte ha ritenuto opportuno un approfondimento in sede pubblica.
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Benefici amianto: decadenza e diritto autonomo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso degli eredi di un lavoratore, confermando che il diritto ai benefici amianto per esposizione professionale è un diritto autonomo. Di conseguenza, è soggetto a un termine di decadenza definitivo e non limitato alle singole rate della pensione. La richiesta, se non presentata entro i termini, estingue completamente il diritto. La Corte ha inoltre chiarito che il mero deposito di un certificato di morte in cancelleria, senza una formale dichiarazione in udienza, non è sufficiente a interrompere il processo.
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Inammissibilità del ricorso per motivi generici
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da due imputati condannati per furto aggravato in concorso. La decisione si fonda sul fatto che i motivi di appello erano una mera riproposizione di argomentazioni già respinte nei gradi di merito, senza un confronto critico con la motivazione della sentenza impugnata. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Notifica adunanza: rinvio per vizio di procedura
La Corte di Cassazione ha disposto il rinvio di un procedimento tributario a causa di un errore nella notifica dell'adunanza camerale. Due dei ricorrenti, rimasti senza difensore a seguito di un cambio di rappresentanza legale, non avevano ricevuto la comunicazione personalmente, come richiesto dalla procedura. La Corte ha ordinato il rinnovo della notifica per tutelare il loro diritto alla difesa, evidenziando come un vizio procedurale possa fermare l'iter giudiziario.
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Estinzione del giudizio in Cassazione: il caso
L'ordinanza n. 447/2024 della Corte di Cassazione documenta una fase processuale di un ricorso civile avverso una sentenza della Corte d'Appello di Roma. Il punto saliente è la richiesta di estinzione del giudizio avanzata dal Procuratore Generale durante l'udienza pubblica. Il provvedimento non riporta la decisione finale, ma evidenzia un possibile esito del processo alternativo alla sentenza di merito.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da due imputati condannati per ricettazione. Il motivo risiede nella genericità dell'appello, che si limitava a riproporre le stesse argomentazioni già respinte in secondo grado, senza confrontarsi criticamente con le motivazioni della sentenza impugnata. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Definizione agevolata: estinzione giudizio tributario
Due contribuenti, soci di una società di scommesse, hanno impugnato una sentenza tributaria sfavorevole. In Cassazione, hanno richiesto la definizione agevolata del contenzioso ai sensi della L. 197/2022. La Corte, verificata l'adesione, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, con spese a carico di chi le ha anticipate.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: motivi aspecifici
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di due imputati, confermando la decisione della Corte d'Appello. I motivi dell'inammissibilità del ricorso in Cassazione includono la manifesta infondatezza sulla tempestività della querela, l'aspecificità delle censure sulla responsabilità penale, e la genericità della richiesta di attenuanti. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: Cassazione su motivazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da due imputati contro una sentenza della Corte d'Appello. Gli imputati contestavano aspetti della sanzione, come il riconoscimento della recidiva e la quantificazione della pena. La Suprema Corte ha ritenuto il ricorso manifestamente infondato, poiché la motivazione della sentenza impugnata, seppur sintetica, non era illogica e le critiche sollevate erano questioni di fatto, non valutabili in sede di legittimità.
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Ordinanza interlocutoria: la decisione procedurale
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria in una controversia tra due privati e un noto istituto bancario. Il provvedimento non decide il merito della questione, ma regola lo svolgimento del processo. L'analisi si concentra sulla natura e la funzione di questo tipo di atto giudiziario.
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Rinuncia ricorso cassazione: le conseguenze
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte dei ricorrenti, avvenuta dopo un accordo stragiudiziale. L'ordinanza chiarisce un principio fondamentale della procedura: in caso di rinuncia al ricorso cassazione, non è dovuto il pagamento del doppio del contributo unificato, in quanto tale sanzione si applica solo ai casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione.
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Distanze legali costruzioni: il gazebo è escluso?
Una recente ordinanza della Cassazione chiarisce la questione delle distanze legali costruzioni in relazione a un gazebo. La Corte ha stabilito che una struttura non fissa, rimovibile e con funzione di arredo temporaneo non può essere classificata come 'nuova costruzione'. Pertanto, non è soggetta alle normative sulle distanze minime dai confini. Il ricorso dei vicini, che lamentavano anche la pericolosità di un serbatoio di gas dismesso e un errato scolo delle acque, è stato respinto in quanto mirava a un riesame dei fatti, non consentito in sede di legittimità.
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Reintegrazione nel possesso e prova del possesso
La Corte di Cassazione rigetta un ricorso per la reintegrazione nel possesso di un cortile, confermando la decisione della Corte d'Appello. La sentenza sottolinea che, per ottenere tutela, è cruciale fornire la prova del possesso specifico (in questo caso, il passaggio con veicoli) al momento esatto in cui è avvenuto lo spoglio. La Corte ribadisce l'impossibilità di rivalutare le prove in sede di legittimità, rigettando le censure dei ricorrenti come un tentativo di riesame del merito.
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Ricorso inammissibile: condanna a spese e sanzione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato contro una sentenza di una Corte d'Appello. A seguito di questa decisione, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro ciascuno, evidenziando le gravi conseguenze di un'impugnazione priva dei requisiti di legge.
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Cessione del credito: nullità non opponibile
La Corte di Cassazione stabilisce che, in caso di cessione del credito, il debitore non può opporre al nuovo creditore (cessionario) la nullità delle clausole del contratto originario per chiedere la ripetizione di somme. La Corte ha chiarito che il cessionario acquista solo il diritto di credito e non subentra nelle posizioni debitorie del cedente, pertanto le azioni di nullità e risarcimento devono essere rivolte contro la banca originaria. Il ricorso è stato quindi respinto per implicito assorbimento delle questioni di merito.
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Nuova costruzione e distanze: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che una ristrutturazione che modifica la sagoma e l'altezza di un edificio deve essere considerata a tutti gli effetti una nuova costruzione. Di conseguenza, deve rispettare le distanze minime legali dai confini e dagli altri fabbricati. La controversia nasceva dalla modifica di un garage, il cui tetto era stato trasformato da piano a spiovente con un conseguente aumento di altezza. La Corte d'Appello aveva escluso che si trattasse di nuova costruzione, ma la Cassazione ha annullato tale decisione, affermando che qualsiasi alterazione della conformazione planivolumetrica e del profilo estetico-architettonico qualifica l'opera come nuova, imponendo l'applicazione delle norme sulle distanze.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in un caso riguardante un contratto preliminare di vendita immobiliare. I ricorrenti principali, dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, hanno rinunciato al ricorso in Cassazione. La controparte, una società fallita, ha accettato la rinuncia, rinunciando a sua volta al proprio ricorso incidentale. Tale accordo ha portato alla chiusura del processo senza una decisione nel merito e senza una pronuncia sulle spese legali.
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