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Ricorrenti

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322 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Litisconsorzio necessario: la Cassazione ordina
Un'ordinanza della Cassazione ha fermato un processo su assegni circolari scoperti, ordinando l'integrazione del contraddittorio. La Corte ha stabilito che, a causa del litisconsorzio necessario, tutte le parti del giudizio di appello devono essere correttamente notificate nel giudizio di legittimità, pena la nullità del procedimento. La causa è stata rinviata in attesa dell'adempimento.
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Remunerazione medici: inammissibile il ricorso
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici specializzandi in medicina generale che chiedevano una remunerazione adeguata, equiparata ad altre specializzazioni. Il ricorso è stato respinto perché erroneamente diretto contro l'ordinanza di inammissibilità d'appello e non contro la sentenza di primo grado. La Corte ha inoltre sottolineato la netta distinzione normativa tra la formazione in medicina generale e le altre specializzazioni mediche, escludendo la possibilità di una comparazione retributiva.
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Remunerazione medici specializzandi: Cassazione rinvia
Un gruppo di medici specializzatisi tra il 1991 e il 2005 ha citato in giudizio lo Stato per ottenere una remunerazione adeguata, lamentando il tardivo recepimento delle direttive europee. Dopo la sconfitta nei primi due gradi di giudizio, il caso è giunto in Cassazione. La Corte, con ordinanza interlocutoria, ha deciso di sospendere la decisione e rinviare la causa a nuovo ruolo. Il motivo è l'attesa di una pronuncia delle Sezioni Unite su una questione di massima importanza strettamente connessa: l'adeguamento triennale delle borse di studio. La questione sulla corretta remunerazione medici specializzandi resta quindi aperta.
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Remunerazione medici specializzandi: attesa per la Corte
Un gruppo di medici specializzandi tra il 1991 e il 2005 ha citato in giudizio lo Stato per ottenere un'adeguata remunerazione, lamentando il mancato adeguamento all'inflazione delle borse di studio previsto dalla normativa europea e nazionale. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha sospeso la decisione in attesa del pronunciamento delle Sezioni Unite su una questione di diritto fondamentale per il caso, relativa alla rivalutazione triennale degli importi.
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Esenzione IVA chiropratico: sì anche senza albo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18359/2024, ha stabilito che le prestazioni sanitarie svolte da un chiropratico beneficiano dell'esenzione IVA anche in assenza di un albo professionale e dei decreti attuativi. La Corte, allineandosi alla giurisprudenza europea, ha chiarito che l'esenzione non dipende dalla formale regolamentazione della professione, ma dalla natura della prestazione come cura alla persona e dalla comprovata qualifica professionale del prestatore. Di conseguenza, è stato accolto il ricorso di una società di chiropratica contro l'accertamento dell'Agenzia delle Entrate, affermando che il giudice di merito deve valutare la sussistenza di un adeguato livello di formazione e qualità del servizio per concedere l'esenzione IVA chiropratico.
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Riunione ricorsi: la Cassazione unisce cause identiche
Con una recente ordinanza, la Corte di Cassazione ha disposto la riunione di due ricorsi proposti contro la stessa sentenza della Corte d'Appello. La controversia di merito riguarda il risarcimento danni richiesto da un gruppo di medici specializzandi per la tardiva attuazione di direttive comunitarie. La decisione, di natura puramente processuale, si fonda sull'applicazione dell'art. 335 c.p.c., che impone la trattazione congiunta di tutte le impugnazioni relative al medesimo provvedimento per garantire un giudizio coerente.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia chiude il caso
Una controversia relativa all'indennità per una servitù di passaggio, giunta fino alla Corte di Cassazione dopo una sentenza di Appello, si conclude in via definitiva. A seguito della rinuncia al ricorso da parte degli appellanti, accettata dalla controparte, la Suprema Corte dichiara l'estinzione del giudizio senza pronunciarsi nel merito della questione né sulle spese legali.
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Cessazione materia del contendere: lite fiscale estinta
Ex-soci di una società di persone ricorrono in Cassazione contro avvisi di accertamento IRPEF. Aderendo alla definizione agevolata delle liti pendenti e pagando le somme dovute, ottengono la declaratoria di cessazione materia del contendere. La Corte di Cassazione dichiara estinto il giudizio, con compensazione delle spese legali tra le parti.
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Compenso medici specializzandi: la Cassazione attende
Un gruppo di medici specialisti ha citato in giudizio lo Stato per ottenere un adeguato compenso per gli anni di specializzazione antecedenti il 2007. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, hanno presentato ricorso alla Corte di Cassazione. Con un'ordinanza interlocutoria, la Corte ha deciso di sospendere la decisione sul compenso medici specializzandi, in attesa di una pronuncia delle Sezioni Unite su una questione giuridica fondamentale e connessa.
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Ricorso generico: Cassazione e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile l'appello di due imputati condannati per reati fallimentari. La decisione si fonda sulla natura del ricorso generico, che si limitava a riproporre argomenti già respinti in appello senza una critica specifica alla sentenza impugnata, violando così il principio di specificità dei motivi.
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Commisurazione della pena: quando è insindacabile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due imputati che contestavano la congruità della sanzione inflitta per reati legati agli stupefacenti. La Suprema Corte ha ribadito che la commisurazione della pena rientra nella discrezionalità del giudice di merito e non è sindacabile in sede di legittimità, a meno che la pena non sia prossima al massimo edittale o la motivazione sia palesemente illogica, cosa non avvenuta nel caso di specie.
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Tentato furto: la ‘tecnica della calamita’ è prova
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due individui condannati per tentato furto. Sorpresi con calamite e tessere plastificate, avevano predisposto una porta per essere aperta con la 'tecnica della calamita'. La Corte ha confermato che tali atti preparatori sono idonei e diretti in modo non equivoco a commettere il reato, integrando così la fattispecie di tentato furto.
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Riunione ricorsi: la Cassazione unisce cause identiche
La Corte di Cassazione, di fronte a due ricorsi identici presentati dalle stesse parti contro la medesima sentenza, ha ordinato la riunione dei procedimenti. Questa decisione, basata sul principio di economia processuale, mira a prevenire il rischio di un contrasto di giudicati e a garantire un'unica trattazione della vicenda. Il provvedimento impugnato era una sentenza del Tribunale di Isernia.
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Remunerazione specializzandi: Cassazione riconosce diritto
Due medici, specializzatisi senza percepire compenso, hanno citato in giudizio lo Stato per la tardiva attuazione delle direttive UE sulla remunerazione degli specializzandi. Dopo il rigetto nei primi due gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha accolto il loro ricorso. Basandosi su una pronuncia della Corte di Giustizia UE, ha stabilito che il diritto alla remunerazione per gli specializzandi medici decorre dal 1° gennaio 1983, anche per chi si era iscritto prima di tale data, limitatamente al periodo di corso successivo. La sentenza è stata annullata con rinvio alla Corte d'Appello per la quantificazione del danno.
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Risarcimento medici specializzandi: prescrizione e limiti
Un gruppo di medici specializzatisi tra il 1979 e il 1989 ha citato lo Stato per ottenere un risarcimento a causa della tardiva attuazione di direttive UE che prevedevano una giusta remunerazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili, confermando che il diritto al risarcimento medici specializzandi si è estinto per prescrizione. Il termine decennale, secondo la Corte, è iniziato il 27 ottobre 1999 e, essendo l'azione legale stata avviata nel 2018, era ormai scaduto. I ricorrenti sono stati inoltre condannati per lite temeraria.
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Prelazione beni culturali: quando si perfeziona?
Eredi di un debitore si oppongono all'esercizio della prelazione beni culturali da parte dello Stato su un immobile, lamentando il mancato pagamento del prezzo. La Cassazione rigetta il ricorso, confermando che la prelazione si perfeziona con la sola manifestazione di volontà dello Stato, essendo il pagamento un'obbligazione successiva. Accoglie invece il ricorso incidentale per l'inadeguatezza delle spese legali liquidate.
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Equa riparazione: onere della prova e rigetto ricorso
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15053/2024, ha rigettato il ricorso di due cittadini che chiedevano un'equa riparazione per l'eccessiva durata di un processo. La Corte ha stabilito che la valutazione sull'inerzia dei ricorrenti, causa del ritardo, rientra nell'oggetto originario della domanda. Pertanto, spetta a chi chiede il risarcimento dimostrare di aver agito con diligenza, e il giudice non è tenuto a sollecitare un contraddittorio specifico su questo punto, in quanto non si tratta di una questione sollevata d'ufficio. La mancanza di prova dell'impulso processuale ha quindi legittimato il rigetto della domanda.
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Remunerazione medici specializzandi: Cassazione cambia rotta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14708/2024, ha accolto il ricorso di alcuni medici specializzandi, ribaltando le precedenti decisioni di merito. I giudici avevano negato loro il diritto a un'adeguata remunerazione perché iscritti ai corsi di specializzazione prima dell'anno accademico 1982-1983. La Suprema Corte, allineandosi alla più recente giurisprudenza europea e nazionale, ha stabilito che ciò che conta non è la data di iscrizione, ma la prosecuzione del corso dopo il 1° gennaio 1983. Pertanto, i medici hanno diritto alla remunerazione per il periodo di formazione svolto a partire da tale data. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Assegno ad personam: cosa non rientra nel calcolo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14322/2024, ha stabilito che nel calcolo dell'assegno ad personam, erogato ai dipendenti pubblici in caso di passaggio ad altra amministrazione per garantire l'irriducibilità della retribuzione, non possono essere incluse le voci variabili e aleatorie come i premi di produttività. Il caso riguardava ex dipendenti di un ente soppresso transitati in un Ministero. La Corte ha chiarito che solo le componenti retributive fisse e continuative, certe sia nell'esistenza che nell'importo, concorrono a formare la base di calcolo di tale assegno, escludendo emolumenti legati al raggiungimento di obiettivi e alla performance.
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Estinzione del giudizio: quando la rinuncia chiude il caso
Un gruppo di dipendenti del settore sanitario, dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio una causa contro l'ente pubblico datore di lavoro per il pagamento di indennità specifiche, ha presentato ricorso in Cassazione. Prima della decisione finale, i ricorrenti hanno formalizzato la rinuncia agli atti. Di conseguenza, la Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del giudizio, chiudendo definitivamente il procedimento senza una pronuncia nel merito. La Corte ha inoltre specificato che, data la rinuncia, non era dovuto alcun ulteriore versamento a titolo di contributo unificato.
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