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Ricorrenti

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322 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Carenza di interesse: appello in Cassazione inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di alcuni medici per sopravvenuta carenza di interesse. Avendo già ottenuto soddisfazione tramite altre procedure legali (revocazione e correzione di errore materiale) contro la stessa sentenza, il loro interesse a proseguire l'appello è venuto meno. Per un'altra ricorrente, che ha rinunciato agli atti, il processo è stato dichiarato estinto. La decisione chiarisce che in questi casi non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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False testimonianze: ricorso inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due persone condannate per false testimonianze. Avevano dichiarato, in un altro processo, che una grande quantità di cibo mal conservato in un frigorifero era destinata a una cena di famiglia e non all'attività di ristorazione. La Corte ha ritenuto le loro dichiarazioni inverosimili e logicamente inconsistenti, confermando la decisione della Corte d'Appello. La sentenza sottolinea che un ricorso in Cassazione non può limitarsi a riproporre le stesse argomentazioni di fatto già respinte nei gradi di giudizio precedenti.
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Ordinanza Interlocutoria: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha emesso un'Ordinanza Interlocutoria in una controversia tra un gruppo di società di costruzioni e il Ministero dell'Economia e delle Finanze. Il provvedimento affronta aspetti procedurali del ricorso, senza definire il merito della causa, che quindi proseguirà il suo iter.
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Procedura CIGS: illegittima senza comunicazione e criteri
La Corte di Cassazione ha stabilito che la procedura CIGS in deroga è illegittima se manca la comunicazione di avvio e la specificazione dei criteri di scelta dei lavoratori da sospendere. La Suprema Corte ha annullato la decisione della Corte d'Appello che aveva ritenuto sanabile il vizio procedurale da un successivo comportamento unilaterale del datore di lavoro. Secondo i giudici, tali requisiti formali sono indispensabili per garantire il corretto confronto sindacale e la trasparenza delle decisioni aziendali, e la loro assenza non può essere sanata retroattivamente.
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Termine breve impugnazione: la notifica e i rischi
Due ex dipendenti ricorrono in Cassazione contro il loro licenziamento, ma il ricorso è inammissibile. La Corte rileva la tardività dell'appello, notificato oltre il termine breve impugnazione, scattato con la notifica della sentenza da parte di un'altra parte processuale.
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Specificità dei motivi di ricorso: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due imputati contro una sentenza della Corte d'Appello. La decisione si fonda sulla mancanza di specificità dei motivi di ricorso, poiché le doglianze erano generiche e non criticavano puntualmente le argomentazioni della sentenza impugnata. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della Cassa delle ammende.
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Provvisoria esecutorietà sentenza penale: non è automatica
La Corte di Cassazione ha stabilito che la condanna al pagamento delle spese legali in favore della parte civile, contenuta in una sentenza penale, non è automaticamente esecutiva. A differenza delle sentenze civili, la provvisoria esecutorietà della sentenza penale per le statuizioni civili deve essere espressamente disposta dal giudice su richiesta di parte. La Corte ha rigettato il ricorso basato sull'errata convinzione che tale esecutività fosse automatica, confermando la diversità di regime tra processo civile e penale.
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Demansionamento infermieri: quando è illecito?
Un gruppo di infermieri ha citato in giudizio un'azienda sanitaria per demansionamento, lamentando di essere stati costretti a svolgere per anni mansioni di livello inferiore. La Corte d'Appello aveva respinto la loro richiesta, ritenendo che le mansioni infermieristiche rimanessero prevalenti. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione, stabilendo che il demansionamento infermieri è illegittimo quando l'assegnazione a compiti inferiori è sistematica e non marginale, a prescindere dalla prevalenza delle mansioni proprie. La Corte ha cassato la sentenza e rinviato il caso per un nuovo esame sul demansionamento, rigettando però la domanda di differenze retributive.
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Sospensione feriale termini: no per l’esecuzione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso perché depositato tardivamente. La sentenza ribadisce un principio fondamentale: nei procedimenti di opposizione all'esecuzione, non si applica la sospensione feriale dei termini. Il caso riguardava dei creditori che, dopo aver ottenuto una condanna contro una società poi estinta, avevano agito contro gli ex soci. Questi ultimi si erano opposti all'esecuzione e il ricorso dei creditori contro la loro vittoria è stato giudicato tardivo proprio per l'errato calcolo dei termini, che non dovevano tener conto della pausa estiva.
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Superbollo auto ibride: esenzione regionale non basta
Gli eredi di un automobilista, proprietario di un veicolo ibrido immatricolato nel 2013, hanno richiesto l'esenzione dal superbollo auto ibride per l'anno 2014, basandosi su una legge regionale del Lazio che prevedeva un'esenzione triennale dal bollo auto. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, evidenziando che la norma regionale si applicava solo ai veicoli immatricolati dal 1° gennaio 2014. Poiché il veicolo non rientrava in questa casistica, la richiesta di estendere l'esenzione al superbollo statale è stata ritenuta infondata.
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Integrazione del contraddittorio: appello nullo
La Cassazione ha annullato una sentenza d'appello per mancata integrazione del contraddittorio. Un appello notificato a uno solo dei due co-locatori è stato dichiarato nullo, poiché la causa, riguardante la cessione di un contratto di locazione, era inscindibile. Il giudizio deve essere rinnovato includendo tutti i litisconsorti necessari.
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Classificazione aziendale: rinvio per udienza pubblica
L'ordinanza interlocutoria della Corte di Cassazione affronta il caso di due lavoratrici agricole a cui è stata negata l'iscrizione negli elenchi per l'anno 2008 a seguito della variazione della classificazione aziendale del loro datore di lavoro, passata dal settore agricolo a quello industriale. Le lavoratrici contestano l'effetto retroattivo di tale variazione. La Corte, riconoscendo la peculiarità e specificità della questione, ha rinviato la causa a una pubblica udienza per una trattazione approfondita, senza decidere nel merito.
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Spese processuali minori: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna al pagamento delle spese processuali a carico di due ricorrenti, minorenni all'epoca dei fatti. La Corte ha stabilito che l'esonero dal pagamento delle spese processuali per i minori, previsto dall'art. 29 del d.lgs. 272/1989, si applica non solo in caso di condanna, ma anche nei procedimenti incidentali e persino quando l'impugnazione viene dichiarata inammissibile. La decisione estende il principio di favore per il minore, annullando la condanna alle spese imposta dal Tribunale.
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Riunione dei ricorsi: l’obbligo di trattazione unica
L'ordinanza in esame dispone la riunione dei ricorsi proposti separatamente da due gruppi di ricorrenti contro la medesima sentenza della Corte d'Appello. La Cassazione, applicando l'art. 335 c.p.c., ha stabilito che i due procedimenti, essendo diretti contro la stessa decisione, devono essere trattati congiuntamente per garantire coerenza e uniformità.
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Redditometro: ricorso respinto e spese a carico
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di due contribuenti contro un avviso di accertamento basato sul redditometro. L'accertamento era scaturito da una discrepanza tra il reddito dichiarato e le spese sostenute, come un mutuo per la prima casa e il possesso di autovetture. La Corte ha ritenuto i motivi del ricorso inammissibili, confermando la legittimità della metodologia di calcolo presuntivo del reddito e l'impossibilità di ridiscutere questioni di fatto in sede di legittimità.
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Sospensione processo: l’effetto della rottamazione
La Corte di Cassazione ha ordinato la sospensione di un processo relativo a sanzioni per violazioni in materia di lavoro. La decisione è stata presa a seguito della richiesta della società ricorrente, che ha aderito alla definizione agevolata dei carichi fiscali, nota come 'rottamazione quater'. Il giudizio rimarrà sospeso fino alla verifica del completamento del piano di pagamento rateale, previsto per la fine del 2027.
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Rimborso chilometrico: negato senza richiesta aziendale
La Corte di Cassazione ha negato il diritto al rimborso chilometrico a un gruppo di lavoratori. La decisione si fonda sul fatto che l'azienda aveva imposto l'uso di veicoli di servizio e non aveva mai richiesto formalmente ai dipendenti di utilizzare le proprie auto, come invece previsto dal contratto collettivo. Inoltre, i lavoratori non hanno fornito prove specifiche delle trasferte effettuate. L'ordinanza chiarisce che il rimborso non è un diritto automatico ma è subordinato a precise condizioni contrattuali e oneri probatori.
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Diritto di sciopero: limiti e requisiti collettivi
Alcuni dipendenti di una società concessionaria autostradale sono stati sanzionati per assenza ingiustificata dopo aver interrotto il lavoro senza una proclamazione formale. La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione, stabilendo che per esercitare il diritto di sciopero è indispensabile una deliberazione collettiva, anche se non sindacale. Un'astensione decisa individualmente non costituisce sciopero legittimo.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: guida completa
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso contro una condanna per rapina. I motivi sono stati respinti perché uno mirava a una rivalutazione dei fatti, vietata in sede di legittimità, e l'altro era generico e non correlato alle motivazioni della sentenza d'appello. La decisione evidenzia la severità della Corte sulla specificità dei motivi, confermando il principio di inammissibilità del ricorso in Cassazione per vizi di forma e sostanza.
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Prova testimoniale sinistro: attendibilità e denuncia
La Corte di Cassazione conferma il rigetto di una domanda di risarcimento per un sinistro mortale causato da un veicolo non identificato. Il fulcro della decisione è la valutazione della prova testimoniale, ritenuta inattendibile dai giudici di merito. La Corte chiarisce che, sebbene la denuncia non sia obbligatoria per agire in giudizio, la sua omissione, unitamente ad altre circostanze, costituisce un grave indizio che il giudice può utilizzare per dubitare della credibilità del testimone e, di conseguenza, della fondatezza della richiesta.
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