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Ricorrenti

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322 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Ricorso inammissibile: condanna a spese e sanzione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile presentato da due soggetti avverso una sentenza della Corte d'Appello. La decisione si fonda sulla corretta e motivata valutazione dei giudici di merito, in particolare riguardo l'esclusione delle attenuanti generiche e la determinazione della pena. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di 3.000 euro ciascuno.
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Inammissibilità ricorso Cassazione e condanna alle spese
La Corte di Cassazione, con ordinanza, ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da due soggetti avverso una sentenza della Corte d'Appello di Bologna. La decisione ha comportato per i ricorrenti la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
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Ricorso inammissibile: condanna alle spese e multa
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile presentato da quattro individui contro una sentenza del Giudice dell'Udienza Preliminare. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati in solido al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di 4.000 euro ciascuno a favore della Cassa delle ammende, come previsto dall'articolo 616 del codice di procedura penale in assenza di motivi di esonero.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: la decisione
La Corte di Cassazione, con ordinanza, ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da tre individui contro una sentenza del GUP di Lucca. La decisione sottolinea le severe conseguenze per un'impugnazione che non rispetta i requisiti di legge, portando alla condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro. Questo caso evidenzia l'importanza di una corretta formulazione dei motivi per evitare una declaratoria di inammissibilità ricorso Cassazione.
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Colpa grave fallimento: quando scatta la condanna
La Corte di Cassazione conferma la condanna di due liquidatori per aver aggravato il dissesto della loro società. La sentenza chiarisce che la colpa grave fallimento non deriva dalla mera omissione della richiesta di fallimento, ma da un insieme di indicatori oggettivi (crisi di liquidità prolungata, perdita di attivo, azioni esecutive) che rendevano prevedibili le conseguenze negative del ritardo, dimostrando una negligenza inescusabile.
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Rinvio a nuovo ruolo: Cassazione unisce i ricorsi
In un caso di pignoramento esattoriale contestato per difetto di notifica degli atti presupposti, la Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria. Rilevata la pendenza di un altro ricorso identico tra le stesse parti e contro la medesima sentenza, la Corte ha disposto il rinvio a nuovo ruolo del procedimento per consentire la trattazione congiunta dei due casi, in ossequio ai principi di economia processuale e per evitare decisioni contrastanti.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Due contribuenti, dopo aver impugnato una sentenza della commissione tributaria regionale, hanno aderito alla definizione agevolata della controversia. Avendo presentato l'istanza e pagato il primo versamento, e dato che né loro né l'Agenzia delle Entrate hanno chiesto la prosecuzione del giudizio entro i termini, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessata materia del contendere, confermando che l'Agenzia aveva anche provveduto allo sgravio del debito residuo.
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Rinuncia al ricorso: quando il giudizio si estingue
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte dei ricorrenti, formalmente accettata dalle controparti. L'ordinanza chiarisce che, in caso di estinzione per rinuncia, non vi è luogo a provvedere sulle spese e non si applica l'obbligo di versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato, previsto invece per i casi di rigetto o inammissibilità.
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Distanza tra costruzioni: l’analisi della Cassazione
Una controversia sulla violazione della distanza tra costruzioni tra vicini giunge in Cassazione. Dopo una sentenza di primo grado che rigettava le reciproche domande e un parziale accoglimento in appello, la Suprema Corte è chiamata a decidere sul ricorso presentato dai proprietari dell'immobile contestato. Il caso verte sul ripristino dei luoghi e il risarcimento dei danni derivanti dalla presunta edificazione a distanza non legale.
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Litisconsorzio necessario: appello nullo senza la società
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha fermato un processo tributario sottolineando l'importanza del litisconsorzio necessario. Due soci avevano impugnato una sentenza d'appello sfavorevole, omettendo però di includere nel ricorso la società, che era stata parte nei gradi precedenti. La Corte ha ordinato di integrare il contraddittorio nei confronti della società, pena l'invalidità del giudizio, rinviando la causa a nuovo ruolo.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione conferma condanna
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato contro una condanna per ricettazione. La decisione si fonda sulla corretta valutazione della corte d'appello, che aveva negato l'ipotesi di reato lieve e le attenuanti generiche a causa dell'elevato numero di beni sequestrati e dell'assenza di elementi positivi a favore degli imputati, condannandoli al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: condanna alle spese e multa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da due individui contro una sentenza della Corte d'Appello. A seguito di questa pronuncia di ricorso inammissibile, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro in favore della Cassa delle ammende. La questione relativa alla prescrizione del reato è stata ritenuta assorbita dalla declaratoria di inammissibilità.
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Nuova costruzione: quando una ristrutturazione lo è?
La Corte di Cassazione ha chiarito la distinzione tra ristrutturazione e nuova costruzione. Un intervento edilizio non è classificabile come nuova costruzione se non altera significativamente volumetria, altezza e sagoma dell'edificio preesistente, anche in presenza di modifiche architettoniche o dell'aggiunta di balconi. Il ricorso dei proprietari confinanti, che lamentavano la violazione delle distanze legali, è stato respinto perché l'intervento manteneva inalterate le dimensioni fondamentali dell'immobile, configurandosi quindi come una ristrutturazione.
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Ricorso inammissibile: la condanna alle spese
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una sentenza di un GIP. A seguito di questa decisione, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
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Reclamo elettorale avvocati: la sede di deposito
Un gruppo di avvocati impugna la proclamazione degli eletti al Consiglio dell'Ordine locale. Il Consiglio Nazionale Forense dichiara il reclamo inammissibile perché depositato direttamente presso la sua sede anziché presso il Consiglio dell'Ordine locale, come previsto da una vecchia norma. I legali ricorrono in Cassazione, sostenendo la prevalenza di una legge più recente. Tuttavia, prima della decisione, i ricorrenti rinunciano al ricorso, avendo ottenuto sentenze favorevoli in altre cause connesse. La Corte di Cassazione, preso atto della rinuncia, dichiara l'estinzione del processo.
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Cessazione materia del contendere: la conciliazione
La Corte di Cassazione dichiara la cessazione della materia del contendere in un contenzioso fiscale. I ricorrenti, ex soci di una società, e l'Agenzia delle Entrate avevano raggiunto un accordo di conciliazione dopo l'avvio del ricorso. La Corte, preso atto dell'istanza congiunta e dell'accordo, ha terminato il procedimento, ritenendo superfluo l'esame dei motivi, e ha compensato le spese legali tra le parti.
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Notifica alle parti: rinvio udienza per decesso difensore
Una società e i suoi soci ricorrono in Cassazione contro un accertamento fiscale. Il procedimento subisce una battuta d'arresto a causa di un vizio procedurale: a seguito del decesso del loro avvocato, la notifica alle parti della nuova udienza non raggiunge personalmente i soci. La Corte, per garantire il diritto di difesa, dispone con ordinanza interlocutoria il rinvio della causa a nuovo ruolo, ordinando alla cancelleria di effettuare una nuova comunicazione a tutte le parti coinvolte.
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Servitù per destinazione: volontà e contratto prevalgono
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni proprietari che rivendicavano una servitù per destinazione del padre di famiglia. La Corte ha stabilito che la presenza di un atto notarile che regolava già in modo specifico il diritto di passaggio esclude la possibilità che possa sorgere un'altra servitù basata sulla mera situazione dei luoghi preesistente. La volontà espressa nel contratto prevale sulla presunzione legale.
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Rottamazione quater: sospensione del giudizio fiscale
La Corte di Cassazione ha sospeso un processo tributario riguardante avvisi di accertamento per IVA, IRAP e IRES, a seguito dell'adesione delle società contribuenti alla rottamazione quater. La decisione si basa sulla Legge n. 197/2022, che prevede la sospensione del giudizio in attesa del completamento dei pagamenti della definizione agevolata. L'estinzione del giudizio è subordinata al saldo integrale del debito.
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Rinvio a pubblica udienza: Cassazione e nomofilachia
La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha disposto il rinvio a pubblica udienza di quattro ricorsi riuniti. La decisione si basa sulla particolare rilevanza delle questioni di diritto sollevate, che presentano profili nomofilattici significativi, rendendo opportuna una discussione pubblica anziché una decisione in camera di consiglio.
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