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Ricorrente — Anno 2025

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2814 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Ricorrente

Provvedimenti

Contributo di solidarietà: Cassazione lo boccia ancora
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente previdenziale professionale contro la sentenza che lo condannava a restituire a un pensionato le somme trattenute a titolo di contributo di solidarietà. La Corte ha ribadito la consolidata giurisprudenza che considera illegittimo tale prelievo e ha confermato che il diritto al rimborso si prescrive in dieci anni. L'ente è stato inoltre sanzionato per abuso del processo per aver insistito in un giudizio senza fondamento.
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Licenziamento disciplinare: la prova del furto in azienda
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'azienda contro la reintegrazione di un dipendente, precedentemente oggetto di un licenziamento disciplinare per presunto furto. La Corte d'Appello aveva ritenuto insufficienti le prove fornite dal datore di lavoro, in particolare giudicando inattendibile un testimone chiave. La Suprema Corte ha ribadito che il suo ruolo non è rivalutare i fatti, ma verificare la corretta applicazione della legge, confermando così la decisione a favore del lavoratore.
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Principio pro rata: no a tagli retroattivi sulle pensioni
La Corte di Cassazione ha confermato la tutela dei diritti pensionistici acquisiti, applicando il principio pro rata. Un ente previdenziale non può ridurre retroattivamente la quota di pensione maturata da un iscritto prima del 2007, anche se la modifica è introdotta da un proprio regolamento per garantire l'equilibrio finanziario. La decisione ribadisce che le modifiche peggiorative non possono incidere sui periodi contributivi già consolidati.
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Contributo di solidarietà illegittimo: la Cassazione
Un ente previdenziale professionale ha impugnato una decisione che dichiarava illegittimo il contributo di solidarietà applicato sulla pensione di un suo iscritto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che tali trattenute sono illegittime e che il diritto al rimborso si prescrive in dieci anni, non in cinque. L'ente è stato inoltre sanzionato per abuso del processo.
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Distanze legali vedute: veranda e diritto di affaccio
La Corte di Cassazione ha chiarito che la costruzione di una veranda, pur interessando parti comuni dell'edificio, non può violare il diritto di veduta in appiombo del proprietario dell'appartamento superiore. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva erroneamente applicato le norme sull'uso della cosa comune (art. 1102 c.c.) invece di quelle specifiche a tutela delle distanze legali vedute (art. 907 c.c.), affermando la prevalenza della protezione del diritto di affaccio.
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Contributo di solidarietà: illegittimo sulle pensioni
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente previdenziale privato contro un suo iscritto, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà applicato sulla pensione. La Corte ha ribadito che il diritto al rimborso delle somme indebitamente trattenute si prescrive in dieci anni e non in cinque, in linea con la sua giurisprudenza consolidata. L'ente è stato anche condannato per abuso del processo.
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Contributo di solidarietà: inammissibile il ricorso
Una cassa di previdenza per professionisti ha impugnato una decisione che dichiarava illegittimo il contributo di solidarietà applicato sulla pensione di un suo iscritto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che il prelievo era illegittimo. Inoltre, ha sanzionato la cassa per abuso del processo, poiché il ricorso si basava su argomenti già ampiamente respinti dalla giurisprudenza consolidata.
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Onere della prova: vendita fittizia tra fratelli
In una controversia tra fratelli per il pagamento di azioni, la Corte di Cassazione ha stabilito che l'onere della prova dell'intestazione fittizia delle stesse spetta alla parte che la eccepisce. Un fratello aveva citato in giudizio la sorella per ottenere il pagamento del prezzo di una compravendita di azioni. La sorella si difendeva sostenendo che la titolarità del fratello era solo apparente, essendo il loro padre il vero proprietario. La Corte ha confermato la condanna al pagamento, ribadendo che, a fronte di un contratto valido, chi sostiene la simulazione deve fornirne la prova.
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Contributo di solidarietà: illegittimo per i professionisti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente previdenziale professionale contro la sentenza che lo condannava a restituire le somme trattenute a un pensionato a titolo di contributo di solidarietà. L'ordinanza conferma l'illegittimità di tale prelievo e stabilisce che il diritto al rimborso si prescrive in dieci anni, non in cinque, consolidando un principio a favore dei pensionati.
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Inammissibilità del ricorso: le conseguenze
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato contro una sentenza della Corte di Appello. Questa decisione ha comportato per la parte ricorrente la condanna al pagamento delle spese processuali e di una somma di tremila euro a favore della Cassa delle ammende. Il caso evidenzia le conseguenze negative di un'impugnazione che non supera il vaglio preliminare di ammissibilità.
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Inammissibilità ricorso cassazione: spese e ammenda
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso proposto contro una sentenza del GUP di Milano. La decisione comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di 3.000 euro alla Cassa delle ammende, in applicazione dell'art. 616 c.p.p. L'ordinanza sottolinea come tale sanzione sia una conseguenza diretta dei profili di inammissibilità riscontrati.
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Prescrizione contributi: il termine per avvocati
La Corte di Cassazione interviene sul tema della prescrizione dei contributi dovuti da un'avvocata alla Gestione Separata INPS. Pur correggendo la motivazione della Corte d'Appello sul 'dies a quo' (la prescrizione decorre dalla scadenza del pagamento, non dalla dichiarazione dei redditi), la Suprema Corte ha rigettato l'eccezione di prescrizione, ritenendo applicabili le proroghe dei termini di versamento. Tuttavia, ha annullato le sanzioni civili per il periodo in esame (2009-2010), applicando un principio stabilito dalla Corte Costituzionale.
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IRAP compensi avvocati: no alla traslazione al dipendente
Un gruppo di avvocati dipendenti di un ente pubblico previdenziale ha contestato la condotta del proprio datore di lavoro, il quale riduceva i loro compensi professionali per coprire il costo dell'IRAP. La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha accolto il ricorso dei legali. I giudici hanno stabilito che l'IRAP è un'imposta a carico esclusivo dell'ente pubblico in qualità di datore di lavoro. Di conseguenza, non è ammissibile alcuna forma di 'traslazione', né diretta né indiretta, di tale onere sul lavoratore. La Corte ha chiarito che il diritto alla retribuzione degli avvocati si fonda su legge e contrattazione, e le norme di contabilità pubblica non possono essere usate per giustificare una riduzione dei compensi dovuti. La sentenza della corte d'appello è stata quindi annullata con rinvio.
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Licenziamento disciplinare: la Cassazione decide
Un supervisore, licenziato per presunte false note spese, è stato reintegrato dalla Corte d'Appello. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, respingendo il ricorso dell'azienda. L'ordinanza chiarisce che la valutazione sulla gravità di una condotta ai fini del licenziamento disciplinare spetta al giudice di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità se la motivazione è logica e coerente. La Corte ha stabilito che non ogni illecito giustifica automaticamente la sanzione espulsiva, dovendosi valutare la proporzionalità e l'effettiva lesione del vincolo fiduciario.
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Onere della prova: furto auto, la Cassazione decide
Un automobilista ha citato in giudizio la società fornitrice del servizio di localizzazione satellitare dopo il furto della sua auto. I tribunali di merito avevano respinto la sua richiesta di risarcimento. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione d'appello, fornendo chiarimenti cruciali sull'onere della prova nella responsabilità contrattuale. Ha stabilito che spetta alla società fornitrice dimostrare che l'impossibilità di localizzare il veicolo non è a essa imputabile, rinviando il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Riunione dei ricorsi: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza che dispone la riunione di due ricorsi, uno dei quali relativo a un'opposizione all'esecuzione per il rilascio di un fondo agricolo. La decisione si fonda sulla stretta connessione tra le cause, che presentano una parziale coincidenza delle parti e si basano sullo stesso titolo esecutivo. L'obiettivo è garantire l'economia processuale e una decisione unitaria.
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Riconversione contratto part-time: limiti alla domanda
Un dipendente pubblico, trasferito in mobilità con un contratto part-time, ha richiesto la riconversione a tempo pieno. La sua domanda è stata rigettata in appello. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. La motivazione risiede nel fatto che il lavoratore ha tentato di modificare in Cassazione i motivi della sua pretesa (la cosiddetta 'causa petendi'), che in primo grado erano limitati al solo decorso di un biennio, senza aver originariamente argomentato sulla disponibilità di posti in organico.
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Rottamazione quater: estinzione giudizio e Cassazione
Una contribuente, dopo aver aderito alla rottamazione quater per un debito tributario, ha chiesto l'estinzione del giudizio pendente in Cassazione. La Corte, rilevando un contrasto giurisprudenziale sulla questione se l'estinzione debba essere immediata o avvenire solo dopo il pagamento integrale, ha sospeso il procedimento. La decisione è stata rinviata in attesa di una pronuncia chiarificatrice da parte delle Sezioni Unite Civili, chiamate a risolvere il medesimo dilemma.
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Notifica all’estero: ipoteca annullata dalla Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento di una comunicazione di ipoteca a carico di un contribuente. La decisione si fonda sulla mancata corretta notifica all'estero delle cartelle di pagamento e degli avvisi di accertamento, atti presupposti per l'iscrizione ipotecaria. Il caso evidenzia come il rispetto delle procedure formali di notifica sia essenziale per la validità degli atti di riscossione, specialmente quando il destinatario risiede fuori dal territorio nazionale.
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Rimborso imposte dirette e aiuti di Stato de minimis
La Corte di Cassazione esamina un caso di rimborso imposte dirette richiesto da due coniugi per il triennio 1990-1992. La questione centrale è se una semplice autocertificazione sia una prova sufficiente per dimostrare il rispetto della regola europea 'de minimis' sugli aiuti di Stato, condizione necessaria per ottenere il rimborso. L'Agenzia delle Entrate contesta la decisione dei giudici di merito, che avevano concesso il rimborso basandosi su tale documento, portando il caso fino al giudizio di legittimità.
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