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Ricorrente — Anno 2025

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2814 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Ricorrente

Provvedimenti

Inammissibilità ricorso: la Cassazione e le conseguenze
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso presentato da un cittadino contro una sentenza della Corte d'Appello. La decisione comporta la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, senza entrare nel merito della questione.
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Ricorso inammissibile: condanna alle spese e multa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino contro una sentenza della Corte d'Appello di Roma. La decisione ha comportato per il ricorrente la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di 3.000 euro. Questo caso evidenzia le conseguenze procedurali ed economiche di un ricorso inammissibile, che non viene esaminato nel merito.
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Inammissibilità ricorso: Cassazione e sanzioni
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato avverso una sentenza della Corte d'Appello di Torino. A seguito della decisione di inammissibilità ricorso, il proponente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro a favore della Cassa delle ammende.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: la decisione
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso contro una sentenza della Corte d'Appello, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione di 3.000 euro. L'ordinanza sottolinea le conseguenze procedurali di un'impugnazione che non supera il vaglio di ammissibilità.
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Ricorso inammissibile: condanna alle spese processuali
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile poiché i motivi addotti non rientravano tra quelli previsti dalla legge. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di 3.000 euro alla cassa delle ammende.
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Ricorso inammissibile: condanna alle spese confermata
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato contro una sentenza della Corte d'Appello. La Suprema Corte ha ritenuto adeguata la motivazione della sentenza impugnata, sia per quanto riguarda l'aumento di pena per la continuazione tra reati, sia per il rinvio al giudice civile per la quantificazione del danno. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Inammissibilità ricorso: le conseguenze economiche
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza, ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso presentato contro una sentenza della Corte d'Appello di Napoli. A seguito di questa decisione, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende, evidenziando le severe conseguenze dell'inammissibilità ricorso.
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Inammissibilità ricorso: condanna alle spese
La Corte di Cassazione, con ordinanza del 4 aprile 2025, ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato contro una sentenza della Corte d'Appello di Napoli. A seguito di questa decisione di inammissibilità ricorso, il proponente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di 3.000 euro in favore della Cassa delle ammende.
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Inammissibilità del ricorso: Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato contro una sentenza della Corte d'Appello di Roma. A seguito di questa decisione, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese legali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro a favore della Cassa delle ammende, confermando le conseguenze negative di un appello privo dei requisiti di legge.
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Resistenza a pubblico ufficiale: quando è reato?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un uomo condannato per resistenza a pubblico ufficiale. La Corte ribadisce che il reato si configura anche con una violenza "indiretta", ovvero un'azione idonea a ostacolare un atto d'ufficio, come tentare di impedire il sequestro di un veicolo, senza che sia necessario un attacco diretto alla persona dell'agente.
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Inammissibilità ricorso: la condanna alle spese
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso presentato contro una sentenza di una Corte d'Appello. A seguito di questa pronuncia, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro. Il caso evidenzia le severe conseguenze procedurali di un'impugnazione che non rispetta i requisiti di legge.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: la decisione
La Corte di Cassazione, con ordinanza, dichiara l'inammissibilità del ricorso presentato da un cittadino avverso una sentenza della Corte d'Appello. Questa decisione comporta la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria. L'analisi del caso chiarisce i presupposti per l'inammissibilità del ricorso in Cassazione e le relative conseguenze economiche per il proponente.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: le conseguenze
La Corte di Cassazione, con ordinanza del 4 aprile 2025, ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso presentato contro una sentenza della Corte d'Appello di Bari. A seguito della dichiarazione di inammissibilità del ricorso in Cassazione, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di tremila euro a favore della Cassa delle ammende.
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Ricorso inammissibile: la condanna alle spese
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una sentenza della Corte d'Appello. A seguito di questa decisione puramente processuale, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese legali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro a favore della Cassa delle ammende, rendendo definitiva la sentenza impugnata.
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Risarcimento medici specializzandi: la prescrizione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11318/2025, si è pronunciata su una serie di ricorsi presentati da medici specializzandi che chiedevano il risarcimento dei danni per la mancata attuazione di direttive europee relative alla loro retribuzione. La questione centrale era la decorrenza del termine di prescrizione decennale. La Corte ha confermato il suo orientamento consolidato, stabilendo che il dies a quo (giorno iniziale) per la prescrizione è il 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999. Tale legge, riconoscendo il diritto solo ad alcuni medici, ha reso definitivo l'inadempimento dello Stato per tutti gli altri, rendendo il loro diritto al risarcimento certo ed esigibile. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato inammissibili o ha rigettato la maggior parte dei ricorsi. Ha accolto un solo ricorso, non per la questione della decorrenza, ma per il mancato esame da parte della corte di merito di un atto potenzialmente interruttivo della prescrizione, rinviando il caso per un nuovo esame su quel punto specifico.
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Cessazione materia del contendere: il caso in Cassazione
Un contenzioso tributario giunto in Cassazione si è concluso con una declaratoria di cessazione della materia del contendere. La controversia, avviata dall'Amministrazione Finanziaria contro un contribuente per il rimborso di un contributo unificato, si è estinta dopo che il contribuente ha formalmente rinunciato alla sua pretesa. La Suprema Corte ha quindi dichiarato estinto il giudizio senza pronunciarsi nel merito né sulle spese legali.
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Accordo conciliativo tributario: come chiude la lite
Una società agricola in liquidazione e un ente locale pongono fine a una controversia fiscale sull'IMU, pendente dinanzi alla Corte di Cassazione, attraverso un accordo conciliativo tributario. La Corte, prendendo atto dell'intesa raggiunta, ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, confermando l'efficacia di questo strumento per chiudere le liti in qualsiasi fase del giudizio.
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Cessazione materia del contendere: accordo in Cassazione
Una società in liquidazione aveva impugnato un avviso di accertamento IMU per il 2013. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, ha proposto ricorso in Cassazione. Durante il procedimento, la società e il Comune hanno raggiunto un accordo conciliativo. La Corte di Cassazione, prendendo atto dell'accordo e della rinuncia al ricorso, ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, compensando le spese legali tra le parti.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
Un operatore finanziario, sanzionato dall'autorità di vigilanza, ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, ha formalizzato la rinuncia al ricorso. Poiché l'autorità ha accettato la rinuncia, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, in applicazione delle norme procedurali sulla rinuncia al ricorso.
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Prescrizione contributi Gestione Separata e dies a quo
In un caso riguardante la prescrizione contributi Gestione Separata di un professionista, la Cassazione ha annullato la decisione di merito. La Corte ha stabilito che il termine di prescrizione (dies a quo) non decorre dalla scadenza originaria, ma da quella prorogata da un D.P.C.M., rendendo tempestiva la richiesta dell'ente previdenziale.
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