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Ricorrente — Anno 2025

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2814 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Ricorrente

Provvedimenti

Incarichi ex art. 15 octies: no al trattamento ACN
Un veterinario con incarichi ex art. 15 octies D.Lgs. 502/92 chiedeva il trattamento economico previsto dall'ACN. La Corte d'Appello accoglieva la domanda, ma la Cassazione ha riformato la decisione. Ha stabilito che tali contratti, stipulati per esigenze straordinarie, non sono assimilabili a un rapporto convenzionato e non danno diritto all'applicazione automatica dell'ACN, rigettando la richiesta del professionista.
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Opzione donna: non si applica se hai già la pensione
Una lavoratrice, pur avendo già maturato i requisiti per la pensione di anzianità calcolata con il metodo retributivo, ha richiesto l'applicazione della cosiddetta 'opzione donna' per ottenere un calcolo contributivo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che l'opzione donna è un'agevolazione per l'uscita anticipata dal lavoro, destinata a chi non possiede ancora i requisiti per la pensione ordinaria, e non uno strumento per scegliere un metodo di calcolo diverso.
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Inammissibilità ricorso: la guida completa
La Corte di Cassazione, con ordinanza del 09/04/2025, ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso presentato contro una sentenza del Tribunale di Napoli. A seguito della decisione, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di quattromila euro a favore della Cassa delle ammende, evidenziando le severe conseguenze di un'impugnazione che non rispetta i requisiti di legge.
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Ricorso inammissibile: condanna a spese e ammenda
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una sentenza della Corte d'Appello. A seguito di tale dichiarazione, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende, evidenziando le conseguenze automatiche di un'impugnazione che non supera il vaglio preliminare di ammissibilità.
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Inammissibilità ricorso: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso presentato contro una sentenza della Corte d'Appello. La decisione sottolinea come il potere discrezionale del giudice nel valutare la gravità del fatto sia un principio cardine che esclude automatismi sanzionatori. A seguito della dichiarazione di inammissibilità del ricorso, il proponente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: condanna alle spese e multa
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una sentenza del GIP del Tribunale di Bari. A causa della manifesta infondatezza del ricorso, il proponente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di quattromila euro a favore della Cassa delle Ammende, senza che siano state ravvisate ragioni di esonero.
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Inammissibilità ricorso: condanna alle spese e multa
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso avverso una sentenza di un GIP. A seguito di questa decisione e in assenza di elementi che escludessero la colpa del ricorrente, quest'ultimo è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro a favore della Cassa delle ammende, confermando le conseguenze previste per l'inammissibilità del ricorso.
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Rinuncia al ricorso: cosa succede dopo? Il caso
Una parte ricorrente in Cassazione ha formalizzato la rinuncia al ricorso avverso una sentenza della Corte d'Appello. La Suprema Corte, con ordinanza interlocutoria, ha preso atto della rinuncia e ha disposto, come previsto dalla legge, che la cancelleria comunichi l'atto alla controparte. Il procedimento è stato rinviato a nuovo ruolo in attesa del completamento di questo adempimento procedurale.
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Estinzione del processo: cosa succede con la rinuncia
Un dirigente aveva citato in giudizio l'Autorità Portuale per il rimborso di spese legali. Dopo una sentenza sfavorevole in appello, il dirigente ha presentato ricorso in Cassazione per poi rinunciarvi. A seguito dell'accettazione della rinuncia da parte dell'Autorità, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo, specificando che tale esito esonera il ricorrente dal pagamento di ulteriori contributi unificati.
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Rinuncia al ricorso: estinzione processo senza spese
Una fondazione, dopo aver perso in primo e secondo grado una causa per il pagamento di un'indennità a un ex presidente, ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, ha effettuato una rinuncia al ricorso, a cui la controparte ha aderito. La Corte Suprema ha quindi dichiarato l'estinzione del processo, senza pronunciarsi sulle spese, illustrando le conseguenze procedurali di tale atto.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte dei ricorrenti e della contestuale accettazione della controparte. La decisione si fonda sull'articolo 391 del Codice di Procedura Civile, che in questi casi prevede la terminazione del procedimento senza una pronuncia sulle spese legali.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso presentata dai ricorrenti e della successiva accettazione da parte della società resistente. La decisione si fonda sull'articolo 391 del Codice di Procedura Civile, che in questi casi prevede la chiusura del procedimento senza una pronuncia sulle spese legali.
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Estinzione del ricorso: Cassazione e rinuncia
Un fallimento aveva impugnato in Cassazione una sentenza della Corte d'Appello. Successivamente, ha rinunciato al gravame e la controparte ha accettato la rinuncia. La Suprema Corte, preso atto dell'accordo, ha dichiarato l'estinzione del ricorso, compensando integralmente le spese legali tra le parti.
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Attenuanti generiche: i precedenti penali contano
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro il diniego delle attenuanti generiche. La Corte ha stabilito che la presenza di numerosi precedenti penali è un elemento sufficiente e decisivo per giustificare la negazione di tale beneficio, senza che il giudice sia tenuto a considerare ogni altro elemento favorevole o sfavorevole.
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Inammissibilità ricorso: la critica argomentata
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato contro una sentenza della Corte d'Appello. La decisione si fonda sulla mancanza di una critica argomentata e specifica contro la decisione impugnata, un requisito essenziale per la validità del gravame. Di conseguenza, l'inammissibilità del ricorso ha portato alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: condanna alle spese e ammenda
La Corte di Cassazione, con ordinanza del 2 aprile 2025, ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato contro una sentenza della Corte d'Appello di Roma. In applicazione del codice di procedura penale, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una sanzione pecuniaria di 500 euro in favore della cassa delle ammende.
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Ricorso inammissibile: condanna alle spese e ammenda
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro una sentenza della Corte d'Appello. A seguito di questa decisione, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di tremila euro a favore della Cassa delle ammende. L'ordinanza non entra nel merito dei motivi dell'inammissibilità, limitandosi a statuire sulle conseguenze procedurali.
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Inammissibilità ricorso in Cassazione: le conseguenze
Un'ordinanza della Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato contro una sentenza della Corte d'Appello di Milano. A seguito della decisione, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro. Il provvedimento evidenzia le severe conseguenze procedurali ed economiche legate a un'impugnazione che non rispetta i requisiti di legge.
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Contratto d’appalto in famiglia: sì, anche senza impresa
La Corte di Cassazione ha stabilito che la costruzione di un immobile, commissionata da un familiare, va qualificata come contratto d'appalto e non come semplice aiuto, anche in assenza di un accordo scritto e di formale iscrizione dell'esecutore come impresa. La decisione si basa sull'entità dell'opera e sull'organizzazione dei lavori, riconoscendo il diritto dell'esecutore a un corrispettivo adeguato al valore dell'opera realizzata.
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Estinzione del giudizio in Cassazione: il caso
Una società di ristorazione aveva impugnato dinanzi alla Corte di Cassazione la sentenza che annullava una sanzione disciplinare a due dipendenti. Prima della decisione, la società ha rinunciato al ricorso e le lavoratrici hanno accettato. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, senza pronunciarsi nel merito della controversia e senza disporre sulle spese.
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