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Periculum In Mora — Anno 2025

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339 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Periculum In Mora

Provvedimenti

Detenzione avorio: quando è reato? La Cassazione spiega
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo relativa a manufatti in avorio. La Corte ha stabilito che, ai fini della configurabilità del reato di illecita detenzione avorio, è fondamentale accertare la specifica specie di elefante da cui proviene il materiale. La normativa del passato, infatti, prevedeva regimi diversi per l'elefante asiatico e quello africano, con esenzioni per gli oggetti a uso personale derivati da alcune specie. Il caso è stato rinviato al Tribunale per compiere questa verifica decisiva.
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Sequestro preventivo: annullato per motivazione assente
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che confermava un sequestro preventivo di quote societarie. La misura cautelare personale nei confronti dell'indagato era stata precedentemente annullata per mancanza di gravi indizi. La Corte ha ritenuto la motivazione del Tribunale solo apparente, poiché non spiegava adeguatamente perché il 'fumus commissi delicti', presupposto per il sequestro, sussistesse ancora dopo che il quadro indiziario principale era venuto meno.
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Ricorso sequestro preventivo: limiti in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo su beni aziendali. La decisione si fonda su due principi cardine: non è possibile introdurre nuovi motivi di ricorso per la prima volta in Cassazione e il giudizio di legittimità non può comportare una nuova valutazione dei fatti, ma solo un controllo sulla violazione di legge. Il caso in esame riguarda un ricorso sequestro preventivo in cui si contestava la gestione di fatto di una società da parte di un soggetto indagato per associazione mafiosa.
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Confisca allargata: onere della prova e limiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo finalizzato alla confisca allargata. La sentenza ribadisce che, in presenza di una sproporzione tra beni posseduti e redditi dichiarati, spetta all'interessato l'onere di allegare elementi specifici sulla legittima provenienza dei beni. Non sono sufficienti contestazioni generiche, neanche riguardo al principio di ragionevolezza temporale tra l'acquisto dei beni e la commissione del reato.
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Sequestro preventivo: la Cassazione sul periculum
Un indagato per riciclaggio ricorre in Cassazione contro un'ordinanza di sequestro preventivo, lamentando la mancanza di motivazione sul rischio di dispersione dei beni (periculum in mora). La Corte dichiara il ricorso inammissibile, ritenendo la motivazione sufficiente. Si è chiarito che il pericolo può essere desunto dalla gravità dei fatti e dall'applicazione di altre misure cautelari personali, che potrebbero spingere l'indagato a nascondere i propri beni.
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Sequestro preventivo terzo: la disponibilità del bene
La Corte di Cassazione si pronuncia su un caso di sequestro preventivo terzo, confermando che i beni intestati a una persona estranea alle indagini possono essere sequestrati se si dimostra la disponibilità effettiva da parte dell'indagato. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso della terza interessata, poiché contestava la valutazione dei fatti e non una violazione di legge, ribadendo che la disponibilità concreta prevale sulla titolarità formale dei beni.
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Sequestro preventivo: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato contro un'ordinanza di sequestro preventivo. La difesa lamentava una motivazione illogica sul pericolo di dispersione dei beni, ma la Corte ha stabilito che tale censura riguarda il merito e non costituisce una "violazione di legge", unico motivo valido per un ricorso in questa sede. Di conseguenza, il provvedimento di sequestro è stato confermato e il ricorrente condannato al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Periculum in mora: annullato sequestro auto di terzi
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di sequestro preventivo di un'autovettura, corpo del reato di riciclaggio, di proprietà di un terzo estraneo ai fatti. La decisione si fonda sulla totale assenza di motivazione da parte del Tribunale del Riesame riguardo al requisito del periculum in mora, ovvero il pericolo concreto che la libera disponibilità del bene potesse pregiudicare le finalità della misura. La Corte ha ribadito che il giudice ha un obbligo specifico di motivare su questo punto, specialmente quando il bene appartiene a un soggetto terzo.
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Sequestro preventivo: quando la motivazione è valida?
La Cassazione ha confermato un sequestro preventivo di oltre 275.000 euro a carico di un imprenditore e della sua società per reati fiscali e di riciclaggio. La Corte ha respinto il ricorso, ritenendo che un errore materiale nel provvedimento non lo invalidasse e che la motivazione sul *periculum in mora*, seppur sintetica, fosse sufficiente e non sindacabile in sede di legittimità.
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Minaccia di rovina: il sequestro preventivo di edifici
La Corte di Cassazione conferma il sequestro preventivo di un liceo per minaccia di rovina. La decisione si basa sulla mancata conformità alle norme sismiche, ritenuta sufficiente a integrare un pericolo concreto per la pubblica incolumità, data la destinazione d'uso dell'edificio e la sua ubicazione in zona sismica. La Corte ha rigettato i motivi di ricorso dell'ente proprietario, inclusi quelli procedurali e sulla proporzionalità della misura.
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Giudice onorario: quando è valida la sua presenza?
Una società immobiliare ricorre contro un sequestro conservativo, contestando la presenza di un giudice onorario nel collegio. La Cassazione chiarisce che la capacità del giudice si valuta secondo la legge in vigore al momento dell'assegnazione del processo, respingendo il ricorso e confermando il principio del *tempus regit actum*.
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Interesse a ricorrere: nullo senza proprietà del bene
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gestore aziendale contro il sequestro di un terreno, evidenziando la mancanza di interesse a ricorrere. Poiché l'appellante non era il proprietario, non avrebbe ottenuto alcun vantaggio concreto dalla restituzione del bene. La sentenza ribadisce inoltre che l'uso di un'area protetta come parcheggio costituisce reato paesaggistico, anche in assenza di opere edilizie.
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Motivazione apparente: Cassazione annulla sequestro
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che confermava il sequestro preventivo di tre navi. La decisione è fondata sulla motivazione apparente del provvedimento impugnato, in quanto il Tribunale non aveva adeguatamente considerato le prove decisive presentate dalla difesa, relative a importanti migliorie strutturali apportate alle imbarcazioni per garantire l'accessibilità ai passeggeri con mobilità ridotta. La Corte ha ritenuto che l'analisi parziale delle prove e le conclusioni illogiche del giudice di merito equivalessero a una totale assenza di motivazione, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Sequestro preventivo terzo: quando è illegittimo?
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo nei confronti di società terze, ritenute estranee al reato di bancarotta fraudolenta. La Corte ha stabilito che, per disporre il sequestro preventivo verso un terzo, è necessario provare non solo il nesso tra i beni e il reato, ma anche la strumentalizzazione della società terza o la sua malafede. Il ricorso dell'indagata principale è stato invece rigettato.
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Sequestro conservativo: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione conferma la legittimità di un sequestro conservativo su una somma di denaro che un imputato, condannato per gravi reati, aveva trasferito su un conto estero. La decisione si fonda sul concreto pericolo di dispersione dei beni ('periculum in mora'), ritenendo l'operazione un chiaro tentativo di sottrarre il patrimonio alla garanzia per il pagamento delle spese processuali. L'appello del comitato di sostegno che aveva raccolto i fondi è stato dichiarato inammissibile.
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Frode fiscale: sede legale fittizia e sequestro
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'amministratrice contro un sequestro preventivo per frode fiscale. La sentenza stabilisce che, ai fini della competenza territoriale, prevale la sede effettiva dell'impresa su quella legale, se quest'ultima è fittizia. La Corte ha inoltre confermato la sussistenza di prove sufficienti del reato (fumus commissi delicti) e del pericolo di dispersione dei beni (periculum in mora), giustificando la misura cautelare.
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Piscina abusiva: quando è nuova costruzione?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro il sequestro di una piscina abusiva in area protetta. La Corte ha stabilito che una piscina non è una pertinenza, ma una nuova costruzione che richiede il permesso di costruire, perché altera permanentemente il territorio e ha un impatto urbanistico. La sentenza chiarisce che il sequestro è legittimo per il pericolo di aggravamento delle conseguenze del reato, anche a opera ultimata.
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Conferimento ramo d’azienda: quando è reato?
La Corte di Cassazione analizza un caso di presunta bancarotta fraudolenta, distinguendo nettamente due operazioni: il conferimento di un ramo d'azienda e la cessione di automezzi. La Corte annulla il sequestro preventivo sul ramo d'azienda, poiché il conferimento era avvenuto a fronte di una perizia di stima non contestata e con l'acquisizione di quote di pari valore, escludendo un danno patrimoniale concreto per la società conferente. Al contrario, conferma il sequestro sugli automezzi, venduti a un prezzo palesemente incongruo rispetto al loro valore d'acquisto, ravvisando in ciò una chiara diminuzione patrimoniale.
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Malversazione: reato anche prima della scadenza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'amministratrice di società contro un sequestro per malversazione di fondi europei. La Corte ha stabilito che il reato di malversazione si configura nel momento in cui i fondi vengono distratti dalla loro finalità pubblica, rendendone impossibile l'uso previsto, anche se il termine per la conclusione del progetto non è ancora scaduto. La semplice deviazione dei fondi per scopi estranei è sufficiente a integrare il delitto.
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Sequestro a terzo: quando la società è dell’indagato?
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro delle quote di una società, formalmente intestate alla figlia di un indagato. Nel caso di un sequestro a terzo, è stato stabilito che non è sufficiente la titolarità formale per ottenere la restituzione dei beni, se emergono prove che la disponibilità effettiva sia dell'indagato. La Corte ha inoltre precisato che la motivazione sul 'periculum in mora' può essere implicita, specialmente quando la confisca è obbligatoria e il bene è intestato a un terzo, poiché il rischio di dispersione è considerato inerente alla situazione stessa.
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