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Periculum In Mora — Anno 2025

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339 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Periculum In Mora

Provvedimenti

Sequestro preventivo confisca allargata: motivazione
La Corte di Cassazione annulla un'ordinanza di sequestro preventivo finalizzato alla confisca allargata per il reato di usura. La decisione si fonda su due vizi di motivazione: per uno degli indagati, la sproporzione tra reddito e tenore di vita era basata solo su post sui social network, senza una quantificazione dei costi e del valore dei beni. Per tutti gli indagati, il 'periculum in mora', ovvero il rischio di dispersione dei beni, era stato giustificato in modo generico, facendo solo riferimento alla natura fungibile del denaro, senza indicare elementi concreti di rischio. La Corte rinvia al Tribunale per un nuovo esame.
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Motivazione per relationem: Cassazione annulla sequestro
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale del riesame che confermava un sequestro preventivo. La decisione si fonda sulla carenza di motivazione autonoma, in quanto il Tribunale si era limitato a una motivazione per relationem, richiamando il provvedimento iniziale senza valutare le specifiche censure dell'indagato. Questo vizio, secondo la Corte, viola il diritto a un doppio grado di giurisdizione.
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Periculum in mora: Cassazione su sequestro preventivo
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo per equivalente a causa di un difetto di motivazione sul periculum in mora. La Corte ha chiarito che la motivazione del pericolo non può limitarsi a descrivere i fatti del reato (fumus), ma deve dimostrare in modo autonomo il concreto rischio di dispersione dei beni. Questa sentenza ribadisce la necessità di una valutazione specifica e non automatica dei presupposti per le misure cautelari reali.
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Sequestro preventivo per riciclaggio: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due soggetti contro un'ordinanza di sequestro preventivo di somme di denaro per il reato di riciclaggio. I ricorrenti lamentavano la mancanza di motivazione sul 'periculum in mora'. La Corte ha stabilito che la necessità del sequestro preventivo è implicitamente ma chiaramente motivata dalla fungibilità del denaro e dall'attività professionale di trasferimento di liquidità all'estero (money transfer) svolta dagli indagati, ritenendola sufficiente a giustificare l'anticipazione della futura confisca.
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Sequestro probatorio: legittimo con il solo sospetto
Un'imprenditrice ha impugnato un sequestro probatorio di oltre 13.000 articoli in pelle, sospettati di contraffazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che in fase di indagine è sufficiente un semplice sospetto (fumus) per giustificare il sequestro, finalizzato a consentire gli accertamenti del Pubblico Ministero e a impedire la dispersione della prova.
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Conflitto interessi: ricorso dell’ente inammissibile
Una società proponeva ricorso contro un decreto di sequestro preventivo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile non per carenza di interesse, ma per un insanabile conflitto di interessi. Poiché il legale rappresentante della società era anche indagato per il reato presupposto, non poteva validamente conferire la procura al difensore per l'impugnazione, rendendo l'atto nullo per difetto di legittimazione.
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Sequestro preventivo: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo di orologi e denaro, ritenuti provento di spaccio. La Corte ha respinto le censure relative a presunte violazioni dei termini di indagine, irregolarità procedurali nel sequestro e carenza di motivazione, confermando la validità del vincolo reale.
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Sequestro preventivo: limiti del ricorso del terzo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società, terza rispetto al reato, contro un sequestro preventivo. La sentenza stabilisce che il terzo può solo rivendicare la proprietà del bene e la sua estraneità all'indagato, senza poter contestare i presupposti della misura cautelare come il fumus o il periculum.
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Sequestro preventivo: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo per il reato di truffa. La decisione sottolinea che l'appello a questa Corte contro tali misure è consentito solo per violazione di legge e non per contestare la motivazione del giudice di merito, a meno che non sia radicalmente viziata. Il ricorso è stato ritenuto generico e volto a riesaminare il merito, portando alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Sequestro preventivo terzo: i limiti all’opposizione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della moglie di un indagato, titolare di un conto corrente sottoposto a sequestro preventivo. La Corte ha stabilito che il terzo estraneo al reato non può contestare i presupposti della misura cautelare, come il 'periculum in mora' o la quantificazione del profitto. Il ricorso del terzo deve limitarsi a dimostrare la propria titolarità del bene e l'assenza di collegamento con l'indagato. In questo caso, il sequestro preventivo terzo è stato confermato.
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Sequestro impeditivo: quando non si revoca la misura
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza che confermava il sequestro impeditivo di un'azienda metallurgica. La Corte ha stabilito che la successiva riduzione del profitto del reato non è un fatto nuovo idoneo a far venir meno il periculum, ovvero il rischio di reiterazione del reato, che giustifica il mantenimento del sequestro impeditivo sull'intero compendio aziendale.
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Sequestro preventivo: la Cassazione sui limiti del ricorso
Un socio di un'azienda metallurgica impugna in Cassazione il sequestro preventivo delle sue quote sociali, disposto per reati di ricettazione e traffico illecito di rifiuti. Nonostante la successiva riduzione del profitto illecito contestato, la Corte dichiara il ricorso inammissibile. La sentenza chiarisce che il sequestro preventivo non è legato solo al valore del profitto da confiscare, ma anche alla necessità di impedire la reiterazione del reato. Se il pericolo di nuove condotte illecite persiste, la misura cautelare rimane valida.
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Amministratore di fatto: la Cassazione e la società anomala
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo, consolidando i criteri per identificare l'amministratore di fatto. La sentenza si sofferma sul concetto di 'impresa anomala' e sugli indizi sufficienti a provare un controllo occulto su un reticolo societario, anche in assenza di atti di gestione formali.
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Indebita compensazione e la rinuncia al ricorso
Un indagato per il reato di indebita compensazione di crediti fiscali inesistenti ha proposto ricorso in Cassazione contro un'ordinanza di sequestro preventivo, sollevando questioni di competenza territoriale e di motivazione del periculum in mora. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile a seguito della rinuncia presentata dal difensore, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Sequestro preventivo: la Cassazione sui limiti
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso contro un sequestro preventivo di oltre 92.000 euro disposto per frode fiscale. La sentenza chiarisce che la contestazione sulla provenienza del denaro sequestrato va sollevata in fase esecutiva tramite istanza di restituzione, non con il riesame dell'ordine di sequestro. Il rischio di dispersione dei beni è stato confermato sulla base dei precedenti dell'indagato e della debolezza finanziaria della società.
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Sequestro preventivo: quando è legittimo? Analisi
La Corte di Cassazione conferma la legittimità di un sequestro preventivo per oltre 20 milioni di euro in un caso di contrabbando di orologi di lusso. La sentenza chiarisce i requisiti del 'fumus boni iuris' e del 'periculum in mora', sottolineando che il rischio di dispersione dei beni può essere desunto dalla gravità dei fatti e dall'ingente valore del profitto illecito, senza necessità di specifici atti dispositivi da parte dell'indagato.
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Sequestro per contrabbando: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione conferma un sequestro per contrabbando di oltre 20 milioni di euro. La sentenza chiarisce che il contrabbando è un reato permanente, permettendo l'applicazione di leggi più severe sulla confisca anche per fatti iniziati prima della loro entrata in vigore. Il sequestro è giustificato dal rischio di dispersione dei beni, desunto dall'enormità del profitto illecito e dalle modalità fraudolente della condotta.
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Misure Cautelari e tempo: quando si possono revocare?
Un individuo, sottoposto alla misura cautelare dell'obbligo di presentazione alla polizia per associazione a delinquere, ha richiesto la revoca della stessa basandosi sul lungo tempo trascorso dai fatti e su nuove dichiarazioni. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo un principio chiave sulle Misure Cautelari: il tempo rilevante per una revoca è quello trascorso dall'applicazione della misura, non dalla commissione del reato, a meno che non emergano nuovi elementi di valutazione.
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Sequestro preventivo quote: l’interesse ad agire
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una socia amministratrice contro il sequestro preventivo delle sue quote in una società di rottami metallici, indagata per reati ambientali. La decisione si fonda sulla carenza di un interesse concreto e attuale alla restituzione delle quote, dato che l'intera azienda era già sotto amministrazione giudiziaria. Di conseguenza, la riacquisizione della disponibilità delle quote non avrebbe modificato la sua posizione né le avrebbe conferito poteri gestionali.
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Sequestro preventivo per equivalente: il caso analizzato
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di due soci di un'azienda casearia contro un'ordinanza di sequestro preventivo. Il sequestro riguardava sia i beni della società (opificio e somme di denaro) sia, in via subordinata, i beni personali dei soci a titolo di sequestro preventivo per equivalente. L'accusa era di truffa aggravata per aver ottenuto un ingente finanziamento pubblico eludendo la necessaria Valutazione di Incidenza Ambientale (VINCA). La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso contro il sequestro dei beni sociali, poiché i singoli soci non hanno legittimazione a impugnare, ma ha rigettato nel merito il ricorso contro il sequestro dei loro beni personali, confermando la sussistenza dei gravi indizi di reato (fumus boni iuris) e il corretto operato dei giudici di merito.
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