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Periculum In Mora — Anno 2025

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339 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Periculum In Mora

Provvedimenti

Periculum in mora: Cassazione su sequestro veicoli
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo su alcuni autocarri usati per creare una discarica abusiva. La Corte ha stabilito che, anche se i beni sono confiscabili, il giudice deve sempre motivare in modo specifico il 'periculum in mora', ovvero il rischio concreto che, attendendo la fine del processo, la confisca diventi inefficace. Una motivazione generica non è sufficiente, specialmente se le aree inquinate sono già state bonificate. La sentenza distingue tra confisca obbligatoria (per le aree) e facoltativa (per i veicoli), ribadendo che la necessità di anticipare gli effetti della confisca va sempre dimostrata.
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Sequestro preventivo: la Cassazione e la motivazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7466/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore contro un'ordinanza di sequestro preventivo. Il provvedimento riguardava una società, quote, denaro e autovetture nell'ambito di un'indagine per associazione a delinquere, frode e trasferimento fittizio di beni. La Corte ha stabilito che la motivazione del provvedimento di riesame è valida anche se richiama ampiamente un atto precedente, a patto che emerga un'autonoma rielaborazione critica da parte del giudice. Inoltre, ha ribadito che la valutazione del 'fumus delicti' in sede di riesame del sequestro preventivo si limita alla configurabilità astratta del reato, senza entrare nel merito della fondatezza dell'accusa, che è riservata al giudizio successivo.
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Sequestro conservativo: chi può fare ricorso? La Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la legittimazione a proporre riesame avverso un'ordinanza di sequestro conservativo è estesa a 'chiunque vi abbia interesse', inclusi i soci di una società i cui beni sono stati sequestrati. La Corte ha annullato una decisione del Tribunale che aveva negato tale diritto a un socio unico, applicando erroneamente le norme più restrittive previste per il sequestro preventivo. La sentenza sottolinea come l'interesse del socio a preservare il capitale sociale sia sufficiente a giustificare l'impugnazione del sequestro conservativo.
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Sequestro preventivo: la motivazione è essenziale
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo per riciclaggio. Pur riconoscendo la sussistenza di gravi indizi di reato ('fumus'), i giudici hanno rilevato una grave carenza di motivazione riguardo al 'periculum in mora', ovvero il rischio concreto che giustifica l'urgenza della misura. La sentenza ribadisce che il giudice deve spiegare in modo specifico perché non è possibile attendere la conclusione del processo prima di procedere al sequestro finalizzato alla confisca.
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Sequestro preventivo periculum: motivazione essenziale
La Corte di Cassazione annulla un'ordinanza di sequestro preventivo per un reato tributario, sottolineando la necessità di una motivazione concreta sul 'sequestro preventivo periculum'. Anche in caso di confisca obbligatoria, il giudice deve spiegare il rischio effettivo che i beni vengano dispersi prima della sentenza definitiva, non potendo basarsi su presunzioni generiche. La mancanza di tale motivazione rende il provvedimento illegittimo.
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Sequestro per equivalente: illegittimo sui beni sociali
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro per equivalente disposto sui beni di una società per reati tributari del legale rappresentante. La Suprema Corte ha chiarito che tale misura è illegittima se il giudice non accerta preventivamente che la società sia un mero 'schermo fittizio' utilizzato dall'indagato e se manca una motivazione sul 'periculum in mora', ossia il rischio concreto che i beni vengano dispersi.
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Sequestro Superbonus: i costi di gestione esclusi
La Corte di Cassazione ha confermato un sequestro preventivo legato al Superbonus 110%. Un consorzio è stato accusato di aver gonfiato le fatture con costi di gestione non ammissibili, ottenendo così crediti d'imposta indebiti. La Corte ha stabilito che il sequestro Superbonus è legittimo poiché il credito fiscale è equiparabile a un'erogazione pubblica e i costi di gestione, privi di un nesso funzionale diretto con i lavori, non sono detraibili.
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Periculum in mora: necessario per il sequestro
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8388/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso del Pubblico Ministero, confermando che il sequestro preventivo di un bene, anche se finalizzato a una confisca già disposta in primo grado, richiede sempre una motivazione specifica sul periculum in mora. La Corte ha stabilito che l'urgenza di anticipare gli effetti della confisca deve essere dimostrata con elementi concreti e attuali, assenti nel caso di specie dove lo stato del bene era immutato da anni.
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Sequestro preventivo Superbonus: i costi di gestione
Un consorzio edile ha subito un sequestro preventivo Superbonus per oltre 1,4 milioni di euro per aver indebitamente ottenuto crediti d'imposta. La Corte di Cassazione ha confermato il provvedimento, stabilendo che i costi generali di gestione erano stati illegittimamente inclusi nelle fatture come spese ammissibili. La Corte ha chiarito che il Superbonus rientra tra le erogazioni pubbliche ai sensi dell'art. 316-ter c.p. e che solo i costi direttamente collegati ai lavori di ristrutturazione sono detraibili, escludendo le spese operative generiche dell'impresa.
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Sequestro per equivalente: stop alla solidarietà
La Corte di Cassazione interviene sul tema del sequestro per equivalente in caso di concorso di persone nel reato. In una vicenda di frode fiscale su prodotti petroliferi, la Suprema Corte ha stabilito che la misura cautelare non può essere disposta in solido per l'intero profitto nei confronti di un singolo concorrente, ma deve essere limitata alla quota di profitto da lui effettivamente percepita. Se la quota non è determinabile, il profitto totale va diviso in parti uguali. La sentenza annulla parzialmente l'ordinanza impugnata con rinvio per una nuova quantificazione.
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Sequestro preventivo: quando il ricorso è inammissibile
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo di strutture abusive su area demaniale. La decisione si basa sulla mancanza di legittimazione del ricorrente, che non aveva più alcun diritto sull'area, e sulla commissione di un nuovo reato di occupazione abusiva dopo la scadenza del termine per la rimozione delle opere.
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Sequestro preventivo: ridotto se paghi a rate
La Corte di Cassazione ha stabilito che un sequestro preventivo disposto per reati tributari deve essere ridotto in misura corrispondente ai pagamenti già effettuati dal contribuente tramite un piano di rateizzazione. La Corte ha annullato l'ordinanza che manteneva il sequestro sull'intero importo del presunto profitto illecito, nonostante l'imprenditrice avesse già iniziato a saldare il debito con l'Erario. La decisione sottolinea un importante principio di proporzionalità della misura cautelare.
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Sequestro preventivo: la Cassazione fissa i limiti
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un sequestro preventivo di un complesso immobiliare, disposto nell'ambito di un'indagine per turbata libertà degli incanti. L'indagato, pur essendo inabilitato a partecipare ad aste, avrebbe utilizzato società prestanome per aggiudicarsi un bene. La Suprema Corte ha ritenuto sussistenti gli indizi di reato ('fumus commissi delicti'), ma ha annullato l'ordinanza di sequestro per un vizio di motivazione. Il Tribunale del riesame, infatti, non aveva adeguatamente dimostrato l'esistenza di un pericolo concreto e attuale ('periculum in mora') che giustificasse la misura cautelare, limitandosi a un'affermazione generica. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame sul punto.
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Sequestro preventivo: quando può essere reiterato?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due imprenditori del settore carburanti contro un'ordinanza di sequestro preventivo per un valore superiore a 5 milioni di euro. La Corte ha stabilito che la reiterazione di un sequestro preventivo, precedentemente annullato per vizi formali come la carenza di motivazione sul 'periculum in mora', è legittima se basata su nuove prove e motivata adeguatamente. In questo caso, la vendita di immobili e la costituzione di trust da parte degli indagati sono stati considerati validi indici del pericolo di dispersione del patrimonio.
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Sequestro preventivo: la Cassazione e il periculum
Un imprenditore contesta un sequestro preventivo per frode IVA, negando il 'periculum in mora'. La Cassazione conferma il sequestro, ritenendo sufficienti a provarlo sia l'entità del profitto illecito (€58.834,86) sia la condotta passata dell'indagato, e dichiara il ricorso inammissibile.
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Sequestro preventivo: la motivazione è essenziale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo di 7.500 euro, ritenuti profitto di una truffa aggravata. La Corte ha stabilito che la motivazione del provvedimento era solida e non meramente apparente, basandosi su prove indiziarie concrete (conversazioni e accordi tra indagati) che legavano la somma al reato. È stato inoltre confermato che il pericolo di dispersione del denaro (periculum in mora) era stato adeguatamente giustificato dalla comprovata capacità dell'indagato di occultare fondi.
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Licenza scommesse: operare senza è reato penale
La Corte di Cassazione ha confermato un sequestro preventivo a carico del gestore di un punto scommesse che operava senza la necessaria autorizzazione. L'imprenditore si era difeso sostenendo che il diniego della licenza scommesse fosse dovuto a una mera irregolarità amministrativa (la mancanza di una marca da bollo). La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che l'esercizio di fatto dell'attività senza la prescritta licenza è sufficiente a integrare il reato, rendendo irrilevanti le ragioni procedurali che hanno impedito il rilascio del titolo autorizzativo.
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Sequestro preventivo abuso edilizio: quando è legittimo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo per abuso edilizio. Il caso riguardava lavori non autorizzati su un manufatto che la ricorrente sosteneva essere preesistente al 1967. La Corte ha confermato la legittimità del provvedimento, chiarendo che i lavori in corso, come la realizzazione di nuovi porticati e muri, integrano il requisito del 'periculum in mora' (pericolo nel ritardo). Inoltre, è stato ribadito il potere del Pubblico Ministero di riqualificare un sequestro d'urgenza da probatorio a preventivo, ritenendo la procedura seguita pienamente conforme alla legge.
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Sequestro preventivo: quando è legittimo per abusi?
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo per abusi edilizi. Decisive le variazioni essenziali rispetto al progetto, come altezze maggiori e piani seminterrati realizzati fuori terra, che integrano il 'fumus commissi delicti'.
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Sequestro conservativo: quando è valido e legittimo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato contro un'ordinanza di sequestro conservativo. La sentenza chiarisce due principi fondamentali: la notifica del provvedimento eseguita dal difensore della parte civile è valida e, ai fini del periculum in mora, è sufficiente dimostrare l'incapienza patrimoniale del debitore, senza necessità di provare atti di dispersione dei beni.
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