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Periculum In Mora — Anno 2025

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339 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Periculum In Mora

Provvedimenti

Sequestro preventivo: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due indagati contro un'ordinanza di sequestro preventivo di un immobile e di conti correnti. Il sequestro era legato a presunti reati edilizi e truffa aggravata per l'ottenimento di bonus fiscali. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso erano generici e miravano a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità, confermando la validità del sequestro preventivo basato su plurimi indizi di colpevolezza e sul concreto pericolo di dispersione dei fondi.
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Sequestro probatorio: la motivazione è fondamentale
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16403 del 2025, ha rigettato il ricorso contro un'ordinanza di sequestro probatorio di una somma di denaro. La decisione sottolinea che, per essere legittimo, il vincolo deve essere supportato da una motivazione specifica e concreta. Nel caso di specie, la necessità di effettuare accertamenti tecnici sulle banconote, come la verifica dei numeri di serie e la ricerca di impronte papillari, è stata ritenuta una giustificazione sufficiente e non generica, rendendo così valido il sequestro.
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Interesse a impugnare sequestro: quando è ammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro un decreto di sequestro preventivo, ribadendo un principio fondamentale: l'interesse a impugnare un sequestro sorge solo nel momento in cui il provvedimento viene materialmente eseguito, rendendo i beni indisponibili. Il caso riguardava il sequestro di un immobile e di conti correnti. L'indagato aveva presentato ricorso sostenendo che i suoi conti fossero già di fatto bloccati, ma non ha fornito alcuna prova a sostegno di tale affermazione. La Corte ha concluso che, in assenza di esecuzione o della prova di un'indisponibilità di fatto, manca l'interesse concreto e attuale che giustifica l'impugnazione.
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Sequestro preventivo: ruoli e responsabilità del consulente
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una commercialista contro un'ordinanza di sequestro preventivo per frode fiscale. La professionista era accusata di aver assistito imprenditori in un sistema "apri e chiudi" per evadere le imposte. La Corte ha ritenuto che le censure fossero critiche di merito, non ammesse in sede di legittimità, e ha confermato la validità della motivazione del Tribunale del riesame sia sul fumus commissi delicti che sul periculum in mora.
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Confisca allargata: quando è legittimo il sequestro?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro un sequestro preventivo finalizzato alla confisca allargata. La misura era stata disposta su beni di una persona gravemente indiziata di associazione di tipo mafioso, data la palese sproporzione tra il valore dei beni e i redditi dichiarati. La Corte ha ribadito che il ricorso per cassazione avverso misure cautelari reali è limitato alla sola violazione di legge, escludendo censure sulla motivazione se non nei casi in cui essa sia totalmente assente o meramente apparente.
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Esercizio abusivo: sequestro in centro estetico
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro di un'apparecchiatura in un centro estetico, ritenendo configurabile il fumus del reato di esercizio abusivo della professione medica. Nonostante le indicazioni del produttore, la necessità di una valutazione preliminare complessa e l'applicazione del principio di precauzione giustificano l'uso del macchinario sotto supervisione medica.
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Incompatibilità del giudice: quando è inammissibile
Un imprenditore, accusato di frode fiscale tramite fatture false, ha impugnato un sequestro preventivo sostenendo, tra l'altro, l'incompatibilità del giudice del riesame. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che l'eventuale incompatibilità del giudice deve essere fatta valere tramite l'istituto della ricusazione entro termini precisi, e non può essere usata come motivo di nullità in un momento successivo.
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Profitto reato tributario: annullato sequestro
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo a carico di un imprenditore accusato di indebita compensazione di debiti tributari con crediti inesistenti. La decisione si fonda sulla distinzione cruciale tra la consumazione del reato e la realizzazione del profitto: poiché l'Agenzia delle Entrate aveva bloccato l'operazione prima del suo perfezionamento, non si è verificato alcun danno effettivo per l'erario né un reale risparmio di spesa per l'imprenditore. Di conseguenza, in assenza di un concreto profitto reato tributario, il sequestro finalizzato alla confisca è stato ritenuto illegittimo.
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Sequestro preventivo: quando eccepire la nullità?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato contro un'ordinanza di sequestro preventivo per oltre 24 milioni di euro. L'indagato lamentava la violazione del diritto di difesa e la mancata valutazione autonoma del GIP. La Corte ha stabilito che la nullità per mancata valutazione autonoma è a regime intermedio e deve essere eccepita con la richiesta di riesame, a pena di decadenza, non potendo essere sollevata per la prima volta in un momento successivo. Pertanto, il ricorso è stato respinto per tardività dell'eccezione.
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Sequestro preventivo motivazione: la Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per un reato tributario. La decisione si fonda sulla totale assenza di una motivazione specifica riguardo al 'periculum in mora' (il pericolo di dispersione dei beni) da parte del giudice di primo grado. La Corte ha ribadito che il requisito della motivazione non può essere soddisfatto da formule generiche e non individualizzate, né può essere integrato a posteriori dal Tribunale del riesame se originariamente assente.
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Sequestro preventivo: la Cassazione e l’intestazione fittizia
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo di un'azienda. Sebbene l'attività fosse formalmente intestata a una donna, le intercettazioni hanno rivelato che il suo compagno era il vero proprietario e aveva utilizzato proventi illeciti per acquistarla. La Corte ha stabilito che la stessa intestazione fittizia è una prova sufficiente del pericolo di dispersione del bene, giustificando il sequestro preventivo finalizzato alla confisca.
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Bancarotta fraudolenta e sequestro: la Cassazione
Un ex amministratore è accusato di bancarotta fraudolenta per aver acquisito crediti della società a un prezzo irrisorio prima della sua liquidazione giudiziale. La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo sui suoi beni, ritenendo sufficienti gli indizi di reato (fumus delicti) basati sulla relazione del curatore e su altri elementi, come l'ingerenza continua nella gestione societaria.
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Effetto estensivo: limiti e condizioni nel sequestro
Una società ha chiesto l'applicazione dell'effetto estensivo di sentenze di annullamento di un sequestro, ottenute da altri co-interessati. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che per ottenere l'effetto estensivo è necessario dimostrare che il procedimento di riesame si sia svolto in modo "unitario e cumulativo", prova che la società non ha fornito.
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Procura speciale sequestro: inammissibilità del ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo. La decisione si fonda su un vizio procedurale cruciale: la mancanza di una procura speciale sequestro in capo al difensore per rappresentare le società coinvolte. Viene inoltre ribadito che le censure di merito sul 'fumus commissi delicti' non sono ammissibili in sede di legittimità, e che l'intenzione di avviare una procedura di concordato preventivo non è sufficiente a paralizzare la misura cautelare.
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Sequestro preventivo testamento: motivazione e indizi
La Cassazione conferma il sequestro preventivo di un conto corrente ereditato tramite un presunto testamento falso. La Corte chiarisce che il Tribunale del Riesame può integrare la motivazione del GIP sul periculum, se non del tutto assente, e che gravi indizi di colpevolezza possono basarsi non solo su perizie grafologiche ma anche su elementi circostanziali, come le modalità di redazione e consegna del testamento.
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Sequestro preventivo riciclaggio: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo per riciclaggio di oltre 865.000 euro. La Corte ha stabilito che, ai fini del sequestro, la prova del reato presupposto può basarsi su elementi logici e non richiede un accertamento giudiziale definitivo. Inoltre, ha ribadito che il semplice trasporto di denaro illecito integra il reato di riciclaggio, rendendo legittimo il sequestro preventivo riciclaggio anche in assenza di trasformazione dei beni.
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Sequestro preventivo: motivazione su fumus e periculum
La Cassazione ha rigettato il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo per equivalente di oltre 500.000 euro, emessa per un'ipotesi di truffa. La Corte ha chiarito che, ai fini del sequestro preventivo, la valutazione del *fumus commissi delicti* è sommaria e riguarda la configurabilità astratta del reato, mentre il *periculum in mora* deve essere motivato con elementi concreti, sia oggettivi che soggettivi, che indichino un reale rischio di dispersione del patrimonio, anche in caso di beni fungibili come il denaro.
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Sequestro per equivalente: no alla responsabilità in solido
La Corte di Cassazione annulla un'ordinanza di sequestro per equivalente per truffa aggravata. Il provvedimento era stato emesso in solido a carico dei dirigenti di un'associazione sportiva, accusati di aver creato falsa documentazione per far ottenere a terzi indebiti ristori pandemici. La Corte ha stabilito che il principio solidaristico è un criterio residuale e non si applica se le quote di profitto percepite dai singoli beneficiari sono chiaramente individuabili, come nel caso di specie. Il Tribunale dovrà quindi ricalcolare l'eventuale compartecipazione degli indagati al profitto illecito.
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Riesame sequestro preventivo: onere della prova
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che dichiarava inammissibile una richiesta di riesame sequestro preventivo per mancata esecuzione. La Corte ha stabilito che non spetta al ricorrente l'onere di provare l'avvenuta esecuzione della misura, ma è sufficiente la sua allegazione. È compito dell'autorità giudiziaria procedente trasmettere gli atti e del Tribunale del Riesame verificare d'ufficio lo stato dell'esecuzione, a garanzia del diritto di difesa.
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Periculum in mora: quando il sequestro è illegittimo
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che confermava un sequestro preventivo per reati fiscali. La decisione si fonda sulla carente motivazione del 'periculum in mora', ovvero il rischio concreto che i beni potessero essere dispersi. La Corte ha stabilito che tale rischio non può essere presunto né dalla natura del reato contestato, né dalla semplice conoscenza del procedimento da parte degli indagati, ma deve essere provato con elementi specifici e attuali.
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