LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Pericolosità Sociale — Anno 2025

Pagina 6 di 13

252 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Pericolosità Sociale

Provvedimenti

Affidamento terapeutico: quando è negato al detenuto
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un detenuto che chiedeva l'affidamento terapeutico, una misura alternativa alla detenzione per tossicodipendenti. La decisione si fonda sulla valutazione della pericolosità sociale del soggetto, ritenuta prevalente rispetto al programma di recupero proposto. La Corte ha stabilito che la certificazione di un percorso riabilitativo non è vincolante per il giudice, il quale deve condurre una valutazione autonoma che tenga conto di tutti gli elementi, inclusi procedimenti penali pendenti e informative delle forze dell'ordine. La pericolosità attuale del condannato è stata considerata incompatibile con la necessaria collaborazione richiesta dal percorso terapeutico.
Continua »
Detenzione domiciliare: no se rifiuti le cure
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un detenuto che chiedeva la detenzione domiciliare per gravi motivi di salute, sottolineando che il rifiuto delle cure mediche da parte del condannato o l'aggravamento auto-procurato delle proprie condizioni impedisce l'accoglimento della richiesta. La Corte ha bilanciato il diritto alla salute con le esigenze di sicurezza, confermando la valutazione di pericolosità sociale del soggetto.
Continua »
Pericolosità sociale: i limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro una misura di sorveglianza speciale, confermando la valutazione di pericolosità sociale del soggetto. La sentenza ribadisce che, nei procedimenti di prevenzione, il ricorso è limitato alla "violazione di legge", escludendo il riesame del merito o della logicità della motivazione, a meno che questa non sia totalmente assente o meramente apparente. La decisione si fondava su elementi indiziari di vicinanza a un'associazione mafiosa e coinvolgimento in un grave reato di estorsione.
Continua »
Misure alternative: la revisione critica del reato
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego di misure alternative per un detenuto condannato per un grave reato. Nonostante il percorso positivo in carcere, la Corte ha ritenuto decisiva l'assenza di una reale revisione critica del proprio passato criminale e di un concreto pentimento, elementi indispensabili per escludere la persistente pericolosità sociale e concedere i benefici.
Continua »
Pericolosità sociale: obbligo di rivalutazione
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un individuo condannato per aver violato le prescrizioni della sorveglianza speciale. Il punto centrale della decisione riguarda l'obbligo per i giudici di rivalutare l'attuale e persistente pericolosità sociale del soggetto dopo un periodo di detenzione, prima di riattivare la misura di prevenzione. La Corte, citando recenti sentenze, ha stabilito che tale verifica è sempre necessaria, anche per detenzioni inferiori a due anni, altrimenti la misura è inefficace e la sua violazione non costituisce reato.
Continua »
Confisca di prevenzione: evasione fiscale seriale
La Cassazione conferma la confisca di prevenzione su beni di un imprenditore, ritenuto socialmente pericoloso per evasione fiscale seriale. La Corte stabilisce che vivere di proventi illeciti non significa solo sostenersi, ma anche accumulare ricchezza. Rigettate le censure sulla prevedibilità della norma e sulla distinzione tra beni.
Continua »
Confisca di prevenzione: i limiti del terzo intestatario
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di confisca di prevenzione riguardante un immobile intestato a una terza persona, convivente del soggetto ritenuto socialmente pericoloso. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: il terzo intestatario può contestare solo la titolarità effettiva del bene e la liceità dei fondi propri utilizzati per l'acquisto, ma non può mettere in discussione la pericolosità sociale del proposto. La decisione si fonda sulla manifesta sproporzione tra il valore del bene e i redditi leciti del nucleo familiare, confermando la presunzione di provenienza illecita dei capitali.
Continua »
Pericolosità sociale: non è automatica per art. 416-bis
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza limitatamente alla misura di sicurezza della libertà vigilata, applicata a una donna condannata per partecipazione ad associazione mafiosa. La Corte ha stabilito che la valutazione della pericolosità sociale non può basarsi su una mera presunzione, ma richiede un accertamento concreto e attuale, tenendo conto anche della collaborazione con la giustizia. Il resto del ricorso, relativo alla sussistenza del reato e alla pena, è stato rigettato.
Continua »
Confisca di prevenzione: motivazione apparente annulla
La Corte di Cassazione ha annullato una confisca di prevenzione a causa di una motivazione carente da parte della Corte d'Appello. Il caso riguardava beni intestati a un soggetto ritenuto socialmente pericoloso e a sua moglie. La Suprema Corte ha ritenuto che i giudici di merito non avessero adeguatamente valutato la sproporzione tra redditi e patrimonio né le prove fornite dalla difesa su fonti lecite di denaro, come prestiti familiari e regali di nozze, rendendo la motivazione solo apparente e quindi invalida.
Continua »
Pericolosità sociale: Cassazione sulla sorveglianza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto contro l'applicazione della misura di prevenzione della sorveglianza speciale. La Corte ha confermato la valutazione della pericolosità sociale attuale dell'individuo, basata sul suo ruolo di capo e promotore in un clan camorristico e sulla commissione di gravi reati recenti (estorsioni aggravate), ritenendo irrilevanti gli elementi addotti dalla difesa, come l'attività lavorativa e il tempo trascorso da alcune condanne.
Continua »
Sorveglianza speciale: quando è legittima? Il caso
Un soggetto sottoposto a sorveglianza speciale ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo di aver cambiato vita. La Corte ha rigettato il ricorso, affermando che la misura era legittima al momento dell'applicazione. Gli elementi positivi successivi, come un nuovo lavoro, non annullano la decisione originale ma possono essere usati per chiederne la revoca in un secondo momento.
Continua »
Parcheggiatore abusivo: Cassazione inammissibile
Un cittadino, condannato per l'attività di parcheggiatore abusivo in violazione di un divieto di accesso (DASPO urbano) emesso dal Questore, ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che i parcheggi di interscambio rientrano nelle aree critiche e che la reiterata violazione del divieto costituisce prova di pericolosità sociale.
Continua »
Pericolosità sociale: i limiti del ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo sottoposto a sorveglianza speciale per pericolosità sociale. La sentenza ribadisce che il giudizio sulla pericolosità può basarsi su elementi di un procedimento penale non ancora concluso e che il controllo della Cassazione è limitato alle sole violazioni di legge, non potendo riesaminare nel merito la valutazione dei fatti compiuta dai giudici di appello.
Continua »
Ricorso inammissibile: Cassazione e spese processuali
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato contro una sentenza della Corte d'Appello. La decisione si basa sulla manifesta propensione dell'imputato a commettere reati contro la Pubblica Amministrazione, indice di pericolosità sociale. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Pericolosità sociale e confisca: la decisione Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la misura di prevenzione della sorveglianza speciale e la confisca di una polizza assicurativa nei confronti di un soggetto con numerosi precedenti per traffico di stupefacenti. La sentenza stabilisce che una consolidata 'traiettoria criminale' è sufficiente a dimostrare la pericolosità sociale. Inoltre, ha ribadito che la presunzione di illecita provenienza dei beni si applica anche quando non viene fornita la prova della liceità dei capitali usati per avviare l'attività economica da cui deriverebbero i fondi per l'acquisto del bene confiscato.
Continua »
Competenza territoriale: dove si giudica la pericolosità
La Corte di Cassazione ha rigettato un ricorso contro una misura di sorveglianza speciale, chiarendo i criteri per la determinazione della competenza territoriale. Secondo la Corte, per le misure di prevenzione, il tribunale competente è quello del luogo in cui la pericolosità sociale si manifesta concretamente. Nel caso di un'associazione sovversiva, questo coincide con la sua principale area operativa, e non necessariamente con la residenza del soggetto. È stato respinto anche il motivo relativo alla mancata partecipazione all'udienza, per assenza di una tempestiva richiesta.
Continua »
Detenzione domiciliare salute: bilanciamento con il pericolo
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego della detenzione domiciliare per motivi di salute a un detenuto affetto da gravi patologie. La decisione si fonda sulla necessità di bilanciare il diritto alla salute con la pericolosità sociale del soggetto, emersa dalla revoca di una precedente misura alternativa. La Corte ha stabilito che, in assenza di una totale incompatibilità con il regime carcerario, il giudice deve considerare il rischio di recidiva.
Continua »
Confisca impresa mafiosa: quando l’azienda è collusa
La Corte di Cassazione conferma la confisca impresa mafiosa di una società appartenente a un imprenditore colluso. La corte ha stabilito che, anche se inizialmente costituita con capitale lecito, la totale contaminazione dell'azienda con profitti illeciti derivanti da attività di stampo mafioso in un determinato periodo giustifica la confisca dell'intero capitale sociale e delle relative attività finanziarie. La confisca di altri beni immobili personali è stata invece revocata per mancanza di prova della sproporzione patrimoniale.
Continua »
Pericolosità Sociale: la valutazione del Giudice
La Corte di Cassazione ha confermato l'applicazione di una misura di sorveglianza speciale, chiarendo come la valutazione della pericolosità sociale possa fondarsi su un insieme di indizi. Nel caso esaminato, nonostante un'iniziale archiviazione, la Corte d'Appello ha legittimamente considerato elementi come un arresto per spaccio, uno stile di vita sproporzionato rispetto ai redditi leciti e precedenti penali per ritenere attuale la pericolosità del soggetto.
Continua »
Pericolosità sociale attuale: la Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio la misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale nei confronti di un imprenditore, ritenendo insufficiente la motivazione sulla sua pericolosità sociale attuale. La Corte ha sottolineato che, a distanza di anni dai fatti contestati e in caso di condanna per concorso esterno (e non partecipazione), la prova della persistente pericolosità deve essere particolarmente rigorosa. È stata invece confermata la confisca di un'impresa, ritenuta strumento delle attività illecite.
Continua »