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Pericolosità Sociale — Anno 2025

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252 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Pericolosità Sociale

Provvedimenti

Pericolosità sociale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato contro il diniego di misure alternative. La decisione si fonda sulla corretta valutazione della sua pericolosità sociale da parte del Tribunale di Sorveglianza, basata su precedenti penali, mancate collaborazioni e dichiarazioni non veritiere, elementi che impediscono un giudizio favorevole sulla rieducazione.
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Misure alternative: no se c’è pericolosità sociale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato per sfruttamento della prostituzione, confermando il diniego delle misure alternative alla detenzione. La decisione si fonda sulla valutazione della pericolosità sociale del soggetto, desunta dalla gravità del reato, dall'assenza di una revisione critica della propria condotta e dall'inaffidabilità del progetto di reinserimento sociale e lavorativo proposto.
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Confisca di prevenzione: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha confermato la confisca di prevenzione su tre immobili intestati ai figli di un soggetto ritenuto socialmente pericoloso. La Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili, sottolineando che, anche se i beni hanno un'origine lecita, le successive e ingenti ristrutturazioni sono state finanziate con proventi illeciti durante il periodo di pericolosità sociale del padre. La sproporzione tra i redditi dichiarati e il valore degli investimenti è stata un elemento chiave per la decisione, confermando che la misura può colpire l'intero bene quando le migliorie illecite ne alterano la natura e il valore in modo prevalente.
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Motivazione apparente: annullata confisca di prevenzione
La Corte di Cassazione ha annullato la confisca di un'autovettura, disposta come misura di prevenzione, a causa di una motivazione apparente. Nonostante l'assoluzione del ricorrente dal reato di associazione mafiosa, la Corte d'Appello aveva confermato la confisca basandosi su una pericolosità sociale non adeguatamente dimostrata. La Cassazione ha ritenuto il ragionamento del giudice di merito generico e fittizio, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Confisca di prevenzione: quando è legittima?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di due soggetti, padre e figlio, contro un decreto di confisca di prevenzione. La Corte conferma che la misura patrimoniale è legittima se basata su una qualificata pericolosità sociale, desumibile da un'abituale attività delittuosa fonte di reddito, e su una manifesta sproporzione tra i beni posseduti e i redditi dichiarati. La confisca di prevenzione può essere applicata autonomamente, anche senza una misura di prevenzione personale.
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Sorveglianza speciale: quando è legittima? Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una misura di sorveglianza speciale di cinque anni. La Corte ha ritenuto che la pericolosità sociale del soggetto fosse attuale e ben motivata, basandosi sulla sua lunga e ininterrotta carriera criminale, nonostante l'ultimo reato risalisse a qualche anno prima. La misura è stata confermata.
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Pericolosità sociale: motivazione apparente annulla misura
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che applicava una misura di sicurezza basata sulla pericolosità sociale di un individuo. La Corte ha ritenuto la motivazione del Tribunale di Sorveglianza 'apparente' e generica, poiché fondata su informative di polizia non circostanziate e sulla gravità di reati passati, senza un'analisi concreta e attuale degli elementi che dimostrassero un effettivo pericolo. Il caso è stato rinviato per un nuovo giudizio che dovrà basarsi su prove concrete e non su mere presunzioni.
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Confisca di prevenzione: quando è legittima? Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di una confisca di prevenzione su una cospicua somma di denaro trovata nell'abitazione di una coppia. La decisione si fonda sulla ritenuta pericolosità sociale di uno dei coniugi, basata su indizi provenienti da un altro procedimento penale per traffico di stupefacenti, e sulla marcata sproporzione tra il denaro e i redditi leciti dichiarati. La Corte ha ribadito che, una volta dimostrata tale sproporzione, spetta all'interessato fornire la prova della provenienza lecita dei beni, prova che nel caso di specie è stata ritenuta insufficiente. I ricorsi sono stati dichiarati inammissibili.
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Sorveglianza speciale: quando è legittima? Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro l'applicazione della misura della sorveglianza speciale. La Corte ha ritenuto che la pericolosità sociale del soggetto fosse ancora attuale, nonostante un trasferimento e un'attività lavorativa, basandosi su precedenti penali e la refrattarietà alle regole. La Corte ha inoltre confermato la legittimità della proposta del Sostituto Procuratore e dell'imposizione d'ufficio della cauzione.
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Pericolosità sociale: quando il lavoro non basta
La Cassazione ha confermato la misura della libertà vigilata per un individuo, ritenendo attuale la sua pericolosità sociale nonostante avesse un lavoro e avesse cambiato residenza. La decisione si basa sulla gravità del reato pregresso e sui legami non recisi con un'organizzazione criminale, elementi che prevalgono sugli aspetti positivi presentati dal ricorrente.
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Detenzione domiciliare umanitaria: la salute prevale
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Tribunale di Sorveglianza che negava la detenzione domiciliare umanitaria a un detenuto con gravi patologie. La Corte ha stabilito che il giudice non può ignorare una relazione medica che attesta l'incompatibilità con il regime carcerario senza fornire una motivazione tecnica adeguata e senza condurre un'indagine approfondita sulle reali condizioni di salute e sulla concreta possibilità di cura in carcere. Il diritto alla salute e alla dignità del detenuto deve essere bilanciato con la pericolosità sociale solo dopo un accertamento completo dello stato di infermità.
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Pericolosità sociale: quando è attuale per la Legge?
La Cassazione ha confermato una misura di prevenzione basata sulla pericolosità sociale attuale di una donna legata a un clan mafioso. La sua pericolosità è stata ritenuta attuale nonostante il sequestro delle aziende, data la continuità dei suoi comportamenti illeciti dal 2012 al 2021, anche in assenza di condanne definitive per i reati più recenti.
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