LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Pericolosità Sociale — Anno 2024

Pagina 11 di 18

357 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Pericolosità Sociale

Provvedimenti

Revoca misura alternativa: la connivenza è sufficiente?
Un collaboratore di giustizia in detenzione domiciliare partecipa a un'estorsione con metodo mafioso. Sebbene una misura cautelare sia stata revocata per la sua 'mera connivenza', la Cassazione ha confermato la revoca della misura alternativa. La Corte ha stabilito che anche la semplice presenza passiva in un crimine così grave dimostra pericolosità sociale e l'inadeguatezza a beneficiare di misure alternative alla detenzione, legittimando la revoca della misura alternativa.
Continua »
Giustificato Motivo: Matrimonio e Pericolosità Sociale
La Corte di Cassazione ha stabilito che il matrimonio con un cittadino italiano non costituisce un "giustificato motivo" per sottrarsi a un ordine di espulsione se lo straniero è ritenuto socialmente pericoloso. La sentenza chiarisce che la pericolosità, desunta da precedenti condanne, prevale sui legami familiari, rendendo legittima la condanna per inottemperanza all'ordine del questore.
Continua »
Pericolosità sociale: la Cassazione sulla valutazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo contro una misura di prevenzione basata sulla sua pericolosità sociale. Nonostante il tempo trascorso e un periodo di detenzione, la Corte ha ritenuto che l'attuale irreperibilità del soggetto e la sua costante mancanza di un'attività lavorativa fossero elementi sufficienti a confermare la persistenza della pericolosità sociale, giustificando la misura della sorveglianza speciale.
Continua »
Confisca di prevenzione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di confisca di prevenzione contro un soggetto ritenuto socialmente pericoloso e i suoi familiari. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso del soggetto principale e ha rigettato quelli della moglie e della figlia, confermando la confisca dei beni. La decisione si fonda sulla sproporzione tra i beni posseduti e i redditi leciti, e sulla presunzione legale che i beni intestati ai familiari siano in realtà nella disponibilità del soggetto pericoloso, in assenza di prove contrarie inequivocabili.
Continua »
Pericolosità sociale: i limiti del ricorso in Cassazione
Un soggetto ricorre in Cassazione contro una misura di prevenzione basata sulla sua presunta pericolosità sociale. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che in materia di prevenzione il suo sindacato è limitato alla sola violazione di legge e non può estendersi alla logicità della motivazione, se questa non è meramente apparente o inesistente.
Continua »
Pericolosità sociale: quando la confisca è legittima
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una misura di prevenzione, confermando la confisca dei beni. La decisione si basa sulla valutazione della pericolosità sociale attuale del soggetto, provata da condotte recenti e non superata da brevi e sporadici rapporti di lavoro. La sentenza ribadisce i limiti del sindacato di legittimità sulla motivazione dei giudici di merito.
Continua »
Pene sostitutive: limiti alla discrezionalità del giudice
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che concedeva la detenzione domiciliare, come pena sostitutiva, con un permesso di uscita di quattro ore giornaliere a un soggetto ritenuto socialmente pericoloso. La Suprema Corte ha ravvisato una palese contraddizione tra il riconoscere l'elevata pericolosità del condannato e l'applicare una misura con modalità così ampie, ritenute inadeguate a prevenire la reiterazione dei reati. Il caso evidenzia i limiti del potere discrezionale del giudice nell'applicazione delle pene sostitutive.
Continua »
Pericolosità sociale: confisca e limiti temporali
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione della Corte d'Appello che confermava la confisca di beni a due soggetti. Il motivo risiede nell'errata determinazione del periodo di pericolosità sociale, basata su reati solo tentati e procedimenti archiviati, senza una prova concreta del profitto illecito. La Corte ha rinviato il caso per una nuova valutazione, imponendo un'analisi più rigorosa e il rispetto dei principi sulla redditività effettiva delle condotte e sulla tutela del domicilio familiare.
Continua »
Confisca per sproporzione: il mutuo non salva l’immobile
La Corte di Cassazione ha confermato la confisca per sproporzione di due immobili acquistati tramite l'accollo di un mutuo. Secondo la Corte, la stipula di un finanziamento non è sufficiente a dimostrare la provenienza lecita delle risorse se esiste una manifesta sproporzione tra il valore del bene e i redditi dichiarati dal soggetto, già ritenuto socialmente pericoloso. L'onere di provare la capacità di rimborsare il debito con fondi leciti ricade sull'interessato.
Continua »
Motivazione apparente: annullata confisca e misura
La Corte di Cassazione ha annullato un provvedimento di confisca e sorveglianza speciale a causa di una motivazione apparente. La Corte d'Appello aveva omesso di considerare un elemento decisivo: l'annullamento di un'ordinanza cautelare in un procedimento penale chiave, utilizzato per datare l'inizio della pericolosità sociale del soggetto. Questa grave lacuna motivazionale ha reso la decisione illegittima, portando al rinvio per un nuovo esame che dovrà correttamente perimetrare il periodo di pericolosità e, di conseguenza, i beni confiscabili.
Continua »
Rivalutazione pericolosità sociale: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo sottoposto a sorveglianza speciale, che lamentava la mancata rivalutazione della sua pericolosità sociale a seguito di un periodo di detenzione. La Corte ha chiarito che tale rivalutazione è obbligatoria solo se trascorrono più di due anni tra l'emissione della misura di prevenzione e la sua esecuzione, condizione non verificatasi nel caso di specie, dove l'intervallo temporale e la durata della detenzione erano inferiori ai limiti di legge.
Continua »
Pericolosità sociale: Cassazione su proroga regime
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto contro la proroga del suo regime di detenzione differenziato. La decisione si fonda sulla valutazione della sua persistente pericolosità sociale, desunta dal suo ruolo di spicco in un clan criminale ancora attivo e dalla mancata dissociazione. La Corte ha ribadito che per giustificare tali misure è sufficiente una ragionevole probabilità, non la certezza, che il soggetto possa mantenere contatti con l'organizzazione di appartenenza.
Continua »
Regime 41-bis: proroga legittima senza dissociazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto contro la proroga del regime 41-bis. La Corte ha confermato la decisione del Tribunale di Sorveglianza, ritenendo che la valutazione sulla persistente pericolosità sociale e sulla capacità di mantenere legami con il sodalizio criminale di appartenenza fosse logica e ben motivata, data l'assenza di qualsiasi forma di dissociazione e il ruolo di vertice ricoperto dal soggetto.
Continua »
Confisca di prevenzione: udienza pubblica è un diritto
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto di confisca di prevenzione relativo a numerosi beni. L'annullamento si fonda su due motivi principali: la violazione del diritto a un'udienza pubblica, richiesta dalla difesa ma negata dalla corte d'appello, e la motivazione insufficiente riguardo alla presunta intestazione fittizia di beni a terzi (familiari del soggetto proposto), i quali avevano fornito prove della loro autonomia economica. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per un nuovo giudizio.
Continua »
Competenza territoriale misure prevenzione: la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una misura di prevenzione patrimoniale. La sentenza stabilisce che la competenza territoriale nelle misure di prevenzione si determina in base al luogo dove la pericolosità sociale del soggetto si manifesta con maggiore continuità e attualità, non necessariamente dove risiede. Viene inoltre rigettato per genericità il motivo sull'origine lecita dei beni, data la sproporzione tra i redditi dichiarati e il patrimonio accumulato.
Continua »
Ricorso inammissibile: valutazione di merito preclusa
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per la violazione di una misura di prevenzione. La Corte ribadisce che il suo ruolo è di legittimità e non può riesaminare i fatti già valutati dai giudici di merito. Viene confermato anche il diniego delle attenuanti generiche a causa dei precedenti penali e della pericolosità sociale del soggetto, rendendo il ricorso inammissibile.
Continua »
Violazione sorveglianza speciale: quando è reato?
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di una misura cautelare in carcere per la violazione sorveglianza speciale. Il ricorso, basato sulla presunta mancata rivalutazione della pericolosità sociale dell'indagato dopo un periodo di detenzione, è stato rigettato. La Corte ha chiarito che se la misura di prevenzione è stata recentemente prorogata a seguito di una specifica verifica, essa rimane pienamente efficace, rendendo la violazione delle sue prescrizioni un reato.
Continua »
Pericolosità sociale: Cassazione nega la scarcerazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per tentato omicidio aggravato e porto d'armi contro la misura di custodia cautelare in carcere. La Corte ha ritenuto che, nonostante il tempo trascorso e la disponibilità di un nuovo domicilio, la sua elevata pericolosità sociale e la gravità dei reati commessi giustificano il mantenimento della misura detentiva, considerandola l'unica idonea a prevenire la reiterazione del reato.
Continua »
Affidamento in prova: no se c’è pericolosità sociale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato a cui era stato negato l'affidamento in prova. Nonostante fosse già in regime di semilibertà, un recente episodio di minacce gravi verso la ex compagna ha dimostrato una persistente pericolosità sociale. Secondo la Corte, questo comportamento indica che il percorso di rieducazione non è sufficientemente avanzato per una misura basata sulla fiducia come l'affidamento in prova, rendendo più idonea la prosecuzione del regime di semilibertà, caratterizzato da maggiori controlli.
Continua »
Aggravamento misura di sicurezza: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto sottoposto a libertà vigilata. La commissione di nuovi e gravi reati, come detenzione di armi e stupefacenti, ha dimostrato un aumento della sua pericolosità sociale, giustificando l'aggravamento misura di sicurezza. Il ricorso è stato respinto anche per genericità, non avendo allegato le prove a sostegno delle proprie tesi.
Continua »