LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Misura Di Prevenzione — Anno 2024

Pagina 5 di 8

155 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Misura Di Prevenzione

Provvedimenti

Pericolosità sociale: quando studio e lavoro non bastano
Un soggetto sottoposto a sorveglianza speciale per presunti legami mafiosi ha contestato la sua attuale pericolosità sociale, evidenziando il suo percorso di studi e reinserimento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che tali elementi positivi non bastano a superare solidi indizi di un ruolo centrale ancora attivo in un'organizzazione criminale. La valutazione della pericolosità sociale deve essere complessiva e l'attualità del pericolo è stata ritenuta correttamente motivata dai giudici di merito.
Continua »
Pericolosità sociale: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di un soggetto la cui pericolosità sociale era stata confermata dalla Corte d'Appello. La Suprema Corte ha ribadito che, in materia di misure di prevenzione, il ricorso per cassazione è consentito solo per violazione di legge e non per contestare la logicità della motivazione, a meno che questa non sia totalmente assente o meramente apparente. Nel caso specifico, la motivazione del giudice di merito è stata ritenuta adeguata, in quanto basata sulla mancata dissociazione dal passato criminale e sul ritorno nel territorio di influenza dell'organizzazione di appartenenza.
Continua »
Efficacia misura di prevenzione: Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per violazione della sorveglianza speciale, stabilendo che l'efficacia della misura di prevenzione è sospesa dopo un periodo di detenzione superiore a due anni. Per riattivarla, è necessaria una nuova valutazione della pericolosità sociale da parte del giudice, notificata all'interessato. In assenza di tale provvedimento al momento del fatto, la violazione non costituisce reato.
Continua »
Reato istantaneo: la Cassazione sul ne bis in idem
Un soggetto condannato per la violazione di una misura di prevenzione ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo di essere già stato giudicato per gli stessi fatti e invocando il principio del 'ne bis in idem'. L'imputato qualificava il reato come permanente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, specificando che la violazione di una misura di prevenzione costituisce un reato istantaneo. Ogni singola violazione è un reato autonomo e distinto, pertanto la reiterazione delle condotte non impedisce un nuovo processo per i fatti avvenuti in un diverso arco temporale.
Continua »
Sorveglianza speciale: prevale sulla libertà vigilata?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la misura di prevenzione della sorveglianza speciale non può essere eseguita se il soggetto è già sottoposto alla misura di sicurezza della libertà vigilata. Annullando la decisione della Corte d'Appello, che aveva dato priorità alla sorveglianza speciale, la Suprema Corte ha riaffermato il principio di continuità della misura già in esecuzione, come previsto dall'art. 13 del D.Lgs. 159/2011. La sentenza chiarisce che la legge non consente un'esecuzione simultanea e che la misura preventiva, in questo caso, cessa i suoi effetti.
Continua »
Ricorso in Cassazione: motivi nuovi inammissibili
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso avverso una condanna per violazione di una misura di prevenzione. Il ricorrente sosteneva la nullità della misura, ma il motivo è stato ritenuto inammissibile perché sollevato per la prima volta in Cassazione e richiedente un'indagine di fatto preclusa in sede di legittimità.
Continua »
Attualità della pericolosità: onere della prova
La Cassazione annulla una misura di sorveglianza speciale per mancanza di prova sull'attualità della pericolosità. La Corte sottolinea che una vecchia condanna non basta a presumerla, ma servono fatti specifici. Annullata anche una confisca a un terzo per motivazione apparente.
Continua »
Pericolosità sociale: la Cassazione sulla valutazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo contro una misura di prevenzione basata sulla sua pericolosità sociale. Nonostante il tempo trascorso e un periodo di detenzione, la Corte ha ritenuto che l'attuale irreperibilità del soggetto e la sua costante mancanza di un'attività lavorativa fossero elementi sufficienti a confermare la persistenza della pericolosità sociale, giustificando la misura della sorveglianza speciale.
Continua »
Confisca di prevenzione: i limiti per i terzi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi contro una confisca di prevenzione di beni intestati alla moglie, alla figlia e a un'altra terza persona, ma ritenuti nella disponibilità indiretta di un soggetto socialmente pericoloso. La Corte ha ribadito che sui familiari grava una presunzione di intestazione fittizia, superabile solo con una prova rigorosa della lecita provenienza dei fondi e dell'estraneità del proposto all'acquisto e gestione dei beni.
Continua »
Pericolosità attuale: la Cassazione e la confisca
La Corte di Cassazione ha confermato la misura di prevenzione della sorveglianza speciale e la confisca di beni nei confronti di un soggetto ritenuto socialmente pericoloso. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché la valutazione sulla pericolosità attuale, anche a fronte di un lungo periodo di latitanza, e sulla sproporzione dei beni, rientra nel merito e non può essere rivalutata in sede di legittimità se la motivazione del giudice precedente è logica e coerente.
Continua »
Pericolosità sociale: quando la confisca è legittima
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una misura di prevenzione, confermando la confisca dei beni. La decisione si basa sulla valutazione della pericolosità sociale attuale del soggetto, provata da condotte recenti e non superata da brevi e sporadici rapporti di lavoro. La sentenza ribadisce i limiti del sindacato di legittimità sulla motivazione dei giudici di merito.
Continua »
Annullamento misura di prevenzione: il fatto non sussiste
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la condanna di un soggetto per la violazione degli obblighi di sorveglianza speciale. La decisione si fonda sul principio che l'annullamento della misura di prevenzione originaria per un vizio di legittimità, come l'incompetenza territoriale, ha effetto retroattivo (ex tunc). Di conseguenza, venendo meno il presupposto giuridico dell'obbligo, la sua violazione non costituisce più reato, portando a un'assoluzione con la formula 'perché il fatto non sussiste'.
Continua »
Motivazione apparente: annullata confisca e misura
La Corte di Cassazione ha annullato un provvedimento di confisca e sorveglianza speciale a causa di una motivazione apparente. La Corte d'Appello aveva omesso di considerare un elemento decisivo: l'annullamento di un'ordinanza cautelare in un procedimento penale chiave, utilizzato per datare l'inizio della pericolosità sociale del soggetto. Questa grave lacuna motivazionale ha reso la decisione illegittima, portando al rinvio per un nuovo esame che dovrà correttamente perimetrare il periodo di pericolosità e, di conseguenza, i beni confiscabili.
Continua »
Foglio di via nullo senza residenza effettiva
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per violazione del foglio di via obbligatorio, stabilendo un principio fondamentale: la misura di prevenzione è illegittima se il destinatario è privo di una residenza effettiva e abituale. La mera iscrizione anagrafica non è sufficiente. Il caso riguardava un individuo, formalmente residente in una città ma di fatto senza fissa dimora, a cui era stato ordinato di tornare in quel comune e di non recarsi a Bologna. La Corte ha chiarito che l'ordine di rientro e il divieto di ritorno sono inscindibili e presuppongono l'esistenza di un luogo concreto dove la persona vive abitualmente, altrimenti la misura perde la sua funzione preventiva. Il processo è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione che accerti l'effettiva situazione abitativa dell'imputato all'epoca dei fatti.
Continua »
Rivalutazione pericolosità sociale: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo sottoposto a sorveglianza speciale, che lamentava la mancata rivalutazione della sua pericolosità sociale a seguito di un periodo di detenzione. La Corte ha chiarito che tale rivalutazione è obbligatoria solo se trascorrono più di due anni tra l'emissione della misura di prevenzione e la sua esecuzione, condizione non verificatasi nel caso di specie, dove l'intervallo temporale e la durata della detenzione erano inferiori ai limiti di legge.
Continua »
Appello Misure di Prevenzione: la Cassazione decide
Un gruppo di persone ha proposto ricorso in Cassazione contro il rigetto di un'istanza di revoca di una confisca, misura di prevenzione patrimoniale disposta anni prima. La Suprema Corte ha stabilito che il mezzo di impugnazione corretto non è il ricorso per cassazione, bensì l'appello. Di conseguenza, ha riqualificato l'impugnazione come appello misure di prevenzione e ha trasmesso gli atti alla competente Corte d'Appello, applicando il principio di conservazione degli atti giuridici.
Continua »
Obbligo comunicazione patrimoniale: vale retroattivamente
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo sottoposto a sorveglianza speciale che aveva omesso di comunicare variazioni patrimoniali. La Corte ha stabilito che l'obbligo di comunicazione patrimoniale si applica anche se la misura di prevenzione è diventata definitiva prima dell'entrata in vigore della norma che lo ha introdotto. Inoltre, la detenzione del soggetto non sospende tale obbligo.
Continua »
Sorveglianza speciale: quando va rivalutata?
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce i presupposti per la rivalutazione della pericolosità sociale in caso di sospensione della sorveglianza speciale. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto che, violando le prescrizioni, sosteneva l'inefficacia della misura a seguito di una lunga sospensione. È stato stabilito che solo la detenzione per espiazione di una pena superiore a due anni, e non la custodia cautelare, impone una nuova verifica della pericolosità.
Continua »
Pericolosità sociale: due concetti distinti
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un individuo contro una misura di prevenzione, chiarendo che la valutazione della pericolosità sociale per le misure di prevenzione è autonoma e più ampia di quella per le misure di sicurezza. La revoca di una misura di sicurezza come la libertà vigilata non impedisce l'applicazione di una misura di prevenzione se persistono indizi di una vita dedita al crimine. Inoltre, non vi è violazione del divieto di *reformatio in pejus* se la corte d'appello, dopo un annullamento con rinvio, conferma la decisione di primo grado.
Continua »
Sorveglianza speciale: quando è legittima? Cassazione
La Corte di Cassazione conferma la legittimità della sorveglianza speciale per un individuo ritenuto socialmente pericoloso in quanto viveva abitualmente dei proventi di reati contro il patrimonio. La sentenza chiarisce che la prova dei profitti può essere dedotta implicitamente dalla natura dei reati e dall'assenza di redditi leciti. L'appello è stato dichiarato in parte infondato e in parte inammissibile, ribadendo che la valutazione sull'adeguatezza dell'obbligo di soggiorno è di competenza dei giudici di merito e non può essere sindacata in sede di legittimità.
Continua »