LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Misura Di Prevenzione — Anno 2023

Pagina 9 di 11

213 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Misura Di Prevenzione

Provvedimenti

Assolto ma resta sorvegliato: la pericolosità sociale vince
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'assoluzione da un reato non comporta la revoca automatica della sorveglianza speciale. La valutazione sulla persistente pericolosità sociale del soggetto deve essere globale e attuale. Nel caso specifico, un uomo chiedeva la fine della misura dopo un'assoluzione, ma i giudici hanno confermato la sua pericolosità sociale. Pesavano infatti una condanna per un altro reato aggravato dal metodo mafioso e la frequentazione di altri criminali. La Corte ha quindi respinto il ricorso, affermando che il giudizio sulla pericolosità sociale considera tutti gli elementi disponibili, senza automatismi legati a un singolo esito processuale.
Continua »
Revocazione della confisca: quando una prova non è ‘nuova’
La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta di revocazione della confisca per prova nuova presentata da un soggetto sottoposto a misura di prevenzione e dai suoi familiari. Essi avevano prodotto una nuova perizia sul valore di un immobile e documenti sui pagamenti del mutuo, sostenendo che dimostrassero la provenienza lecita dei beni. I Giudici hanno stabilito che tali elementi non costituiscono 'prova nuova' ai sensi di legge. La perizia era una mera rivalutazione di dati già esaminati, mentre la documentazione sul mutuo riguardava fatti noti che si sarebbero dovuti presentare nel procedimento originario. La sentenza chiarisce che la prova nuova deve essere sopravvenuta o incolpevolmente scoperta dopo la decisione definitiva, non un tentativo di ottenere un secondo giudizio su elementi già noti. La confisca è stata quindi confermata.
Continua »
Aggravamento Misura di Prevenzione: Stesso Fatto, Doppia Sanzione?
Un soggetto, già sottoposto a sorveglianza speciale, viene indagato per un nuovo reato di mafia. Questo fatto viene usato prima per riattivare la misura sospesa e poi per disporne un aggravamento. La difesa lamenta la violazione del principio del 'ne bis in idem' (non si può essere giudicati due volte per lo stesso fatto). La Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'aggravamento misura di prevenzione è legittimo. I due procedimenti, infatti, hanno scopi diversi: il primo valuta la persistenza della pericolosità, il secondo il suo aumento. Pertanto, usare lo stesso fatto per due valutazioni distinte non viola alcuna norma.
Continua »
Sorveglianza Speciale: Ricorso Inutile se la Pericolosità è Recente
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo sottoposto alla misura della sorveglianza speciale per la sua attuale pericolosità sociale. Il soggetto contestava la decisione dei giudici di merito come illogica. La Suprema Corte ha ribadito un principio fondamentale: nei procedimenti di prevenzione, il ricorso in Cassazione è consentito solo per 'violazione di legge' e non per criticare la logica della motivazione. Poiché il ricorso era generico e basato su un motivo non ammesso, è stato respinto, confermando la misura della sorveglianza speciale e condannando il ricorrente al pagamento delle spese.
Continua »
Pericolosità Sociale: Cibo non sicuro e resistenza bastano
Un individuo è stato sottoposto a sorveglianza speciale per la sua ritenuta pericolosità sociale, basata su condanne per vendita di prodotti alimentari non a norma e resistenza a pubblico ufficiale. L'uomo ha contestato la decisione, sostenendo che tali reati non fossero abbastanza gravi da giustificare la misura. La Corte di Cassazione ha respinto questa tesi, stabilendo che anche reati come la frode alimentare e la resistenza ledono la sicurezza e la salute pubblica, confermando quindi la valutazione di pericolosità sociale. Tuttavia, ha annullato con rinvio la parte della sentenza relativa all'obbligo di soggiorno per un difetto di motivazione, richiedendo una nuova valutazione su quel singolo punto.
Continua »
Pericolosità Sociale: Reati Vecchi Giustificano Misure Attuali
La Corte di Cassazione ha confermato una misura di prevenzione (sorveglianza speciale) verso un soggetto con precedenti per spaccio e armi. La difesa sosteneva che i reati fossero troppo vecchi per dimostrare un pericolo attuale. I giudici hanno invece stabilito che l'attualità della pericolosità sociale può essere desunta anche da condanne passate, pure per reati di natura diversa. Se questi fatti, uniti ad altri elementi come la presenza di ulteriori misure cautelari, delineano una stabile dedizione al crimine, la misura preventiva è legittima. Il ricorso è stato quindi respinto perché la valutazione del giudice di merito era corretta.
Continua »
Divieto uso cellulare del Questore: legittimo se impugnabile
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un individuo per aver violato un ordine del Questore. L'ordine, emesso come misura di prevenzione, includeva il divieto di usare il cellulare. L'imputato sosteneva che tale divieto fosse incostituzionale. La Corte ha respinto questa tesi, stabilendo che il **Divieto uso cellulare del Questore** è legittimo. La sua validità si fonda sulla possibilità per il cittadino di impugnare il provvedimento davanti a un giudice, garantendo così il controllo giurisdizionale. Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile e la condanna è diventata definitiva.
Continua »
Casa intestata a terzi: la Confisca di prevenzione vince
La Corte di Cassazione ha confermato la Confisca di prevenzione di un box e un appartamento, ritenuti nella disponibilità di un soggetto socialmente pericoloso per reati di droga. I beni erano intestati a terzi, rispettivamente l'ex convivente e un'altra persona. I giudici hanno dichiarato inammissibili i ricorsi presentati. Quello del soggetto pericoloso è stato respinto perché riproponeva questioni di fatto già decise. Quello della terza intestataria dell'immobile è stato bloccato da un vizio di forma: il suo avvocato non aveva la necessaria procura speciale per agire. La decisione di confisca è quindi diventata definitiva.
Continua »
Revoca Misura di Prevenzione: la Cassazione sceglie il giudice
La Corte di Cassazione risolve un conflitto tra Tribunale e Corte d'Appello sulla competenza a decidere la revoca di una sorveglianza speciale. Un soggetto, con la misura ancora in fase di appello, ne chiedeva la cessazione per assenza di pericolosità sociale. Entrambi gli uffici giudiziari si dichiaravano incompetenti. La Cassazione stabilisce un principio chiaro: la competenza revoca misura di prevenzione, quando il provvedimento non è definitivo, spetta sempre al giudice dell'appello. Questo perché tale giudice sta già valutando nel merito la pericolosità del soggetto. Di conseguenza, la Corte d'Appello è stata dichiarata competente a decidere.
Continua »
Lavoro onesto non basta: confermata la sorveglianza speciale
Un individuo, sottoposto a sorveglianza speciale per due anni a causa della sua ritenuta pericolosità sociale, ha presentato ricorso in Cassazione. Sosteneva di aver cambiato vita dal 2016, svolgendo un'onesta attività lavorativa, e che quindi la misura non fosse più attuale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, dichiarandolo inammissibile. Ha chiarito che in sede di legittimità non si può rivalutare la pericolosità del soggetto, ma solo verificare la corretta applicazione della legge. La motivazione dei giudici di merito è stata ritenuta logica e sufficiente, confermando così la sorveglianza speciale.
Continua »
Confisca e COVID: la sospensione dei termini procedurali salva l’atto
Un soggetto ricorre in Cassazione sostenendo che il decreto di confisca dei suoi beni sia nullo perché depositato oltre il termine di legge. L'errore, secondo la difesa, risiede nel calcolo della sospensione dei termini procedurali introdotta per l'emergenza COVID-19. La Corte d'Appello aveva considerato un periodo di 98 giorni. La Cassazione, invece, corregge il calcolo, stabilendo che la sospensione corretta è di 64 giorni. Sulla base di questo ricalcolo, il decreto di confisca risulta depositato in tempo utile. Il ricorso viene quindi respinto e la confisca confermata, stabilendo un principio chiaro sul calcolo dei termini durante la pandemia.
Continua »
Soldi in casa e auto di lusso: scatta la Confisca di prevenzione
La Corte di Cassazione ha confermato la Confisca di prevenzione di oltre 71.000 euro e di un'auto di lusso a carico di due fratelli. Uno dei due era stato giudicato socialmente pericoloso e il denaro, trovato in un appartamento di cui aveva le chiavi, è stato ritenuto di provenienza illecita. La difesa sosteneva che i beni appartenessero al fratello imprenditore, ma non ha fornito prove sufficienti. La Corte ha stabilito che il giudice delle misure di prevenzione può valutare autonomamente i fatti, anche se non hanno portato a una condanna penale, per giustificare la confisca. L'appello è stato quindi respinto.
Continua »
Competenza Misure di Prevenzione: non la residenza ma la pericolosità
Un soggetto, ritenuto socialmente pericoloso per atti persecutori, ha contestato la sorveglianza speciale disposta dal Tribunale di Venezia, sostenendo che la competenza fosse del Tribunale di Prato, suo luogo di residenza. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale sulla competenza territoriale misure di prevenzione: non conta la dimora del soggetto, ma il luogo dove la sua pericolosità sociale si manifesta con maggiore intensità. In questo caso, il luogo di residenza della vittima. La decisione del Tribunale di Venezia è stata quindi confermata.
Continua »
Contrasto tra dispositivo e motivazione: assolto ma condannato
Un uomo, condannato per aver violato un obbligo derivante da una misura di prevenzione, si trova di fronte a una sentenza d'appello schizofrenica. Il dispositivo letto in udienza lo assolve, ma la motivazione scritta in seguito conferma la sua condanna. La Corte di Cassazione interviene per risolvere questo insanabile contrasto tra dispositivo e motivazione. Stabilisce che una contraddizione così radicale, che oppone assoluzione e condanna, non può essere sanata. Di conseguenza, la sentenza d'appello è nulla e deve essere annullata, con la necessità di celebrare un nuovo processo.
Continua »
Violazione Misura di Prevenzione: Panico non provato, condanna sì
Un uomo sottoposto a sorveglianza speciale viene condannato per essersi allontanato dal suo comune. Si giustifica sostenendo di aver avuto un attacco di panico, invocando lo stato di necessità. La Corte di Cassazione, però, conferma la condanna per la violazione misura di prevenzione. I giudici stabiliscono che la sua versione dei fatti è smentita dalle prove, come testimonianze e referti medici. Viene inoltre negata l'applicazione della 'particolare tenuità del fatto' a causa dei suoi precedenti penali. Il ricorso è dichiarato inammissibile e la condanna diventa definitiva.
Continua »
Daspo con obbligo di presentazione: legittimo anche senza violenza
Un tifoso ha ricevuto un Daspo con obbligo di presentazione per otto anni per aver partecipato a un corteo non autorizzato prima di una partita, brandendo un'asta di plastica. Nonostante non avesse commesso violenze dirette, la Corte di Cassazione ha confermato la misura. I giudici hanno ritenuto che la sua partecipazione attiva al corteo provocatorio e i suoi precedenti penali per rissa dimostrassero una concreta e attuale pericolosità sociale. La sentenza stabilisce che per l'applicazione del Daspo non è necessario un atto violento individuale, ma è sufficiente prendere parte a un'azione di gruppo idonea a creare pericoli per l'ordine pubblico.
Continua »
Pericolosità Sociale non attuale: Cassazione annulla la sorveglianza
La Corte di Cassazione ha annullato una misura di prevenzione (sorveglianza speciale) applicata a un soggetto sulla base di una condanna non definitiva per traffico di stupefacenti. I giudici hanno stabilito un principio fondamentale: non si può presumere l'attualità della pericolosità sociale solo da un precedente penale. È necessario un accertamento concreto e attuale, basato su elementi specifici che dimostrino come quella persona sia pericolosa *oggi*. Una motivazione generica, che non correla i fatti passati alla situazione presente, è illegittima. La decisione rafforza le garanzie individuali, imponendo ai tribunali una valutazione rigorosa e non automatica.
Continua »
Lite e Rifiuti: Niente Riabilitazione da Misura di Prevenzione
La Cassazione ha negato la riabilitazione da misura di prevenzione a un individuo. Nonostante l'assenza di nuovi reati, l'uomo si era reso protagonista di una lite condominiale e di uno sversamento illecito di rifiuti edili. Secondo i giudici, questi episodi dimostrano la mancanza di una 'buona condotta' costante e genuina. Per ottenere la riabilitazione non basta astenersi dal commettere crimini, ma è necessario fornire prove concrete di un cambiamento radicale e di un duraturo rispetto delle regole della convivenza sociale. Anche singoli episodi negativi possono essere sufficienti a bloccare il beneficio.
Continua »
Sorveglianza Speciale al Detenuto: Legittima Anche in Carcere
Un uomo, detenuto ininterrottamente dal 1993, si è visto applicare la misura della sorveglianza speciale. Ha contestato la decisione, sostenendo che fosse incompatibile con il suo stato di detenzione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: la legittimità della **sorveglianza speciale al detenuto**. La misura può essere decisa anche durante la carcerazione, ma la sua esecuzione viene sospesa. Solo al momento della scarcerazione, un giudice valuterà nuovamente se la persona è ancora socialmente pericolosa e, in caso affermativo, darà il via alla sorveglianza. Viene quindi confermata la piena compatibilità tra la decisione e lo stato di detenzione.
Continua »
Mancato Avviso di Trattazione in Assenza: Notifica Valida
Un soggetto, destinatario di una misura di prevenzione, ha contestato la validità del decreto di citazione all'udienza. Il motivo era la mancanza dell'avviso di trattazione in assenza, cioè l'avvertimento che il procedimento sarebbe proseguito anche senza la sua presenza. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso. Ha stabilito che il procedimento per le misure di prevenzione segue regole speciali. Queste regole non prevedono tale avviso come obbligatorio, a differenza del processo penale ordinario. La notifica è un semplice invito a difendersi e la sua validità non è compromessa da questa omissione. Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
Continua »