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Misura Di Prevenzione — Anno 2023

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213 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Misura Di Prevenzione

Provvedimenti

Attualità della pericolosità: Cassazione annulla confisca
Un soggetto, detenuto da decenni per associazione mafiosa, era stato sottoposto a sorveglianza speciale e alla confisca di beni intestati ai familiari. La Corte di Cassazione ha annullato tale provvedimento, sottolineando la mancanza di prove sull'attualità della pericolosità sociale. La Corte ha stabilito che presunzioni basate su fatti remoti non sono sufficienti per giustificare né le misure personali né quelle patrimoniali, per le quali serve una prova concreta della riconducibilità dei beni al soggetto proposto.
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Spaccio lieve: quando il ricorso è inammissibile
Un soggetto agli arresti domiciliari per cessione di stupefacenti ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo la riqualificazione del reato in spaccio lieve (art. 73, comma 5, d.P.R. 309/90). La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per due motivi principali: la carenza di interesse, poiché la sola riqualificazione giuridica non avrebbe comportato un'automatica modifica della misura cautelare in atto, e la genericità del motivo, dato che il tribunale del riesame aveva correttamente valutato una pluralità di indici (sistematicità, uso dell'abitazione, ecc.) e non solo la condizione di sorvegliato speciale dell'indagato. La sentenza ribadisce che la valutazione per lo spaccio lieve deve essere complessiva e unitaria.
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Pericolosità attuale: la Cassazione e i fatti nuovi
Un soggetto sottoposto a misura di prevenzione ha contestato la valutazione della sua pericolosità attuale basata su fatti emersi dopo la decisione di primo grado. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il giudice d'appello può legittimamente considerare elementi sopravvenuti per confermare la persistenza della pericolosità sociale, senza che ciò costituisca una violazione di legge.
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Recidiva e ricorso inammissibile: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per reati legati agli stupefacenti. La richiesta di escludere la recidiva è stata giudicata manifestamente infondata a causa dei numerosi e gravi precedenti penali dell'individuo, tra cui rapina e furto, e della sua pregressa sottoposizione alla sorveglianza speciale. La Corte ha ritenuto che la ripetizione dei crimini dimostrasse una persistente pericolosità sociale, giustificando la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: criteri per la continuazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile, ribadendo i principi fondamentali in materia di esecuzione della pena. La sentenza sottolinea che la richiesta di applicazione della continuazione tra reati deve essere specifica e non generica. Inoltre, chiarisce che le questioni già coperte da giudicato non possono essere riesaminate e che i periodi di sottoposizione a misure di prevenzione, come la sorveglianza speciale, non sono detraibili dalla pena detentiva da scontare.
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Ricorso misure di prevenzione: limiti in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto contro l'applicazione della misura di prevenzione della sorveglianza speciale. La decisione ribadisce che il ricorso per cassazione contro le misure di prevenzione è consentito solo per violazione di legge, escludendo la possibilità di contestare la manifesta illogicità o contraddittorietà della motivazione, se non nei casi estremi di motivazione assente o meramente apparente.
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Pericolosità qualificata: limiti ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo sottoposto a sorveglianza speciale per pericolosità qualificata legata a reati di mafia. Il ricorrente contestava la mancanza di 'attualità' della sua pericolosità e la violazione della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU). La Corte ha stabilito che la valutazione nel merito della pericolosità non è sindacabile in Cassazione se non per vizi logici evidenti e ha distinto il caso dalla pericolosità 'generica' già censurata dalla Corte EDU, confermando la legittimità della misura.
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Pericolosità sociale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Procuratore Generale contro la decisione di non applicare misure di prevenzione e confisca a un soggetto. La Corte ha stabilito che la valutazione della durata e dell'attualità della pericolosità sociale è una questione di merito non sindacabile in sede di legittimità, se adeguatamente motivata. In questo caso, la pericolosità è stata ritenuta sporadica e non continuativa, e i beni acquisiti in periodi non correlati all'attività illecita, facendo così mancare i presupposti per la confisca.
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Sorveglianza speciale: limiti delle prescrizioni
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un soggetto sottoposto a sorveglianza speciale, il quale contestava la legittimità di alcune prescrizioni ritenute generiche (come 'vivere onestamente') e la durata della misura. La Corte ha stabilito che tali prescrizioni, pur non integrando reato in caso di violazione, sono legittime come regole di condotta e possono portare a un aggravamento della misura. È stata inoltre confermata la proporzionalità della durata della sorveglianza speciale, in quanto adeguatamente motivata dalla pericolosità sociale del soggetto.
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Foglio di via obbligatorio: i requisiti di validità
La Cassazione annulla una condanna per violazione del foglio di via obbligatorio. La Corte stabilisce che l'atto è illegittimo se, oltre al divieto di ritorno, manca l'esplicito ordine di rientro nel comune di residenza, elemento essenziale per la validità della misura.
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Revoca patente e misure prevenzione: chi decide?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10925/2023, ha stabilito che la competenza a decidere sui ricorsi contro la revoca patente, disposta dal Prefetto a seguito di una misura di prevenzione, spetta al giudice civile ordinario e non al giudice della prevenzione. Il caso riguardava un soggetto sottoposto a sorveglianza speciale che, una volta scarcerato, aveva chiesto al giudice della prevenzione la restituzione del titolo di guida per esigenze lavorative. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che l'impugnazione del provvedimento prefettizio attiene alla tutela di un diritto soggettivo e rientra quindi nella giurisdizione del tribunale civile.
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Pericolosità sociale: l’assoluzione va valutata
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto che applicava una misura di prevenzione, stabilendo che la valutazione della pericolosità sociale attuale di un individuo non può ignorare una successiva sentenza di assoluzione. Secondo la Corte, il giudice deve considerare tutti gli elementi recenti, compresa un'assoluzione, e non può basarsi unicamente su condanne passate o sulla presunzione di stabilità di un vincolo associativo, specialmente se smentita da prove contrarie. La decisione sottolinea la necessità di una motivazione puntuale e aggiornata per giustificare l'applicazione di misure restrittive della libertà personale.
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Pericolosità sociale: presunzione e onere della prova
Una donna è stata sottoposta a sorveglianza speciale per presunti legami con un clan mafioso. Ha impugnato la decisione, sostenendo la mancanza di una pericolosità sociale attuale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando il principio della presunzione di pericolosità sociale per i membri di associazioni mafiose. La Corte ha chiarito che solo una dissociazione attiva e provata, e non il semplice trascorrere del tempo o la buona condotta in carcere, può superare tale presunzione, sottolineando l'autonomia del procedimento di prevenzione rispetto a quello penale.
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