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Marchio Di Forma

8 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

È un tipo di marchio che protegge la forma tridimensionale di un prodotto o della sua confezione, a condizione che sia distintiva e non dettata dalla natura stessa del prodotto o da esigenze tecniche.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Marchio di forma: tutela e onere probatorio per la Cassazione
Una celebre casa di moda cita in giudizio un'azienda concorrente per contraffazione e concorrenza sleale, lamentando l'imitazione di due iconici modelli di borsa registrati come marchio di forma. I giudici di merito respingono le domande attrici e dichiarano nulli i marchi per difetto di capacità distintiva, addossando alla maison l'onere di provare la notorietà tramite sondaggi demoscopici. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso della casa di moda. I Supremi Giudici stabiliscono che la registrazione crea una presunzione di validità: spetta a chi contesta il titolo dimostrarne la nullità. Inoltre, la notorietà e la capacità distintiva possono essere dimostrate con qualsiasi mezzo istruttorio, comprese campagne pubblicitarie e rassegne stampa, senza limitarsi alle indagini di mercato.
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Marchio di forma tridimensionale: icona o monopolio?
Una storica azienda produttrice di veicoli a due ruote ha contestato la violazione del proprio marchio di forma tridimensionale e del diritto d'autore contro una società concorrente che commercializzava un modello con sagoma simile. La società concorrente ha eccepito la nullità della registrazione, sostenendo che una forma dotata di valore estetico sostanziale o tutelata dal diritto d'autore non possa costituire marchio d'impresa, contestando inoltre l'estensione del diritto d'autore alle successive varianti del veicolo. I giudici della Corte di Cassazione, vista la complessità e la rilevanza delle questioni interpretative sul rapporto tra design industriale, opere dell'ingegno e segni distintivi, hanno disposto la trattazione della controversia in pubblica udienza.
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Contraffazione di marchio: la stella vince sull’imitazione
Una nota azienda di calzature ha citato in giudizio un'impresa concorrente per la contraffazione di marchio del proprio celebre segno distintivo (una stella deformata e mozzata applicata sulle scarpe) e per concorrenza sleale. La società concorrente si è difesa sostenendo che il segno fosse nullo perché privo di capacità distintiva e assimilabile a un semplice marchio di forma ornamentale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'impresa concorrente, confermando la validità del marchio figurativo. La Corte ha stabilito che la stella deformata costituisce un marchio forte con elevato potere distintivo. Di conseguenza, l'uso di un segno simile sulle calzature concorrenti, anche con lievi varianti grafiche o parzialmente coperto da cuciture, integra la contraffazione di marchio e la concorrenza sleale per l'evidente rischio di confusione tra i consumatori.
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Forma copiata ma marchio diverso: sequestrate le lampade sosia
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un commerciante contro il sequestro di 102 lampade che riproducevano fedelmente la forma della nota lampada 'Poldina'. Il commerciante sosteneva l'insussistenza del reato poiché i prodotti recavano un marchio diverso ('Mu Lin') e non il logo originale. I giudici hanno chiarito che la tutela del marchio si estende anche alla forma del prodotto (marchio di forma), quando questa ha capacità distintiva. Pertanto, la riproduzione non autorizzata della forma registrata integra il reato di contraffazione del marchio di forma, rendendo legittimo il sequestro dell'intera merce ai fini della successiva confisca obbligatoria.
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Marchio di forma funzionale: la scatola iconica vince in Cassazione
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un'azienda produttrice di confetti che ne imitava la confezione di un noto marchio concorrente. L'azienda imitatrice sosteneva che la forma della scatola fosse un marchio di forma funzionale, legato a un brevetto scaduto e quindi liberamente utilizzabile. La Corte ha respinto questa tesi, stabilendo che la forma del contenitore non era l'unica soluzione tecnica possibile per contenere e distribuire i confetti. Essendo una forma distintiva e non necessaria, gode di piena tutela come marchio. Di conseguenza, l'imitazione è stata giudicata un atto di contraffazione e concorrenza sleale, confermando la condanna per l'azienda imitatrice.
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Marchio di forma negato: il design dell’orologio non è tutelabile
Un'Azienda ha richiesto la registrazione di un **marchio di forma** per un orologio dal design particolare (cassa concava, lancette spezzate). L'Ufficio Marchi e Brevetti ha negato la registrazione, ritenendo la forma priva di capacità distintiva e dettata da esigenze funzionali. Secondo le autorità, il design non si discostava abbastanza dalle forme comuni nel settore da essere immediatamente riconducibile a una specifica azienda. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando il ricorso dell'Azienda inammissibile. I giudici hanno stabilito che l'Azienda chiedeva una nuova valutazione dei fatti, compito che non spetta alla Corte di legittimità. L'Azienda ha perso la causa e non ha potuto registrare il suo marchio.
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Nullità Marchio di Forma: Errore Processuale Salva il Gioiello
Una nota azienda di gioielli si è opposta alla richiesta di un colosso del lusso di dichiarare la nullità del suo marchio di forma, registrato per una celebre maglia di catena. La Corte di Cassazione ha analizzato la vicenda non dal punto di vista del valore estetico del gioiello, ma sotto il profilo strettamente procedurale. Ha stabilito che la domanda di nullità, presentata dalla società concorrente come una 'contro-domanda' (reconventio reconventionis), era inammissibile. Questo perché la questione era già stata sollevata e non era indispensabile per la difesa. La Corte ha quindi bloccato la richiesta di nullità marchio di forma per un vizio procedurale, sancendo la vittoria dell'azienda di gioielli su questo punto cruciale.
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Marchio di forma: la Cassazione sul valore sostanziale
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 33100 del 2023, ha chiarito i confini tra la tutela del diritto d'autore e quella del marchio di forma per un prodotto di disegno industriale. La Corte ha stabilito che se la forma di un prodotto ha un "valore sostanziale", dato ad esempio dal suo riconosciuto valore artistico, ciò costituisce un impedimento assoluto alla sua registrazione come marchio. Il caso riguardava la forma di un iconico scooter italiano. La Corte ha cassato la decisione d'appello che aveva erroneamente richiesto che il valore estetico fosse "prevalente" su quello funzionale, specificando che è sufficiente che l'estetica sia un fattore molto importante nella scelta del consumatore. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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