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Indennità Sostitutiva Di Mensa

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Una somma di denaro pagata in busta paga al lavoratore quando l'azienda non dispone di un servizio mensa interno.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Ticket restaurant durante le ferie: l’azienda vince in Cassazione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un'importante azienda autostradale contro la decisione che riconosceva ai dipendenti il diritto di ricevere i ticket restaurant durante le ferie e altre assenze equiparate. I giudici di merito avevano interpretato l'accordo aziendale del 2015 estendendo i buoni pasto anche ai giorni di assenza. La Suprema Corte ha invece stabilito che l'accordo aziendale deve essere interpretato in modo globale e sistematico, tenendo conto anche del comportamento successivo delle parti e degli accordi successivi. Nel caso specifico, i buoni pasto spettano solo per i giorni di effettiva presenza lavorativa superiore alle quattro ore. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio alla Corte d'Appello.
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Ticket restaurant: negati i buoni pasto nei giorni di ferie
L'Azienda ha impugnato la decisione che la condannava a erogare il Ticket restaurant ai dipendenti anche per i giorni di assenza equiparati al lavoro effettivo, come le ferie. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Azienda, stabilendo che i giudici di merito hanno interpretato in modo errato e isolato l'accordo sindacale aziendale. Secondo la Suprema Corte, l'interpretazione dei contratti collettivi deve seguire un criterio logico-sistematico e valutare il comportamento complessivo delle parti, anche successivo alla firma. Nel caso specifico, i precedenti accordi e la condotta delle parti dimostravano la chiara volontà di riservare il beneficio economico esclusivamente alle giornate di presenza effettiva in servizio. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Indennità sostitutiva di mensa: nulla la rinuncia preventiva
Un lavoratore ha chiesto il pagamento dell'indennità sostitutiva di mensa prevista dal contratto collettivo. L'azienda si è difesa sostenendo che il dipendente avesse firmato una rinuncia al servizio mensa al momento dell'assunzione. La Corte d'Appello ha dichiarato nulla tale rinuncia poiché preventiva e firmata prima ancora che il servizio venisse effettivamente offerto. Ha quindi condannato l'azienda al risarcimento del danno quantificato in 9,00 euro a pasto per inadempimento volontario, rifiutando l'applicazione della tariffa ridotta di 5,29 euro prevista solo per impossibilità oggettiva. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'azienda, confermando che la rinuncia preventiva è inefficace e che l'inadempimento volontario comporta il risarcimento pieno.
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Erogazione dei ticket restaurant: ferie escluse se c’è deroga
Tre dipendenti di un'azienda autostradale hanno richiesto il pagamento dei buoni pasto anche per i giorni di assenza giustificata, come ferie e malattia, equiparati ai giorni di servizio dal contratto nazionale. L'azienda si è opposta, sostenendo che l'accordo aziendale del 2015 avesse sostituito l'indennità di mensa con i buoni pasto solo per i giorni di lavoro effettivo superiore a quattro ore. La Corte d'Appello ha dato ragione ai lavoratori, ma la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. La Suprema Corte ha stabilito che l'interpretazione dei contratti collettivi deve seguire criteri logici e sistematici, valutando anche il comportamento delle parti. Di conseguenza, l'erogazione dei ticket restaurant spetta solo per i giorni di presenza reale, escludendo i periodi di ferie o malattia, poiché l'accordo aziendale prevale e deroga legittimamente sul punto al contratto nazionale.
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Limiti di spesa buoni pasto: l’ente pubblico batte il CCNL
Un dipendente dell'Autorità Portuale ha richiesto il pagamento dell'indennità sostitutiva di mensa nella misura intera di 13 euro prevista dal contratto integrativo, contestando la riduzione a 7 euro decisa dall'ente. L'ente si era adeguato alle norme di contenimento della spesa pubblica. La Corte d'Appello aveva dato ragione al lavoratore, ritenendo l'indennità di natura retributiva e quindi esclusa dai tagli. La Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'ente pubblico. I giudici hanno chiarito che i limiti di spesa buoni pasto e indennità equivalenti previsti dalle leggi di spending review si applicano a tutte le amministrazioni inserite nel conto ISTAT, inclusa l'Autorità Portuale. Di conseguenza, la riduzione a 7 euro è legittima e prevale sugli accordi collettivi difformi.
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Indennità sostitutiva di mensa: vince il lavoratore, azienda perde per un ritardo
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un lavoratore a ricevere una indennità sostitutiva di mensa, sotto forma di buoni pasto, per l'attività svolta fuori sede. Questo diritto era previsto da un accordo sindacale. L'Azienda si era opposta al pagamento e aveva impugnato la decisione a lei sfavorevole. Tuttavia, la Corte ha dichiarato il ricorso dell'Azienda inammissibile perché presentato fuori tempo massimo. Di conseguenza, la condanna al pagamento dei buoni pasto è diventata definitiva, sancendo la vittoria del Lavoratore non nel merito, ma per un errore procedurale della controparte.
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