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Fatto Di Lieve Entità

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617 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Gravi indizi di colpevolezza: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la custodia cautelare in carcere per un individuo accusato di spaccio e resistenza. La decisione si basa sulla valutazione dei gravi indizi di colpevolezza, ritenendo che il contesto organizzato dell'attività di spaccio e i precedenti dell'indagato giustificassero la misura, escludendo l'ipotesi di un fatto di lieve entità. La Corte ha ribadito che, in fase cautelare, è sufficiente un giudizio di qualificata probabilità di colpevolezza.
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Fatto di lieve entità: quando è escluso? La Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva la riqualificazione del reato di spaccio in fatto di lieve entità. La decisione si basa sulla corretta valutazione della Corte d'Appello, che aveva escluso la minore gravità considerando i quantitativi ingenti di stupefacenti, l'attività organizzata e professionale e il coinvolgimento di più persone.
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Fatto di lieve entità: la quantità esclude la scusa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per la riqualificazione di un reato di spaccio in fatto di lieve entità. La decisione si fonda sulla considerevole quantità di sostanza stupefacente sequestrata (quasi 7 kg di marijuana), ritenuta elemento ostativo per l'applicazione della fattispecie meno grave. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Gravi indizi di colpevolezza: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato, confermando la misura della custodia cautelare in carcere per spaccio di sostanze stupefacenti. La decisione si basa sulla sussistenza di gravi indizi di colpevolezza, derivanti da un'attività di spaccio sistematica e organizzata, tale da configurare una vera e propria 'piazza di spaccio', escludendo l'ipotesi del fatto di lieve entità e giustificando la misura detentiva più afflittiva.
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Fatto di lieve entità: quando non si applica
La Corte di Cassazione ha stabilito che la qualificazione di un reato di spaccio come 'fatto di lieve entità' non è automatica in presenza di poche cessioni. Se l'imputato risulta inserito in una più ampia e organizzata 'piazza di spaccio', con una suddivisione dei ruoli, tale circostanza prevale, giustificando la condanna per l'ipotesi di reato più grave, escludendo quindi il fatto di lieve entità.
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Fatto di lieve entità: la Cassazione e la droga
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5265/2023, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva la riqualificazione del reato di spaccio in fatto di lieve entità. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, ritenendo che la notevole quantità di eroina sequestrata (oltre 300 dosi) fosse un elemento ostativo a tale qualificazione, indicando un ruolo non marginale dell'imputato nel mercato della droga.
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Droga parlata: Cassazione conferma condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per spaccio di stupefacenti a carico di due imputati, basata principalmente su intercettazioni telefoniche, la cosiddetta 'droga parlata'. La Corte ha rigettato i ricorsi, stabilendo che l'interpretazione del linguaggio criptico usato nelle conversazioni è una questione di fatto di competenza del giudice di merito. Inoltre, ha escluso sia la violazione del principio del 'ne bis in idem' sia la possibilità di qualificare il reato come 'fatto di lieve entità', data la sistematicità e l'organizzazione dell'attività di spaccio.
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Spaccio di lieve entità: la Cassazione chiarisce
Tre individui condannati per spaccio di stupefacenti ricorrono in Cassazione chiedendo il riconoscimento del reato di spaccio di lieve entità. La Corte rigetta i ricorsi, affermando che la natura abituale e stabile dell'attività, anche se di piccole dosi, esclude l'applicazione dell'attenuante speciale. La prova può basarsi su intercettazioni e testimonianze, senza necessità del sequestro della sostanza.
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Fatto di lieve entità: no se la droga è tanta
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti, il quale chiedeva la riqualificazione del reato in fatto di lieve entità. La Corte ha stabilito che la notevole quantità di droga detenuta (circa 4.000 dosi) è un elemento con un "valore negativo assorbente" tale da escludere la configurabilità dell'ipotesi attenuata, confermando così un orientamento giurisprudenziale consolidato.
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Inammissibilità ricorso: Cassazione su spaccio droga
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso di diversi imputati condannati per spaccio di stupefacenti. La decisione si fonda su vari motivi: la genericità delle doglianze, che si limitavano a riproporre questioni di fatto già decise, l'effetto preclusivo del 'concordato in appello' che impedisce di impugnare questioni rinunciate, e l'infondatezza della richiesta di riqualificare il reato come 'fatto di lieve entità', data la consistenza della fornitura e l'organizzazione dell'attività. La Corte ribadisce che l'inammissibilità ricorso comporta la condanna alle spese processuali.
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Fatto di lieve entità: Cassazione sulla valutazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imputati condannati per traffico di stupefacenti. La sentenza ribadisce che per la configurazione del fatto di lieve entità non si può considerare solo la quantità di droga ceduta, ma è necessaria una valutazione globale che tenga conto dell'intera organizzazione criminale. Se l'attività è strutturata con collaboratori, canali di approvvigionamento e basi logistiche, l'ipotesi lieve è esclusa. Viene inoltre confermata l'aggravante dell'ingente quantità per un sequestro di hashish con principio attivo superiore a 2 kg, ritenendo irrilevante la precedente assenza di contestazione a un coimputato.
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Fatto di lieve entità: i criteri di valutazione
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva la qualificazione del reato come fatto di lieve entità. Nonostante i piccoli quantitativi di droga, l'uso di corrieri, telefoni e linguaggio criptico indicava un'organizzazione complessa, escludendo la minima offensività richiesta dalla norma per applicare la fattispecie attenuata.
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Fatto di lieve entità: la Cassazione chiarisce i criteri
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva la qualificazione del reato come fatto di lieve entità (art. 73, comma 5, T.U. Stupefacenti). La decisione si basa sulla notevole quantità di droga (250/500 grammi) e sull'ampia disponibilità offerta, elementi che, secondo la Corte, sono incompatibili con la minima offensività richiesta per tale ipotesi di reato, confermando la valutazione della Corte d'Appello.
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Fatto di lieve entità: quando non si applica?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio, che chiedeva il riconoscimento del fatto di lieve entità. La decisione si basa sulla valutazione complessiva di elementi come l'ingente quantitativo di cocaina (quasi 240 grammi), l'elevata purezza della sostanza e l'inserimento stabile dell'imputato in un circuito criminale. Questi fattori, secondo la Corte, escludono la possibilità di qualificare la condotta come di minima offensività.
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Armi clandestine: no attenuante lieve entità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per possesso di armi clandestine. La Corte ha stabilito che la natura clandestina di un'arma, data la sua non tracciabilità, costituisce una qualità di particolare pericolosità che impedisce l'applicazione della circostanza attenuante del fatto di lieve entità.
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Fatto di lieve entità: quando le quantità escludono l’attenuante
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per detenzione di ingenti quantitativi di eroina e marijuana. L'imputato sosteneva di aver solo ospitato i veri trafficanti, ignorando la droga nascosta nella sua proprietà. La Corte ha confermato la condanna, escludendo l'applicabilità dell'attenuante del fatto di lieve entità a causa delle enormi quantità di stupefacenti (2 kg di eroina e 4 kg di marijuana), delle modalità di occultamento e del coinvolgimento in un circuito di spaccio trans-regionale, ritenendo tali elementi decisivi.
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Ricorso cassazione patteggiamento: quando è inammissibile
Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di diversi imputati contro una sentenza di patteggiamento per spaccio di stupefacenti. La Corte ha ribadito che il ricorso per cassazione è possibile solo per un errore 'manifesto' nella qualificazione giuridica del reato e non per ottenere una nuova valutazione dei fatti, consolidando la stabilità degli accordi di applicazione della pena.
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Fatto di lieve entità: escluso per droga in carcere
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per aver tentato di introdurre quasi un chilo di hashish in un istituto penitenziario, nascondendolo in un doppio fondo delle scarpe. La difesa chiedeva la riqualificazione del reato come fatto di lieve entità, ma la Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, sottolineando che l'ingente quantitativo, le modalità astute dell'azione e la gravità del contesto (l'introduzione in carcere) sono elementi che escludono la possibilità di riconoscere la minore offensività del fatto.
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Fatto di lieve entità: quando è escluso dalla Cassazione
Un soggetto condannato per spaccio di stupefacenti ha presentato ricorso in Cassazione, chiedendo il riconoscimento del fatto di lieve entità. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione dei giudici di merito. La motivazione si fonda sulla significativa potenzialità offensiva della condotta, desunta dalla diversità delle sostanze trattate (eroina e marijuana), dalla loro purezza, dalle modalità organizzate dello spaccio e dal denaro rinvenuto, elementi che complessivamente escludono la possibilità di qualificare il reato come di lieve entità.
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Fatto di lieve entità: la Cassazione chiarisce i limiti
La Cassazione ha respinto il ricorso di un imputato condannato per detenzione di droga, negando la riqualificazione del reato come fatto di lieve entità. La decisione si basa sulla notevole quantità di stupefacenti (oltre 1100 dosi ricavabili), il volume d'affari e i precedenti penali, elementi ritenuti incompatibili con la minima offensività richiesta dalla norma.
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