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Fatto Di Lieve Entità

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617 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Fatto di lieve entità: no se lo spaccio è business
La Corte di Cassazione ha stabilito che una serie di cessioni di stupefacenti, seppur di piccole quantità, non può essere qualificata come fatto di lieve entità se inserita in un contesto di attività organizzata e altamente redditizia. La sentenza analizza due ricorsi contro misure cautelari, respingendone uno per carenza di interesse e l'altro nel merito, sottolineando che la valutazione complessiva dell'attività criminale, inclusi i guadagni e la struttura organizzativa, prevale sulla singola quantità ceduta.
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Spaccio di lieve entità: quando non si applica?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per detenzione di hashish, marijuana e cocaina. La richiesta di qualificare il reato come spaccio di lieve entità è stata respinta, poiché la Corte ha ritenuto che la varietà delle sostanze, la quantità (170 grammi di hashish), le modalità professionali di trasporto e il complessivo giro d'affari indicassero un'attività criminale non modesta, incompatibile con l'ipotesi di minima offensività richiesta dalla norma.
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Fatto di lieve entità: i limiti quantitativi di droga
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23188/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. La Corte ha confermato che il possesso di 300 grammi di cocaina, una quantità notevolmente superiore ai limiti giurisprudenziali, esclude la possibilità di qualificare il reato come fatto di lieve entità. È stato inoltre ribadito che la sola incensuratezza non è sufficiente per la concessione delle attenuanti generiche.
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Fatto di lieve entità: quando lo spaccio è escluso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato, negando l'applicazione dell'attenuante del fatto di lieve entità. La decisione si fonda sulla natura sistematica e professionale dell'attività di spaccio, evidenziata dall'ingente quantitativo di droga, dall'ampio bacino di clienti e dal fatto che l'attività illecita costituisse la principale fonte di reddito dell'imputato, escludendo così la minima offensività della condotta.
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Fatto di lieve entità: quando è escluso nello spaccio
Una coppia ricorre in Cassazione contro una condanna per spaccio, chiedendo il riconoscimento del fatto di lieve entità e contestando la complicità della donna. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, confermando la piena partecipazione della donna e l'impossibilità di qualificare il reato come lieve a causa della varietà di droghe, del volume d'affari e dell'organizzazione dell'attività su più appartamenti. La decisione sottolinea l'importanza di una valutazione complessiva di tutti gli indici di gravità del reato.
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Ricorso inammissibile: Cassazione e motivi generici
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per furto aggravato. La decisione si fonda sulla genericità e aspecificità dei motivi di ricorso, che non contenevano un'analisi critica della sentenza d'appello né prove a sostegno delle tesi difensive, come la presunta remissione di querela o la lieve entità del fatto. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di un'ammenda.
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Fatto di lieve entità: Cassazione su spaccio di droga
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un individuo per detenzione ai fini di spaccio di un ingente quantitativo di stupefacenti (cocaina, hashish e marijuana). L'imputato sosteneva si trattasse di un fatto di lieve entità e che parte della droga fosse per uso personale. La Corte ha respinto il ricorso, ritenendolo inammissibile, e ha chiarito che per escludere il fatto di lieve entità non basta la sola quantità, ma è necessaria una valutazione complessiva che include i mezzi, le modalità dell'azione e il comportamento dell'imputato, come il tentativo di disfarsi della prova.
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Fatto di lieve entità: la Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per rapina e spaccio, confermando la decisione dei giudici di merito di non concedere l'attenuante del fatto di lieve entità. La Corte ha stabilito che la valutazione di tale circostanza è una questione di fatto e che, nel caso specifico, il valore non trascurabile della refurtiva e il contesto di traffico di stupefacenti giustificavano pienamente l'esclusione del beneficio.
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Fatto di lieve entità: coltivazione e dosi escludono
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per la coltivazione di 79 piante di cannabis e il possesso di 763 grammi di marijuana. La richiesta di qualificare il reato come fatto di lieve entità è stata respinta, poiché il numero di piante, il loro sviluppo e l'enorme quantità di dosi ricavabili (oltre 3.400) indicavano una condotta non occasionale, escludendo così l'applicazione della norma più favorevole.
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Fatto di lieve entità: quando è escluso? La Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imputati che chiedevano la riqualificazione del reato di spaccio in fatto di lieve entità. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, che avevano escluso l'ipotesi lieve sulla base di una serie di elementi cumulativi: la quantità non indifferente dello stupefacente, le modalità di occultamento, la disponibilità di un luogo di stoccaggio, la predisposizione in dosi, la documentazione contabile e il possesso di ricetrasmittenti, tutti indici di un'attività non occasionale.
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Reformatio in peius: no aumento pena in appello
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello che aveva aumentato la pena di un imputato per la continuazione tra reati, violando il divieto di reformatio in peius. Poiché l'appello era stato proposto solo dall'imputato, il giudice non poteva peggiorare il trattamento sanzionatorio, neanche nelle sue singole componenti. La Corte ha quindi ricalcolato direttamente la pena, escludendo l'aumento illegittimo, ma ha confermato la condanna e la confisca dei beni ritenuti provento del reato.
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Spaccio di droga: quando non è fatto di lieve entità
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20328/2024, ha rigettato i ricorsi di due imputati condannati per spaccio di droga. La Corte ha stabilito che la qualificazione di un reato come 'fatto di lieve entità' non può basarsi solo sul modesto quantitativo ceduto, ma richiede una valutazione complessiva dell'attività, inclusa la sua organizzazione e il contesto criminale. Ha inoltre ribadito l'inammissibilità dei motivi di appello generici.
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Fatto di lieve entità: la Cassazione conferma condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. La Corte ha escluso la possibilità di qualificare il reato come fatto di lieve entità a causa della notevole quantità di principio attivo, della presenza di una piantagione di 110 piante e dei numerosi precedenti penali dell'imputato, che commise il reato mentre era ai domiciliari.
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Fatto di lieve entità: quando non si applica?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. La richiesta di riconoscere il fatto di lieve entità è stata respinta perché la condotta presentava indici di gravità, come l'ingente quantitativo di dosi, la professionalità e l'organizzazione, escludendo così l'ipotesi di minima offensività.
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Fatto di lieve entità: quando non si applica?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per la detenzione di 300 grammi di cocaina. La difesa chiedeva la riqualificazione del reato in fatto di lieve entità, ma la Corte ha escluso tale ipotesi a causa dell'ingente quantitativo di droga, ritenendolo indice di un inserimento in un contesto criminale più ampio e quindi di una notevole gravità.
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Fatto di lieve entità: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva la riqualificazione del reato in fatto di lieve entità. La decisione si basa non solo sulla quantità di droga, ma su un'analisi complessiva che include la presenza di bilancini, materiale per il confezionamento e la finalità di raddoppiare un investimento, elementi che escludono la minore gravità del reato. Anche le attenuanti generiche sono state negate a causa dei precedenti penali dell'imputato.
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Fatto di lieve entità: quantità e modalità del reato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di 180 involucri di morfina. La Corte stabilisce che una quantità così ingente di stupefacente ha un "valore assorbente" tale da escludere a priori l'ipotesi di reato di fatto di lieve entità, confermando la decisione dei giudici di merito.
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Fatto di lieve entità: i criteri di valutazione
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. La Corte ha escluso la qualificazione del reato come fatto di lieve entità a causa dell'ingente quantitativo di droga, della varietà delle sostanze e delle modalità professionali dell'attività illecita, confermando la valutazione globale del giudice di merito.
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Fatto di lieve entità: la valutazione del giudice
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso riguardante la mancata applicazione dell'attenuante per un fatto di lieve entità in un caso di estorsione. I giudici hanno stabilito che, per valutare la gravità del reato, si deve considerare l'intera condotta criminale, inclusi i reati connessi (come un furto precedente) e la partecipazione di più persone. La decisione del giudice di merito di non concedere l'attenuante è stata ritenuta corretta e non illogica.
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Fatto di lieve entità: la Cassazione annulla condanna
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio una sentenza di condanna per detenzione di stupefacenti. La Corte ha ritenuto che i giudici di merito non avessero adeguatamente motivato il rigetto della qualificazione del reato come fatto di lieve entità e della concessione delle attenuanti generiche, nonostante la modesta quantità di droga leggera e l'assenza di precedenti penali dell'imputato.
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