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Fatto Di Lieve Entità

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617 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Fatto di lieve entità e droga: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di marijuana. La difesa sosteneva l'uso personale o, in subordine, la qualificazione del reato come fatto di lieve entità. La Corte ha ribadito che la valutazione non può basarsi solo sul dato ponderale, ma deve considerare un insieme di indici, come le modalità di conservazione e l'enorme numero di dosi ricavabili (oltre 1.300), elementi che in questo caso escludevano la lieve entità del fatto, configurando un'attività di spaccio.
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Fatto di lieve entità: no se c’è recidiva specifica
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. La richiesta di riconoscere il fatto di lieve entità è stata respinta poiché il reato era stato commesso mentre l'individuo si trovava già agli arresti domiciliari per delitti simili, dimostrando una persistente inclinazione al crimine e legami con ambienti delinquenziali.
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Fatto di lieve entità: i criteri per lo spaccio
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2315/2024, ha ribadito i principi per il riconoscimento del fatto di lieve entità nel reato di spaccio di stupefacenti. La Corte ha chiarito che la valutazione non può limitarsi al solo dato quantitativo della droga, ma deve considerare in modo complessivo tutti gli elementi della condotta, come le modalità dell'azione e l'offensività generale, confermando la condanna per un imputato trovato in possesso di un notevole quantitativo di diverse sostanze.
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Fatto di lieve entità: Cassazione su cocaina e pietre
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per la detenzione a fini di spaccio di 101 grammi di cocaina. L'imputato chiedeva il riconoscimento del reato come 'fatto di lieve entità' data la mancanza di analisi sulla qualità della droga. La Corte ha stabilito che la valutazione deve essere complessiva, considerando non solo la quantità, ma anche la tipologia 'pesante' della sostanza e il suo stato (in 'pietre'), che indica una maggiore potenzialità diffusiva e un danno superiore per la salute pubblica, giustificando così l'esclusione dell'ipotesi lieve.
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Fatto di lieve entità: quando è escluso dalla Cassazione
Un soggetto condannato per detenzione di cocaina e marijuana si è rivolto alla Cassazione chiedendo la riqualificazione del reato in fatto di lieve entità. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che la notevole quantità di droga, la sua suddivisione in dosi e la presenza di attrezzatura per lo spaccio (bilancini e materiale per il confezionamento) configurano un'attività organizzata e non occasionale, incompatibile con l'ipotesi del fatto di lieve entità.
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Fatto di lieve entità: quando non si applica?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva la qualificazione del reato di spaccio come fatto di lieve entità. La detenzione di 56 grammi di cocaina, da cui si potevano ricavare quasi 300 dosi, e le caratteristiche della sostanza (in 'pietre' da lavorare) sono state ritenute incompatibili con la fattispecie di minore gravità, confermando la decisione della Corte d'Appello.
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Fatto di lieve entità: no se c’è abitualità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di stupefacenti. La Corte ha confermato che non è possibile qualificare il reato come fatto di lieve entità quando l'attività presenta caratteri di professionalità e abitualità, come nel caso di centinaia di dosi cedute a numerosi clienti abituali e l'elevata purezza della sostanza.
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Impugnazione Patteggiamento: Limiti e Inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una sentenza di patteggiamento. L'imputato contestava la qualificazione giuridica di un reato in materia di stupefacenti, chiedendo il riconoscimento di un'ipotesi di lieve entità. La Corte ha ribadito che l'impugnazione patteggiamento è consentita solo per errori di qualificazione palesemente evidenti dal capo d'imputazione, escludendo riesami dei fatti o confronti con le posizioni di altri coimputati. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto con condanna alle spese.
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Ricorso inammissibile spaccio: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. Il ricorso inammissibile per spaccio è stato motivato dalla Corte come meramente ripetitivo di argomentazioni già valutate e respinte nei precedenti gradi di giudizio. La Corte ha confermato la correttezza della sentenza impugnata, che aveva escluso sia il fatto di lieve entità sia le attenuanti generiche, basandosi sulla quantità della sostanza e sulla recidiva dell'imputato.
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Fatto di lieve entità: i criteri per l’esclusione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di 70 grammi di cocaina, che chiedeva il riconoscimento del fatto di lieve entità. La Corte ha confermato che l'ipotesi attenuata deve essere esclusa quando elementi come la notevole quantità di stupefacente, le modalità organizzate dell'attività e gli ingenti guadagni risultano incompatibili con la minore gravità del reato, rendendo irrilevanti altri fattori potenzialmente favorevoli.
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Spaccio lieve: quantità e traffico escludono l’ipotesi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. I giudici hanno confermato che la notevole quantità di droga (114g di cocaina) e l'inserimento in un vasto traffico escludono l'applicazione dell'ipotesi di spaccio lieve (art. 73, comma 5, d.P.R. 309/90), rendendo irrilevanti altri elementi.
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Fatto di lieve entità: no con alta purezza della droga
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per la detenzione di quasi 100 grammi di cocaina. La richiesta di derubricare il reato a fatto di lieve entità è stata respinta, poiché l'elevata quantità, l'alto grado di purezza della sostanza e le modalità della detenzione indicavano una professionalità e una capacità di diffusione sul mercato incompatibili con la nozione di minima offensività.
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Fatto di lieve entità e droga: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. L'imputato chiedeva la riqualificazione del reato in **fatto di lieve entità**. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, sottolineando che la quantità e la diversità della droga, insieme alle modalità di detenzione, indicavano una professionalità incompatibile con la minima offensività richiesta per tale fattispecie.
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Fatto di lieve entità: la Cassazione e la valutazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per detenzione di stupefacenti. La richiesta di qualificare il reato come fatto di lieve entità è stata respinta poiché gli elementi del caso, come quantità, diversità delle sostanze e modalità di detenzione, indicavano una professionalità e una capacità di diffusione incompatibili con la minima offensività.
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Fatto di lieve entità: quando è escluso?
La Corte di Cassazione conferma la condanna per detenzione di cocaina, escludendo l'ipotesi del fatto di lieve entità. Decisivi il quantitativo, pari a 158 dosi, le modalità di occultamento in una cassetta di sicurezza e il legame fiduciario con terzi, indice di inserimento in contesti criminali.
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Detenzione di stupefacenti: quando scatta la confisca
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un giovane condannato per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. La sentenza conferma che il possesso di una cospicua somma di denaro, sproporzionata rispetto alla capacità reddituale inesistente dell'imputato, giustifica la confisca. La Corte ha inoltre escluso la qualificazione del reato come 'fatto di lieve entità' a causa delle prove che indicavano un'attività di spaccio sistematica e non occasionale.
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Fatto di lieve entità: quando è escluso? La Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. La difesa sosteneva l'applicabilità dell'ipotesi di reato di 'fatto di lieve entità', ma la Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito. La motivazione si basa non solo sulla considerevole quantità di sostanza (hashish per 926 dosi), ma anche sul possesso di un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento, elementi che, nel loro insieme, dimostrano un'attività di spaccio continuativa e non un episodio occasionale.
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Inammissibilità ricorso spaccio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di un imputato condannato per spaccio di sostanze stupefacenti. Il ricorso è stato respinto perché le censure sollevate miravano a una nuova valutazione dei fatti, non consentita nel giudizio di legittimità. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, che avevano escluso la lieve entità del fatto data la quantità di droga (28 dosi tra cocaina e hashish) e le modalità organizzate della condotta (droga nascosta in un cespuglio). L'inammissibilità del ricorso spaccio ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.
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Fatto di lieve entità: Cassazione su droga in carcere
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due soggetti condannati per aver tentato di introdurre sostanze stupefacenti in un carcere. Gli imputati chiedevano la riqualificazione del reato come fatto di lieve entità. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, escludendo la lieve entità a causa delle modalità organizzate e pianificate dell'azione, della quantità non irrisoria di droga e della varietà delle sostanze (crack, cocaina e hashish).
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Fatto di lieve entità: marijuana e criteri di valutazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in materia di stupefacenti, confermando che il quantitativo e le modalità di confezionamento della droga sono decisivi per escludere l'ipotesi del fatto di lieve entità. Nel caso specifico, la detenzione di marijuana in pacchetti di peso variabile è stata ritenuta prova della destinazione alla cessione, incompatibile con la fattispecie meno grave prevista dall'art. 73, comma 5, d.P.R. 309/1990.
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