La Corte di Cassazione ha escluso la configurabilità del reato di spaccio come 'fatto di lieve entità' nel caso di un uomo trovato in possesso di 86 grammi di cocaina purissima, un bilancino di precisione e 11.200 euro in contanti. Secondo i giudici, la notevole quantità di droga (pari a 290 dosi), le modalità di confezionamento e l'ingente somma di denaro sono elementi che, valutati nel loro complesso, indicano un'attività criminale non marginale. Di conseguenza, il ricorso dell'imputato è stato dichiarato inammissibile, rendendo la sua condanna definitiva e obbligandolo al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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