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Fatto Di Lieve Entità

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617 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Fatto di lieve entità: quando è escluso? La Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito di non qualificare il reato come fatto di lieve entità, basandosi su elementi come la detenzione di droga durante gli arresti domiciliari, il possesso di un bilancino di precisione e di una notevole somma di denaro non giustificata. L'inammissibilità ha riguardato anche i motivi sulla recidiva e sulle attenuanti generiche, in parte perché ripetitivi e in parte perché proposti per la prima volta in sede di legittimità.
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Fatto di lieve entità: quando lo spaccio non lo è
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio, confermando la decisione della Corte d'Appello di non riconoscere l'ipotesi di reato come fatto di lieve entità. La decisione si fonda sulla natura organizzata e continuativa dell'attività, sui quantitativi considerevoli di diverse sostanze stupefacenti e sulle prove emerse dalle intercettazioni, che delineavano un quadro ben più grave di un'attività di spaccio occasionale.
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Fatto di lieve entità: i criteri per escluderlo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19485/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di due imputati condannati per spaccio di stupefacenti. La Corte ha confermato la decisione di merito che negava la riqualificazione del reato come fatto di lieve entità, basandosi su elementi come la professionalità, l'assiduità degli scambi e la capacità di diffusione sul mercato, ritenuti incompatibili con la nozione di minima offensività.
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Fatto di lieve entità: la valutazione complessiva
Un soggetto, condannato per spaccio di stupefacenti, ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo il riconoscimento del fatto di lieve entità. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la valutazione deve essere complessiva e che anche un solo elemento indicativo di professionalità è sufficiente per escludere l'ipotesi meno grave. La decisione della Corte d'Appello è stata ritenuta correttamente motivata.
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Fatto di lieve entità: la valutazione complessiva
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato, confermando che per il riconoscimento del fatto di lieve entità in materia di stupefacenti è necessaria una valutazione globale che tenga conto di tutti gli indici, inclusa la professionalità dell'azione. Anche un solo elemento negativo può giustificare l'esclusione di tale attenuante.
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Fatto di lieve entità: la valutazione del giudice
La Corte di Cassazione conferma la condanna per spaccio, negando la configurabilità del fatto di lieve entità. La sentenza chiarisce che per ottenere la derubricazione del reato, è necessaria una valutazione complessiva di tutti gli elementi, e la presenza di indici di professionalità può essere decisiva per escludere l'ipotesi meno grave, anche in presenza di altri fattori non allarmanti.
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Ricorso inammissibile: motivi formali e di merito
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per detenzione di stupefacenti. La decisione si fonda su vizi procedurali, come la tardività della richiesta di partecipazione all'udienza, e su motivi di merito non consentiti in sede di legittimità, come la richiesta di una nuova valutazione dei fatti. La Corte ha ribadito che la notevole quantità di droga esclude l'ipotesi del fatto di lieve entità, confermando la condanna.
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Coltivazione di lieve entità: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per coltivazione di marijuana, dichiarando il reato estinto per prescrizione. La Corte ha stabilito che per escludere l'ipotesi di coltivazione di lieve entità, non è sufficiente considerare solo il dato quantitativo (le dosi ricavabili), ma è necessaria una valutazione complessiva che tenga conto delle modalità della coltivazione, degli strumenti utilizzati e dell'assenza di collegamenti con contesti di narcotraffico.
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Fatto di lieve entità: non basta la quantità di droga
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di cocaina. La difesa sosteneva che la modica quantità (25 grammi) dovesse far rientrare il reato nell'ipotesi di fatto di lieve entità. La Corte ha ribadito che la valutazione non può basarsi solo sul dato quantitativo, ma deve considerare il contesto complessivo. Operare in una nota "piazza di spaccio", con la sostanza già suddivisa in numerose dosi, indica una capacità organizzativa e una clientela vasta che escludono la lieve entità del fatto.
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Fatto di lieve entità: Cassazione su traffico organizzato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso, confermando la non applicabilità del 'fatto di lieve entità' in un caso di narcotraffico. Il ricorso è stato giudicato generico. La Corte ha avallato la decisione del giudice di merito, che ha considerato l'inserimento dell'imputato in una rete di traffico internazionale organizzato come un fattore decisivo e assorbente, incompatibile con la qualificazione del reato come lieve. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di un'ammenda.
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Fatto di lieve entità: non basta la poca droga
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 40811/2025, ha respinto il ricorso di un individuo che chiedeva di qualificare il suo reato come 'fatto di lieve entità' basandosi sulla modesta quantità di droga (20 grammi di cocaina). La Corte ha stabilito che la valutazione deve essere complessiva, considerando le modalità di spaccio (dosi singole, contabilità), la recidiva e il fatto che il reato sia stato commesso durante gli arresti domiciliari. Questi elementi dimostrano una professionalità criminale che esclude l'applicazione dell'attenuante del fatto di lieve entità.
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Porto di coltello: quando non c’è giustificato motivo
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per porto di coltello a farfalla, respingendo il ricorso di un imputato. La Corte ha stabilito che la giustificazione dell'uso per motivi di lavoro, fornita in ritardo, non è valida, soprattutto a causa della natura intrinsecamente offensiva dell'arma. È stata inoltre esclusa l'applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, data l'oggettiva gravità della condotta legata al tipo di coltello.
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Fatto di lieve entità: la Cassazione e i criteri
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio, che chiedeva di riconoscere il reato come fatto di lieve entità. La Corte ha stabilito che il rinvenimento di 105 dosi, materiale per il confezionamento e la professionalità dimostrata sono elementi che escludono la minima offensività richiesta per tale qualifica, rendendo irrilevanti altre considerazioni.
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Fatto di lieve entità: non basta la piccola quantità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato contro un'ordinanza di custodia cautelare per spaccio. La difesa sosteneva il 'fatto di lieve entità' basandosi sulla modica quantità di stupefacente (5,02 grammi). La Corte ha ribadito che la valutazione non può limitarsi al solo dato quantitativo, ma deve considerare il contesto complessivo. Nel caso specifico, l'intensa e organizzata attività di spaccio, provata da 525 visite in 45 giorni e dall'uso di sistemi di sorveglianza, escludeva la possibilità di qualificare il reato come di lieve entità, giustificando la misura cautelare.
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Fatto di lieve entità: quando è escluso? La Cassazione
La Corte di Cassazione conferma una condanna per spaccio di stupefacenti, respingendo la richiesta di qualificare il reato come fatto di lieve entità. La sentenza chiarisce che la valutazione deve essere complessiva e che anche un solo elemento negativo, come la professionalità dell'attività, è sufficiente per escludere l'ipotesi attenuata. L'appello è stato dichiarato inammissibile anche perché richiedeva un riesame dei fatti, compito non spettante alla Corte di Cassazione.
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Misura cautelare: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato contro un'ordinanza di misura cautelare in carcere per detenzione di droga e armi. La Corte ha ritenuto le motivazioni del ricorso generiche e non specifiche, confermando la valutazione del Tribunale del riesame sulla gravità dei fatti, la pericolosità del soggetto e la proporzionalità della misura cautelare detentiva.
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Fatto di lieve entità: quantità della droga esclude il reato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di 156,8 grammi di eroina. La difesa chiedeva il riconoscimento del fatto di lieve entità, sostenendo l'inesperienza del soggetto. La Corte ha stabilito che l'ingente quantitativo di stupefacente (pari a circa 963 dosi) è un elemento di per sé sufficiente a escludere tale ipotesi, rendendo irrilevanti le altre modalità della condotta. Il ricorso è stato respinto perché basato su una rilettura dei fatti e su una errata interpretazione della norma.
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Motivazione recidiva: obbligo di motivare in sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per spaccio di stupefacenti per difetto di motivazione sulla recidiva. L'imputato era stato condannato per la detenzione di diverse sostanze. In appello, la Corte non aveva risposto al motivo specifico con cui si chiedeva l'esclusione della recidiva. La Cassazione ha ritenuto fondato questo motivo, sottolineando l'obbligo del giudice di motivare espressamente su ogni punto dell'impugnazione, rinviando per una nuova valutazione del trattamento sanzionatorio.
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Fatto di lieve entità: no se commesso ai domiciliari
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due persone condannate per detenzione di cocaina. La Corte ha escluso l'applicazione dell'ipotesi di reato di fatto di lieve entità, valorizzando la gravità della condotta, desunta dal rinvenimento di 50 dosi, materiale per il confezionamento e, soprattutto, dal fatto che il reato fosse stato commesso da uno degli imputati mentre si trovava agli arresti domiciliari, circostanza che denota una spiccata capacità criminale.
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Fatto di lieve entità: la valutazione del giudice
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di stupefacenti. La Corte ha ribadito che per la concessione dell'ipotesi di fatto di lieve entità è necessaria una valutazione globale di tutti gli elementi del caso. La presenza di aspetti che denotano professionalità nell'attività di spaccio è sufficiente a escludere tale attenuante, confermando la decisione dei giudici di merito.
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