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Fatto Di Lieve Entità

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617 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Motivazione Apparente: Annullata Custodia Cautelare
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di custodia cautelare per concorso esterno in associazione mafiosa e spaccio. La decisione si fonda sul vizio di motivazione apparente, poiché il tribunale non ha fornito prove concrete sul contributo dell'indagato, limitandosi a generiche asserzioni, e ha omesso di valutare la lieve entità del reato di droga.
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Fatto di lieve entità: quando non si applica?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 43012/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva il riconoscimento del fatto di lieve entità per spaccio di stupefacenti. La decisione si basa sulla notevole quantità di hashish (585g) e sulla presenza di cocaina, oltre che sull'inserimento del soggetto in una rete di spaccio collaudata, elementi ritenuti incompatibili con l'ipotesi di reato minore.
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Fatto di lieve entità: quando è escluso dalla Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. La Corte conferma che la notevole quantità di droga (50g di cocaina) e il possesso di ingenti somme di denaro ingiustificate escludono l'ipotesi del fatto di lieve entità previsto dall'art. 73 comma 5 del T.U. Stupefacenti, rendendo irrilevanti altre considerazioni.
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Fatto di lieve entità: quando è escluso dalla Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso riguardante un reato di stupefacenti, confermando la decisione di merito che escludeva l'ipotesi del 'fatto di lieve entità'. La Corte ha ribadito che elementi come l'ingente quantità, la diversa tipologia delle sostanze e la disponibilità di armi sono incompatibili con la fattispecie attenuata. La decisione sottolinea come la valutazione di questi elementi spetti esclusivamente al giudice di merito, se la sua motivazione è logica e adeguata.
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Fatto di lieve entità: quando non si applica
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per spaccio, negando l'applicazione del fatto di lieve entità. La decisione si basa su una valutazione complessiva che include la notevole quantità e varietà di droghe sequestrate e la persistenza della condotta illecita, anche durante la detenzione domiciliare. La Corte ha inoltre chiarito che l'omessa valutazione delle conclusioni difensive scritte non invalida la sentenza se queste non presentano argomenti nuovi rispetto all'appello.
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Fatto di lieve entità: quando non si applica?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due soggetti condannati per spaccio. La richiesta di riconoscere il fatto di lieve entità è stata respinta perché, nonostante la quantità di droga, le modalità dell'azione (preparazione dosi in un'area nota per lo spaccio) indicavano un inserimento stabile nel contesto criminale e una non ridotta offensività del fatto.
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Fatto di lieve entità: la valutazione complessiva
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di stupefacenti. L'imputato chiedeva il riconoscimento del fatto di lieve entità basandosi sul numero limitato di cessioni accertate. La Corte ha ribadito che la valutazione deve essere complessiva, considerando non solo le cessioni ma anche altri indici come la professionalità, i precedenti, la purezza e la varietà delle sostanze, che nel caso di specie indicavano un inserimento in un più ampio contesto criminale, escludendo così la minore offensività del fatto.
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Fatto di lieve entità: Cassazione su spaccio droga
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di stupefacenti. La richiesta di riqualificare il reato come fatto di lieve entità è stata respinta sulla base di una valutazione complessiva degli indici, quali l'ingente quantitativo di hashish (oltre 2 kg), l'elevato principio attivo, le modalità di detenzione e il possesso di un bilancino. Questi elementi, secondo la Corte, dimostrano una notevole potenzialità diffusiva e una sistematicità dell'attività, incompatibili con l'ipotesi del fatto di lieve entità.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di tre soggetti per spaccio di droga. Due ricorrenti avevano siglato un concordato in appello, precludendosi la possibilità di contestare la responsabilità. Per il terzo, viene esclusa la lieve entità del fatto a causa del suo ruolo centrale nell'organizzazione criminale.
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Fatto di lieve entità e concorso: la Cassazione chiarisce
Un imputato, condannato in appello per detenzione di cocaina in concorso, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando la mancata applicazione dell'ipotesi di reato di 'fatto di lieve entità'. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, annullando la sentenza con rinvio. La decisione si basa su un recente principio delle Sezioni Unite, sottolineando che il ruolo marginale dell'imputato in un singolo episodio, a fronte della sua assoluzione da accuse più gravi, impone una nuova valutazione per verificare se la sua condotta rientri nell'ipotesi attenuata, anche se altri concorrenti rispondono del reato ordinario.
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Fatto di lieve entità: la Cassazione e la droga
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per spaccio, confermando la decisione dei giudici di merito di escludere l'ipotesi del fatto di lieve entità. La Corte ha sottolineato che l'elevato grado di purezza della sostanza (cocaina al 55,65%) e il numero di dosi ricavabili (291) sono indici di una professionalità nel traffico che impedisce l'applicazione della norma di favore.
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Fatto di lieve entità: no con arma e contesto criminale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo arrestato per possesso di cocaina e di un'arma non censita. La difesa chiedeva di riconoscere l'ipotesi del fatto di lieve entità, ma la Corte ha confermato che la valutazione non può basarsi solo sulla quantità di droga. La presenza di un'arma e il collegamento con un più ampio contesto di spaccio familiare sono elementi decisivi che escludono la minore gravità del reato.
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Fatto di lieve entità: spaccio seriale e valutazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26298/2024, ha stabilito che un'attività di spaccio di droga, anche se ripetuta e non occasionale, può essere qualificata come 'fatto di lieve entità' ai sensi dell'art. 73, comma 5, D.P.R. 309/90. La Corte ha rigettato il ricorso del Pubblico Ministero, sottolineando che la valutazione deve essere complessiva e considerare tutti gli aspetti della condotta (quantità modeste, prezzo, ambito territoriale limitato), senza che la sistematicità o i precedenti penali costituiscano un ostacolo automatico a tale qualificazione.
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Reato unico stupefacenti: detenzione e cessione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la detenzione di diverse tipologie di sostanze stupefacenti e la contemporanea tentata cessione di una piccola parte di esse configurano un reato unico stupefacenti, e non una pluralità di illeciti, qualora l'intera condotta sia qualificabile come 'fatto di lieve entità'. Con la sentenza n. 26289/2024, la Corte ha annullato la decisione di merito che aveva erroneamente condannato un'imputata per due reati distinti in continuazione, ricalcolando la pena in una misura inferiore.
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Fatto di lieve entità: quando è escluso dalla Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due imputati condannati per spaccio di sostanze stupefacenti. La Corte ha escluso l'applicazione dell'attenuante del fatto di lieve entità, sottolineando come la notevole quantità di droga fornita e la professionalità della condotta avessero un valore assorbente rispetto ad altri parametri di valutazione. La sentenza conferma che anche una fornitura costante e organizzata a un'associazione criminale non può beneficiare del trattamento sanzionatorio più mite se i quantitativi ceduti non sono minimi.
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Spaccio lieve entità: quando il ricorso è inammissibile
Un soggetto in arresti domiciliari per spaccio di stupefacenti ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo la riqualificazione del reato in 'spaccio lieve entità'. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per mancanza di un interesse pratico e concreto. La decisione sottolinea che la riqualificazione non avrebbe comunque comportato la revoca della misura cautelare e che la valutazione del giudice di merito sulla gravità dei fatti era immune da vizi logici o giuridici.
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Fatto di lieve entità: quando la quantità lo esclude
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di stupefacenti a cui non era stato riconosciuto il fatto di lieve entità. La detenzione di oltre 100 grammi di hashish, da cui si potevano ricavare quasi 500 dosi, è stata ritenuta un dato quantitativo così rilevante da escludere da solo la possibilità di qualificare il reato come minore, dimostrando una capacità di diffusione non occasionale della sostanza.
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Fatto di lieve entità: la Cassazione chiarisce i criteri
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per detenzione di stupefacenti, specificando i criteri per riconoscere l'ipotesi di reato di fatto di lieve entità. La Corte ha stabilito che i giudici non possono basarsi unicamente sul dato quantitativo della droga (in questo caso circa 80 grammi di hashish), ma devono effettuare una valutazione complessiva che tenga conto di tutti gli elementi indicativi di una minima offensività della condotta, come la mancanza di strumenti per il confezionamento, l'esiguità del denaro rinvenuto e la ridotta capacità economica dell'imputato. La decisione sottolinea come una visione d'insieme sia necessaria per distinguere il piccolo spaccio da attività criminali più strutturate.
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Concorso in spaccio: convivere non basta a provare colpa
La Corte di Cassazione ha analizzato il caso di due conviventi condannati per detenzione di stupefacenti. La Corte ha confermato la condanna per l'uomo, ritenendo corretta la valutazione sulla gravità del fatto, ma ha annullato quella della donna. La sentenza stabilisce un principio fondamentale sul concorso in spaccio: la sola convivenza e la conoscenza del reato non bastano a fondare una responsabilità penale, essendo necessaria la prova di un contributo attivo e consapevole alla condotta illecita.
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Recidiva stupefacenti: quando è giustificato l’aumento
La Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di due imputati condannati per spaccio. L'ordinanza analizza la corretta applicazione della recidiva stupefacenti, giustificata dai precedenti specifici, e l'esclusione del fatto di lieve entità data la notevole quantità di droga e l'organizzazione logistica.
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