LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Fatto Di Lieve Entità

Pagina 25 di 31

617 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Fatto di lieve entità: quando non si applica?
La Corte di Cassazione conferma la decisione di non applicare l'attenuante del fatto di lieve entità a un caso di ricettazione. Nonostante il basso valore economico del bene, la finalità di commettere un ulteriore reato (truffa) ha rivelato una capacità a delinquere tale da escludere il beneficio. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
Continua »
Resistenza a pubblico ufficiale: quando la fuga è reato
Un uomo, condannato per tentata rapina in un supermercato e resistenza all'arresto, ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo che la sua condotta fosse una semplice fuga e non una resistenza a pubblico ufficiale. La Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo che divincolarsi e minacciare gli agenti per scappare costituisce reato, distinguendo tale comportamento dalla mera opposizione passiva. Anche la richiesta di riconoscere la lieve entità della rapina è stata respinta.
Continua »
Rapina lieve entità: no attenuante se violenta
Un individuo ha impugnato la sua condanna per rapina, chiedendo l'applicazione della nuova attenuante per la rapina di lieve entità, introdotta dalla Corte Costituzionale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che tale attenuante non può essere concessa quando, nonostante il basso valore dei beni sottratti, le modalità dell'azione sono particolarmente violente, come nel caso di aggressioni a più persone.
Continua »
Rapina di lieve entità: Cassazione annulla con rinvio
La Corte di Cassazione ha analizzato il caso di un uomo condannato per rapina impropria per aver sottratto merce di basso valore in un supermercato e usato violenza per fuggire. Pur respingendo la richiesta di derubricare il reato a furto, la Corte ha accolto il motivo relativo all'applicazione della nuova attenuante della rapina di lieve entità, introdotta da una sentenza della Corte Costituzionale. Di conseguenza, ha annullato la sentenza d'appello con rinvio, ordinando un nuovo giudizio per valutare la riduzione della pena.
Continua »
Fatto di lieve entità: quando lo spaccio non è lieve
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. La Corte ha stabilito che non si può configurare il fatto di lieve entità data l'ingente quantità di stupefacenti (oltre 2000 dosi), la disponibilità di un locale di deposito e di strumenti per il confezionamento. La valutazione deve essere complessiva e non basarsi su un singolo elemento.
Continua »
Fatto di lieve entità: quando lo spaccio non è lieve
Due individui ricorrono in Cassazione contro una condanna per spaccio di stupefacenti, chiedendo il riconoscimento del fatto di lieve entità. La Corte dichiara i ricorsi inammissibili, sottolineando che la valutazione non può basarsi solo sulla quantità. Nel caso di specie, l'ingente quantitativo (oltre 2600 dosi di cannabis) e l'organizzazione 'semiprofessionale' con due serre indoor e gestione dei clienti escludono la possibilità di qualificare il reato come lieve.
Continua »
Fatto di lieve entità: coltivazione e quantità di droga
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per coltivazione di stupefacenti, confermando l'esclusione dell'ipotesi di 'fatto di lieve entità'. La decisione si basa sul principio che una quantità significativa di sostanza (pari a 1.436 dosi) costituisce un elemento negativo talmente rilevante da prevalere su ogni altra considerazione, giustificando così una qualificazione più grave del reato.
Continua »
Fatto di lieve entità: i criteri di valutazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di sostanze stupefacenti, il quale richiedeva il riconoscimento del 'fatto di lieve entità'. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, sottolineando che elementi come la quantità e la diversità delle droghe, uniti all'inserimento in una rete di spaccio organizzata e documentata, sono incompatibili con la qualificazione di un'offesa come minore.
Continua »
Fatto di lieve entità: quando la quantità lo esclude
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato, confermando che il reato di spaccio non può essere considerato un **fatto di lieve entità** a causa dell'ingente quantitativo di stupefacenti (oltre 600 dosi di cocaina e 1200 di marijuana). La Corte ha ribadito che il dato ponderale, se particolarmente rilevante, può essere un elemento assorbente e sufficiente per escludere la qualificazione di minore gravità, rendendo irrilevanti altre considerazioni.
Continua »
Fatto di lieve entità escluso per grande quantità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per traffico di stupefacenti. La Corte ha confermato che la detenzione di un ingente quantitativo di droga (oltre 6 kg), unita a modalità di trasporto organizzate, è incompatibile con la qualificazione di fatto di lieve entità, rendendo irrilevanti altre considerazioni.
Continua »
Fatto di lieve entità: la Cassazione e la droga
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per coltivazione e detenzione di oltre un chilo di marijuana. La Corte ha stabilito che il quantitativo e le modalità dell'attività erano incompatibili con la fattispecie del fatto di lieve entità, confermando la decisione dei giudici di merito.
Continua »
Spaccio di droga: no rilettura fatti in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di due imputati condannati per spaccio di droga. La sentenza sottolinea che la valutazione delle prove, come le intercettazioni con linguaggio in codice, è di competenza esclusiva dei giudici di merito e non può essere oggetto di una nuova analisi in sede di legittimità. Viene inoltre confermata l'esclusione dell'ipotesi di reato di lieve entità a causa dei consistenti volumi d'affari legati allo spaccio di droga.
Continua »
Valutazione della prova: limiti del ricorso in Cassazione
Due soggetti, condannati per cessione e acquisto di cocaina per un valore di 26.000 euro, hanno presentato ricorso in Cassazione lamentando un'errata valutazione della prova, in particolare delle intercettazioni. La Suprema Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili, ribadendo il principio secondo cui non può riesaminare i fatti già valutati in modo logico dai giudici di merito. È stato confermato che la richiesta di una nuova interpretazione delle prove costituisce un motivo inammissibile in sede di legittimità.
Continua »
Fatto di lieve entità: quando è escluso dalla Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva il riconoscimento del fatto di lieve entità per detenzione di stupefacenti. La decisione si fonda su una valutazione complessiva che ha escluso la minima offensività della condotta, considerando la notevole quantità di droga (957 dosi), le modalità di confezionamento e occultamento sul corpo, e il luogo del sequestro, avvenuto nei pressi di un carcere.
Continua »
Fatto di lieve entità: Cassazione chiarisce i criteri
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15571/2025, ha dichiarato inammissibili i ricorsi di tre imputati contro la mancata applicazione della circostanza del fatto di lieve entità in un caso di stupefacenti. La Corte ha ritenuto i motivi generici, confermando la decisione della Corte d'Appello basata sulla professionalità, l'organizzazione, la quantità e la diversità delle sostanze. La valutazione per il riconoscimento del fatto di lieve entità deve essere sempre complessiva.
Continua »
Coltivazione domestica e uso terapeutico: i limiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per la coltivazione di 32 piante di marijuana. L'imputato sosteneva si trattasse di cannabis "light" per uso terapeutico personale. La Corte ha ribadito che il numero elevato di piante e le modalità di occultamento escludono la configurabilità della coltivazione domestica per uso personale, rendendo irrilevante il movente terapeutico, peraltro non adeguatamente provato. È stata inoltre confermata la mancata concessione dell'attenuante del fatto di lieve entità.
Continua »
Coltivazione di lieve entità: quando è esclusa?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per la coltivazione di 69 piante di marijuana. È stata esclusa la qualifica di coltivazione di lieve entità a causa della natura strutturata dell'attività e dell'ingente quantitativo di principio attivo ricavabile, pari a oltre 24.000 dosi.
Continua »
Fatto di lieve entità: quando il ricorso è inammissibile
Un individuo ha impugnato una condanna per spaccio, chiedendo la riqualificazione del reato come fatto di lieve entità. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che i motivi di appello introdotti tardivamente non possono essere esaminati. Inoltre, ha ribadito che la valutazione del fatto di lieve entità richiede un'analisi complessiva della condotta criminale, non basata solo sulla quantità di sostanza stupefacente.
Continua »
Fatto di lieve entità: i criteri per l’esclusione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio, escludendo l'ipotesi del fatto di lieve entità. La decisione si fonda non solo sulla quantità e sulla diversità delle sostanze (cocaina e hashish), ma anche sulla non occasionalità della condotta, desunta dalla recidiva specifica dell'imputato, indicativa di un suo stabile inserimento nel mercato illecito.
Continua »
Chiamata in correità: credibilità e riscontri esterni
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. La sentenza si concentra sulla validità della chiamata in correità, sottolineando che la sua attendibilità è provata non solo dalla credibilità del dichiarante, ma soprattutto dalla presenza di solidi riscontri esterni. La Corte ribadisce che il giudizio di legittimità non può trasformarsi in una nuova valutazione dei fatti, se la motivazione delle sentenze di merito è logica e coerente.
Continua »