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Estinzione

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427 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Distrazione delle spese: guida alla restituzione
La controversia nasce dalla richiesta di un avvocato di ottenere il pagamento degli onorari dalla propria cliente dopo che una sentenza di primo grado, che prevedeva la distrazione delle spese a suo favore, era stata riformata in appello. L'ente previdenziale soccombente in primo grado aveva ottenuto un'ingiunzione contro il legale per la restituzione delle somme. L'avvocato sosteneva che, nonostante una precedente rinuncia scritta al compenso verso la cliente, quest'ultima fosse ora tenuta al pagamento. Tuttavia, il caso si è concluso in Cassazione con una rinuncia al ricorso da parte di tutti i soggetti coinvolti, portando all'estinzione del giudizio.
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Rinuncia al ricorso: guida all’estinzione del giudizio
Una società acquirente di un impianto industriale ha impugnato la sentenza d'appello che confermava il rigetto della sua domanda di risoluzione contrattuale. Il rigetto era basato sull'esistenza di un precedente giudicato relativo al pagamento del prezzo. Tuttavia, prima della decisione della Suprema Corte, la società ha presentato una formale rinuncia al ricorso, accettata dalla curatela fallimentare della controparte. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, chiarendo che in caso di rinuncia non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: effetti e costi processuali
Una società operante nel settore delle energie rinnovabili ha presentato rinuncia al ricorso in Cassazione dopo che i vincoli paesaggistici che ostacolavano il suo progetto eolico sono stati annullati in sede amministrativa. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, precisando che la rinuncia al ricorso non comporta l'obbligo di versare l'ulteriore importo del contributo unificato, trattandosi di una pronuncia di rito e non di un rigetto nel merito.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: guida pratica
Un condomino ha impugnato una delibera assembleare contestando vizi relativi al quorum, all'ordine del giorno e a un presunto conflitto di interessi dell'amministratore. Dopo i rigetti nei primi due gradi di giudizio, il caso è giunto in Cassazione. Tuttavia, a seguito del decesso del ricorrente, i suoi eredi hanno presentato una formale rinuncia al ricorso, alla quale il condominio ha aderito. La Suprema Corte ha dunque dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia al ricorso, senza procedere alla liquidazione delle spese legali.
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Definizione agevolata: estinzione liti in Cassazione
Una società di costruzioni ha impugnato cartelle di pagamento relative a IRPEF e ILOR per gli anni 1991 e 1992. Dopo la vittoria nei gradi di merito, l'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione. Durante il giudizio, la società ha presentato istanza di definizione agevolata ai sensi della Legge n. 197 del 2022, depositando la prova del pagamento della prima rata. La Corte, rilevata la regolarità della procedura e l'assenza di dinieghi da parte dell'amministrazione finanziaria, ha dichiarato l'estinzione del processo, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Rinuncia al ricorso: validità e firma del legale
Una società ha impugnato in Cassazione la sentenza che confermava l'obbligo di pagare forniture industriali a una procedura fallimentare, contestando il mancato riconoscimento di un controcredito. Tuttavia, prima dell'udienza, la ricorrente ha presentato formale rinuncia al ricorso tramite il proprio difensore munito di procura speciale. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che la firma del solo avvocato è sufficiente se autorizzato specificamente, senza necessità della sottoscrizione della parte.
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Regolamento di giurisdizione: guida alla rinuncia
Il caso analizzato riguarda un regolamento di giurisdizione promosso dagli eredi di un socio di una società estinta in merito a una controversia su una convenzione di lottizzazione. I ricorrenti sostenevano la competenza del giudice amministrativo, ma il procedimento si è concluso con una dichiarazione di estinzione a seguito della rinuncia al ricorso accettata dalla controparte.
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Rinuncia al ricorso: stop al raddoppio contributo
Una società cooperativa ha impugnato in Cassazione una sentenza relativa alla natura di un credito vantato verso una società in concordato preventivo. Durante il giudizio, la ricorrente ha presentato atto di rinuncia al ricorso, regolarmente accettato dalla controparte con accordo sulla compensazione delle spese. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, sottolineando che la rinuncia al ricorso non comporta l'obbligo di versare il raddoppio del contributo unificato, poiché tale sanzione fiscale si applica solo nei casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione.
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Regolamento di giurisdizione e Riforma Cartabia
Una società concessionaria autostradale ha promosso un Regolamento di giurisdizione dinanzi alle Sezioni Unite della Cassazione a seguito di una controversia riguardante investimenti ammissibili e adeguamenti tariffari. Nelle more del giudizio, il Tribunale Amministrativo Regionale ha emesso una sentenza favorevole alla società, portando quest'ultima a rinunciare formalmente al ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, applicando le nuove disposizioni della Riforma Cartabia che consentono la rinuncia fino all'udienza di discussione, senza necessità di notifica alla controparte se effettuata telematicamente.
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Definizione agevolata: la Cassazione chiude la lite
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio riguardante accertamenti Irpef, Irap e Iva per l'anno 2006. La controversia verteva inizialmente sulla legittimità del raddoppio dei termini di decadenza per l'accertamento erariale. Tuttavia, il contribuente ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023, provvedendo al pagamento delle somme dovute. Poiché l'Agenzia delle Entrate ha confermato il perfezionamento della procedura e non è intervenuto alcun diniego, la Corte ha sancito la fine del processo per cessata materia del contendere.
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Estinzione del giudizio tributario: guida ai termini
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'estinzione del giudizio tributario per mancata riassunzione non equivale a un giudicato di merito. Di conseguenza, non si applica la prescrizione decennale dell'actio iudicati, ma i termini di decadenza ordinari per la riscossione. Nel caso specifico, la cartella di pagamento è stata annullata perché notificata oltre il termine biennale previsto dalla legge dopo la definitività dell'atto impositivo.
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Estinzione del giudizio e raddoppio contributo
Una lavoratrice domestica ha impugnato in Cassazione la sentenza d'appello che, pur confermando la natura subordinata del rapporto di lavoro, aveva liquidato spese legali ritenute esigue. Durante il procedimento di legittimità, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo, portando la ricorrente a depositare formale rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, escludendo l'applicazione del raddoppio del contributo unificato, poiché tale sanzione è prevista solo per l'inammissibilità originaria e non per l'estinzione del giudizio sopravvenuta per volontà delle parti.
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Litisconsorzio necessario e societa estinta
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un socio di una societa di persone avverso un avviso di accertamento per reddito di partecipazione. Il contribuente lamentava la violazione del litisconsorzio necessario tra societa e soci e vizi di delega nella firma dell'atto. La Corte ha chiarito che, in caso di societa estinta, il litisconsorzio necessario non opera piu poiche i debiti si trasferiscono direttamente ai soci. Inoltre, le contestazioni sulla firma devono essere tempestive e specifiche per obbligare l'Amministrazione alla prova della delega.
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Rinuncia al ricorso e definizione agevolata tributaria
Un contribuente ha presentato ricorso in Cassazione contro una decisione della Commissione Tributaria Regionale riguardante sanzioni per redditi non dichiarati negli anni '80. Durante il procedimento, il ricorrente ha depositato atto di rinuncia al ricorso avendo aderito alla definizione agevolata prevista dal D.L. n. 148/2017. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, rilevando che la rinuncia al ricorso, in questo contesto, esclude anche l'obbligo del versamento del doppio contributo unificato.
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Definizione agevolata: stop alle liti fiscali
Una società di capitali ha impugnato un avviso di accertamento relativo a Ires, Irap e Iva per l'anno d'imposta 2008. Durante la pendenza del giudizio in Cassazione, la contribuente ha presentato istanza di definizione agevolata ai sensi del D.L. 119/2018, provvedendo al regolare versamento degli importi dovuti. L'Amministrazione Finanziaria ha confermato la regolarità della procedura, procedendo allo sgravio dei ruoli e dichiarando di non avere ulteriori pretese. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, ponendo le spese di lite a carico della parte che le ha anticipate.
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Remissione della querela: annullata condanna per truffa
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del reato di truffa a seguito della remissione della querela presentata dalla persona offesa e accettata dall'imputato. Tale atto ha comportato l'annullamento senza rinvio della sentenza di condanna emessa in precedenza, con l'assorbimento di ogni altra questione sollevata nel ricorso.
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Remissione di querela: estinzione del reato
La Corte di Cassazione ha pronunciato l'annullamento senza rinvio di una sentenza di condanna per i reati di lesioni e minaccia aggravata. La decisione è scaturita dalla sopravvenuta remissione di querela da parte della persona offesa, regolarmente accettata dall'imputato. Poiché non emergevano elementi per un'assoluzione nel merito ai sensi dell'art. 129 c.p.p., i giudici hanno dichiarato l'estinzione dei reati. Tale provvedimento comporta anche la caducazione delle statuizioni civili precedentemente disposte, ponendo le spese del procedimento a carico del querelato.
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Definizione agevolata: stop alle sanzioni CONSOB
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio relativo a sanzioni amministrative irrogate dalla CONSOB. La ricorrente, inizialmente sanzionata per abuso di informazioni privilegiate, ha scelto di avvalersi della definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023. Avendo aderito alla cosiddetta rottamazione-quater, la parte ha depositato formale rinuncia al ricorso, portando alla chiusura del procedimento senza una decisione nel merito e con la compensazione delle spese di lite tra le parti coinvolte.
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Opzione put e cessione azioni: guida legale
La controversia nasce dall'esercizio di un'**opzione put** pattuita tra una holding e un'impresa individuale per l'acquisto di un milione di azioni. La Corte d'Appello aveva confermato la condanna della holding al pagamento del prezzo pattuito, escludendo che l'accordo violasse il divieto di patto leonino, trattandosi di un patto esterno al contratto sociale. In sede di Cassazione, la società ricorrente ha depositato atto di rinuncia al ricorso, accettato dalla controparte. La Suprema Corte ha dunque dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando la compensazione delle spese legali tra le parti.
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Concorso di colpa: assegni e posta ordinaria
Una compagnia assicurativa ha citato in giudizio un operatore postale per la negligente negoziazione di due assegni di traenza, incassati da soggetti non legittimati. La Corte d'Appello ha ravvisato un concorso di colpa paritario tra le parti, poiché la compagnia aveva spedito i titoli tramite posta ordinaria anziché raccomandata. In sede di Cassazione, la ricorrente ha presentato rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo la compensazione delle spese legali in virtù di un mutamento giurisprudenziale delle Sezioni Unite avvenuto dopo la proposizione del ricorso.
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