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Estinzione

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427 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Estinzione del reato: morte dell’imputato
Un imputato, precedentemente condannato in primo e secondo grado per reati tributari legati all'omessa dichiarazione e all'occultamento di documenti contabili, ha presentato ricorso in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, la difesa ha prodotto un certificato attestante il decesso del ricorrente. La Suprema Corte, preso atto dell'evento, ha dichiarato l'estinzione del reato per morte del reo ai sensi dell'art. 150 c.p. e ha disposto l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata, applicando l'obbligo di immediata declaratoria previsto dall'art. 129 c.p.p.
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Rinuncia al ricorso: estinzione in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio relativo a una causa di simulazione a seguito della rinuncia al ricorso presentata dalla parte ricorrente. Poiché le parti intimate non hanno svolto attività difensiva nel giudizio di legittimità, la Corte, applicando l'art. 391 c.p.c., ha stabilito di non dover provvedere alla liquidazione delle spese legali.
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Remissione di querela: estinzione del reato
Il caso esaminato riguarda un ricorso per cassazione presentato da un'imputata condannata per il reato di molestie. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, la persona offesa ha formalizzato la remissione di querela, prontamente accettata dalla ricorrente. La Suprema Corte ha stabilito che la remissione di querela determina l'estinzione del reato, prevalendo su eventuali profili di inammissibilità del ricorso, purché quest'ultimo sia stato proposto tempestivamente. Di conseguenza, la sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio, con condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali.
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Patrocinio a spese dello Stato: condanna per falsità
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per alcuni imputati che avevano richiesto il Patrocinio a spese dello Stato dichiarando falsamente redditi pari a zero. Nonostante un'iniziale assoluzione, i giudici d'appello hanno dimostrato che i soggetti possedevano beni immobili ereditati e convivevano stabilmente, formando un unico nucleo familiare i cui redditi andavano sommati. La Suprema Corte ha ritenuto legittima la condanna, sottolineando che la riforma della sentenza di primo grado era supportata da una motivazione solida e che le eccezioni procedurali sollevate dalla difesa non avevano causato alcun pregiudizio concreto al diritto di difesa.
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Rinuncia al ricorso: guida all’estinzione del giudizio
Una società ha presentato ricorso in Cassazione per contestare la presunta natura usuraria degli interessi in un contratto di leasing. Dopo l'avvio del procedimento, la ricorrente ha notificato una formale rinuncia al ricorso, regolarmente accettata dalla società di leasing resistente. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, rilevando che l'accettazione reciproca esclude la condanna alle spese e che non sussistono i presupposti per il raddoppio del contributo unificato, trattandosi di una rinuncia successiva e non di una inammissibilità originaria.
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Responsabilità soci società estinta: i limiti fiscali
L'Agenzia delle Entrate ha richiesto a un ex socio il pagamento integrale dei debiti fiscali (IRES e IRAP) di una società di capitali già cancellata dal registro delle imprese. La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento della cartella di pagamento, stabilendo che la responsabilità soci società estinta non è illimitata. I soci subentrano nei debiti sociali solo nei limiti di quanto riscosso in base al bilancio finale di liquidazione. Poiché gli avvisi di accertamento originari erano stati notificati a una società già estinta, essi sono stati dichiarati inesistenti, privando così la cartella di pagamento di qualsiasi fondamento giuridico valido nei confronti del socio.
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Definizione agevolata: estinzione liti ICI e IMU
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio relativo all'esenzione ICI per un immobile adibito ad attività didattica e ricettiva. La decisione è stata assunta a seguito dell'istanza di definizione agevolata presentata dal contribuente ai sensi della Legge di Bilancio 2023. Avendo la parte dimostrato il perfezionamento della sanatoria tramite il pagamento delle somme dovute, la materia del contendere è cessata. La Corte ha inoltre stabilito che le spese processuali restano a carico di chi le ha anticipate e che non sussistono i presupposti per il raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata: estinzione liti tributarie
Una società di intermediazione commerciale ha impugnato un avviso di pagamento relativo ad accise evase per il rifornimento di gasolio denaturato a imbarcazioni da diporto. Dopo diverse fasi di giudizio e un rinvio dalla Cassazione focalizzato sull'effettivo uso commerciale del carburante, la controversia è giunta a una risoluzione grazie alla definizione agevolata prevista dalla Legge n. 197/2022. Poiché una società coobbligata ha perfezionato il pagamento e presentato la domanda, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che i benefici della sanatoria si estendono a tutti i soggetti coinvolti nella lite.
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Definizione agevolata: chiusura liti in Cassazione
La controversia riguardava la contestazione dell'esenzione dalle accise per il rifornimento di gasolio a un'imbarcazione straniera adibita a uso commerciale. Dopo un lungo iter giudiziario e una sentenza di rinvio, la società contribuente ha presentato istanza di definizione agevolata ai sensi della Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione, preso atto del pagamento delle somme dovute e della regolarità della domanda, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che la definizione agevolata estingue la lite fiscale pendente.
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Definizione agevolata: estinzione liti tributarie
Una società operante nel settore del bunkeraggio ha impugnato diversi avvisi di pagamento relativi ad accise sul gasolio fornito a imbarcazioni. La controversia verteva sulla qualificazione delle navi come unità commerciali o da diporto ai fini dell'esenzione fiscale. Durante il giudizio di Cassazione, la società ha presentato istanza di definizione agevolata ai sensi della Legge n. 197/2022, documentando il pagamento integrale delle somme dovute. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, ponendo le spese a carico della parte che le ha anticipate.
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Definizione agevolata: stop alle liti fiscali
Una società operante nel settore nautico ha impugnato un accertamento relativo al mancato pagamento di accise sul carburante per imbarcazioni. Dopo una sentenza d'appello sfavorevole, la contribuente ha presentato istanza di definizione agevolata ai sensi della Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione, preso atto del perfezionamento della procedura di sanatoria e dell'assenza di ulteriori debiti, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. La decisione conferma che la definizione agevolata prevale sulla prosecuzione della lite, ponendo fine al contenzioso senza ulteriori oneri per il contributo unificato.
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Estinzione del reato: morte dell’imputato e Cassazione
La Corte di Cassazione ha sancito l'estinzione del reato per morte dell'imputato in un caso di furto aggravato. Nonostante la condanna in appello, è emerso che il decesso era avvenuto prima della pronuncia della sentenza di secondo grado. La Suprema Corte, acquisito il certificato di morte, ha annullato senza rinvio il provvedimento impugnato, ribadendo che la morte del reo estingue ogni effetto penale dell'azione intrapresa.
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Rinuncia al ricorso: effetti della transazione
Una società di capitali ha impugnato un decreto ingiuntivo relativo a onorari professionali per prestazioni rese in ambito tributario. Il Tribunale aveva dichiarato inammissibile l'opposizione poiché proposta con rito sommario anziché ordinario. La società ha quindi presentato ricorso in Cassazione, ma nelle more del giudizio le parti hanno raggiunto un accordo transattivo. La società ha formalizzato la **rinuncia al ricorso**, portando la Suprema Corte a dichiarare l'estinzione del giudizio. La decisione chiarisce che la rinuncia è un atto unilaterale che non richiede accettazione della controparte per produrre effetti estintivi.
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Pesatura degli incarichi: estinzione in Cassazione
Un'Azienda Sanitaria ha presentato ricorso in Cassazione contro la sentenza che la condannava a risarcire un Dirigente Medico per l'inadempimento degli obblighi relativi alla pesatura degli incarichi. Il medico lamentava la mancata graduazione delle funzioni, necessaria per il calcolo della parte variabile dell'indennità di posizione. Tuttavia, prima della decisione, l'Azienda ha depositato atto di rinuncia al ricorso, accettato dalla controparte. La Suprema Corte ha dunque dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando l'accordo tra le parti sulle spese ed escludendo il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: guida alla chiusura del giudizio
Un dirigente medico veterinario ha agito contro un'azienda sanitaria pubblica per ottenere il risarcimento danni da inadempimento contrattuale relativo a un incarico di alta specializzazione. Dopo una sentenza di rigetto in primo grado e una di accoglimento in appello, l'azienda ha proposto ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione, l'ente ha presentato formale rinuncia al ricorso, accettata dalla controparte con accordo sulla compensazione delle spese. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che in caso di rinuncia non è dovuto il raddoppio del contributo unificato.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia in Cassazione
Una società edilizia e un ente comunale si sono scontrati per decenni sulla proprietà di aree destinate a verde pubblico. Dopo sentenze di merito che riconoscevano l'usucapione parziale e la risoluzione di un accordo transattivo, le parti hanno presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione, entrambe hanno rinunciato ai rispettivi atti. La Suprema Corte ha dunque dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che la volontà concorde delle parti pone fine alla lite senza ulteriori spese.
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Pena pecuniaria: sospensione in affidamento in prova
La Corte di Cassazione ha stabilito che è legittima la sospensione cautelare della **pena pecuniaria** per i soggetti ammessi all'affidamento in prova ai servizi sociali. Il caso nasce dal rigetto di un'istanza di sospensione di una cartella esattoriale da parte di un Tribunale di Sorveglianza, motivato dall'assenza di una norma specifica. La Suprema Corte ha invece chiarito che, se la prova è già in corso e sussiste una prognosi favorevole sul recupero del condannato in difficoltà economica, il giudice ha il potere di sospendere la riscossione per salvaguardare la finalità rieducativa della misura.
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Rinuncia al ricorso: guida all’estinzione del giudizio
Una società di servizi ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza di merito emessa da un tribunale ordinario. Successivamente, i legali della ricorrente, regolarmente muniti di procura speciale, hanno depositato un atto formale di rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha preso atto di tale volontà, dichiarando l'estinzione del giudizio ai sensi dell'art. 390 c.p.c. Poiché la società intimata non ha svolto attività difensiva, non è stata pronunciata alcuna condanna al pagamento delle spese processuali.
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Definizione agevolata: estinzione liti in Cassazione
Una società di capitali ha impugnato un avviso di accertamento relativo a presunte omesse ritenute su interessi corrisposti a soggetti non residenti. Dopo aver ottenuto ragione nei primi due gradi di giudizio, l'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, la società ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023, provvedendo al versamento degli importi richiesti. La Suprema Corte, verificata la regolarità della procedura e il deposito della documentazione, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere.
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Rinuncia al ricorso: guida all estinzione del processo
La Corte di Cassazione ha dichiarato l estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso presentata da una delle parti. Poiche la rinuncia e stata formalizzata correttamente e accettata dalla controricorrente, la Corte non ha provveduto alla liquidazione delle spese legali. Un aspetto rilevante della decisione riguarda l esenzione dal pagamento del raddoppio del contributo unificato, beneficio che si applica proprio in caso di estinzione del processo per rinuncia.
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