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Estinzione

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427 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Rinuncia al ricorso: estinzione e spese
L'ordinanza n. 28544/2023 della Corte di Cassazione sancisce l'estinzione del giudizio a seguito di una formale rinuncia al ricorso. Poiché la controparte ha accettato tale rinuncia, la Corte ha disposto la non ripetibilità delle spese di lite. Inoltre, la decisione chiarisce che l'estinzione del processo esclude l'obbligo di versare l'ulteriore importo del contributo unificato, semplificando la chiusura della lite.
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Estinzione del giudizio: rinuncia e spese legali
Una struttura sanitaria pubblica ha impugnato una sentenza che la condannava a risarcire un dirigente veterinario per il mancato calcolo dell'indennità di posizione. Durante il procedimento in Cassazione, l'ente ha depositato un atto di rinuncia formale accettato dalla controparte. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando l'accordo tra le parti per la compensazione delle spese legali. L'estinzione del giudizio impedisce inoltre l'applicazione del raddoppio del contributo unificato, chiudendo definitivamente la lite senza ulteriori oneri fiscali per il ricorrente.
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Estinzione del giudizio: rinuncia al ricorso
Un'Azienda Sanitaria Locale ha presentato rinuncia al ricorso in Cassazione in una lite contro un Dirigente Veterinario. La controversia riguardava il risarcimento danni per il mancato adempimento degli obblighi di graduazione e pesatura degli incarichi, necessari per il calcolo dell'indennità di posizione. A seguito dell'accettazione della rinuncia da parte del controricorrente e dell'accordo sulla compensazione delle spese, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Tale provvedimento esclude inoltre il raddoppio del contributo unificato a carico del ricorrente.
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Indennità di posizione: la rinuncia al ricorso
Una Azienda Sanitaria Locale ha impugnato la sentenza che la condannava a risarcire un Dirigente Medico per il mancato versamento della quota variabile dell'indennità di posizione. Il danno derivava dall'omessa graduazione delle funzioni e dalla mancata pesatura degli incarichi dirigenziali. Tuttavia, durante il giudizio di legittimità, l'ente pubblico ha presentato atto di rinuncia al ricorso, accettato dalla controparte. La Corte di Cassazione ha dunque dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che l'accordo tra le parti esclude la condanna alle spese e il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: guida agli effetti processuali
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della formale rinuncia al ricorso presentata dal ricorrente. Essendo la rinuncia un atto unilaterale, non richiede l'accettazione delle controparti per essere efficace. La decisione chiarisce inoltre che, in caso di estinzione, non è dovuto il raddoppio del contributo unificato, trattandosi di una misura sanzionatoria non applicabile a questa fattispecie.
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Definizione agevolata: stop alle liti ICI
Una società in procedura concorsuale ha impugnato un avviso di accertamento relativo all'imposta ICI su terreni, contestando il valore venale attribuito dal Comune. Durante il giudizio in Cassazione, il contribuente ha presentato istanza di definizione agevolata ai sensi della Legge di Bilancio 2023. Avendo dimostrato il pagamento della prima rata e la regolarità della domanda, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio. La decisione conferma che il perfezionamento della tregua fiscale prevale sulla prosecuzione della lite, con spese a carico di chi le ha anticipate.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso presentata da un lavoratore che agiva per il riconoscimento di differenze retributive e l'illegittimità di un licenziamento orale. Dopo una parziale vittoria in appello, il ricorrente ha scelto di non proseguire il giudizio di legittimità. Poiché la controparte ha accettato formalmente la rinuncia, la Corte ha applicato le norme procedurali che escludono la condanna alle spese e il raddoppio del contributo unificato, chiudendo definitivamente la controversia senza esaminare i motivi di merito.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e transazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso presentata da una società agricola. Le parti hanno raggiunto un accordo transattivo stragiudiziale per risolvere una disputa su un presunto licenziamento orale e differenze retributive. La Corte ha disposto la compensazione delle spese e ha chiarito che la rinuncia non comporta il raddoppio del contributo unificato.
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Remissione di querela: estinzione del reato in Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio una condanna per furto aggravato a causa della sopravvenuta remissione di querela. In seguito alle modifiche introdotte dal D.lgs. 150/2022, il reato in esame è divenuto procedibile solo su querela di parte. Poiché la vittima ha ritirato la denuncia e l'imputato ha accettato tale rinuncia durante il giudizio di legittimità, il reato è stato dichiarato estinto, prevalendo su ogni altra valutazione di merito o inammissibilità del ricorso.
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Remissione di querela: annullata la condanna
La Corte di Cassazione ha stabilito l'annullamento senza rinvio di una condanna per furto a causa della sopravvenuta remissione di querela. Nonostante una condanna in secondo grado, la vittima ha ritirato la denuncia prima che la sentenza diventasse definitiva. La Suprema Corte ha confermato che il ricorso è ammissibile anche se presentato al solo scopo di far valere l'estinzione del reato tramite la remissione di querela accettata dall'imputato.
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Remissione di querela: estinzione del reato in Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la remissione di querela, intervenuta dopo una condanna in appello ma prima della scadenza dei termini per il ricorso, determina l'estinzione del reato. Nel caso di specie, un imputato condannato per lesioni personali ha presentato ricorso per cassazione al solo fine di depositare la remissione accettata. La Corte ha accolto il ricorso, annullando la sentenza senza rinvio e ponendo le spese a carico del querelato, confermando la piena ammissibilità di tale strategia difensiva.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e costi legali
Una banca ha agito in giudizio per ottenere la dichiarazione di simulazione o l'inefficacia per revocatoria di due compravendite immobiliari effettuate da garanti di un debito societario. Dopo una sentenza d'appello parzialmente favorevole all'istituto di credito, le parti hanno proposto ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione, è intervenuta una formale rinuncia al ricorso da parte di tutti i ricorrenti, accettata dalla banca. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, specificando che in caso di rinuncia non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: guida agli effetti legali
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della formale rinuncia al ricorso presentata dal ricorrente. Poiché la controparte non ha svolto attività difensiva, non è stata pronunciata alcuna condanna alle spese. La decisione chiarisce inoltre che la rinuncia al ricorso esclude l'obbligo di versare l'ulteriore importo a titolo di contributo unificato, diversamente da quanto avviene nei casi di rigetto o inammissibilità.
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Remissione di querela: stop alla condanna per furto
Una cittadina era stata condannata per furto aggravato dalla destrezza, reato originariamente procedibile d'ufficio. A seguito della Riforma Cartabia, tale fattispecie è divenuta procedibile solo a querela di parte. Durante il ricorso in Cassazione, è intervenuta la remissione di querela da parte della persona offesa. La Suprema Corte ha stabilito che l'applicazione della norma più favorevole impone l'estinzione del reato, annullando la condanna senza rinvio.
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Remissione di querela: guida alla Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la **remissione di querela**, intervenuta dopo la sentenza di appello ma prima della scadenza dei termini per il ricorso, determina l'estinzione del reato. Nel caso analizzato, relativo a una condanna per diffamazione, le parti hanno formalizzato l'accordo tramite procuratori speciali. La Corte ha annullato la sentenza senza rinvio, confermando l'ammissibilità del ricorso presentato al solo fine di introdurre la remissione.
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Definizione agevolata: estinzione e liti complesse
La Corte di Cassazione analizza il caso di una società e dei suoi soci coinvolti in un accertamento fiscale per ricavi non dichiarati. Mentre i soci hanno aderito alla **definizione agevolata**, estinguendo la propria posizione, la società ha inizialmente proseguito il giudizio. La sentenza chiarisce che l'estinzione per condono di una parte non si estende automaticamente alle altre se la controversia è scindibile. Avendo infine anche la società depositato istanza di sanatoria, viene dichiarata l'estinzione totale del processo per cessazione della materia del contendere.
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Rottamazione-quater: estinzione del giudizio tributario
Una società contribuente ha impugnato il diniego di autotutela relativo ad avvisi bonari IRES e IRAP. Durante il giudizio di Cassazione, la società ha aderito alla Rottamazione-quater prevista dalla Legge di Bilancio 2023. Avendo documentato il pagamento integrale delle somme dovute, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, applicando le disposizioni sulla definizione agevolata dei carichi affidati alla riscossione.
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Riassunzione del giudizio: rischi di estinzione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la mancata riassunzione del giudizio tributario entro i termini di legge, a seguito di un rinvio, comporta l'estinzione automatica del processo. Tale estinzione rende definitivo l'avviso di accertamento impugnato. Nel caso analizzato, il processo di un socio era stato sospeso in attesa della decisione sulla società. Poiché la società non ha provveduto alla riassunzione del giudizio dopo una sentenza di Cassazione, il rapporto tributario societario è divenuto definitivo, facendo venir meno i presupposti per la sospensione del giudizio del socio. La parola_chiave riassunzione del giudizio risulta quindi centrale per evitare la perdita del diritto alla difesa.
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Indennità di posizione: risarcimento per inerzia PA
Un dirigente medico ha agito contro un'azienda sanitaria per ottenere il risarcimento dei danni derivanti dalla mancata corresponsione della parte variabile dell'indennità di posizione. Il danno è scaturito dall'inerzia dell'ente nell'adottare il provvedimento di graduazione delle funzioni. I giudici di merito hanno riconosciuto l'inadempimento contrattuale, liquidando il danno in via equitativa. In sede di Cassazione, l'ente ha presentato rinuncia al ricorso, portando all'estinzione del giudizio senza l'applicazione della sanzione del raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: effetti e costi in Cassazione
Un dirigente medico ha ottenuto il risarcimento danni per l'inadempimento di un'azienda sanitaria che non aveva provveduto alla graduazione delle funzioni, impedendo il pagamento dell'indennità di posizione. Dopo il ricorso in Cassazione dell'ente, è intervenuta una formale Rinuncia al ricorso accettata dal lavoratore. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, chiarendo che in caso di rinuncia non è dovuto il raddoppio del contributo unificato, trattandosi di una norma sanzionatoria applicabile solo a rigetto o inammissibilità.
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