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Estinzione

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427 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Riparazione integrale e furto: la guida legale
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per furto aggravato a carico di un soggetto che aveva restituito solo parzialmente il maltolto. La sentenza chiarisce che la riparazione integrale, necessaria per l'estinzione del reato ex art. 162-ter c.p., non si configura se viene restituito il denaro ma non il portafoglio e i documenti della vittima. Inoltre, la Corte ha ribadito che i reati precedentemente estinti devono comunque essere valutati dal giudice per decidere sulla concessione della sospensione condizionale della pena.
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Definizione agevolata: stop alle liti col Fisco
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario riguardante accertamenti su redditi d'impresa e IVA. La controversia, originata da presunte anomalie negli studi di settore, si è conclusa grazie alla **definizione agevolata** richiesta dai contribuenti ai sensi del D.L. 119/2018. L'Agenzia delle Entrate ha confermato il regolare versamento delle rate previste, determinando la cessazione della materia del contendere. La sentenza stabilisce che le spese processuali restano a carico di chi le ha anticipate e che non sussistono i presupposti per il raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Una società di rappresentanza ha impugnato un avviso di accertamento relativo a IRES, IRAP e IVA per l'anno 2007. Durante il giudizio di legittimità, la parte ha richiesto la definizione agevolata delle controversie tributarie ai sensi del D.L. 119/2018. Avendo documentato il pagamento della prima rata e non essendo intervenuto alcun diniego da parte dell'Agenzia delle Entrate, la Corte ha dichiarato l'estinzione del processo. La decisione conferma che la definizione agevolata comporta la chiusura della lite senza raddoppio del contributo unificato, restando le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: guida alla chiusura liti fiscali
Una società di servizi e i suoi soci hanno impugnato avvisi di accertamento basati su anomalie negli studi di settore. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, le parti hanno richiesto l'accesso alla definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione, verificato il pagamento degli importi e la presentazione della domanda, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, confermando l'efficacia della sanatoria fiscale sulle liti pendenti e l'applicazione della parola_chiave per la risoluzione del conflitto.
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Noleggio con conducente: stop al ricorso in Cassazione
Una controversia relativa a sanzioni amministrative per il servizio di noleggio con conducente si è conclusa con l'estinzione del giudizio in Cassazione. Un ente locale aveva sanzionato un operatore per la mancanza di documenti e contrassegni identificativi, ma i giudici di merito avevano annullato i verbali ritenendo illegittimi i regolamenti comunali. Durante il giudizio di legittimità, a seguito di un chiarimento delle Sezioni Unite sulla complessa normativa di settore, l'ente pubblico ha depositato atto di rinuncia al ricorso, portando alla chiusura definitiva del caso.
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Spese processuali: stop ai costi senza difesa
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un cittadino contro la liquidazione delle spese processuali operata in sede di appello. Il ricorrente aveva rinunciato agli atti, determinando l'estinzione del giudizio. Tuttavia, il giudice di merito aveva erroneamente addebitato al rinunciante le spese per fasi processuali mai effettivamente svolte dalla controparte, come il giudizio di legittimità senza attività difensiva e la fase decisionale dell'appello. La Suprema Corte ha ribadito che le spese processuali sono dovute solo a fronte di un'effettiva attività difensiva, annullando la decisione sulle somme non dovute.
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Procedimento disciplinare magistrati: la rinuncia
Un magistrato, sottoposto a procedimento disciplinare magistrati a seguito di indagini penali per corruzione, aveva impugnato il provvedimento del CSM che ne disponeva il trasferimento cautelare. Nonostante l'assoluzione in sede penale con formula piena, l'organo disciplinare aveva mantenuto la misura cautelare, ritenendo che la condotta avesse comunque leso l'immagine di imparzialità. Successivamente, il ricorrente ha presentato formale atto di rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione, preso atto della volontà della parte, ha dichiarato l'estinzione del giudizio senza procedere alla liquidazione delle spese, data l'assenza di parti controricorrenti.
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Rinuncia al ricorso: guida all’estinzione del processo
Una società ha impugnato la decisione relativa alla determinazione dell'indennità di espropriazione per un terreno industriale. Dopo un lungo iter giudiziario, la parte ha presentato formale rinuncia al ricorso, accettata dall'ente pubblico coinvolto. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo, confermando che la rinuncia al ricorso, se regolarmente accettata, preclude ogni decisione nel merito e chiude definitivamente la lite.
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Remissione di querela: estinzione del reato in Cassazione
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di due soggetti condannati per appropriazione indebita di arredi e oggetti di valore. Durante il giudizio di legittimità, le parti hanno raggiunto un accordo che ha portato alla formale remissione di querela da parte della persona offesa. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del reato, confermando che la remissione di querela accettata prevale sulle cause di inammissibilità del ricorso, purché quest'ultimo sia stato presentato tempestivamente. La sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio.
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Remissione di querela: estinzione del reato
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un soggetto condannato per insolvenza fraudolenta (Art. 641 c.p.), reato originariamente qualificato come truffa. Durante il procedimento di legittimità, è intervenuta la remissione di querela da parte della persona offesa, regolarmente accettata dall'imputato. La Suprema Corte ha dunque disposto l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata, dichiarando l'estinzione del reato, pur ponendo a carico dell'imputato le spese processuali.
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Remissione di querela: estinzione del reato
Un imputato, condannato per truffa nei primi due gradi di giudizio, ha presentato ricorso in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, le persone offese hanno formalizzato la remissione di querela, accettata dall'imputato. La Suprema Corte ha stabilito che la remissione di querela determina l'estinzione del reato, prevalendo su eventuali cause di inammissibilità del ricorso, a condizione che quest'ultimo sia stato proposto tempestivamente.
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Rinuncia al ricorso: effetti e spese in Cassazione
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso relativo alla contestazione di un ampliamento di un terrazzo e all'usucapione di una servitù di passaggio per la lettura di un contatore del gas. Durante il giudizio di legittimità, il ricorrente ha depositato una memoria dichiarando che il contatore era stato rimosso e il terrazzo ripristinato, chiedendo la cessazione della materia del contendere. La Suprema Corte ha chiarito che, in mancanza di un accordo esplicito tra le parti, tale dichiarazione non configura una cessazione della materia del contendere, bensì una Rinuncia al ricorso per sopravvenuto difetto di interesse. Di conseguenza, il giudizio è stato dichiarato estinto con condanna del ricorrente alle spese legali.
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Canone enfiteutico: rinuncia al ricorso e spese
La controversia trae origine da una richiesta di pagamento per un canone enfiteutico relativo a terreni agricoli. Dopo una riduzione dell'importo dovuto stabilita in sede di appello, i proprietari hanno presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, durante il procedimento, i ricorrenti hanno depositato formale rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, condannando i rinuncianti al pagamento delle spese legali in favore della controparte, data la mancata accettazione della rinuncia stessa.
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Rinuncia al ricorso: stop al raddoppio del contributo
Un ente locale aveva impugnato una sentenza favorevole ad alcuni contribuenti in merito ad accertamenti ICI. Durante il giudizio di legittimità, l'ente ha presentato formale rinuncia al ricorso, prontamente accettata dalle controparti. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, stabilendo che in caso di rinuncia al ricorso non si applica il raddoppio del contributo unificato, poiché tale misura ha natura sanzionatoria e riguarda esclusivamente i casi di rigetto o inammissibilità dell'impugnazione.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e costi in Cassazione
In una controversia relativa alla mancata graduazione di incarichi per dirigenti medici e alla conseguente richiesta di risarcimento, l'ente sanitario ricorrente ha presentato formale rinuncia al ricorso. La controparte ha accettato tale rinuncia, portando la Corte di Cassazione a dichiarare l'estinzione del giudizio. La decisione conferma che, in caso di estinzione, non si applica il raddoppio del contributo unificato e non si procede alla liquidazione delle spese di lite se la rinuncia è accettata.
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Rinuncia al ricorso: guida all’estinzione del giudizio
Un'azienda sanitaria ha impugnato una sentenza d'appello relativa al risarcimento danni per mancata graduazione delle funzioni di un dirigente medico. Prima della decisione, la ricorrente ha presentato una formale rinuncia al ricorso, regolarmente accettata dalla controparte. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che in tale ipotesi non si applica il raddoppio del contributo unificato, poiché l'estinzione non è equiparabile al rigetto o all'inammissibilità del ricorso.
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Estinzione del giudizio: effetti della rinuncia
La Corte di Cassazione ha pronunciato l'estinzione del giudizio in una controversia tra un'azienda sanitaria e un dirigente medico riguardante la mancata graduazione delle funzioni e il relativo risarcimento. La decisione e scaturita dalla rinuncia al ricorso presentata dall'ente pubblico e dalla successiva accettazione della controparte. Poiche l'estinzione del giudizio e avvenuta per accordo tra le parti, la Corte ha stabilito che non vi e luogo a provvedere sulle spese di lite e che non sussistono i presupposti per il raddoppio del contributo unificato.
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Estinzione del giudizio: rinuncia e costi
Una struttura sanitaria pubblica ha presentato ricorso contro un dirigente medico per questioni legate alla mancata graduazione e al relativo risarcimento. Prima della decisione, la ricorrente ha depositato una formale rinuncia al ricorso, regolarmente accettata dalla controparte. La Corte di Cassazione ha dunque dichiarato l'estinzione del giudizio, specificando che in tale ipotesi non si applica il raddoppio del contributo unificato, poiché la chiusura anticipata per rinuncia non rientra nelle casistiche sanzionatorie previste dalla legge.
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Rinuncia al ricorso: estinzione in Cassazione
Una struttura sanitaria pubblica ha presentato una rinuncia al ricorso in Cassazione relativo a una controversia con un dirigente medico per la mancata graduazione delle funzioni e il conseguente risarcimento. La controparte ha formalmente accettato la rinuncia. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio di legittimità, stabilendo che non sussistono i presupposti per il raddoppio del contributo unificato, poiché l'estinzione non è equiparabile al rigetto o all'inammissibilità del ricorso.
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Spese di lite: stop alla compensazione automatica
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che disponeva la compensazione automatica delle spese di lite a seguito della cessazione della materia del contendere. Il caso riguardava un contribuente che aveva contestato l'aliquota applicata a una servitù di metanodotto. Nonostante l'Amministrazione avesse rinunciato alla pretesa dopo la vittoria del contribuente in primo grado, il giudice d'appello aveva compensato le spese senza motivare le gravi ed eccezionali ragioni richieste dalla legge. La Suprema Corte ha ribadito che la compensazione non può essere un automatismo ma richiede una specifica giustificazione.
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